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L´Accademia degli Imperfetti e le Variazioni sull´Aria

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XXI FESTIVAL DI MUSICA ANTICA


Convergenze/Deviazioni


L’Arte della variazione dal Barocco al Jazz


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Variazioni sull’aria: invenzioni sopra il basso ostinato


ACCADEMIA DEGLI IMPERFETTI


Salerno: 14 dicembre 2008 Chiesa della SS.Annunziata ore 21,00 – INGRESSO LIBERO                              Info.: info@salernofestival.it  Cell.:328/0503066


 


Le variazioni sull’aria dell’Accademia degli Imperfetti


Domenica 14 dicembre il terzo appuntamento del Festival di Musica Antica, promosso dall’Associazione Koinè, nella chiesa della SS.Annunziata


 


Ritorna a Salerno il 14 dicembre alle ore 21, nella Chiesa della SS.Annunziata, l’Accademia degli Imperfetti, a cui Carmine Mottola, promotore del Festival di Musica Antica, giunto alla sua XXI edizione, ha affidato il terzo appuntamento. Il soprano Elisa Franzetti, Marinella Di Fazio alla tiorba e chitarra barocca, unitamente a Maurizio Less alla viola da gamba, per onorare il tema della rassegna che è “L’arte della variazione dal Barocco al jazz”, ha inteso proporre delle variazioni sull’aria, invenzioni sopra il basso ostinato.


Il programma offre una panoramica di spunti tematici in elaborazioni che vanno dal sacro al profano, centrati sul seicento italiano, ma con incursioni nella musica d’oltreoceano del primo settecento. I temi dei bassi ostinati sono presi dal consolidato repertorio in voga, come le ciaccone, le passacaglie e le follie, ma anche talvolta curiosamente inventati come il basso del Kapsberger o l’ossessivo la-sib della Canzonetta spirituale sopra la Nanna di Tarquinio Merula.


L’arte del diminuire, retaggio rinascimentale, favorisce ora lo sviluppo di un’officina di sperimentazioni musicali a tutto campo. Troviamo la ciaccona riproposta in una fresca aria popolareggiante di Giovanni Stefani accanto al complesso allestimento di Benedetto Ferrari, ricco di dissonanze e crudezze; altri ostinati dei più noti autori dell’epoca, come Monteverdi e Frescobaldi, accanto a quelli strumentali di Kapsberger, rappresentativi di quell’innovazione di linguaggio che pervaderà la musica per tutto il periodo barocco.


Diversi autori, inseguendo le variazioni, si sono spinti, spesso in maniera poco accademica e “osservante” delle regole, fino ai limiti di quanto allora consentito dal punto di vista tonale e formale: tra questi Tarquinio Merula, Gio. Felice Sances, J.Kapsberger. I temi popolari dei bassi ostinati diventano per loro un terreno fertile per sperimentare il nuovo linguaggio, una base su cui costruire arie, canzoni, sonate, cantate…..In primo piano troviamo sperimentazioni armoniche, uso delle dissonanze come “durezze” per evidenziare le passioni suggerite dal testo; a volte, come nel caso della Canzonetta Spirituale sopra la Nanna, anche per consentire al canto di esprimersi senza costrizioni, in modo ad arte “ingenuo”, nel contesto di un basso ostinato che invece si muove rigidamente inesorabile. Discorso diverso è da farsi per le Tarantelle, Follie, ecc. di Sanz e  De Murcia (che documentano anche un passaggio di musica popolare italiana, e in generale europea, in America latina), il cui scopo è divertire, stupire con una serie evoluzioni curiose quanto accattivanti. Ma siamo già nel settecento: finita l’epoca della sperimentazione si tesaurizza il successo dei generi in voga.



Antonio Florio 

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