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La Suave Melodia al Festival di Musica antica di Salerno

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La Suave melodia e l’arte della variazione

Omaggio ad Andrea Falconieri e al suo tempo, sabato 20, nella chiesa della SS.Annunziata, per il penultimo appuntamento del XXI Festival di Musica Antica di Salerno

Il penultimo appuntamento del XXI Festival di Musica Antica, promosso dall’Associazione Koinè di Carmine Mottola, con il sostegno del Comune e della Provincia di Salerno, è stato affidato all’ensemble del liutista Massimo Lonardi, con il soprano Renata Fusco, Matteo Mela alla chitarra barocca, Lorenzo Micheli alla tiorba e chitarra barocca e il leader all’arciliuto. Il programma della serata, di sabato 20 dicembre, che si svolgerà nell’ormai abituale cornice, della Chiesa della SS.Annunziata, alle ore 21 è intitolato “La suave melodia”, l’arte della variazione nella musica di Andrea Falconieri e del suo tempo.

Il programma è basato sull’affinità fra le  Arie per voce e basso continuo  ed i brani strumentali  del ‘600 italiano.Aria è un termine generico che nel primo Barocco indicava una breve composizione di carattere leggero su testo strofico; le Arie di questo periodo continuavano la tradizione della cinquecentesca Canzonetta a più voci, con la novità d’esser concepite per “ Voce sola “ con accompagnamento strumentale (basso continuo). Le arie contenute nei numerosi libri stampati nel ‘600 si inserivano in quel particolare genere d’intrattenimento musicale che, essendo “… degno di comparir in ogni nobile conversatione “ ( come scrive Giovanni Stefani nella prefazione della sua antologia “Affetti Amorosi” pubblicata a Venezia nel 1618), era alla moda presso nobili, cortigiani e ricchi mercanti. Nonostante questa destinazione sociale, le Arie o Canzonette si ispiravano sovente al gusto popolaresco che con la sua vivacità e la sua freschezza caratterizzò molta musica del Rinascimento e del primo Barocco; alcune di queste composizioni sono basate su forme di danza assai note, come la Ciaccona e il Ballo di Mantova, o su brani di derivazione popolare come le Villanelle alla Napolitana o le Tarantelle .Uno dei motivi che determinò la grande diffusione di questo genere di composizioni fu l’aggiunta al normale Basso continuo da realizzarsi estemporaneamente con tiorba, arciliuto o clavicembalo, di un semplice accompagnamento per “ Chitarra alla Spagnuola “ (strumento affine alla chitarra battente tuttora in uso nella musica popolare del meridione)  che in molte edizioni dell’epoca si trova stampato sopra la parte vocale in notazione alfabetica.

 I brani strumentali, proposti dal prestigioso ensamble, sono tratti da varie raccolte fra le quali spicca “Il  Primo Libro di Canzone,Sinfonie,Fantasie, Capricci, Brandi …”(Napoli 1650) di Andrea Falconieri dal quale è tratto il brano La Suave Melodia che dà il titolo al concerto.

 Nelle danze, nelle Sinfonie e nelle Toccate per arciliuto,chitarra barocca e tiorba di questo autore e di altri compositori come Girolamo Kapsberger, Francesco Corbetta e Girolamo Frescobaldi, troviamo lo stesso gusto per l’immediatezza melodica che caratterizza i brani vocali unito alla sapienza contrappuntistica e all’ utilizzo assai raffinato della variazione strumentale.

 Il concetto di variazione deriva dalla prassi della “diminuizione” ossia dall’uso di abbellire le composizioni strumentali e vocali diminuendo le note di una certa lunghezza in valori più rapidi; questa consuetudine è certamente collegata all’antica prassi dell’improvvisazione che i compositori secenteschi, raccogliendo la tradizione rinascimentale, portarono ad un livello eccelso.

L’ Ufficio Stampa                                                                          Olga Chieffi     cell.:347/8814172

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