Positano News - Notizie della Costiera Amalfitana Penisola Sorrentina Campania - Positano News

All’ Annunziata si suona il jazz!

Più informazioni su

Era dal 1979 che in una chiesa salernitana non entrava la musica jazz, la musica del diavolo. Se in quel lontano anno, da piccolissimi, in cattedrale, assistemmo ad un concerto della Simphony Orchestra, diretta da Franco Pezzullo, che propose un programma spaziante da Gershwin a Bacharach, mercoledì sera, grazie all’apertura alle arti del nuovo Priore della chiesa SS.Annunziata Don Claudio Raimondo, la XXI edizione del Festival di Musica Antica, promossa dall’Associazione Koinè, ha ospitato l’interessante progetto del Laus Concentus e del MusicArte jazz Project, “Barocco in Jazz”, evento clou di questa rassegna dedicata a “Convergenze e Diviazioni: l’arte della variazione dal Barocco al jazz”.


 Una espressione polisemica, fondata sull’esecuzione filologica di otto temi della letteratura barocca, su cui poi, il trio jazz composto da Fabrizio Trullu alle tastiere, Walter Pandini al sax e Gianni Satta alla tromba, andava ad improvvisare, è andata a formare un insieme di figure melodiche addensatesi allo scopo di suggerire una architettura particolarmente preziosa. Un estremo raffinatamente concepito dai membri dei due gruppi che non assomiglia a nessun altro, ma che ha mantenuto l’attento uditorio in una incantata tensione.


Musica composta, rigorosa dallo charme quasi aristocratico quella proposta dal gruppo barocco Laus Concentus con il soprano Elena Bertuzzi, Maurizio Piantelli alla tiorba e chitarra barocca, Giorgio Merati ai flauti e al clarinetto e Cinzia Polese al violoncello, che ha sposato l’estetica del trio jazz, in cui è raccolto e condensato l’approccio alla materia sonora, in cui si uniscono dei generi musicali assai distanti, posti a contatto secondo il criterio di contaminazione, la strada principale percorsa dalla musica moderna.


 Il concerto, nel quale ha prevalso un’attitudine a quella che nel campo della musica contemporanea è definita “sottrazione” ed al delicato, ma dinamico, interagire tra sonorità adamantine, ha presentato la rilettura di un eterogeneo canzoniere che, ha affiancato Frescobaldi  e Calestani a Stefani e Sanz, sino a giungere a Giulio Caccini con “Torna deh, torna”, “Si dolce è il tormento” di Claudio Monteverdi e “Music for a while” di Henry Purcell, dei quali, si è dimostrato, particolarmente in chiave jazz, l’estrema modernità compositiva. Nell’ampio spazio sonoro generato dalla formazione jazz, le sottili sfumature del timbro del clarinetto di Giorgio Merati le misurate e suggestive sollecitazioni di Gianni Satta alla tromba e la lirica precisione del pianoforte di Fabrizio Trullu, unitamente alle avvolgenti atmosfere create dai sax tenore e soprano di Walter Pandini, i creativi fraseggi, hanno risuonato piacevolmente in una singolare proposta, che in piccolo si è rivelata anche una mini-storia dei diversi stili e linguaggi della musica afro-americana. Una ricchezza che si è dipanata minuziosa ma incessante, assumendo venature a tratti astratte e “sperimentali”, in alcuni momenti citanti la swing-era, o il cool della west-coast, altrove abbandonandosi ad una felicissima “cantabilità”, specie nelle elaborazioni del materiale di Sanz, in composizioni estemporanee che hanno lasciato spazio all’indole intimamente jazzistica del trio, tradotta in scarti di improvvisazione e in zone franche vicine, in brevi momenti, ad uno spirito “free”. Applausi convinti per tutti dall’esigente pubblico del festival che è stato omaggiato della splendida ballade di John Coltrane, “My favorite Thinghs” il cui tema, il celebre waltz dalla melodia garbata che vede nell’originale del 1960, nel lungo ed estenuante assolo il suo stravolgimento, ha ceduto elegantemente il passo ad una delicata esposizione barocca.


 


Olga Chieffi




Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Positano News, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.