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Ritorna con una prima assoluta il festival Piano Solo


Martedì 2 dicembre, alle ore 11, la presentazione della VII edizione ideata dai pianisti Matteo Napoli e Paolo Francese  nel Salone del Gonfalone di Palazzo di Città


 


E’ fissata per martedì 2 dicembre, alle ore 11, nella Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, la presentazione della settima edizione del Festival Internazionale Pianistico “Piano Solo”, promossa dai pianisti Matteo Napoli e Paolo Francese, sotto l’egida del Comune e della Provincia di Salerno,  con la collaborazione di Alberto Napolitano Pianoforti, conferenza alla quale parteciperanno, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, Ermanno Guerra.


Tre gli appuntamenti, che verranno vissuti nell’ormai abituale e prestigiosa sede che è il Salone dei Marmi, di un cartellone che presenterà un’opera in prima esecuzione assoluta, in un ferace confronto tra la scuola italiana e quella spagnola, dal 5 al 19 dicembre, con una conferenza storico- musicologica e un incontro con l’autore, che verrà vissuta all’università degli studi di Salerno.


Il concerto pubblico, il recital può essere un momento particolare della vita culturale, e può essere momento qualitativamente non riducibile ad alcun altro; lo è quando il suono, in questo caso del pianoforte, strumento solista per eccellenza, diventa non solo portatore, ma rivelatore di tutte le ricerche fenomenologiche, storiche, critiche.


La Salerno musicale ha ormai da sette anni quale suo protagonista assoluto il pianoforte, uno strumento che racchiude in sé una parte vastissima della storia dell’Uomo, le sue doti creative, l’abilità tecnica, le emozioni, i pensieri. La direzione artistica del Festival, ha inteso calare sia i solisti che il pubblico, in quella profonda e vitale sensazione di ebbrezza, che si prova trovandosi ad essere “voce sola”, sul palcoscenico, la sensazione di essere trasportato dal sostegno dell’uditorio e sfidato dal suo commento, essere ispirato e creare al tempo istesso, una massa di suono d’infinita varietà, sensazioni inebrianti da vero conquistatore.


Rubiamo le metafore della “giovinezza” e della “vita” a Ferruccio Busoni, attraverso le quali lanciava un’utopia nuova, il sogno della macchina capace di rendere “il parlar del cuore”, per donarle a “Piano Solo”, che pare aver giuste le ragioni estetiche per penetrare il sentire del pubblico.


 


 


                                                                                           L’ Ufficio Stampa


                                                                                                Olga Chieffi


                                                                                            Cell.:347/8814172


 

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