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NAPOLI, L´ODORE DEI MIEI RICORDI AL SAN CARLUCCIO

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La mia esigenza di scrivere, nasce dalla voglia di descrivere le strade di Napoli con tutte le sue contraddizioni che questo meraviglioso popolo esprime. Allora nascono libri come GLI ODORI DEI MIEI RICORDI, CONFESSIONI DI UNA TRAVESTITA IN ATTESA DI PENSIONE DI INVALIDITA’  e MERCANTI DI ANIME E DI USURA. Da questi estrapolo tre lavori teatrali, ed ora, dopo il successo che ha ottenuto lo scorso anno CONFESSIONI DI UNA TRAVESTITA IN ATTESA DI PENSIONE DI INVALIDITA’  tocca a GLI ODORI DEI MIEI RICORDI. E’ stato difficile fare la trasposizione del libro al copione teatrale perché il testo mi coinvolge emotivamente visto che la storia é autobiografica e reale. L’escamotage e’ stato quello di mettere in scena tre arcangeli che si incontrano e si scontrano in un feroce combattimento, fatto di armi che diventano ardenti e infuocate parole.


PASQUALE FERRO



Note di regia


Quando quest’estate Pasquale Ferro mi ha proposto di mettere in scena uno spettacolo tratto dal suo libro “Gli odori dei miei ricordi”, mi è subito balzato alla mente il ricordo della mia infanzia e con esso la nostalgia per alcuni odori che l’hanno accompagnata. Siamo quasi coetanei io e Pasquale, e alcuni luoghi della sua vita mi appartengono. Come mi appartengono, gli stenti, la fame e la voglia di raccontare che hanno accompagnato le nostre esistenze. Dopo aver letto il libro non ho avuto un attimo di esitazione nell’accettare di realizzare uno spettacolo teatrale che parlasse della vita di un bambino violato. In questi ultimi anni ho lavorato in teatro come autore e regista quasi esclusivamente trattando temi sociali: dalla legalità all’integrazione razziale. Problemi come la camorra, il disagio giovanile, la coesistenza tra etnie diverse, mi hanno inevitabilmente indotto a parlare di violenza, di morte ed altro. Tuttavia affrontare il tema della pedofilia non è mai cosa semplice. C’è il pericolo di banalizzare il problema o di trattarlo in maniera troppo cruda. Quando si parla dell’argomento, si fa fatica a spiegare certi aspetti del problema. Io poi, che mi rivolgo spesso alla platea dei ragazzi, cercando di non essere mai retorico e approssimativo, mi sono sentito ancor più responsabile e mi sono chiesto se fosse giusto è soprattutto necessario recitare l’argomento. Ho capito che mettere in scena “L’odore dei miei ricordi” è non solo giusto, ma fondamentale. Se lo spettacolo che mi vede regista e attore, servirà a scuotere anche per un istante l’animo e la coscienza della gente, se riuscirà a far riflettere sulla condizione di migliaia di bambini costretti a prostituirsi per combattere la miseria e la fame, allora sarà servito allo scopo. Per espressa volontà dell’autore abbiamo inserito un brano musicale di Gabriella Ferri ed io riascoltando alcune delle sue mai dimenticate canzoni ho voluto che lo spettacolo fosse accompagnato per intero dalle musiche e dalle parole della grandissima cantante e attrice romana. Hanno collaborato al progetto gli attori Stefano Ariota e Raffaele Ausiello. Le coreografie sono di Sergio Ariota, i costumi di Viky. Un grazie particolare a Gabriella Cerino che con me ha curato l’adattamento del testo e a Bruno Minotti per l’aiuto alla regia.


Peppe Celentano

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