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POSITANO DAL 15 OTTOBRE GIORNALISTI A CONVEGNO, SI DISCUTE DELLA RIFORMA

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Giornalisti solo attraverso l’università, Consiglio Nazionale più “magro” e a numero chiuso, esame per i pubblicisti: sono solo alcune delle più significative novità del progetto che i giornalisti italiani stanno mettendo a punto per poterlo presentare dal 15 ottobre, in un convegno a Positano, in costiera amalfitana, al mondo politico. Un serrato dibattito sui problemi della categoria e qualche momento di tensione per le proposte di cambiamento relative ai pubblicisti che vedrà la perla della costa d’ Amalfi al centro del mondo della comunicazione in un convegno organizzato dal consigliere nazionale Angelo Ciaravolo che ha organizzato per il terzo anno consecutivo la Domina Positano la rassegna letteraria più lunga della provincia di Salerno,  che ha avuto Positanonews, fra le prime dieci testate online piu lette della Campania, la prima in Costiera Amalfitana, Penisola Sorrentina, come media partner.  Per i  giornalisti, sistemati in vari alberghi di Positano, organizzati diversi eventi e per gli accompagnatori escursioni  ad Amalfi e Ravello.


PROGRAMMA EVENTI


Mercoledì 15 ottobre. Concerto di Maria Collina, Luigi Talamo e Maria Gargiulo alle 22 al Covo dei Saraceni con degustazioni di liquori


Giovedì 16 ottobre. Inizio dei Lavori alle 9,30 al Le Agavi in serata concerto degli Hora Nueva al Music on the Rocks e serata danzante


Venerdì 17 ottobre. Concerto alle ore 22 di Pino De Maio al Music on the Rocks





Accesso alla professione attraverso l’università, drastica diminuzione e numero chiuso dei consiglieri nazionali (oggi arrivati a 139 per effetto di un meccanismo elettorale che tiene conto dell’aumento degli iscritti), significative modifiche degli organi competenti in materia disciplinare e deontologica per sveltire meccanismi decisionali e operazioni di voto, nuovi criteri per l’iscrizione all’Albo dei pubblicisti con la previsione di corsi di formazione ed esame di ingresso.
Sono alcuni dei punti qualificanti della proposta di riforma della legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti – la n. 69 del 1963 –  che verrà discussa a Positano dal 16 ottobre e seguita in parte da Positanonews (www.positanonews.it ). Il documento di indirizzo, preparato dalla Commissione giuridica dell’Ordine presieduta da Marco Volpati, è stato valutato in una seconda stesura che ha accolto le indicazioni della Consulta degli Ordini Regionali. Particolarmente calda la discussione sulla questione pubblicisti.
Due le “anime” che si sono già manifestate in Consiglio: la qualificazione della figura del pubblicista (secondo la proposta della Commissione giuridica) e la sua completa abolizione, con l’istituzione di un’unica figura professionale. Quella del giornalista “tout court”, ovvero chi vive di solo giornalismo (attuali pubblicisti compresi). Chi scrive facendo un altro mestiere diventerebbe “collaboratore”. Scontata l’opposizione di una parte dei pubblicisti presenti in Consiglio. La maggioranza comunque è parsa orientata verso la prima soluzione, anche se questo tasto è solo una delle cartine al tornasole dei problemi che la categoria, in questo inizio di millennio, si trova ad affrontare: il dibattito, ad esempio, ha messo in luce come sia spesso insufficiente l’interesse degli stessi giornalisti italiani verso l’attività dell’Ordine e i problemi della categoria, che si trova da tempo sotto attacco da parte di più soggetti. A cominciare dal comico Beppe Grillo e i cosiddetti “grillini”, che stanno promuovendo un referendum per l’abolizione dell’organismo di autogoverno dei giornalisti – in un clima di forte avversione per questi ultimi da parte di una larga fetta di opinione pubblica – passando per numerosi esponenti praticamente di tutti i partiti politici. Uno schieramento trasversale del quale fanno parte molti giornalisti in aspettativa (da Fini a D’Alema, entrambi dichiaratamente sfavorevoli all’Ordine) e che si troverà a dover giudicare e poi eventualmente discutere la proposta di riforma in Parlamento.
Riforma che ha un iter piuttosto lungo: i giornalisti italiani sono infatti già al terzo tentativo di far “aggiornare” e migliorare la legge istitutiva del loro Ordine. Nel 2002 con la cosiddetta “bozza Politi”, che non riuscì a fare passi avanti dopo essere stata approvata dal Consiglio Nazionale. Nel 2005 con il tentativo del sottosegretario Siliquini, che attraverso un decreto introduceva fra l’altro i primi elementi di riferma dell’accesso attraverso l’università, era quasi arrivato in porto ma per l’opposizione degli editori fu bocciato dal Consiglio di Stato.
L’Ordine ora presenterà il nuovo documento finale – che sarà stilato sulla base delle osservazioni avanzate dai consiglieri durante il dibattito – in un convegno nazionale convocato a Positano dal 15 al 18 ottobre prossimo, al quale parteciperanno anche i presidenti degli Ordini Nazionali e i rappresentanti degli altri organismi della categoria e che verrà seguito quotidinamente dalla testata online Positanonews.
Fra le proposte emerse, quelle di portare da 3 a 4 anni il mandato dei consiglieri nazionali ma di limitare a due le legislature massime di eleggibilità; l’unificazione delle elezioni dei Consigli regionali con quello nazionale, la limitazione dei giorni di voto e l’eliminazione del ballottaggio; la definizione di un sistema di incompatibilità fra le le diverse cariche negli organismi di categoria. Inoltre, la codificazione del principio che il lavoro del giornalista è svolto nell’interesse del cittadino, ovvero che la libertà di stampa è un diritto insopprimibile dei cittadini, che va tutelato in ogni forma e con ogni mezzo. Preoccupazioni per i cosìdetti diritti “quesiti” e ancora poca chiarezza su alcuni aspetti. Per esempio chi, da pubblicista, dirige testate giornalistiche (diritto ottenuto grazie ad una sentenza sulla base del principio costituzionale della libertà di espressione) o lavora come ufficio stampa o ha addirittura un’agenzia (dove lavorano varie persone) casi vicini a noi, perderà il diritto di dirigere le testate con un conseguente ricorrere alle vie giudiziarie? E’ previsto che chi da pubblicista lavori autonomamente si possa veder riconosciuto il lavoro che ha svolto sinora e solo lui stesso può autocertificare? E la convivenza con altre professioni come avvocato e commercialista per cui ci sono soggetti che svolgono entrambi i ruoli? E gli uffici stampa pubblici? Persone che hanno un lavoro fisso se non riescono subito a superare i requisiti e gli esami che fine faranno? L’aspetto positivo è che finalmente si riconosce la professionalità anche a chi non ha avuto la possibilità di lavorare in una redazione ed è il riconoscimento che il lavoro di giornalista è cambiato, un riconoscimento piùttosto lento ma che si manifesta anche concretamente con piccoli segni, come il primo esame da professionista fatto con il computer nel 2008, quando ormai da un ventennio quasi nessun giornalista usava la vecchia e cara macchina da scrivere. Una professione che oggi si deve confrontare con un tipo di stampa, come quella online, che era completamente inimmaginabile quando sono state fatte le leggi che ancora oggi regolano questo mestiere. Una sfida che l’Ordine intende affrontare, e vincere, proprio a Positano.


Michele Cinque

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