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Il Perdono

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Non mi è facile dichiararmi, ma ho voluto ugualmente cogliere questa opportunità. Le parole che leggerai esprimono il mio autentico desiderio. Ho compreso solo ora il potere del Perdono e, come molti maestri illuminati ci hanno indicato, non e’ mai troppo tardi per perdonarsi e per chiedere Perdono. Ti invio questo messaggio non come tentativo, bensì come atto di consapevolezza per quello che è stato. Ho compreso che perdonare non significa condonare un’azione ma riconoscere una mancanza, ed in quella mancanza sostenere ugualmente, perdono, se stessi o gli altri. Ti invio ora questo dono a colmare quella mancanza. La nostra vita terrena è così breve che non ha senso chiedersi se sia io a chiedere perdono o sia tu a dover essere perdonato. Esistono fatti che solo una Mente Divina può comprendere. Il Vero Perdono molte volte non è umano. Quello che possiamo cercare ora è l’intima riconciliazione tra i nostri cuori. Non ci si salva da soli. Siamo tutti uniti, per cui la tua sofferenza è anche la mia sofferenza. La tua solitudine è la mia solitudine. La nostra incomprensione è la nostra tristezza. Liberiamoci dalle colpe e scegliamo di amare. Il dono del Perdono nasce da un atto d’amore. Tanto più piccolo sarà l’amore iniziale tanto più grande sarà il nostro dono. Oggi ho deciso di amare. Ora permetto di curare e perdonare collettivamente e singolarmente tutti gli aspetti di me che ti possono aver leso in qualsiasi modo consapevole ed inconsapevole, permetto di perdonarti e curare tutti coloro che in qualche modo hanno partecipato a questa limitazione, perdono e curo anche tutti i luoghi e pensieri che ci hanno visto infelici. Ora, non aver fretta nel rispondermi. Potrai anche non rispondermi mai. L’incontro tante volte è lasciarsi. Il mio intento è stato raggiunto lo stesso. Se hai letto questo messaggio, mi hai permesso di parlare comunque al tuo cuore.


 A parte il fatto ovvio che molti fenomeni non sono ancora comprensibili scientificamente come in passato altri non lo erano, io credo che nei “fenomeni di guarigione”, quando sono veri,  molte volte si verifica un processo psicosomatico.


Già Freud parlava di come tante sofferenze psichiche attraverso un processo di conversione isterica si somatizzavano, si incorporavano in dolori, paralisi, di arti, cecità temporanee ecc. ( si pensi solo al famoso caso di Anna.O, che non muoveva più il braccio). In particolare avveniva in soggetti con una forte dipendenza affettiva o in donne in pieno conflitto edipico frustrate nel bisogno di riconoscimento del padre. I sintomi si acutizzavano quando tali persone non erano al centro dell’attenzione.


Molte persone “guarite” affermano di aver pregato, fatto un percorso spirituale e che sono riuscite a perdonare con l’aiuto di Dio visto come fonte di amore e pace.


Io in questo perdono, per alcuni casi, ci credo ma non come fenomeno magico. Penso che  talvolta si somatizzano forti conflitti affettivi-relazionali con marcate istanze aggressive. In altre parole siamo arrabbiatissimi con qualcuno di importante nella nostra vita da cui in qualche modo dipendiamo. Ci è rimasto un “sospeso” emotivo-affettivo che crea un blocco energetico. Non sempre ne siamo pienamente consapevoli.


Inoltre l’aggressività trattenuta si retroalimenta e si somatizza per esempio in ulcera, gastrite ecc. Quando un conflitto la mente umana non riesce ad accettarlo, a riconoscerlo, ad affrontarlo a rielaborarlo, a simbolizzarlo e verbalizzarlo allora ha due possibilità: o impazzisce (deliri, allucinazioni) o somatizza per salvare il rapporto con la realtà. Diceva Woody Allen alla fine del film “Io e Annie” quando viene lasciato: “Non capisco cosa mi sta succedendo, so solo che mi sta venendo un tumore”.


Non è un caso che gli schizofrenici in genere non si ammalano fisicamente.


Perdonare significa avere elaborato e superato il conflitto e la dipendenza verso questo “altro dominante interiorizzato” e quindi essersi liberati  (infatti si parla anche di preghiere di liberazione ma non è il demone con la forca, siamo noi).


Enrico Romeo Coppola

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