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CHRISTIANA RUGGIERI UN PREMIO DALLA COSTA D´AMALFI

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La bellissima Christiana Ruggieri giornalista del Tg2 impegnata nel sociale autrice de La Lista di carbone riceverà venerdì 10
ottobre alle 18,30, nell’Aula consiliare del Comune di Cava de’TirrenI del libro il premio quale vincitrice della  seconda edizione della Rassegna letteraria Com&Te. In mattina a Praiano, con gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Positano e Praiano, in costiera amalfitana, alla presenza del direttore   del Tg2 Mauro Mazza sarà proiettato il reportage sul Tibet realizzato da Christiana Ruggeri per Tg2 Dossier Storie, magazine di
approfondimento e reportage del Tg2. La giornalista si occupa, infatti,
prevalentemente di sociale e paesi in via di sviluppo. Tra i suoi reportage:
Mozambico, Sierra Leone, Liberia, Uganda, Georgia, Albania, Haiti. Christiana Ruggeri parteciperà nella chiesa di S. Luca
Evangelista, con inizio alle ore 10,30, ad un incontro con gli studenti degli
istituti secondari superiori della Costiera Amalfitana e della media inferiore
di Praiano. Nata a Roma il 28/01/1969. È iscritta all’Albo dei giornalisti professionisti dal 01/10/1999. Nel 1999 si è laureata in Lettere Moderne. Nel 2000 ha iniziato a lavorare per la Rai al Tg2. Nel 2005 ha condotto Tg2 Mistrà per poi passare alla conduzione di Tg2 Costume e Società. Ha realizzato numerosi reportage in paesi in via di sviluppo come Mozambico, Sierra Leone, Liberia, Uganda, Georgia, Albania, Haiti. Vanta collaborazioni con quotidiani e periodici (L’Opinione, Momento Sera, Il Giornale, Italiani, Ariel), nonché esperienze radiofoniche. Ha vinto numerosi premi fra cui il Premio Internazionale al giornalismo Sebetia-Ter al giornalista italiano che si è distinto in campo umanitario e culturale internazionale. Si occupa e scrive di critica cinematografica sin dal 1997. Dal 2007 è presidente dell’Associazione Onlus I bambini di Nassiriya


La giornalista e conduttrice del “Tg2” Christiana Ruggeri sarà premiata giovedì 2 ottobre nell’ambito del Premio Letterario Internazionale “Citta’ di Gaeta”, dedicato alla letteratura di viaggio e d’avventura, per il suo esordio letterario con “La Lista di Carbone” (ed. Mursia, pagg. 254, € 17,00).


christianaruggeri280x200.jpgIl romanzo ha raggiunto quattro edizioni, oltre 25mila copie vendute e si è classificato tra i finalisti del Premio Selezione Bancarella 2008. La giuria del premio presieduta da Folco Quilici è composta da: docenti universitari, scrittori, poeti, giornalisti e critici letterari.

Attualmente ne fanno parte lo scrittore Giorgio Pressburger (vincitore dell’VIII edizione per la sezione narrativa), il giornalista RAI Vincenzo Micalizzi, la prof.ssa Rossana Esposito docente dell’Università “Federico II” di Napoli e il giornalista Franco Capoparte, già direttore di Mondo Sommerso. A presiedere il comitato organizzativo l’attuale Prefetto di Latina Bruno Frattasi e l’assessore alla cultura del Comune di Gaeta Salvatore Di Ciaccio. 

La lista di carbone di Christiana Ruggeri intervistata da ClandestinoWeb affonda le radici nella Shoah e vede protagonista una studentessa romana di oggi che casualmente sarà condotta a ricostruire un antico puzzle di dolore e riscatto, di amore e coraggio, per tutti i protagonisti. Sulle tracce di alcune lettere, intraprende un viaggio in Germania e in Lettonia seguendo una pista d’indagine che, passo dopo passo, la porterà a conoscere non solo il segreto delle missive, ma anche i retroscena e le conseguenze del salvataggio di un gruppo di ebrei del campo di Sachsenhausen, i cui nomi furono tracciati da un prigioniero su foglie di pannocchia, un elenco scritto col carbone.

Credi veramente che tutti abbiamo dentro un romanzo da scrivere?

“Credo che ognuno abbia in mente o in un cassetto il romanzo della propria vita e invito tutti a metterlo su carta: è successo anche a me ma finora non avevo avuto la presunzione di farlo anche perché bisogna avere anche l’idea di che cosa scrivere”.

Il passaggio dal giornalismo alla stesura di un romanzo non è automatico. In che modo ti ha aiutato od ostacolata il tuo mestiere?

“È proprio la scrittura che ci permette di utilizzarla in maniere diverse. Un’agenzia, un pezzo per la radio o per il telegiornale, un reportage sono cose diverse dallo stile di un romanzo, ma tutto è accomunato dall’amore assoluto per la scrittura che in me ha radici lontane da quando mio nonno mi ha insegnato a leggere e a scrivere attraverso i quotidiani. Leggere e scrivere, come tutte le arti, aiutano a rendere la vita più bella”.

Hai un genere preferito a livello di letteratura?

“Amo particolarmente la letteratura degli anni Venti e Quaranta: mi sono formata su Pirandello, un genio assoluto, un evergreen, i cui racconti e romanzi si leggeranno sempre e sempre parranno attuali. Il mondo ha avuto tante genialità: adoro anche i sonetti di Shakespeare; la letteratura mi piace tutta e non c’è genere o settore che mi blocchi. Attraverso la letteratura si può conoscere una popolazione non solo nel suo spirito geografico ma anche in quello culturale. Leggere è fondamentale perché, come l’arte, annulla le distanze di spazio e tempo”

Quando ti è venuta l’idea de “La lista di carbone”?

“Precisamente da due anni, dal momento in cui lessi un trafiletto in cui veniva annunciato che comunicava la restituzione da parte del presidente russo Putin di un carteggio, un dossier fotografico e diaristico saccheggiato alla Germania, al cancelliere tedesco e alla Gedenkstätte Sachsenhausen, il museo del lager alle porte di Berlino. Karl-Otto Koch, comandante SS del campo di concentramento, aveva raccolto in un album 500 fotografie che illustravano le attività di tutti i giorni degli aguzzini e delle loro vittime. Alla fine della guerra quel documento sconvolgente finì negli archivi della polizia segreta sovietica”.

La figura di Koch ti ha particolarmente colpita…

“Lo possiamo definire l’artefice del libro: studiando la sua figura mi sono davvero inquietata. È l’unico gerarca nazista denunciato e ucciso dalle stesse SS. Questo mi ha fatto capire quanto il male non sia mai assoluto e che c’è sempre qualcosa di peggio. Fa accapponare la pelle pensare che per le sue efferatezze sia stato impiccato all’interno dei nazisti. Dal punto di vista letterario mi ha però dato la possibilità di inventare la figura del suo sostituto”.

Credi che il tuo libro possa cambiare un po’ il modo di comunicare la memoria della Shoah?

“Spero proprio di sì: è uno degli intenti che mi sono proposto. La levità di un romanzo può contribuire all’avvicinamento da parte dei giovani ad un argomento che come quello della Shoah fa paura e sgomenta. Se si mantiene inalterato il rispetto, si può utilizzare un mezzo di comunicazione semplice per rendere fruibile il contenuto anche a chi teme di restarne impressionato. Sto incontrando tantissimi giovani nelle scuole e il riscontro è grandissimo” .

Puoi dirci di un riscontro avuto dalla comunità ebraica?

“Alla fine di un mio intervento durante la puntata di “Domenica in…” dedicata al Giorno della Memoria, una signora, che da bambina aveva vissuto gli orrori di un campo di concentramento dov’era stata sterminata la sua intera famiglia, mi ha esortato a continuare su questa strada, perché i giovani devono sapere e continuare a ricordare, anche dopo la scomparsa di chi come lei rappresenta la generazione degli ultimi testimoni diretti. Mi ha onorato e commosso: è un impegno che ho preso sul serio. Il romanzo è dedicato al ricordo di tante tragedie e non solo alla Shoah: basti pensare a quello che sta accadendo in Tibet, su cui sto preparando un reportage”.

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