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Luciano Moggi a Maiori presenta ´´Un calcio nel cuore´´

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Maiori, 31 agosto- Va in scena anche l’ultima serata della manifestazione “Un libro sotto le stelle” nei giardini di Palazzo Mezzacapo. Organizzata dall’Associazione Culturale “Onlus Imeridiani”, la rassegna riscuote nell’appuntamento finale il maggior successo, grazie alla presenza di Luciano Moggi, protagonista assoluto della nota vicenda “Calciopoli”.


Mentre tutti assistono al posticipo Fiorentina-Juventus, irrompe un personaggio prima bersagliato e poi gettato nel dimenticatoio. Subito assalito dai giornalisti e dai curiosi, Moggi si accomoda sul palco dove si apre un dibattito moderato da Gigi Moncalvo. Intervengono anche Sergio Vessicchio, giornalista e amico di Moggi, Franco Esposito, direttore dell’emittente televisiva “Telecolore”, e l’on. Capezzone, portavoce di Forza Italia.


“Un calcio nel cuore” è un libro nel quale l’autore conferisce tutto quello che conosce sui retroscena della vicenda che ha punito la cosiddetta “Cupola” della Vecchia Signora formata, oltre che da Moggi, anche da Giraudo e Bettega. Con la fermezza di chi crede di essere nella ragione, l’ex dg bianconero dichiara che la Juventus, squadra a cui ha dedicato gran parte della sua vita, l’ha tradito in maniera plateale per via di tante controversie interne e, soprattutto, per permettere a personaggi di spicco dell’economia italiana di ottenere ciò che realmente volevano. Montezemolo, Tronchetti Provera ed Elkan sono fra i principali bersagli attaccati ripetutamente.


“Eravamo antipatici perché vincevamo sempre- afferma Moggi- lo zoccolo duro della Nazionale campione del mondo era composto da giocatori che ho scoperto io. In quella finale c’erano nove calciatori che ho lanciato: quel giorno ero semplicemente fiero di me stesso. Ho portato Ibrahimovic in Italia per la stessa cifra che è stata investita per il flop Tiago; ho preso Zidane per una miseria e l’ho venduto per 150 miliardi di lire”. Sono affari che, al di là di tutto, solo un grande manager è in grado di fare. Anche Sergio Vessicchio esprime parole dure contro chi ha squalificato Moggi: “Gente come Stefano Palazzi dovrebbe vergognarsi di esistere: chi, come loro, si presta ai giochi di potere degli altri sperando di guadagnarsi un po’ di notorietà, non merita di essere lavorare in Magistratura”. L’on. Capezzone rassicura chi teme che le intercettazioni telefoniche, pubblicate dai vari giornali talvolta con il solo fine di denigrare un personaggio, saranno presto proibite dal governo Berlusconi: “Solo ed esclusivamente per il bene di tutti ci mobiliteremo per far  sì che non capiti mai più che qualcuno, sia esso un personaggio famoso o un semplice cittadino, possa essere monitorato 24 ore su 24. La privacy un diritto dei cittadini.” A chi azzarda il paragone con Bettino Craxi, emblematica vittima di Tangentopoli, Moggi risponde sicuro: “ Sono stato punito senza che il tribunale di giustizia ordinaria si sia pronunciato. La giustizia sportiva è una barzelletta, vi consiglio di leggere e notare da soli la stupidità della mia squalifica. Chi mi ha estromesso dal mondo del calcio ed ha fatto di tutto per infangare la mia reputazione risponderà direttamente in tribunale. Non morirò in esilio ma dimostrerò a tutti la mia innocenza.”


La Juventus non va oltre l’1 a 1 e proprio sul fischio finale, Luciano Moggi, rammaricato come gli altri tifosi bianconeri, saluta tutti e va via, consapevole di aver rivelato tante verità che i media nazionali hanno oculatamente nascosto.


 


Davide Marciano

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