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POSITANO ARRIVA MARADONA JR foto

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Arriva domenica a Positano Diego Armando Maradona Junior per raccontare con la giornalista Anna Maria Chiariello dei burrascosi rapporti con il padre il campione argentino Diego Armando Maradona. Poche settimane fa dieguito, ha conquistato la medaglia d´argento con la nazionale italiana al mondiale di beach soccer di Marsiglia. A presentare il libro “Maradona, mio padre”, l´autrice, giornalista del Tg 5 Anna Maria Chiariello, con Angelo Ciaravolo, consigliere nazionale dell´ordine dei giornalisti, e Ottavio Lucarelli, presidente dell´ordine dei giornalisti della Campania per la manifestazione Domina Positano ideata da Angelo Ciaravolo con la collaborazione Roberto Iliano. Allieteranno la serata la straordinaria voce Maria Collina con la chitarra Luigi Talamo, un abbinamento straordinario. L’appuntamento da non perdere per la Costiera Amalfitana, da Positano, Amalfi e Ravello, è alle 21,30 sulla splendida terrazza del Domina Royal di Positano ingresso libero. Il libro della Chiariello, edito da Tullio Pironti, racconta la vera storia Diego Armando Maradona junior che, a quattro anni, giocava a pallone nei corridoi di casa e tifava già per l´Argentina, fra lo stupore dei familiari. A 12 anni parlava spagnolo e leggeva libri su Che Guevara. Adesso Diego Armando Maradona junior, il volto del Che, se l´è fatto tatuare su un braccio: glielo aveva chiesto suo padre nell´unica volta che si sono abbracciati. Questa è la vicenda di un ragazzo timido, che somiglia in maniera impressionante al grande campione argentino, anche sui campi di calcio: stessa altezza, stessi occhi, stesso sguardo vivace da nino argentino o, se volete, da scugnizzo napoletano. Questo libro narra delle battaglie in Tribunale, dell´incontro di Fiuggi, dell´amore per il calcio, ma racconta anche la vita di un figlio che riesce ancora a parlare di suo padre con affetto, senza acredine. Il suo desiderio più grande? Quello di andare al più presto in Argentina. Un libro scritto a quattro mani con una giornalista del calibro di Anna Maria Chiariello giornalista professionista dal 10 marzo 1992 e, attualmente, è caposervizio al Tg5. Ha lavorato molto con giornali e tv napoletane (è stata direttore responsabile di Canale 8), ha collaborato con “Il Mattino”, con “L’Europeo” e ha fatto uno stage al “Messaggero”. Al Tg5 è arrivata grazie alla segnalazione del compianto Giampaolo Rossetti (suo collega all’“Europeo”). Il 29 novembre 2005 ha ricevuto il premio per i cronisti del Senato della Repubblica. Diego Armando Maradona junior si racconta, e viene raccontato, in 240 pagine che trasmettono un messaggio tanto crudo quanto strabiliante: “Credo che questo libro vada letto per un motivo basilare: così che tutti i padri del mondo capiscano quanto sia tremendo abbandonare i propri figli”. Dichiarazione che prelude al grande viaggio: “Andrò in Argentina per abbracciare mia sorella Jana: una bimba di 12 anni che ha il mio stesso percorso”. La voce narrante del libro, scritto da Annamaria Chiariello, è quella di Diego junior, il figlio napoletano di Cristiana Sinagra e del Pibe. “E’ una storia vera. Una storia che non ha lo scopo di attaccare mio padre, ma soltanto di raccontare la verità. E’ un libro di affetto e di sentimenti”.
FARE CHIAREZZA – Diego, 21 anni, parla con la maturità di un quarantenne; spiega con la gentilezza e l’educazione innate che lo hanno reso un uomo molti anni prima della maggiore età. “Avevamo voglia di fare chiarezza, perché sono state dette e scritte tante cattiverie sul mio conto e su mia madre. Sono stufo, basta: sono esausto”. Maradona junior ha regalato la prima copia del libro a Max Esposito, ex calciatore del Napoli e suo compagno di stanza nella Nazionale di beach soccer, mentre un’altra è stata recapitata all’amico Walter Gargano, che ha già cominciato a leggerla. Il libro, sì, e poi il viaggio: “Sto organizzando la prima volta in Argentina: dovrei partire per Buenos Aires nei prossimi giorni”. E non cercherà il padre, sia chiaro: “Vado per conoscere mia sorella Jana che abita a San Martin: abbiamo la stessa storia, abbiamo bisogno di incontrarci e starci vicino. E anche mio padre dovrebbe starle vicino: io, Djalma e Gianinna siamo grandi, Jana è soltanto una bimba”. Quella che Annamaria Chiarello ha raccolto nel libro edito da Pironti, insomma, è la storia di un ragazzo che a quattro anni giocava a pallone nei corridoi di casa e tifava già per l’Argentina, fra lo stupore dei familiari. A 12 anni parlava spagnolo e leggeva libri su Che Guevara. Adesso Diego Armando Maradona junior il volto del “Che” se l’è fatto tatuare su un braccio: glielo aveva chiesto suo padre nell’unica volta che si sono abbracciati. E’, comunque, la storia di un ragazzo timido, dal sorriso dolcissimo che somiglia in maniera impressionante al grande campione argentino, anche sui campi di calcio (fatte le dovute proporzioni tra i due, ovviamente, e questo anche Diego jr lo sa e lo capisce, come ben dicono i risultati calcistici ottenuti dal figlio rispetto a quelli centrati dal padre…): stessa altezza, stessi occhi, stesso sguardo vivace da nino argentino o, se volete, da scugnizzo napoletano.
CON AFFETTO – Il libro narra la vita di un figlio che riesce ancora a parlare di suo padre con affetto, senza acredine. Perché nel cuore del giovane Diego c’è la tristezza per un genitore che gli è mancato, che è stato assente nei momenti belli e brutti della sua vita, ma anche l’ammirazione incondizionata per quel Maradona che è la leggenda vivente del calcio. E poi le battaglie in Tribunale, l’amore per il calcio, la passione per il Napoli, il primo (e unico) incontro a Fiuggi. Tutto cose raccontate ancora una volta proprio alla presentazione ufficiale del libro, avvenuta a Venafrio (Isernia), la località dove Diego jr gioca in serie D. «Quell’incontro? Eravamo a Fiuggi su un campo da golf – ha detto Diego jr -, mio Dio che emozione. Era mio padre. Poi però ho pensato: ma questo è Maradona…. Recuperare il tempo perduto? No so. Ora sono grande, prima avevo bisogno di lui. Ora voglio solo che lui stia bene. Che pensi prima a lui. Purtroppo, quando mi chiedono del carattere di mio padre, dei suoi pregi non so mai che dire. Però chi lo ha conosciuto mi ha detto che è molto generoso». Insomma: la storia di Diego junior, figlio di Cristiana Sinagra, e di un papà assente ed ingombrante.
UNA FAVOLA – Tutta colpa di una sorte crudele che si è divertita a rovinare una storia che sembrava destinata ad un lieto fine. Come piacerebbe a Napoli (ma non solo) e ad Annamaria Chiarello, napoletana anche lei, inviata del Tg5 con un passato professionale dove lo sport era di casa, visto che ha cominciato con Autosprint, Rombo e Rombo Tv, occupandosi di rally e Formula 1. Nella tv del Biscione ha legato il suo nome ad importanti servizi, reportage ed inchieste come la tragica alluvione di Sarno, la scoperta di una rete di pedofili a Torre Annunziata, l’angoscia per la sparizione di Silvestro Delle Cave e l’intervista ad uno degli orchi che lo avevano rapito, seviziato e ucciso. Nel 2005, con un reportage sulla faida di camorra a Napoli, ha vinto la targa della presidenza del Senato al Premio Cronisti Piero Passetti. Annamaria, probabilmente, avrebbe voluto che il suo libro somigliasse a una favola, ma la sua formazione giornalistica gliel’ha impedito: anche con questo libro ha raccontato solo i fatti. Anche se, sempre alla presentazione ufficiale del libro, ha precisato che Maradona sr sa che è stato pubblicato questo lavoro. Annamaria ha detto di avergli anche inviato una copia e spera, con il contribuito del Pibe, di poter scrivere un altro finale, “un finale d’amore”.
Maradona, mio padre, di Annamaria Chiariello. Tullio Pironti Editore. Pagine 240, € 12,80



 

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