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ALDA MERINI E GIOVANNI NUTI POESIA E MUSICA PER SCALA INCONTRA NEW YORK foto

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La poetessa Alda Merini cantata da Giovanni Nuti. Le poesie di Alda Merini con la musica di Giovanni Nuti saranno l’evento di questa sera della manifestazione “Scala incontra New York” nel Duomo di San Lorenzo alle 21,30. Il cantautore Giovanni Nuti si esibierà nel “Poema della Croce”, una moderna opera sacra composta da Giovanni Nuti sui testi dell´omonima opera religiosa di Alda Merini cantata in atto unico per voce solista, coro e orchestra con Isabella Mangiarrati, soprano, Franco Cocuzza, basso, Aldo Verrecchia, tenore. Nuti canterà con un´orchestra di 8 elementi e coro. Per Alda Merini è la prima volta che viene in Costiera Amalfitana, un significato particolare per lei anche per l’amicizia che la legava al poeta Salvatore Quasimodo, scomparso proprio ad Amalfi, sua poetica, fatta di ardente visionarietà e profonda, ma al tempo stesso sommessa, inquietudine, la colloca tra le maggiori autrici del Novecento e dei primi anni 2000. Giovanni Nuti, chansonnier dalle importanti collaborazioni (Enrico Ruggeri, Roberto Vecchioni, Mango) ha all’attivo quattro album. Il CD “Rasoi di seta”, uscito a giugno per Sony Bmg, contiene 21 poesie di Alda Merini, di cui 9 inedite, scritte apposta per essere musicate da Giovanni Nuti.La collaborazione di Giovanni Nuti con Alda Merini data dal 1994 e, oltre a “Rasoi di seta”, ha dato già due importanti frutti: il CD “Milva canta Merini”, che ha segnato nel 2004 il ritorno discografico di Milva che da 11 anni non incideva più in Itali la cantata per voce solista, coro e orchestra “Poema della croce” è statoP rappresentato il 13 ottobre 2006 sull’Altare Maggiore del Duomo di Milano davanti a 4.000 spettatori, partecipi e commossi Sempre nello stesso ambiente si terrà la mostra “Spicchi di paesaggi della Costiera Amalfitana” dell´artista Marco Tramontano.

“E’ un evento storico per Scala, per la Costiera Amalfitana e per la Campania – dice Padre Enzo Fortunato, Presidente Emerito dell’associazione Scala incontra New York e direttore della Sala Stampa della Basilica di San Francesco d’Assisi -, perchè la poetessa Alda Merini manca da più di vent’anni..un ritorno atteso che valorizza senza precedenti la manifestazione. Quello che mi sta più a cuore è che il percorso avviato con il Poema della Croce con Giovanni Nuti arrichisce spiritualmente il nostro cammino di uomini in cerca sempre del senso della vita e ci dice indirettamente che non c’è dialogo senza un pò di croce come rinuncia a sè stessi, alle proprie pretese per entrare nel mistero della vita dell’altro.” ” La nostra manifestazione viene portata con Alda Merini e Giovanni Nuti sul palcoscenico internazionale e permette di far conoscere la ricchezza del programma della sesta edizione di Scala incontra New York ai tanti ospiti che ci raggiungeranno – dice Ivana Bottone, Presidente dell’associazione Scala incontra New York -. Il mondo ha bisogno di poesia, tutto è troppo tecnologizzato e freddo ed è per questo motivo che vivrò anche io l’appuntamento con Alda Merini come un incontro di dialogo profondo con le croci delle mie emozioni.”____Scala incontra New York dona alla Costiera Amalfitana un incontro con una delle più grandi poetesse viventi Alda Merini. Un incontro da non perdere per i lettori di Positanonews, da Positano, Amalfi, Ravello e Sorrento e in Campania, per tutti i cittadini del mondo, per chi ama la cultura e la poesia, per chi ama la vita e capirla al di là dei confini posti dalle umane consuetudini l’incontro con Alda Merini il 13 agosto a Scala è da non perdere.
Nata in una famiglia di condizioni modeste (padre dipendente di una compagnia assicurativa e madre casalinga, minore di tre fratelli, una sorella e un fratello, che la scrittrice fa comparire, sia pure con un certo distacco, nella sua poesia), Merini frequenta da ragazza le scuole professionali all’Istituto “Laura Solera Mantegazza” e cerca, senza riuscirci (per non aver superato la prova di italiano), di essere ammessa al Liceo Manzoni. Nello stesso periodo, si dedica allo studio del pianoforte, strumento da lei particolarmente amato. Esordisce come autrice giovanissima, a soli 15 anni, sotto la guida di Giacinto Spagnoletti che fu lo scopritore del suo talento artistico. Nel 1947, Merini incontra “le prime ombre della sua mente” e viene internata per un mese a Villa Turro. Quando ne esce, alcuni amici le sono vicino e Giorgio Manganelli la indirizza in esame presso gli specialisti Fornari e Musatti. Giacinto Spagnoletti sarà il primo a pubblicarla nel 1950, nell’Antologia della poesia italiana 1909-1949, con le poesie Il gobbo e Luce. Nel 1951, su suggerimento di Eugenio Montale e della Spaziani, l’editore Scheiwiller stampa due poesie inedite dell’autrice in “Poetesse del Novecento”. Nel periodo che va dal 1950 al 1953 la Merini frequenta per lavoro e per amicizia Salvatore Quasimodo che proprio ad Amalfi ha vissuto le ultime ore della sua vita. Nel 1953 sposa Ettore Carniti proprietario di alcune panetterie di Milano. Nello stesso anno esce il primo volume di versi intitolato “La presenza di Orfeo” e nel 1955 “Nozze Romane” e “Paura di Dio”. Nello stesso anno nasce la prima figlia, Emanuela, e al medico curante della bambina la Merini dedica la raccolta di versi “Tu sei Pietro” che viene pubblicata nel 1961.Dopo “Tu sei Pietro” inizia un triste periodo di silenzio e di isolamento, dovuto all’internamento al “Paolo Pini”, che dura fino al 1972 (anche se intervallato da alcuni ritorni in famiglia, durante i quali nascono altri tre figli).Diario di una diversa [modifica]
Si alterneranno in seguito periodi di salute e malattia che durano fino al 1979 quando la Merini ritorna a scrivere, dando il via ai suoi testi più intensi sulla drammatica e sconvolgente esperienza del manicomio, testi contenuti in “La Terra Santa”, che sarà pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1984. Nel frattempo (1981) muore il marito e, rimasta sola, la poetessa dà in affitto una camera della sua abitazione al pittore Charles; inizia in questo periodo a comunicare telefonicamente con il poeta Michele Pierri che, in quel difficile periodo del ritorno nel mondo letterario, aveva dimostrato di apprezzare la sua poesia. Lo sposa nell’ottobre del 1983 e va a vivere a Taranto, dove rimane per tre anni. In quel periodo scrive le venti poesie-ritratti de “La gazza ladra” (1985) e testi per Pierri. Sempre a Taranto porta a termine “L’altra verità. Diario di una diversa”.La Merini fa ritorno a Milano nel luglio del 1986 dopo aver sperimentato nuovamente gli orrori del manicomio di Taranto: si mette in terapia con la dottoressa Marcella Rizzo alla quale dedica più di una poesia. Nello stesso anno riprende a scrivere e ad incontrare i vecchi amici, tra cui Vanni Scheiwiller, che le pubblica appunto “L’Altra verità. Diario di una diversa”, il suo primo libro in prosa al quale seguiranno “Fogli bianchi” nel 1987 e “Testamento” (del 1988). Nel 1987 è finalista nel premio letterario Premio Bergamo.
Sono questi, per la Merini, anni fecondi dal punto di vista letterario e di conquista di una certa serenità. Nell’inverno del 1989 la poetessa frequenta il caffè-libreria “Chimera”, situato poco lontano dalla sua abitazione sui Navigli, e offre agli amici del caffè i suoi dattiloscritti. Sarà in questo periodo che nasceranno libri come “Delirio amoroso” (1989) e “Il tormento delle figure” (1990). Negli anni seguenti diverse pubblicazioni consolidano il ritorno sulla scena letteraria della scrittrice. Nel 1991 escono “Le parole di Alda Merini” e “Vuoto d’amore” a cui fa seguito nel 1992 “Ipotenusa d’amore”, nel 1993 “La palude di Manganelli o il monarca del re” e il volumetto “Aforismi”, con fotografie di Giuliano Grittini. È questo l’anno in cui le viene assegnato il Premio Librex-Guggenheim “Eugenio Montale” per la Poesia, premio che la consacra tra i grandi letterati contemporanei e la accosta a scrittori come Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Franco Fortini.
Nel 1994 vede la luce “Titano amori intorno” uscito presso l’editore “La vita felice”, con sei disegni di Alberto Casiraghi, e il volume “Sogno e Poesia”, da “L’incisione di Corbetta”, con venti incisioni di altrettanti artisti contemporanei. Nel 1995 viene pubblicato da Bompiani il volume “La pazza della porta accanto” e da Einaudi “Ballate non pagate”.Sempre nel 1994 esce nelle “Edizioni Melusine” “Reato di vita, autobiografia e poesia”. Nel 1996, con il volume “La vita facile”, le viene attribuito il “Premio Viareggio” e nel 1997 il “Premio Procida-Elsa Morante”. La sua produzione è fertilissima e sono innumerevoli le opere e le poesie che scrive, ne abbiamo scelto, a caso, una.


Michele Cinque

Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello di Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’assenzio
di una sopravvivenza negata


[Da La Terra Santa, 1984]


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