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VI Tano Tango Festival, a Napoli dal 9 al 14 settembre

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EVENTI | Napoli – Tango al tramonto, tango sotto le stelle, tango sul mare: torna a Napoli il Tano Tango Festival, la rassegna di tango nei castelli e nelle location storiche della città, sei giorni di spettacolo, passi serrati, suoni, colori e suggestioni argentine. L’imponente Castel Nuovo e il trecentesco Castel Sant’Elmo, lo storico Grand Hotel Parker’s e ancora, il Circolo Ufficiali della Marina Militare, il Circolo ILVA e la Milonga Porteña: location ad alto impatto scenico, luoghi d’arte e di storia si schiudono al popolo tanghero dopo il grande successo riscosso dalla scorsa edizione – oltre 5000 appassionati giunti da ogni parte del mondo. Il Festival alterna stage, concerti ed esibizioni: di giorno si impara, di notte è puro spettacolo con interpreti sublimi del Tango di Buenos Aires.
Gli stage, articolati in diversi livelli (principianti, intermedi, avanzati e master), saranno condotti da grandi nomi della scena internazionale come Alejandra Mantiñan e Gregorio Garrido, Claudia Codega e Esteban Moreno, Soledad Rivero e Sergio Cortazzo. Parallelamente all’attività di stage vera e propria, funzionerà uno spazio di approccio al tango con lezioni quotidiane tenute dai maestri della Milonga Porteña. Una particolare attenzione è rivolta a chi si vuole avvicinare per la prima volta al Tango con la speciale offerta “Primi Passi”: 3 lezioni di tango di 1 ora e 30 ciascuna (5 euro a lezione).
Gli spettacoli e le esibizioni serali si terranno al Castel Sant’Elmo nella scenografica Sala dei Cannoni con vista mozzafiato sulla città, nel prestigioso e storico Grand Hotel Parker’s, al Circolo Ilva di Bagnoli a pochi passi dal mare e sulla suggestiva terrazza del Circolo Ufficiali della Marina militare. Ogni sera uno spettacolo, un’orchestra e un ospite internazionale. La serata di apertura del Festival, sarà ad ingresso libero e si terrà in una location a sorpresa..
Per la prima volta a Napoli suonerà (il 12 ed il 13 settembre) l’orchestra Beltango: l’ensemble di Belgrado che miscela melodie argentine e influenze balcaniche dando vita ad un suono del tutto inedito ma anche a rigorose esecuzioni dei tanghi classici; in scena anche il gruppo napoletano dei Koinè Ensemble diretto da Alessandro Petrosino, le cui musiche strizzano l’occhio alla contaminazione di popoli ed atmosfere etniche diverse; torna a Napoli Silencio Tango, l’orchestra internazionale fondata nel 2000 dall’argentino Roger Helou che reinterpreta una formazione classica del tango argentino degli anni Cinquanta. Per lo stile musicale (Di Sarli, Troilo, Pugliese ecc.), la forza, il ritmo, le interpretazioni è considerata ‘probabilmente la migliore orchestra di tango in Europa’ (Magazine ‘Tango-Danza’ 2004 Nr2, Germany).
Il Tano Tango Festival nasce da un’idea del maestro Stefi Donisi che lo organizza insieme a Dolores Anselmi. Si avvale della fondamentale collaborazione di Regione Campania, Provincia di Napoli Assessorato al Turismo, Comune di Napoli Assessorato ai Grandi Eventi. Direttore artistico è Stefi Donisi.

Napoli – Buenos Aires, riallacciare i fili
C’è un filo ideale che lega Napoli a Buenos Aires e la sua memoria si perde nella storia delle origini del tango. Dal porto di Napoli un secolo fa partivano i bastimenti diretti verso la Terra d’Argento, l’Argentina. Bastimenti carichi di uomini e donne con le loro valigie piene di nostalgia e sogni di fortuna. Emigranti italiani che portarono nella nuova terra parole e musiche, melodie malinconiche ed un bagaglio culturale che presto andò a mescolarsi con il mondo dei gauchos della Pampa, dei bassifondi di Buenos Aires. Da qui nacque il Tango, incontro di popoli, culture e tradizioni.

Perché Tano
Tano è la contrazione di “Napolitano” ed è un termine coniato ed ancora usato a Buenos Aires per indicare gli immigrati provenienti non solo da Napoli, ma d’origine italiana in generale. Napolitani sono dunque, per gli argentini, tutti gli italiani. Il festival rende omaggio a questo nome caldo ed evocativo per riscattarne almeno in parte l’originario senso dispregiativo, per riallacciare i fili di un passato non così lontano.

Fonte : comunicato stampa                             Michele De Lucia

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