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IL PREMIO STREGA A POSITANO, GIOVEDI PAOLO GIORDANO A MARE SOLE E CULTURA

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Sarà il vincitore dell’ultima edizione del Premio Strega, Paolo Giordano, ad essere ospitato giovedì 10 luglio nell’ambito della rassegna Positano Mare Sole e Cultura, giunta alla XVI edizione e quest’anno dedicata al tema contaminazioni. Vincitore anche del Premio Campiello per l’opera prima Paolo Giordano, 26 anni, è il caso letterario dell’anno. Il suo romanzo d’esordio, La solitudine dei numeri primi (Mondadori), uno dei romanzi più letti e dibattuti dell’anno, è stato in testa alle classifiche per alcuni mesi ed è uno dei libri più venduti alla Fiera Internazionale del Libro di Torino.

La voce della storia di Alice e Mattia, innamorati e distanti tra loro anni luce, cattura e seduce, illuminando la zona grigia dei sentimenti che non riescono a sfociare nel gesto concreto delle emozioni, il sesso. I suoi personaggi combattono con la propria interiorità travagliata. C’è chi ripiega sull’anoressia, chi sull’autolesionismo. Ma Mattia e Alice non sono solo questo. Sono emozione e amore che cercano uno sbocco come l’acqua dalla roccia. Ecco gli ingredienti principali del ricco piatto narrativo offerto da Paolo Giordano nel romanzo La solitudine dei numeri primi. E, al di là dei premi e del clamore, Paolo Giordano è un ragazzo semplice e quando gli si chiede, rispetto ai suoi personaggi se anche lui ha delle ossessioni, rivela: “Le mie ossessioni sono un po’ più soffocate. In confronto a quelle dei miei personaggi, riesco a dissimularle un po’ di più”.

Alice e Mattia sono due bambini un po’ speciali, come i numeri primi. Lei ha avuto un brutto incidente sugli sci all’età di dieci anni. Da quel momento è zoppa e odia il suo corpo, che lascia sparire grazie all’anoressia. Mattia da bambino abbandona la sua gemella ritardata in un parco per scappare indisturbato ad una festa di compleanno. La gemella scompare e lui soffoca il dolore nell’autolesionismo e nello studio. Diventa un genio autistico della matematica e un imbranato cronico dei sentimenti.

Musil, Foster Wallace e gli americani gli scrittori che Paolo Giordano considera affini. “Ho studiato molto i classici della letteratura tedesca alle superiori. I miei riferimenti sono quasi tutti anglofoni, stranieri”.
Del libro Giordano ha detto: “C’è un’estetica del dolore. Io credo che esista una bellezza immediatamente fruibile, che è quella più abusata, a cui siamo abituati, quella dei cartelloni, delle belle ragazze. Poi c’è una bellezza che lavora da sotto e lentamente viene fuori, affiora alla superficie. Fa dei giri più complicati, viene filtrata attraverso un dolore e una sofferenza. E per questo risulta più accattivante. Forse è un po’ quella dei due personaggi. Forse è quella che uno poi cerca”.

E’ stata definita una storia di affinità elettive: Alice e Mattia, coppia di “primi gemelli” separati nella serie da un solo numero pari, tentano di condividere la solitudine, ciascuno dentro le mura ben salde della propria inguaribile ferita. Giordano ci parla di geometrie e di cuore. Forse anche delle geometrie del cuore.

La rassegna proseguirà martedì 15 luglio, sulle splendide terrazze dell’Hotel Le Agavi, con il magistrato Giuseppe Ayala, autore di “Chi ha paura muore ogni giorno “, un libro che rievoca l’impegno, l’abnegazione e la tragica scomparsa dei giudici Falcone e Borsellino trucidati, insieme agli uomini della scorta, dalla mafia.

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