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Il magico Yves Saint Laurent: il genio della modernità e dell´innovazione

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Il magico Yves Saint Laurent: genio di modernità e innovazione


 


 


 


Si è spento la scorsa notte a Parigi, dopo una lunga malattia all’età di 71 anni uno dei più geniali creatori di moda del Novecento, il grande stilista francese Yves Sain Laurent. Amava definire se stesso un ‘artigiano e creatore di felicità’. Nato il 1° agosto 1936 da un’aristocratica famiglia di origine alsaziana,  fu un enfant prodige, il suo talento esplose precocissimo  e appena diciottenne, divenne il braccio destro di Cristian Dior assumendone poi dopo la morte l’eredità. Era nato ad Orano, in Algeria ed era arrivato a Parigi a 17 anni. Con grande coraggio e anticipando la modernità e l’emancipazione della donna, alla sua prima sfilata lanciò la famosissima linea ‘trapezio’,  un vero trionfo che rivoluzionò il modo di vestire femminile. Era il 1957 e il mondo della moda andò subito in visibilio per lui. Quando venne chiamato a prestare servizio militare, il giovanotto timido e con gli occhialoni cadde in depressione e viene riformato. Nel frattempo la casa Dior lo sostituì, così nel 1962  Yves Saint Laurent aprì una propria boutique nel XVI arrondissement e successivamente accanto agli Chaamps Elysées.


Come Chanel, anche Yves Saint Laurent ha creato uno stile unico, che è stato per decenni il simbolo dell’eleganza più raffinata ed innovativa. E’ stato un innovatore costante, creando tutto o quasi tutto prima degli altri. Per primo capì che l’alta moda poteva trarre ispirazione dalla strada. In una lunga lettera per la sua ultima sfilata retrospettiva, nel 2002, scrisse “ oggi non si lavora solo per rendere le donne più belle ma anche per rassicurarle. In molti soddisfano i fantasmi del loro ego attraverso la moda. Mentre io ho sempre voluto mettermi al servizio delle donne, servire i loro corpi, i loro gesti, le loro stesse vite”.  Yves Saint Laurent  è stato il primo a dare inizio ad alcune rivoluzioni del gusto come l’inserimento di capi maschili come blazer, trench, giubbotto di pelle ma soprattutto il tailleur pantalone e lo smoking nelle collezioni femminili. E’ stato un grande appassionato d’arte, ha creato omaggi a maestri del Novecento da Picasso a Andy Warol, da Matisse a Braque, da Mondrian a David Hockey. Contemporaneamente fu il primo stilista di alta moda ad intuire la possibilità di diffusione commerciale e industriale mediante il pret-a porter. Sue, ancora per primo, furono le commistioni etniche e folcloristiche con le quali ha impreziosito le collezioni di incanti che gli venivano di volta in volta dall’Africa, dalla Spagna, dall’India, dal Marocco. Ancora nella lunga lettera letta durante la sfilata del 2002 scriveva “ Ho sempre vissuto per questo mestiere, l’ho sempre amato e rispettato fino in fondo. La moda non è un’arte ma ha bisogno di un artista per esistere, gli abiti sono sicuramente meno importanti di musica, architettura e pittura, ma era ciò che sapevo fare ed ho fatto, forse, partecipando alle trasformazioni della mia epoca.


Grandi artisti di tutto il mondo e del XX secolo furono suoi amici e collaborarono con lui, ma ha comunque avuto l’esistenza tormentata di un uomo che soffriva e che neppure con l’arte riuscì ad esprimere tutto il suo malessere interiore. “ I miei abiti non sono fatti per essere visti da lontano”, diceva, “bisogna saperli toccare: ci sono troppi dilettanti che fanno questo mestiere.”  Pierre Bergé suo compagno e socio fino dai lontani anni ’60 ha dichiarato ad una radio francese:”Chanel ha dato alle donne la libertà, Yves Saint Laurent ha dato loro il potere”.


Si ritirò già ammalato nel 2002 e la sua tristezza apparve definitivamente senza veli: “Ho conosciuto la paura e la solitudine terribile” disse “ e quei falsi amici che sono i sedativi e gli stupefacenti. La prigione della depressione e quella delle case di cura”.


Yves Saint Laurent lascia una magnifica Fondazione dove sono conservati i suoi 5mila abiti e tutti i bozzetti per il teatro da lui realizzati.


 


(inserito da giovanna mangiaracina)

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