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Riceviamo e pubblichiamo – Positano ´´ un Consiglio Comunale a dir poco vergognoso di chi la colpa ?´´

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Avrei fatto a meno di assistere a queste scene vergognose di una politica ottusa e lontana dai cittadini, ma di chi la colpa di tutto questo, forse del segretario che non ha fornito un’ adeguata documentazione alle Minoranze per avere una discussione più serena, oppure delle Minoranze che hanno abbandonato l’ aula dopo un ampia spiegazione del loro gesto sulla surroga di un consigliere, oppure un fatto senza precedenti per Positano, l’ abbandono dell’ aula da parte della Maggioranza su un argomentazione fondamentale ” il Bilancio” forse perchè non aveva i numeri? mha, mistero…….
Naturalmente tutto qesto ha scaturito negli animi di qualche accanito sostenitore della Maggioranza diverbi con la Positano Giovane e Libera del loro gesto di abbandono, non vi nascondo che tutto questo sembra portarci indietro anche di molto quando viggeva un certo regime, o si fa così oppure si fa così e basta perchè qui comando io.
E la democrazia parola tantao usata da certi personaggi che non hanno la più pallida idea di cosa significhi (in basso la spiegazione)*, la democrazia di una libera informazione dovè finita, delibere in rete cosa sono, il cittadino deve essere informato in tempo reale di quello che accade nelle mura Comunali, tutto deve essere messo in rete, prima in rete e poi stampato, forse quando si arriverà a tutto questo avremmo un clima politico più disteso, ma finchè ci saranno personaggi politici attacati anzi legati alle poltrone tutto questo rimane un sogno……… sognare non costa nulla almeno per il momento.


Mi firmo
ex cittadino di Positano


 


* Democrazia:
Il termine democrazia deriva dal greco δήμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo. Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un’unica concreta traduzione, ma può trovare ed ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare.



Nell’accezione moderna il termine implica anche l’eguaglianza giuridica dei cittadini nell’esercizio del voto (vedi Suffragio), dal quale non deve essere escluso nessuno per motivi di razza, di religione, di censo e di sesso; l’esistenza di alcune condizioni che garantiscano una condizione di libertà nell’esercizio del voto (l’assenza di coercizione, la pluralità delle opzioni a disposizione, la possibilità di formarsi una propria opinione); l’accettazione della validità del principio di maggioranza.



In genere si distingue tra democrazia “rappresentativa”, in cui le attività del potere esecutivo e di quello legislativo sono affidate a rappresentanti eletti, con mandato limitato nel tempo ma non imperativo (e quindi non revocabile), e democrazia “diretta”, in cui la maggior parte delle attività dei poteri esecutivo e legislativo è decisa direttamente dai cittadini con voto a maggioranza, mentre i rappresentanti che si occupano degli enti su cui non è possibile esercitare un controllo diretto sono revocabili in qualsiasi momento.



È opportuno distinguere, sul piano teorico, la democrazia dalla monarchia costituzionale, nella quale sono eletti solo i membri del corpo legislativo, tra le cui fila sono poi scelti un primo ministro e un gabinetto; tuttavia, molte monarchie costituzionali funzionano oggi come democrazie, con il sovrano che esercita una funzione puramente simbolica.



È altresì necessario distinguere la democrazia dalla repubblica; sebbene nella storia dell’Occidente moderno le due siano spesso state unite e oggi la maggior parte delle democrazie siano organizzate in forma di governo repubblicano, i due termini non sono sinonimi. Le repubbliche possono infatti essere fondate su premesse non democratiche ed esprimere nella pratica un sistema politico basato sul potere aristocratico, sulla dittatura o sul totalitarismo.


 

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