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Scusate il ritardo!

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Scorro le pagine del giornale on line della costiera più letto nel mondo con una speranza nel cuore, e mano a mano che scorro le notizie mi dico che non è possibile, forse mi sto sbagliando, forse sto cercando male. Cerco e ricerco e non riesco a trovare  niente. Allora mi armo del mio solito (stolido?) coraggio e decido che ne parlo io, esponendomi in prima persona, con la scusa della creatività, con l’unica arma che mi appartiene veramente, la spada affilata delle belle parole e della forza di usarle per il bene comune. Ma cosa stavo cercando? Cercavo notizie sulle donne che non fossero di vendita di corpi, ma in difesa dei loro corpi. Insomma per farla breve cercavo notizie sulla morte di Pippa Bacca, in fondo, era un’artista abbastanza famosa, nipote di un artista certamente molto famoso, l’eccentrica Pippa, che andava vestita da sposa a portare un messaggio di pace, stuprata, massacrata in Turchia. Cercavo almeno la notizia del suo funerale, il bel funerale, religioso, sì, ma anche assai laico, con tutto il verde e le candele sulla strada e il brindisi sulla bara e i canti e la gioia che Pippa voleva trasmettere. Niente, ma proprio niente, né tra gli artisti, né tra le mostre, né tra i funerali, non se ne parla proprio. Ebbene lo faccio io! Ciao coraggiosissima e colta Pippa, eri bella, veramente bella e sofisticata nel tuo abito da sposa, ciao Pippa, sei tutte noi, la nostra bellezza, la nostra fragilità, la nostra dolcezza, il nostro coraggio, la nostra leggerezza, ciao Pippa! ti regalo il verde di una di queste montagne che di solito usano bruciare d’estate, ti regalo un pezzo della macchia mediterranea, del verde che tu amavi tanto, grazie per il tuo coraggio, grazie per esserti esposta tanto e grazie perché mi dai l’ardire di parlare e di esprimermi a nome anche delle donne stuprate a Roma e a Milano, perché vedo che,  nonostante la mia ricerca affannosa non v’è traccia di tali notizie. Allora io penso che non parlarne significa continuare a stuprarle, le donne, allora io penso che la nebbia che scende a coprire la costa é soltanto il simbolo della nebbia che avvolge il cuore di chi tace dello stupro di donne che non fanno notizia. Scusate la veemenza, scusate il ritardo…


 


Giovanna Mangiaracina

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