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Moderni o creativi culturali?

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La storia umana dimostra ampiamente che le persone possono pensare in maniera assai differente in relazione ai problemi che devono affrontare. In Oriente come Occidente, nel Medio Evo e nel periodo classico, nelle società antiche e nelle moderne esistono modi di pensare molto diversi su concetti come onore, mondo, società, dignità. Ma anche persone appartenenti alla stessa epoca possono avere concezioni assai diverse e modi di pensare opposti.


L’autore Erwin Laszlo nel libro Oltre la Crisi, Manuale per la sopravvivenza umana e la crescita personale ha preso in esame i modi di pensare della popolazione americana poiché, egli scrive,  alcuni di essi preparano il terreno per uno scenario positivo piuttosto che altri. L’autore è giunto al risultato che esistono due fondamentali concezioni della vita: il modo di pensare dei ‘moderni’ e il modo di pensare dei ‘creativi culturali’.


I moderni condividono molte delle virtù e dei valori tradizionali degli Americani: credono in Dio, nell’essere onesti, nell’importanza della famiglia e dell’educazione e in una paga giusta per un lavoro giusto. Ma hanno anche dei valori e delle credenze specifiche che non sono favorevoli ad un futuro positivo. Tali aspirazioni comprendono: accumulare ed avere molto denaro, scalare il successo con passi programmati verso la meta, avere un buon aspetto o essere alla moda, essere all’avanguardia nelle ultime tendenze o innovazioni, essere intrattenuti dai media. La maggior parte di costoro sono convinti che il corpo è una macchina, che anche le organizzazioni sono come macchine,  che potenti multinazionali e un forte governo devono avere il controllo sociale, che si può misurare ciò che è stato fatto, che analizzare le cose è il modo migliore per risolvere un problema, che efficienza e velocità sono le priorità principali e il tempo è denaro, che la vita può essere divisa in scomparti: lavoro, famiglia, socializzazione, sesso, educazione, politica e religione, che  occuparsi di spiritualità e dimensioni interiori è ‘flaky’ e irrilevante per il vero affare della vita.


I creativi culturali abbracciano valori del tutto diversi: comprano più libri e meno riviste, ascoltano più radio preferendo notizie e musica classica, guardano meno la televisione, sono consumatori di arte e cultura, vogliono conoscere l’origine delle cose, come sono state fatte, chi le ha fatte, detestano la pubblicità, hanno guidato la rivolta dei consumatori contro prodotti considerati contraffatti, imitazioni, usa e getta e semplicemente alla moda, ricercano ciò che intendono consumare, leggono le etichette e si accertano di ricevere quanto hanno chiesto, tendono ad essere innovatori e opinion leader per prodotti con più contenuto che forma, comprese riviste, cibo ricercato, vini e bevande, sono consumatori dell’’industria dell’esperienza’, A parità di reddito dei moderni, i creativi culturali comprano meno case nuove, evitano l’esibizione dello status, preferiscono spazi riservati, amano lavorare in casa. Il filo conduttore dei creativi è il pensiero olistico, nei cibi, nell’esperienza interiore, nell’informazione, nell’equilibrio tra lavoro, svago e crescita interiore. Negli Stati Uniti la popolazione dei creativi culturali sta crescendo, ma lo stesso avviene anche in Europa, Canada e Australia. Questi sviluppi sono pieni di speranze. I creativi inquinano meno dei moderni e sono più aperti alla comprensione degli altri e alla cooperazione. Il loro stile di vita è più semplice non per mancanza di denaro ma per scelta di autenticità, di conseguenza l’impatto ambientale dei creativi è verosimilmente minore dei moderni. Significa che su questo pianeta possono convivere più persone creative diminuendo meno le risorse comuni e creando meno problemi ecologici. Se culture simili si sviluppassero in molte parti del mondo, una ridistribuzione ed un uso migliore delle risorse mondiali potrebbe diminuire il potenziale di conflitti, odio e rancore. Paesi ricchi e paesi poveri, Mussulmani e Ebrei, Cristiani e Indù, Buddisti, Confuciani e animisti tradizionali potrebbero condividere il pianeta senza essere coinvolti in atti di terrorismo e guerre e senza commettere tantissime altre forme di violenza.


 


                                                                                                                  Giovanna Mangiaracina

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