Crisi, non è finita

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    WASHINGTON, 12 aprile (Reuters) – La serie di proposte mirate al rafforzamento del sistema finanziario globale messe a punto dal Financial Stability Forum e recepite ieri dal Gruppo dei Sette paesi più industrializzati ha un’ottica di medio termine piuttosto che puntare all’immediata soluzione della crisi del credito.

    Lo spiega alla stampa il governatore di Banca d’Italia Mario Draghi, presidente Fsf, aggiungendo che il settore privato condivide l’obiettivo di liberare il sistema finanziario dagli “incentivi perversi” che hanno contribuito a gettare le basi della turbolenza finanziaria che domina i mercati mondiali ormai da otto mesi.

    “Questo rapporto è un primo passo nella risposta di regolamentazione… se guardiamo indietro di otto o nove mesi una parte di questo (lavoro di riforma) era davvero impensabile. Ora la situazione è cambiata ed è stato fatto” spiega il governatore.

    Quanto poi alle indicazioni del rapporto, “con un termine gentile le chiamiamo ‘raccomandazioni’, alcune sono vere e proprie decisioni di politica”, mentre gli “incentivi perversi” sono stati “eccessivi e male interpretati”.

    “Siamo forse stati in grado di dire che la crisi sarebbe iniziata ad agosto dell’anno scorso? La risposta è no e questo perché è difficile prevedere l’insorgere delle crisi” aggiunge.

    La situazione, conclude, rimane assai fragile e l’entità delle perdite del sistema bancario è ancora sconosciuta.

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