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Il pegno d´amore iscritto nel certificato di nozze

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Mentre nel civilissimo occidente e sull’onda dell’oramai datato e straordinario film americano La guerra dei Roses, le coppie sposate che non si amano più sono solite (quando va bene e sono civili) scannarsi e farsi a pezzi in tribunale, scopriamo che a Teheran le cose vanno diversamente. 


Non è che vogliamo sembrare filo-orientali a tutti i costi, o che vogliamo per forza sferrare altri colpi al già tartassatissimo occidente, ma è che certe informazioni possono essere utili a cambiare il nostro punto di vista, a riflettere sulle modalità con le quali portiamo avanti sofferenze e conflitti, a ridimensionare la concezione che abbiamo di noi stessi e magari anche ad abbracciare usanze che rispettano e rispecchiano una visione un po’ più umana della vita. Tutto ciò per raccontare una notizia apparsa di recente: Divorzio ‘romantico’, marito condannato a regalare 8.100 libri di poesie.


 


 


Teheran, 10 marzo 2008. E’ un divorzio a suo modo ‘romantico’, quello imposto da un giudice del tribunale di Teheran a un marito iraniano che dovrà regalare più di 8.100 libri di poesie alla moglie come saldo dell’impegno assunto al momento del matrimonio. In Iran la legge stabilisce che al momento del matrimonio venga stabilito un pegno, che il marito deve pagare al momento di un eventuale divorzio. Spesso si tratta di vere e proprie transazioni economiche, anche se qualcuno preferisce ‘pegni’ più romantici, come un certo numero di rose oppure – come in questo caso – libri di poesia. Nei giorni scorsi, ad esempio, un marito ha dovuto regalare alla moglie al momento del divorzio 124 mila rose rosse.


Il ‘Mehrieh’, questo il nome in farsi del pegno da pagare, é iscritto nel certificato di matrimonio ed ha un valore giuridico pari a una cambiale. Chi non paga, in base alle leggi attuali della Repubblica Islamica, potrebbe finire in carcere esattamente come chi emette assegni protestati. In questo caso al marito condannato l’acquisto dei libri di poesie costerà oltre 700 milioni di rial, equivalenti a circa 50 mila euro. La moglie abbandonata, figlia di un musicista, ha dichiarato al quotidiano Iran di non aver stabilito un pegno in moneta, in quanto nella sua famiglia “la poesia ha un valore maggiore del denaro e si addice più a un patto matrimoniale, che deve basarsi sull’amore e non sui beni materiali”.


 Ebbene sì, ci sono notiziuole che fanno proprio riflettere…


                                                                                                                 Giovanna Mangiaracina


 

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