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PIANO DI SORRENTO DIPINTI AL CAFFE´ AL MARIANIELLO

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Una mostra particolare al “caffè” vere e proprie opere d’arte di Nico Taminto dotate di una sensualità unica e avvolgente ma anche  ironica e stupefacente (staordinario il “caffè macchiato”)  esposte nel Bar Marianiello a Piano di Sorrento. Aniello Russo (ingegnere elettronico, marittimo, organizzatore di concerti ed eventi, dopo aver lavorato in Inghilterra e negli Usa) non si ferma mai con la sua creatività e trovi in questo bar un vero e proprio centro culturale unico nel suo genere in Campania. Jazz il venerdì, film e dibattiti culturali la domenica, mostre, concerti a sorpresa, insomma di tutto, facendo diventare Piazza Cota, dove si trova a Piano di Sorrento il bar, un vero e proprio salotto culturale. Il Gran Caffe Marianiello è uno dei 10 bar più antichi d’Italia, aperto fin dal 1848. “Grazie ad un decreto regio poteva vendere benzina, sigarette e vi si poteva giocare d’azzardo” rivela Nello Russo che dal 2005  gestisce il bar Marianiello, riuscendo ad ingrandirlo ulteriormente: oggi conta 300 mq, tutti a disposizione della clientela, con uno spazio polisensoriale aperto dal mattino alle 6:00 fino a tarda notte.



E, siamo sicuri, le sorprese non finiscono qui.


Nico Taminto nasce a Gragnano, in provincia di Napoli, nel 1949. Dotato di una predisposizione naturale alla pittura, dopo le scuole medie si iscrive all’Istituto d’Arte di Sorrento, in cui apprende le tecniche della tradizione artigianale sorrentina: ebanisteria e tarsia. Continua però a dipingere e, dopo il diploma, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Napoli, che frequenta per qualche tempo, sostenuto dal maestro Armando De Stefano. Abbandona l’Accademia per dedicarsi all’insegnamento; abbraccia il filone surrealista, nel cui ambito si muove per diversi anni. Verso la fine degli anni ’80 scopre la de-pintura, una tecnica che sfrutta la scolorazione artificiale della tela jeans, ottenuta usando la candeggina, per creare le immagini. Con un’opera jeans, nel 1990, vince il premio “Arte Mondadori”. Negli ultimi anni di questo fine millennio ha dato inizio ai “Caffè d’Autore”. Nell’autunno del 2003, dopo diciassette anni e una grande nostalgia, ha ripreso a dipingere con i colori ad olio.


… il forte disegnatore si coniuga agevolmente al pittore.

(…) Taminto ha attrazione per i grandi teleri, per le vaste dimensioni nelle quali dar corpo ad un immaginario di forte impatto emozionale, di suggestiva ricchezza cromosegnica, autentica nella scrittura, nelle trame sottili, nella particolare esigenza di naturalità, viva nello splendore delle forme e nel richiamo al dettaglio, tipico del surrealismo dal quale il suo istinto precoce ha preso le mosse. Tutto attrattivo, dunque, e tutto permeato dal male di vivere, dal disagio dell’instabilità, del tempo che dilegua e disfa, dal mistero celato dietro l’apparenza

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