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L´arte presepiale in mostra alla chiesa dell´Addolorata a Sorrento

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Sorrento- Per gli amanti dell’arte presepale l’appuntamento è per giovedì 20 dicembre a Sorrento, presso la restaurata “Chiesa dell’Addolorata”. Qui, dopo il successo di Venezia, mette in mostra le sue opere Marcello Aversa. Ma l’artigiano artista sorrentino non è solo in questo percorso. Gli organizzatori hanno voluto offrire ai visitatori (la mostra resterà aperta fino al 13 gennaio) un supporto fotografico che fa risaltare particolari e curiosità di un immaginario, ricco, palpitante mondo presentando dalle opera del maestro Aversa. Infatti nella chiesa dell’Addolorata, ci saranno grandi pannelli con li scatti che il fotografo Gianfranco Capodilupo ha dedicato alle sue sculture. In questo modo si gustano di più tutti i particolari che vengono ingranditi e talvolta sottolineati. È un occasione ulteriore per apprezzare e far conoscere professionalità locali di grande rilievo per le quali non è cos’ semplice trovare prosceni intriganti come quello di Marcello Aversa.


Con l’apertura della mostra di Sorrento si è unificata a quella di Venezia. Turisti e viaggiatori dei cue centri turistici potrano ammirare in simultanea le 20 opere artigianali.


La particolarità della sua arte è quella di riuscire a concentrare in pochissimo spazio un brano di poesia scultorea che sinora non ha trovato analogie in altre realtà. Dalle sue mani nascono natività di 8-10 millimetri, le più piccole realizzate in Italia, sino a monoblocchi di 40-80 centimetri, che raccontano un universo affascinante.


Un sottile senso di smarrimento prende l’osservatore quando si trova ad indugiare nei minuti particolari di un presepe, o in quelli di una tarantella, di una processione o di un ballo scherzoso di Pulcinella. Tratti precisissimi di mani che sembrano bisturi, raccontano di una marsina e di un gilet, di una briglia di cavallo e di un paio di stivali coi revers, di una faccia stralunata o di un muretto di mattoncini.


Questo microcosmo è comunque sempre animato da una sua intrinseca forza perché vi aleggia uno stupore del mondo, una gioia di vita, un abbandono nell’abbraccio compiaciuto con il sovrannaturale che non assume i tratti di un becero fatalismo ma di grande fede e di gioia interiore.


Tutte le sculture sono ricavate in un unico monoblocco che costituisce insieme lo scoglio di supporto e i personaggi che contendono al paesaggio e agli scorci architettonici ricavati in spazi millimetrici lo stupore e l’ammirazione dell’osservatore.


Marcello Aversa non “costruisce” un presepe mettendo insieme animali, personaggi, piante, archi, botteghe, utensili e paesaggi perché anima le sue opere di un afflato poetico che tiene insieme l’universo rappresentato come in un orchestra che racconta anche con meravigliosi “assoli” una “pastorale” generale che coinvolge di spiritualità ogni elemento della scultura che è a questo punto opera completa. Gli angeli insieme con i pastori con gli artigiani con gli elementi vegetali e naturalistici cantano insieme l’evento centrale della Natività ed ammaliano l’osservatore non solo per l’eccezionale esercizio di bravura manuale, quanto soprattutto per la spiritualità che ne promana.

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