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AMALFI SABATO 15 IL PREMIO RIVIERA DEL MEDITERRANEO

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Premio internazionale Amalfi R.I.V.I.eR.A del Mediterraneo. Cultura ed etica del messaggio mediatico

Gli storici del Mediterraneo concordano nel riconoscere ad Amalfi il merito di aver assunto nell’alto Medioevo, sulla scia di Roma, il ruolo di città ‘ponte’ fra Oriente e Occidente.
Il Centro di Cultura e storia amalfitana, partendo da questo “storico riconoscimento”, ha ideato il premio internazionale Premio AMALFI R.I.V.I. e R.A. (acronimo di: Recupero immagine, Valori Identitari e Risorse Ambientali) che si svolgerà sabato 15 dicembre, ore 17,30 presso la sala Congressi Heinrick Ibsen ad Amalfi. Questo premio vuole essere, in via prioritaria, un invito agli intellettuali delle opposte sponde a ritrovare motivi e logiche di coesione che valgano a dissipare tutte le contrapposizioni.
Il Premio, riservato ad autori di opere di editoria libraria e multimediale edite nel biennio 2006-2007 e riguardanti la cultura, la storia e l’arte sulle coste e nei Paesi rivieraschi del Mediterraneo, vede come finalisti gli autori:
Hoda Barakat (Lettera da una straniera. Da Beirut a Parigi); Antonio Capuano ( Bianco e nero alla ferrovia); Fabio Coden (Corpus della scrittura ad incrostazione di mastice nella Penisola italiana XI-XIII); Vittorio De Seta ( Lettere dal Sahara); Manuela Gianandrea ( La scena del sacro. L’arredo liturgico nel basso Lazio); Marco Rainini (Disegni dei tempi nei manoscritti di Gioacchino da Fiore); Giacomo Ricci ( Amalfi Furore Ravello); Alessandro Vanoli (La Spagna delle tre culture) Ibrahim Al-Koni ( Polvere d’oro); Marino Niola (I Santi Patroni).
Vittorio De Seta, tra i finalisti al premio
La serata sarà presentata dalla giornalista Rai, Carmen Lasorella, per anni inviata presso i luoghi di crisi internazionali, dal Mar Rosso al Golfo Persico, dall’Africa orientale al Medio Oriente, all’America Latina.

L’obiettivo del Premio è, quindi, quello di favorire il dialogo interculturale attraverso la ricerca ed il confronto nell’ambito dell’editoria libraria e multimediale nei campi della storia, dell’arte, della letteratura e della documentaristica.

Il suo percorso seguirà idealmente le rotte delle galee dell’antica Repubblica ed i contenuti culturali ne costituiranno il ‘nobile’ carico, come nei secoli ‘bui’ dell’alto Medioevo.

Si guarderà ancora agli approdi di allora nell’intento di attingere ai moderni ‘mercati’ dell’interscambio culturale idee e stimoli per il progresso e la civile convivenza.


Carmen Lasorella


Lo storico Armando Schiavo, nel ricordare che Amalfi “ravvisò nel mare la via di comunicazione e non l’ostacolo fra i popoli”, nota che, quando i crociati liberarono Gerusalemme, a capo dei servizi di assistenza negli ospedali finanziati da Mauro “il ricco patrizio amalfitano che nel 1050 fondò in Antiochia un Ospedale per i suoi concittadini”, era il venerabile Gerardo Sasso di Scala, “il più glorioso amalfitano in tutto il mondo riconosciuto come fondatore e primo Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme”.



Sull’esempio dell’umile frate Gerardo, conviene credere, anche oltre i limiti imposti dal ‘realismo pragmatico’, che l’idealismo può mutare i destini e la storia.

Soprattutto quando il messaggio mediatico, anziché amplificare ciò che divide, riesce a cogliere, nella diversità delle culture, ciò che unisce.


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