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Tramonti i quattro moschettieri del vino in Costiera Amalfitana

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Da bere? C’è il Valico di Chiunzi
Quattro aziende in attività in un terroir straordinario Così cambia la montagna che sorveglia la Piana



LUCIANO PIGNATARO I più anziani ancora lo ricordano: il Valico di Chiunzi da cui si domina l’Agro era il luogo dell’annuale appuntamento fra contadini i produttori di Tramonti e i grossisti che venivano a comprare il vino e rivenderlo come Gragnano a Napoli. Era la traffica, a portare il vino fin sopra il Valico ci pensavano le donne di buon mattino e così andò il commercio per qualche decennio. Poi l’emigrazione e poi il ritorno di Giuseppe Apicella con la determinazione di imbottigliare il vino ottenuto dalle sue uve coltivate su viti antiche, spesso a piedefranco, in grado di occupare interi versanti di una collina. Nasce così il vino della sottozona Tramonti nell’ambito della doc Costa d’AMALFI riconosciuta nel 1995. Per molti anni l’azienda Apicella (www.giuseppeapicella.it) è stata l’unica ad affacciarsi in qualche modo sull’Agro: il suo circuito iniziale fu quello delle decine di pizzerie aperte dai suoi compaesani in tutto il Nord Italia e all’Estero. Poi l’ulteriore passo in avanti, con l’ingresso del figlio Prisco in cantina dopo gli studi di Enologia in Piemonte e della figlia Fiorina nella gestione. Da sempre il territorio di Tramonti, Corbara e Sant’Egidio è stato un polmone agricolo e vitivinicolo per l’Agro. Ma per troppo tempo si è limitato a produrre facendo fare ad altri il commercio. L’esempio di Apicella ha invertito la tendenza e incoraggiato altre piccole esperienze, come quella di Gigino Reale a Gete (www.osteriareale.it) che ha abbinato vigna, antica cantina del ’600, ristorante e locanda grazie all’aiuto dell’enologo irpino Fortunato Sebastiano. Nel 2004 vinifica per la prima volta San Francesco, sempre a Gete (via Salficiano, 18. Tel. 089.876748) insieme alle famiglie Bove, D’Avino e Giordano lavora un altro irpino, Carmine Valentino e, a seguire, Monte di Grazia (Via Orsini, 36. Tel. 089. 876906) del dottore Alfonso Arpino di cui è consulente l’enologo partenopeo Gerardo Vernazzaro. Tintore, piedirosso, falanghina, biancolella, ginestra, pepella sono i nomi gentili delle uve che rappresentano un patrimonio varietale unico in uno dei pochi terroir in grado di eccellere nei rossi, nei rosati e nei bianchi. Un panorama in crescita, completato dalla robusta e gratificante presenza di Andrea Pagano a San Marzano sul Sarno, storica azienda (via Piave 73, tel. 081.955228) di raccordo tra il Vesuvio, l’Agro e altri territori vitivinicoli campani.

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