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E’ dannoso il sogno.


                    Ed è inutile fantasticare,


bisogna sopportare la noia del lavoro.


Ma capita


         Che la vita


                    si mostri sotto un altro profilo


E le cose grandi


                le capisci


                          attraverso una sciocchezza.


                           


                           V. MAJAKOVSKIJ


Da:


Una generazione che ha dissipato i suoi poeti


Il problema Majakovskij


R. Jakobson  Nuovo Politecnico 70 Einaudi 1975


 


 


13 agosto 1994


Mentre va registrandosi la facciata vuota ed ‘ispirata’ con i Talking Heads, scivolano le mie confessioni sul fil di fumo… Pagine ecologiche e desideri autobiografici. Ho perso tutto perché non c’è niente che non si possa ricostruire, meglio! Un pensiero, ma forse anche due, corre agli amori trascorsi, raggianti poesie, inevitabile influsso della solitudine. Niente rimpianti, soltanto rifacimenti, gratificazioni calligrafiche. Risponderò a tutti, pian piano, ma prima affermo che, stasera, io e Carlo L. Bragaglia saremo a Locarno. Non porto con me macchina fotografica, ma queste pagine. Timore, paura di volare, stordimento inefficace o, soltanto sicurezza nell’affrontare il destino.


 


Ore 0’40 14 agosto 1994. Locarno.


Volo da Roma a Milano ottimo! Non ho avuto paura. Ho cercato di tenere la bocca chiusa, ma se mi faranno domande, dovrò pur rispondere qualcosa e, questo qualcosa, offende sempre qualcuno. Accidenti. La cena è andata benino. Della mia età, a tavola, soltanto Giacomo Campiotti, che è nato lo stesso giorno di C.L.Bragaglia. Non so se riuscirò a fare abbastanza. Capisco tante cose. Devo evitare di esprimere le mie opinioni, se non in questo quaderno. Stamattina a Roma, Carlo mi ha proposto di conoscere un papabile marito, molto timido, trentenne, magistrato, di nome Luca. E’ una proposta da ridere, ma con Carlo non posso rifiutare, almeno di conoscerlo. Ho visto un bel film cinese, mi è piaciuto molto: Eat, drink, man and woman.


Carlo sta sopravvivendo a tutto, soprattutto a me…


Domani, una marea di interviste. DEVO TACERE, ASSOLUTAMENTE TACERE. Ho una enorme difficoltà a scrivere a mano: crampi e storture grafiche. Eppure è tutto così facile, siamo in Svizzera, ero talmente stordita da non ricordare minimamente che Locarno è sul lago Maggiore, ai piedi (più o meno) dell’Albergo La Palma dove occupo la stanza 228 (totale cabalistico 3).


L’estate scorre nell’insubordinazione del mio costante avvelenamento. Non so niente, ho perso ogni conoscenza e ogni possibilità di imparare alcunché. Non riconosco la possibilità di seguire un metodo, anzi una metodologia di condotta che istauri nel mio corpo l’eventualità di andare, progredire, fare. Ammalatissima. Come innamoratissima. Va bene: allora continuerò il compito della scrittura manuale durante tutto il periodo delle vacanze ‘forzate’ dal computer. Se mi affatico nel far fluire – come una volta – i miei pensieri nella penna, se, ho cominciato con uno stupido, sciocchino, se…


Sono stanchissima. E’ l’una di questo nuovo giorno. Domani sarò purissima, come l’acqua che scorre, se posso, se possiedo questi sogni che lentamente stanno cancellando, miscelando, sciogliendo il tracciato originale, snaturandolo in una forma di vita inconsapevole e oscenamente bella.


 


 


                            Giovanna Mangiaracina


 


 


 


 


 

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