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Mr Brooks – da venerdì 5 ottobre

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Cinema delle Rose – Piano di Sorrento
Tel. 081 878 61 65


 


Da venerdì 5 ottobre


               MR BROOKS



Orario spettacoli: 18.30 – 20.30 – 22.30
Costo biglietto: 6.00 euro
Regia: Bruce A. Evans
Cast: Kevin Costner, Dane Cook, Demi Moore, William Hurt, Marg Helgenberger, Danielle Panabaker, Jason Lewis, Steve Coulter
Genere: Thriller, Drammatico
Durata: 95′


Trama:
Sono due anni che Mr. Brooks non uccide nessuno e fila diritto. Con l’aiuto di Dio e di un gruppo terapeutico, a cui tace la vera natura della sua dipendenza, è riuscito a reprimere l’altro sé: Marshall, proiezione criminale del suo io, che lo spinge a commettere efferati delitti. Il “killer delle impronte”, fuori servizio, è un padre amabile, un marito fedele e un imprenditore di successo. Ossessionato dal controllo e dalla pulizia, la scena dei suoi crimini non rivela mai un indizio. Ma una notte, mentre consuma un duplice omicidio, qualcuno lo osserva e lo fotografa. Il voyeur non sembra però ansioso di consegnarlo alla giustizia…
Il cinema americano si affida spesso ai “cattivi” per costruire la propria forza morale. Si potrebbe tratteggiare una galleria di volti contro cui il cinema dei “buoni” ha combattuto. Uno su tutti: il Kevin Spacey di Seven e dei Soliti sospetti, che incarna perfettamente il fascino del male metafisico, liberato cioè dalla costrizione del corpo (John Doe è invisibile perché ha cancellato le proprie impronte digitali, Kayser Soze si annulla inventando una creatura efferata). Mr. Brooks è invece e soprattutto un corpo. La fisionomia del malvagio di Kevin Costner segue la strada della seduzione e la tentazione del male torna ad avere una (bella) forma sullo schermo.
Da questo punto di vista ancora più interessante e ambigua appare la scelta di Kevin Costner per il ruolo del serial killer, che in un certo senso sconvolge le regole dell’invariabilità interpretativa.
Bruce A. Evans, sceneggiatore dello Stand by me di Rob Reiner, consegna al cattivo il corpo di un buono incallito, costringendo lo spettatore a subire un male ancora più forte. L’eroico Costner di Balla coi lupi mutua e degrada la propria immagine, corrompe l’espressione innocente (che conservava anche nel “mondo perfetto” di Eastwood), interpretando la perversione che attrae irresistibilmente i personaggi (il fotografo ficcanaso e l’agente di polizia) e gli spettatori.

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