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INTERVISTA SU LUCIO DEL PEZZO IN MOSTRA A POSITANO

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Il sei ottobre un evento artistico di grande rilanza a Positano, con la mostra di Lucio Del Pezzo. L’artista, esporrà 15 opere, opere su carta tecniche miste e grafiche opere che provengono dallo studio del maestro, e sarà presentato dal professor Gaetano Ricco con l’introduzione del critico d’arte Aldo Carrozza. Organizzata nell’ambito dei Grandi Eventi, finanziati dalla Regione Campania, dall’Azienda di Soggiorno e Turismo di Positano, la mostra rimarr?aperta fino al 18 ottobre, dalle 11 alle 18, ingresso gratuito (per informazioni AASST 089875067).  La serata di apertura vedr?tra i presenti, oltre agli organizzatori e sponsor istituzionali, anche il Maestro Del Pezzo, accompagnato da amici e da personalit?del mondo dell’arte. A fare gli onori di casa, il Diretore della azienda Emilio Lucibello, il commissario della azienda Benedetto Sanangelo e il Sindaco di Positano Domenico Marone, e il gallerista Antonio Miniaci, infaticabile animatore del Miniaci International Club che opera in diverse citt?del mondo con una sede anche a Positano.
La recensione e il commento critico sono stati affidati al critico d’arte Aldo Carrozza. Il suo nome ?legato alle ricerche teoriche di carattere interdisciplinare che associano diversi aspetti dell’arte ad alcuni paradigmi scientifici e filosofici contemporanei. Ha pubblicato ‘Il sistema nell’arte?e ‘Lo zero assoluto dell’arte? La sua attivit?di critico e di curatore ?in sodalizio con il Miniaci International Club e sostiene l’azione creativa di numerosi artisti italiani sull’asse New York-Milano-Hong kong. Lo incontriamo durante i preparativi della mostra.
Professore Carrozza, qual ?l’importanza di questa mostra?
“Questa mostra si inserisce nel miglioramento dell’offerta turistico-culturale che Positano, attraverso i propri referenti istituzionali e socio-culturali, sta cercando di costruire da un po?di tempo a questa parte. Il sud Italia ha un patrimonio di bellezze storico-ambientali ed artistiche senza confronti. Se vogliamo che il mondo ci guardi con attenzione ed apprezzamento, dobbiamo semplicemente unire le nostre forze e le nostre capacit?creative. Mettere insieme la bellezza di Positano con le creazioni di un grande artista internazionale, di origine meridionale, come Lucio del Pezzo, ?una scelta meritoria, che garantisce una sicura sinergia per attirare le persone sensibili al richiamo turistico-culturale della ‘Sirena?il cui canto, si dice, che non cessa di riverberarsi dagli isolotti ‘Li Galli’”.
Chi ?Lucio Del Pezzo?
“È un artista completo, pittore e scultore di fama internazionale; ?napoletano di nascita e formazione, ma ha lavorato per molti anni a Parigi e a Milano, dove ora risiede. La sua attivit?parte dalla fine degli anni cinquanta e le sue opere sono presenti in molti musei del mondo e in prestigiose collezioni. Il museo di Grenoble, in Francia, nel 1968 gli commission?due opere che inser?nella sala ‘Metafisica? dove sono tuttora esposte insieme ai lavori di De Chirico, Carr? Nevelson ed Ernst. Di lui hanno scritto i migliori critici e non c’è Mostra, Biennale o Triennale a cui non abbia preso parte. Alla Biennale di Venezia ha partecipato nel lontano 1966. La sua opera, ormai catalogata anche nelle enciclopedie, ?caratterizzata da un inizio dadaista e informale; poi si ?evoluta verso espressioni neometafisiche costituite da quadri-sculture-oggetti. Io gli attribuisco la capacit?del bricoleur dalla semantica multipla, che lo rendono anche un concettuale analitico, capace di utilizzare i simboli geometrici, organizzati per spazi sinottici, come un alfabeto di codici visivi in grado di aiutarci a leggere la nostra anima (ossia il risultato cosciente derivante dallo sforzo introspettivo dell’Io che cerca di capire i condizionamenti dell’Es e del Super Io) che si dibatte tra il gioco e la ragione?
Cosa vedremo in questa mostra?
“Vedremo alcune opere di grafica e di tecnica mista. Il Maestro ha assicurato il meglio di ci?che aveva disponibile, tenendo conto che, purtroppo, il tempo per organizzare la mostra ?stato poco. Antonio Miniaci, che si ?reso interprete della tardiva richiesta dell’Azienda di Soggiorno, non ha potuto fare miracoli: ?riuscito a convincere il maestro della bont?di una sua mostra qui a Positano e gli ha anche prospettato future collaborazioni per coinvolgerlo ulteriormente nella promozione culturale di questa citt?.
Cosa si pu?fare per evitare che questa iniziativa non resti isolata?
“Occorre che le politiche di sviluppo e di mantenimento dell’immagine di Positano siano improntate alla totale e costante valorizzazione del connubio cultura-ambiente. Per fare cultura ?necessario che si creino gli appuntamenti di prestigio, da consumarsi in una citt?dove tutti devono fare la loro parte e dove, innanzitutto, devono esserci gli spazi pubblici adeguati. Spazi dedicati, in particolare, alle esposizioni di arte visiva. Se Ravello ?la citt?della musica, Positano ?e dovr?essere sempre di pi?la citt?della danza della moda e dell’arte. Non ci vuole poi molto a scommettere sulla buona riuscita di questi propositi. Si tratta di emulare i buoni esempi. Penso all’esempio di Mimmo Paladino che ?presente in piazza con dei suoi lavori donati alla citt? Penso a chi in passato ha fondato una scuola di pittura ed arte che ha attirato numerosi artisti e turisti. Penso alle capacit?di coloro che hanno reso famosa la moda Positano. E penso all’opera di intermediazione e di animazione che conduce Antonio Miniaci, che da cilentano come me, crede che le cose basta volerle con passione per ottenerle. Il mondo ?a portata di mano per Positano. L’istituzioni di credano e sono d’accordo.

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