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Costiera Amalfitana il Gusta Minori sintesi del villaggio globale

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Con quell’insieme di sentimenti e di passioni

GustaMinori è la sintesi del villaggio globale





A Minori, provincia di Salerno, l’evento della Costiera Amalfitana di questi giorni, un’intervento di Peppe Macolo. GustaMinori è un’appassionate avventura dove una città si mette in gioco ricercando e scoprendo il gusto dell’arte e dello spettacolo. E lo fa dopo aver già sperimentato la sua capacità di simbiosi tra gastronomia e letteratura, in un bagno di vero e intenso teatro, di musica sublime, di danza eccelsa, di scenografia e costumi che hanno sempre del sorprendente.



Una regia, insomma, ineccepibile sul piano della creatività, una task force che conta su un team di alto valore artistico e culturale che sa interpretare e sa raccontare, con maestria, i percorsi fantastici dell’ars teatrale e sa rendere viva e palpabile la storia intima e suggestiva della vita di tutti i giorni, del pescatore, figura suggestiva, del signorotto, della donzella, dell’amore, della ilarità, dei sentimenti. E’ la semplicità la forza della manifestazione che attrae un pubblico e un popolo di italiani e stranieri con un linguaggio teatrale e musicale in grado di attrarre il singolo come grandi masse. E’ un’idea originale, irripetibile, che offre la sintesi e il significato del villaggio globale con quell’insieme di sentimenti e di passioni che hanno contraddistinto la storia delle città e le rendono immortali.



Un misto di teatro classico, medievale e contemporaneo dove troneggia la commedia dell’arte ma che prende spunto dai grandi autori del teatro classico. E’ come andare a teatro e trovarvi, in una stagione artistica, tutti gli elementi del sapere teatrale. E’ una ricerca sui personaggi, sullo stile, sul linguaggio. E’ un festival di tradizione, di ricerca e sperimentazione. Ma è soprattutto un gioco, dinamico, in cui il teatro è la città, con i suoi angoli, le sue suggestioni, la vita di sempre, di ieri e di oggi, raccontata dagli stessi protagonisti. E’ una dimensione liberatoria, in cui ciascuno si vede allo specchio.



Per uno come me abituato negli ultimi venti anni ad aver vissuto in teatro almeno cinquemila dei settemila giorni vissuti, è come vedersi riflettere su se stesso, guardarsi finalmente allo specchio dopo un anno e prendere parte al gioco della vita con i suoi drammi , le sue tragedie, la sua gioia e perché no con una lacrima e un sorriso. E’ una ritualità che ti fa accorgere di quello che hai attorno, il mare, il Dio che ti assiste, la storia e infine questo grande bene che a volte si esclude invece di includere tra le cose belle della vita ovvero l’altro, la persona, che può diventare sempre più cara e farci scoprire il sentimento della vita.



Giuseppe Mascolo

Assessore al Turismo del Comune di Minori


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