Minori – Mostra antologica immagini di luoghi, figure del tempo

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Secondo appuntamento con la terza edizione degli incontri di arte contemporanea Apert07 diretti da MASSIMO BIGNARDI e coordinati da FSC, fabbrica sviluppi creativi di Minori , Giuseppe e Marco Fusco negli spazi del Fës Show Room.

Il tema scelto dagli organizzatori per questa edizione, articolata da quattro mostre personali, è l’ immagine: dalla fotografia alla pittura, dal segno della penna, dell’inchiostro e della matita all’evocazione di figure racchiuse nella sintesi del decoro, proprio della ceramica. Il secondo appuntamento, dopo la fotografia, è con un pittore di ‘tradizione’, ossia saldamente legato alla tenuta di una pittura figurativa, attenta al dettato narrativo dei suoi luoghi, la Costa di Amalfi, dei suoi tempi qual è Bartolo Savo.

 

 

4 > 25 ago   BARTOLO SAVO, immagini di luoghi, figure del tempo

Una mostra da tempo attesa a Minori quella Bartolo Savo, rimasto fedele ad una pittura figurativa, intesa quale ‘pagina’ di un racconto del vedere. Quella che si propone è una mostra che ha quasi il carattere dell’antologica e che, sostanzialmente, cerca di ricostruire, uno dopo l’altro, i ‘fotogrammi’ del passaggio dello sguardo da un luogo all’altro, nei tempi di una comunità radicata alle sue origini, ai suoi riti, alle sue immagini. Bartolo Savo  è un pittore ancorato al suo spazio d’esistenza, anche se la sua pittura spesso si distrae dalla scena, dal paesaggio e diviene narrazione espressiva, densa di placche di colore, di contrasti accesi. In mostra oltre quaranta opere realizzate nel corso di quasi quarantanni.

“Troppi pudori, troppa riservata grazia. L’arte – scriveva tempo addietro Rino Mele – esige a volte che ci si getti – come una pietra dall’alto, e quella pietra s’apra come un foglio e quel foglio diventi il dolore di ali salvifiche prima che il mare ti divori. Le chiese di Minori le ha dipinte tutte, vi è entrato e uscito come un vescovo ma con gli occhi dell’infanzia verso quelle troppo alte facciate, come scale, che a salirle incontri il volto di Dio. Così, tra la voglia di un celeste presepe e l’astuzia misteriosa da innamorato urbanista, ogni anno  ha dipinto chiese, case dalle scale esterne, finestre piccole che v’entrano le rondini, la strada che sale accostata al muro e si volge come il braccio della luna. La nudità della luna. E, poi, le sue figure, alcune esili e barocche, e ingombranti, altre estatiche e come in attesa, fino alla scansione filmica dei particolari come in un olio del ’97: due gambe sospese, che terminano in due scarponi, ma tutto è lieve e i pantaloni sono ruggine chiaro su sfondo rosso, e non vedi altro del corpo, sembra di un acrobata, o di un operaio. Se si volesse raccogliere questa sua eccessiva produzione, cinquant’anni di opere che non sono andate  via come accade per gli altri pittori, ma accumulandosi hanno fatto di se un piccola altura votiva o un’alta siepe, bisognerebbe scegliere una grande stanza, una ,cappella, nella parte alta di Minori, da cui si veda i I ma re e i I suo torcere i monti, e mettervi tutto dentro come se i quadri fossero piccoli alberi  e tra essi i sentieri quasi impediti, per entrarvi. Perché questa è l’immagine che, a guardare attentamente le sue opere, rimane. Una stanza sul mare e, dentro, un bosco”.

 

Bartolo Savo (Nato ad Atrani – Sa, 1932) Diplomatosi presso l’istituto statale d’arte “F. Palazzi” di Napoli.

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