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Massimo Gamba presenta il libro ´L´Italia nel pozzo´ a 25 anni dalla tragedia di Vermicino

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Comune di Piano di Sorrento


Villa Fondi – 21 luglio 2007 alle ore 21.00


MASSIMO GAMBA presenta “L’ITALIA NEL POZZO”
a 25 anni dalla tragedia di Vermicino


Saranno presenti il giornalista RAI Ermanno Corsi, il Prof. Rino Sica, docente di Diritto dell’Informazione e Wolf Achtner, documentarista e docente di giornalismo televisivo


Vermicino, 12 giugno 1981. Vermicino è una contrada anonima a pochi chilometri da Roma. Lì si consuma in diretta televisa una tragedia, la morte si fa spettacolo. E, negli anni, non ci siamo mai seriamente interrogati sull’incidente. Lo fa ora Massimo Gamba con il libro “Vermicino. L’Italia nel pozzo” (Sperling & Kupfer Editori, € 14, pp. 304). Il fantasma di Alfredino, con quella sua voce intubata, torna a parlarci dalle viscere della terra in cui è sprofondato e, nell’attenta e minuziosa ricostruzione dell’autore, quasi un “Tutto Vermicino minuto per minuto”, si pongono ancora domande terribili. “Fino al giugno 1981 nessuno, tranne quelli che ci abitano, conosce Vermicino. Un gruppo di case. Poco distante un quartiere, una strada polverosa, come centomila in tutto il paese”. In quel posto desolato c’è un pozzo artesiano abusivo rimasto aperto, appena finito di scavare, mal protetto da un pezzo di lamiera. E c’è un bimbo di sei anni, Alfredo Rampi, che mercoledì 10 giugno, verso le ore 19, vi precipita dentro. La drammatica vicenda di Alfredino inizia a consumarsi in tv la notte dell’11, quando una tv locale lancia un appello per cercare una gru per tirare fuori un bambino caduto nel pozzo. Il giorno dopo la vicenda viene seguita in una sgomenta diretta di diciotto ore (interrotta solo dai tg) sul primo e secondo canale della Rai, a reti unificate. L’agghiacciante racconto televisivo segue l’evolversi della tragedia, descrive l’intervento dei vigili del fuoco, speleologi, volontari, mostra la disperazione della madre, raffigura l’arrivo delle autorità e del Presidente della Repubblica, Sandro Pertini (che rimarrà sul posto per moltissime ore), fino a registrare il fallimento di ogni tentativo e lo spegnersi della voce e del respiro del bambino, dopo 60 ore di buio infernale. I tecnici scavano un pozzo parallelo, per poter strappare Alfredino dalla sua orribile prigione. Accorrono acrobati, nani, contorsionisti e provano a calarsi in quell’imbuto. C’è molta impreparazione, c’è caos. Più le trivelle scendono da una parte, più il bimbo scivola dall’altra.
Massimo Gamba indica i quattro fattori che secondo lui hanno fatto di Vermicino un evento mediatico unico e irripetibile: il tipo di ripresa con una sola telecamera (assenza di regia); il sonoro in diretta dei walkie-talkie usati dai soccorritori che riempie i vuoti della telecronaca; l’incertezza del soccorso che diventa incertezza della telecronaca; la scarsa consuetudine, nel 1981, dei giornalisti alla diretta.


    

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