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Campiello a Ravello, Venere a Capri, Zavoli a Positano

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Campiello a Ravello, Venere a Capri, Zavoli a Positano


I finalisti di uno dei più prestigiosi premi letterari d’Italia, il Campiello, saranno protagonisti oggi a Ravello (ore 17,30, Villa Cimbrone) di un animato «thè con l’autore». Si tratta di Milena Agus ( Mal di pietre), Romolo Bugaro ( Il labirinto delle passioni perdute), Carlo Fruttero
( Donne informate dei fatti), Mariolina Venezia ( Mille anni che sto qui), Alessandro Zaccuri ( Il signor figlio); sarà presente anche Paolo Colagrande,
che con Fideg si è aggiudicato il Campiello Giovani. La cinquina risulta, almeno in senso geografico, delle più rappresentative della varietà «regionale » nell’odierna letteratura italiana; ma anche le tematiche scelte dagli scrittori sono le più varie. È il caso di segnalare la duplice presenza femminile: il delizioso racconto lungo della Agus (in cinquina anche allo Strega) e la saga ultrasecolare della Venezia, storie al femminile dalla Sardegna e dalla Basilicata, di squisita sensibilità.
A Capri, parte stasera (ore 19,30, terrazza dei Giardini di Augusto) l’ambiziosa rassegna «I luoghi della parola», giunta ormai alla quinta edizione e dedicata quest’anno a Venere- Afrodite. Caratterizzato anche dalla scelta di tenere gli incontri via via in una serie di straordinari luoghi dell’isola, questo importante ciclo — che l’8 settembre vedrà protagonista un personaggio del calibro di James Hillman — propone come primo appuntamento quello con l’antropologa Paola Antolini, l’astronauta Umberto Guidoni e il rettore della Federico II, il matematico Guido Trombetti, che si confronteranno sul tema «Venere tra mitologia e astronomia».
Nella domenica letteraria campana va segnalato anche l’appuntamento di stasera a Positano (ore 21,30, Palazzo Murat) con Sergio Zavoli, che presenta il suo ultimo libro La questione (Mondadori). In questo saggio, Zavoli si pone davanti allo spinoso dilemma: eclisse di Dio o della Storia? Vi si indaga la grandiosa vicenda vissuta nell’ultimo mezzo secolo dall’Occidente, ora impegnato in una drammatica sfida con altre culture del pianeta. Un complesso scenario esplorato attraverso una serrata interrogazione: una sorta di processo epocale alla luce del più grave dei pericoli, la mancanza di percezione del pericolo.
R. C.

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