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Positano – Ricordo a Luca Vespoli foto

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    Luca Vespoli è stato Direttore dell’  Azienda Turismo di Positano per quarant’anni. Ha amato infinitamente la sua città natale. Il suo riflettere sugli eventi con lungimiranza ed animo sereno lo portava sempre ad avere ragione, questo era la sua forza e la sua grandezza, soprattutto nelle occasioni in cui una ben orchestrata ignoranza sovente veniva a lui d’intorno, addolorandolo.

    Come giornalista pubblicista ha collaborato per trentasei anni attivamente con moltissime testate giornalistiche. Gli avvenimenti della Costiera venivano interpretati e raccontati nel loro valore più complessivo e generale. I personaggi, i ricordi erano consegnati alla storiografia locale, raccontati in articoli di giornale. La collaborazione con la Rai, lo vedeva partecipe a molte trasmissioni, da Uno Mattina alla Vita in Diretta a Linea Blu. Il Diario di Positano prima ed il Duca poi, erano sue creature: “…graffiante con la penna, tagliente con la parola, sostenitore a tratti puntiglioso delle sue idee….” veniva definito dai suoi amici.

    Prodotti della sua militanza positanese sono i libri: Sulla cucina positanese, Un mare di soprannomi e le Lacrime del  silenzio, a questa s’intrecciano le manifestazioni di grande successo quali: ” Il Premio Positano ” Leonid Massine ” per  l’Arte della danza “, che ancora si svolge il primo sabato di settembre, riconoscimento consolidato nel tempo sino a raggiungere fama  ed onori nel mondo, il cui  libro: “Positano e la Danza del Mondo ” che ripercorre la trentennale e fortunata carriera di questo evento, Direttore  Artistico il M° Alberto Testa, ha l’introduzione scritta da lui nell’aprile del 2002 ( il 14 giugno ci lasciava improvvisamente, non potendo vedere l’opera realizzata); Modamare a Positano, Premio De Sica, i Concerti di Musica D’estate,  Spettacolando sui Ricordi e Romantica Cine-Città Mediterranea in cui è riportato l’elenco dei films, dei documentari, dei fotoromanzi, degli sceneggiati televisivi e delle fiction, girati a Positano dal  1950 ad oggi, un paese, questo dove il grande Regista sembra non aver dimenticato nulla.

    Non dimentichiamo la sua passione per il collezionismo, il piacere conviviale di stare a pranzo, il ticchettìo impazzito della sua macchina da scrivere, l’incondizionato  amore per gli animali, specialmente per i gatti, il non essersi mai vantato delle preziose conoscenze  e dei suoi meriti, il sottile humor con il quale sdrammatizzava i mille problemi quotidiani, il tendere la mano sempre a chiunque senza limitazioni di spazi, di tempi, di barriere sociali o etniche, la sua paura di andare in aereo, il suo caffè che sorseggiava sempre alla Zagara leggendo le notizie del giorno prima di andare a lavorare ed il suo sorriso velato di malinconia.

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