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Maiori – Parcheggi d´oro a Maiori – Da Daniele Lembo

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Al Gentile Signor Direttore  (con preghiera di pubblicazione)


 


Sono nato a Minori (SA), in Costiera Amalfitana mentre mia moglie, benché ufficialmente nata a Napoli, è a pieno titolo originaria della vicina Maiori dove ha vissuto l’infanzia e l’intera gioventù.


Originari di un posto d’Italia dove i ricchi sono ricchi per davvero, mentre i poveri difficilmente avranno l’opportunità di diventare ricchi, e avendo avuto sia io che mia moglie la malsana idea di nascere in famiglie “sbagliate”, ci siamo ritrovati nella necessità di doverci trasferire altrove per motivi di lavoro. 


E’ una storia che nella “ricchissima” (ma non per tutti) Costiera Amalfitana si ripete da sempre. Si nasce in un vero paradiso, ci si vive una favolosa infanzia ma, arrivati ai venti anni ti si fa capire che lì non c’è posto per te a meno che non ti voglia accontentare di avvilenti lavori semestrali.


Ho descritto i motivi che mi hanno portato a lasciare il mio posto d’origine per sottolineare che io amo le mie radici, le mie tradizioni, la storia della mia famiglia che, frammista col sangue, mi scorre letteralmente in corpo. Se ho lasciato la Costa d’Amalfi l’ho fatto solo perchè alla ricerca del pane quotidiano e a nessuno, proprio a nessuno, si può imputare il vizio…di voler mangiare.


Come tutti coloro i quali emigrano, ho nel cuore i luoghi dell’infanzia e della gioventù che sento come una parte della mia anima. Io e mia moglie viviamo ormai da venti anni in provincia di Latina e, quando all’approssimarsi delle feste pasquali o natalizie, ci apprestiamo a tornare a Maiori usiamo la frase: “stiamo andando a casa”.


Sembrerebbe una banalità, ma il modo di dire esprime chiaramente come noi si senta quel posto come la nostra Patria più intima.


 


Veniamo adesso al motivo di questo mio scritto.


Mia moglie possiede a Maiori una modesta abitazione dove passiamo brevissimi periodi, computabili in totale in un mese all’anno circa.


Accade adesso che l’Amministrazione Municipale di Maiori abbia istituito abbordabili parcheggi a pagamento per residenti e inavvicinabili parcheggi a pagamento per non residenti. Il pagamento della sosta oraria in questi ultimi è tale che, anziché del parcheggiatore, necessiterebbero di un funzionario di banca che, all’atto del parcheggio, accendesse un mutuo con ipoteca sull’autovettura in sosta per il pagamento dell’occupazione del suolo pubblico.


 


La stessa Amministrazione ha inteso estendere il beneficio dell’accesso ai parcheggi per residenti anche ai non residenti proprietari di abitazioni in quel Comune.


L’estensione del beneficio sembrerebbe cosa illuminata e della quale essere grati, se non fosse per uno sgradevole particolare: mentre i residenti per ottenere o rinnovare il contrassegno che concede la sosta nei parcheggi loro riservati sono tenuti al versamento della somma di euro 7,75 annui, i non residenti proprietari di abitazioni, per ottenere lo stesso tagliando debbono effettuare un versamento annuo pari a 150 (centocinquanta) euro.


A fronte dello stesso beneficio, i secondi versano quindi venti volte in più la somma versata dai primi.


E’ uno strano sistema impositivo.


In quel Comune, come proprietario di abitazione, sono tenuto al pagamento dell’ICI (e chiaramente della collaterale IRPEF), dell’imposizione sui rifiuti solidi urbani e di quella relativa alle acque reflue, il tutto con aliquote maggiorate in quanto non residente.


Sempre come non residente, utilizzo i servizi offerti dallo stesso comune (scuole, illuminazione pubblica ecc) solo per i brevissimi periodi nei quali sono presente.


A fronte di una massima contribuzione alla quale corrisponde un minimo utilizzo dei servizi municipali, l’Amministrazione locale mi “beneficia” facendomi pagare per venti quello che gli altri pagano per uno.


In realtà, ho il sospetto che il particolare “beneficio” in argomento trovi origine nel fatto che i destinatari dello stesso, essendo non residenti, non hanno diritto di voto nelle locali consultazioni amministrative, non avendo così nessuno strumento per tutelarsi.


Privo della possibilità di esprimere il mio parere in sede elettorale, sono una specie di extracomunitario, un ospite tollerato al quale tutto si può chiedere ma nulla gli è dovuto.


 


Voglio evitare commenti sull’esosità delle locali amministrazioni nei riguardi dei turisti, anche perché mi si potrebbe contestare che il turismo è un lusso e chi lo vuole fare, che paghi.


Fatto sta che io non sono un turista e torno a Maiori solo perché spinto dalle ragioni del cuore, ma mi rendo anche conto che è difficile far intendere le ragioni del cuore a chi, amministrando, si occupa solo di ragioni di cassa.


Chi amministra raramente è ben disposto ad ascoltare e dubito che questa lettera servirà a qualche cosa, ma chi legge capirà che anche noi extracomunitari abbiamo il diritto almeno di lamentarci.


 


Benché abbia affermato che vorrei evitare commenti sull’esosità delle locali amministrazioni nei riguardi dei turisti, vorrei comunque permettermi, in chiusura, un constatazione che sperò sarà meditata: ognuno sfrutta la propria miniera come meglio crede, ma ogni miniera prima o poi tende ad esaurirsi e più intenso ed esoso è lo sfruttamento, più veloce è l’esaurimento dei filoni.


Se il filone aurifero della Costa d’Amalfi, troppo sfruttato, si esaurirà o diminuirà il suo gettito, i ricchi “ricchi per davvero” di cui dicevamo in apertura, in qualche modo se la caveranno, mentre non penso che la stessa cosa sarà possibile per i meno abbienti.


Quella raccontata da me sembrerebbe una banale storia di parcheggio a prezzi agevolati, ma come spero il lettore avrà capito, si tratta di ben altro. Da qualche anno gira la voce che la Costiera Amalfitana sia stata dichiarata “Patrimonio dell’umanità”, ma ho tanto l’impressione che continui ad essere patrimonio di pochissimi a discapito di molti.


 


 


Cordialmente                                                                     


Daniele Lembo (Pubblicista – Ordine dei Giornalisti del Lazio)


 


 


Cisterna di Latina (LT) Viale G. Europa, 18


Cap. 04012  tel 328 9156050

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