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Ravello festeggia San Pantaleone di maggio

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San Pantaleone di maggio: fede e tradizione della città della musica


 


Una città si conosce non solo tramite la sua storia, i suoi monumenti ed angoli, ma anche attraverso la fede, legata alla tradizione che si tramanda. A Ravello, così come accade da secoli, le tradizioni sono un punto di riferimento che scandiscono il calendario. E il turista rimane incantato anche da questo suo aspetto. In questo numero vi invitiamo a partecipare, domenica 20 maggio, alla festa di “San Pantaleone di maggio”, presso il Duomo. E’ la festa della traslazione della reliquia di San Pantaleone, il santo patrono di Ravello che si festeggia dal 1695. Una ricorrenza particolare ed antica per la Città della Musica, molto legata al suo Santo Patrono, che lo ricorda con tutti gli onori, ogni 27 luglio.


Questa festa ecclesiastica ricorda un episodio avvenuto, appunto, nel 1695 quando l’ampolla del sangue del Santo – come avviene con San Gennaro a Napoli – si liquefa (diventa liquida) nell’anniversario del martirio, quando la reliquia venne trasferita dall’antico altare alla cappella  costruita in onore del martire, là dove erano l’altare del SS. Crocifisso e quello del Presepe. In precedenza le spoglie del Santo erano custodite a sinistra dell’altare maggiore, in un posto chiamato “finestra”, scomodo e pericoloso.


Ma chi è nella storia questo Santo patrono di Ravello? San Pantaleone, era un celebre medico di Nicomedia, che subì il martirio nel 305 sotto le persecuzioni di Diocleziano. Il santo è veneratissimo nella Chiesa Orientale ed era annoverato fra i quattordici santi ausiliatori (invocati dal popolo cristiano nei momenti difficili). La reliquia giunse probabilmente da Costantinopoli, dove la liquefazione è documentata sin dal 1057. La traslazione fu decisa nel 1617 da mons. Michele Bonsio e, in occasione del sinodo diocesano del 1695, monsignor Luigi Capuano, patrizio napoletano di origini amalfitane, ordinò che il sangue venisse posto al centro dell’altare della cappella e che fosse celebrata nella terza domenica di maggio la festa della traslazione con rito doppio. Il sangue, dopo essere stato esposto alla venerazione con le altre reliquie, fu portato in processione per la città “continuo campanarum sonitu”, col suono continuo delle campane, per poi essere riposto nel nuovo reliquiario, costruito appositamente ed ornato.


Il miracolo della liquefazione è avvenuto eccezionalmente anche in occasione della festa della traslazione nel 1718. Nelle ore pomeridiane del 21 maggio 1922 si verificò la liquefazione “a metà” del prezioso sangue, e il popolo colse in quel segno straordinario, una visibile approvazione data dal patrono, all’arrivo della luce elettrica presso la basilica, inaugurata proprio in quel giorno. Tanti i motivi storici per non perdere, quindi, la processione che si tiene tradizionalmente in serata.


Per chi vuole approfondire: www.chiesaravello.it e www.incontroravello.com Si ringrazia l’esperto Luigi Buonocore che ci ha aiutato


 


 


 


 

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