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Positano, sabato la Napoli Criminale di De Stefano

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Sabato 2 giugno alle 21 all’hotel Domina Royal di Positano per la rassegna letteria “Domina-Royal” ci sarà la “Napoli Criminale”, Newton & Compton editore, di Bruno De Stefano, giornalista con vasta esperienza in cronaca nera, che parlerà del suo libro con la presenza di Ciro Cirillo, assessore regionale rapito dalle brigate rosse, magistrati e giornalisti come il Giudice Pentangelo del Tribunale di Torre Annunziata, il giornalista Michele Cinque, il critico Francesco Saverio Torrese, il caporedattore politica di Metropolis Vincenzo Iurillo e Vincenzo Lamberti con Tv metropolis, moderati dal consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti Angelo Ciaravolo. Alla serata, alla presenza del sindaco di Positano Domenico Marrone e del presidente dell’Azienda di Soggiorno e Turismo Benedetto Santangelo, verrà donato dal direttore del Domina Royal Roberto Iliano il libro che, come in tutti gli altri 20 appuntamenti fino ad ottobre, alla direttrice della biblioteca comunale, gestita dall’associazione Posidonia, Birgit Desaga Cinque. Dopo la straordinaria serata di Pietro Gargano, il signore del giornalismo campano, che ha entusiasmato la platea accorsa a sentire una storia “fuori dalle righe” della canzone napoletana e dei suoi autori, con lo straordinario accompagnamento del chitarrista Pietro Festinese. Napoli criminale parla di un far west senza sceriffi dove il crimine impera indisturbato. Ecco come appare Napoli a chi legge le cronache che raccontano di una città mattatoio attraversata da una violenza che non risparmia niente e nessuno. Non c’è un’altra metropoli al mondo in cui il sangue imbratta, senza distinzioni sociali né geografiche, le strade eleganti e i vicoli malfamati, i quartieri dei ricchi e i rioni dei poveracci, i palazzi della politica e le stanze del potere. Nel vasto e variegato catalogo degli orrori che si sono consumati all’ombra del Vesuvio, uno spazio rilevante è occupato dai clan della camorra che con le loro guerre hanno provocato centinaia e centinaia di morti. Ma si commetterebbe un grosso errore nel ricondurre tutto il male solo ai macellai delle cosche che si combattono per accaparrarsi il mercato della droga o il controllo delle estorsioni. Perché Napoli è anche la città dell’inafferrabile mostro che massacrò una famiglia in via Caravaggio, dell’oscuro e ancora impunito delitto dell’affascinante Anna Parlato Grimaldi, della tragica fine di due ragazzine conquistate dai modi gentili di tre bulli di Ponticelli protagonisti di un processo lungo e tormentato.

Ma Napoli è anche la città dove a voler far bene il proprio dovere si rischia la vita, come testimoniano l’assassinio di un poliziotto onesto come il capo della Squadra mobile Antonio Ammaturo e l’agguato a un giornalista troppo curioso come Giancarlo Siani. E così si sviluppa il, documentato, racconto di De Stefano di tutti gli episodi più eclatanti che riguardano la storia di pagine nere della Campania che, purtroppo, devono essere ancora scritte.

Il prossimo incontro con lo scrittore è con Andrea Di Consoli autore del libro “Il padre degli animali”, edizione Rizzoli, con Vincenzo Aiello, giornalista de Il Mattino il 9 giugno all’Hotel Poseidon alle ore 21.30, a seguire, sempre al Poseidon, il 16 giugno, Marco Travaglio, autore del libro “La scomparsa dei fatti” con il giornalista Vincenzo Iurillo a seguire gli autori don Genaro Matino, Maria Orsini Natale, Viola Rispoli, Veronica De Laurentis, Donatella Gallone, Delia Morea, Matilde Andolfo, Luciano Pignataro, Francesco Aiello, Carmelo Pittari, Gaetano Montefusco, Antonella Cilento, Yari Selvetella, Rossella Milone, Silvana Capuano, Gianluca Ferrara e Claudia Cascone


 


 


Capitoli del volume

Pupetta Maresca, la ragazza con la pistola



  • Il mostro di via Caravaggio
  • Il delitto di Anna Parlato Grimaldl
  • Giuseppe Salvia, il nemico di Cutolo
  • II rapimento di Ciro Cirillo
  • Morte di un vicequestore onesto
  • Tre belve a Ponticelli
  • Giancarlo Siani: un giornalista troppo curioso
  • Un cadavere nella valigia
  • La villetta dell’orrore
  • Sangue a due passi dalla questura
  • Maurizio Estate, quando il coraggio vale una vita
  • Far west al Vomero
  • Omicidio-suicidio nello studio di un avvocato
  • Uno casalinga dalla doppia vita
  • Piombo sugli operai
  • Il poliziotto pistolero
  • Gigi e Paolo, due vittime innocenti
  • L’assassinio dell’amica d’infanzia
  • L’insegnante murata nello scantinate
  • Un “santo” punito per una svista dei killer
  • Una testa mozzata tra I rifiuti
  • Basic istinct a Casandrino
  • La strage di bambini

Bruno De Stefano è nato a Somma Vesuviana (Napoli) nel 1966.
Gionalista professionista, ha lavorato per diversi quotidiani fra cui Paese Sera, Il Giornale di Napoli, Corriere del Mezzogiorno (dorso campano del Corriere della Sera), e per il settimanale Metropolis, occupandosi particolarmente di cronaca nera e giudiziaria. Attualmente è redattore di «City», it quotidiano free press del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera


 


Il caso CIRILLO in breve


Il 27 APRILE del 1981 il consigliere regionale della Campania, della democrazia cristiana (corrente di Gava) CIRO CIRILLO veniva sequestrato dalle BR.
Il 24 luglio successivo veniva liberato. Una liberazione che sembrò anomala per la sua rapidità e che fece discutere molto.


il 17 APRILE,   si scatenano le polemiche  dopo che il giornale l’Unità rivela un inquietante retroscena per la liberazione di Ciro Cirillo 
Il quotidiano comunista con la firma di Marina Maresca sostiene (sembra che abbia ricevuto alcune confidenze) che per le trattative per la liberazione del potente democristiano si sono mossi oltre che potenti democristiani (addirittura un ministro e un sottosegretario), anche i servizi segreti contattando la camorra di Raffaele Cutolo rinchiuso nel carcere di Ascoli Piceno. In certi ambienti ci si scandalizzai, affermando che quella rivelazione è un falso.

Il 23 MARZO il ministro dell’Interno Rognoni in un violento dibattito alla Camera ammette che è stato versato un riscatto per la liberazione pagato a un leader delle Br. (gli stessi sequestratori diranno ammontante a un miliardo e 450 milioni.
Ma si insiste da più parti per sapere i contatti che alcuni democristiani assieme ai servizi segreti avrebbero tenuto con il capo della nuova camorra. Perche a parte le rivelazione dell’Unità, la liberazione appariva abbastanza anomala.
Anomalia che  rileverà la sentenza al processo di appello che si svolse dodici anni più tardi a Napoli: il non istituzionale intervento dei servizi segreti nelle trattative (prima il Sismi e poi il Sisde), il pesante coinvolgimento della camorra con in testa il detenuto Raffaele Cutolo e l’ingresso nella vicenda di importanti personaggi politici come Flaminio Piccoli e Antonio Gava.
La sentenza della corte noterà anche che in questo caso non è stata seguita la cosiddetta linea della fermezza che la Democrazia cristiana aveva sostenuto, fino alle ultime conseguenze, per il sequestro Moro.


L'”affare Cirillo” si tinge di giallo, e poi in un assassinio il successivo 1° aprile di quest’anno. Semerari un criminologo (il suo lavoro lo portava anche a lavorare per la camorra) dopo essere stato sequestrato dalla camorra stessa, viene ritrovato decapitato a Ottaviano. E si scopre che durante il sequestro era uno degli autori che aveva scritto all’Unità sconfessando la giornalista e dichiarando che era lui ad aver fornito le false notizie sull'”affare Cirillo”.

Profilo di CIRO CIRILLO: già sindaco di Poggioreale a Napoli; già sindaco di Torre del Greco; già Presidente della provincia di Napoli; già presidente della giunta regionale; al momento del sequestro era assessore regionale dell’urbanistica e edilizia popolare e anche delegato al coordinamento con le altre regioni italiane per la ricostruzione dell’Irpinia e del Salernitano dopo il terremoto.
Un vortice enorme di appalti e di spesa pubblica che hanno poi scatenato tante polemiche negli anni successivi.


 

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