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MOSTRA DI GIANNI MENICHETTI A POSITANO

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MOSTRA DI GIANNI MENICHETTI A POSITANO


Seguo sempre con attenzione Positanonews, che mi informa su quanto avviene in Costiera, e non solo. Puntuale, tempestivo, aggiornato. Bravo Michele Cinque, che lo dirige, bravi i suoi collaboratori.


Tra le notizie lette segnalo quella che si riferisce alla mostra di Gianni Menichetti,  in corso presso “La Libreria” in località La Sponda di Positano. Conosco bene l’artista, anche se non mi capita d’incontrarlo da parecchio tempo. “Straordinario”, scrive Michele Cinque, è l’unico termine con il quale egli può essere definito, proprio come straordinario per la ricchezza naturalistica e ambientale è LA “Valle del Porto”, l’oasi nella quale egli continua a resistere, a difesa della fauna e della flora che l’abitano.


Gianni Menichetti, toscano delle parti di San Gimignano, vi arrivò   nel 1971, giovane studente di lingue straniere. Valy Myers (di cui avrò modo di scrivere presto un ritratto)  era, già dal 1958,  la “sacerdotessa” di quella specie di Eden, dove s’era insediata col suo primo compagno, Rudy, superando molte difficoltà. A Positano li chiamavano gli “esistenzialisti”. Molti non li vedevano di buon occhio e tentarono in tutti i modi di mandarli via. La coppia cominciò a occuparsi di una tribù composta da cani, gatti, galline, tortore, anatre, maiali, un’asina (si chiamava Fanny e, a trentatré anni, era considerata la più vecchia d’Europa). Austrialiana, pittrice di talento, Valy aveva alle spalle un passato di ballerina dell’Opera di Sidney. Menichetti se ne invaghì subito e prese, nel cuore della donna, il posto di Rudy, che intanto l’aveva abbandonata.


Ma, all’improvviso, nel 1988, Valy, la “Lady of the wild creatures”,  lasciò il “Porto”  per protesta contro la costruzione di una strada, che riteneva un oltraggio a quell’ambiente di selvaggia bellezza. Si trasferì a New York, poi a Melbourne (dove è morta il 12 febbraio 2003), continuando con successo la sua attività artistica. Nella “Valle del Porto” è rimasto Gianni Menichetti, con l’impegno di difenderla da ulteriori manomissioni. Ha continuato a prendersi cura del piccolo zoo lasciatogli in eredità dalla compagna e, intanto, dipinge: poesie miniate (compone versi in inglese) e tutta una serie di ritratti di specie rare, presenti in quel luogo. È grazie a Vally – ebbe a dirmi una volta – se qui sopravvivono uccelli, specialmente rapaci, rettili, anfibi, tra cui la rarissima salamandrina terdigitata, e piante straordinarie, come le antiche “Pteris”, e la “Pinguicola hirtiflora”. Oltre a certe meravigliose orchidee. © SigiNastri


 



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