Attenzione…curve pericolose! Attenzione…moto pericolose!

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    Disagi e pericoli causati dai centauri sulla ss.163 amalfitana

    Una soleggiata domenica di primavera in Costiera. A metà mattinata la strada si colora di un variopinto carosello di motociclisti in sella a “giapponesi” , “italiane” e “tedesche” di grossa cilindrata. Uno spettacolo allegro ed affascinante. Per i centauri un’ opportunità per staccare dalla monotonia del lavoro, per discutere delle ultime novità in materia di motori ed abbigliamento tecnico, nonché un’ occasione di convivio lungo l’ incantevole Costa d’ Amalfi.
    E sotto quei caschi minacciosi, alla prima sosta, si rivelano i volti rassicuranti di ragazzi per bene e padri di famiglia.
    Insomma, una situazione a dir poco idilliaca , che invita a mettersi in viaggio lungo le curve ed i tornanti. Ma a questo punto accade che dal gruppo si stacca il “genio” di turno. Il tranquillo impiegato con moglie e figli a casa viene contagiato dalla sindrome di Gibernau ed inizia ad affrontare le curve a strapiombo della Costiera come se fossero quelle dell’ Estoril, spesso rincorso da altrettanto geniali emuli di Capirossi e Hayden , incurante del fatto che in direzione opposta percorrono la sua stessa strada altri motociclisti, tranquille famiglie in gita, autobus, camion, roulottes, podisti, ciclisti e quant’ altro.
    L’elenco degli eroi delle due ruote schiantatisi in Costiera e delle incolpevoli vittime della loro incoscienza si allunga con sinistra regolarità. E così, accanto a splendidi fichi d’india e profumate ginestre, fioriscono croci e fotografie consumate dal sole. Eppure basta poco, un po’ di sana prudenza ed un pizzico di responsabilità, per riappropriarsi del piacere della gita fuori porta, della spensieratezza e del vento sulla faccia. D’altronde il vero sapore della Costiera, i suoi autentici profumi, le luci ed i colori, le sfumature ed i contorni, i suoni e le voci, si possono gustare solo “rallentando”. A noi, amanti della nostra terra, dispiace sapere che ci sono persone che associano la SS.163, non allo splendore di uno degli angoli più belli del pianeta ma ad un luogo che riporta alla mente lutto e dolore. Pertanto un invito: la prossima volta che qualcuno vi sfida ad una folle corsa, ignoratelo, accostate e, se dovesse esserci il tramonto che colora di riflessi arancioni il mare ed i faraglioni sullo sfondo, fermatevi e contemplate.

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