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Ravello la settimana Santa nella Citta della Musica

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La Settimana Santa Ravellese offre da sempre uno scenario di avvenimenti liturgico – rituali che coinvolge tutta la  comunità religiosa della Città della Musica. Secondo alcuni antropologi la passione di Cristo assume il valore di un vero e proprio modello per tutta la tipologia festiva religiosa nell’Italia meridionale dove sembra agire, attraverso svariate modalità simboliche, il meccanismo salvifico, purificatore e rigeneratore vita-morte-vita.

Le manifestazioni della religiosità popolare così intensamente vissute e che si riscontrano palesemente nell’ area amalfitana, affondano le proprie radici nella storia religiosa e sociale di questi territori. Territori plasmati, nel corso dei secoli, da società di credenti la cui coscienza comune era rappresentata dalla convinta certezza del trascendente e che nella religiosità di ognuno si traduceva nel porre al primo posto la speranza della salvezza. Di qui la comune esigenza di iscriversi in quelle confraternite laicali che dal Trecento iniziarono a proliferare in quei luoghi e le quali posero ai primi posti, tra le pratiche devozionali, il culto della persona di Cristo e la rievocazione commossa della Sua passione.

Il solenne Triduo Pasquale si aprirà questa sera, Giovedì Santo alle ore 19:00 in Duomo con  la solenne celebrazione in “Coena Domini” nella quale la Chiesa ricorda l’istituzione dell’Eucaristia. Seguirà il lungo corteo processionale dei Battenti (rievocanti le confraternite di Disciplinati esistenti anticamente a Ravello), che farà visita ai cosiddetti “sepolcri” allestiti  nelle principali Chiese della Città. L’ultimo atto della processione dei Battenti, caratterizzata nel suo corso dal canto delle strofe della “Via Crucis” del Metastasio, sarà la traslazione nel Duomo della statua dell’Addolorata accompagnata dal  suggestivo motivo del  “Pianto di Maria”.

Domani, Venerdì Santo, alle ore 18.00, la solenne azione liturgica costituirà il preludio alla sobria processione del Cristo Morto, accompagnato dai bimbi vestiti da angioletti. Tutto il popolo di Ravello prenderà parte alla preghiera itinerante e, sulle note della banda musicale, eleverà i tipici canti della tradizione popolare quali il “Sento l’amaro pianto” e il “Veder l’orrenda morte” la cui musica pare sia attribuita al maestro Giacomo Tirabassi vissuto nell’Ottocento e padre del musicologo amalfitano Antonio.

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