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La presidenza Nazionale CNA

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La Presidenza Nazionale CNA, riunita nei giorni scorsi, interpreta ed esprime il senso di profonda delusione e di forte critica presente nel mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa in ordine ai contenuti della Finanziaria 2007.


La Presidenza Nazionale ha, quindi, deciso di estendere lo stato di mobilitazione generale delle categorie ed ha invitato le organizzazioni territoriali e di settore ad intraprendere la necessaria azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, delle istituzioni locali, delle rappresentanze politiche e parlamentari, a tutti i livelli.


La CNA ha proclamato una mobilitazione generale dei propri associati che si articolerà, in questa fase, nella convocazione di 6 assemblee generali degli imprenditori nelle sedi di Milano, Bologna, Firenze, Bari, Palermo e Cagliari alle quali parteciperà la Presidenza Nazionale della Confederazione.








Mobilitazione. La categoria conferma la bocciatura alla Finanziaria 2007.






Il Presidente Malavasi spiega perché la manovra economica danneggia le pmi.



Gli artigiani si mobilitano contro la Finanziaria.

Lo ha deciso la Direzione Nazionale della CNA che ha ribadito in una nota diffusa «il senso di profonda delusione e di forte critica presente nel mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa per i contenuti della Finanziaria 2007».

La Manovra, dunque, nonostante l’opera di mediazione del Governo e le aperture sul Tfr, resta ancora assai indigesta per i piccoli imprenditori e il settore artigiano. Che proprio non ne vuole sapere di essere messo all’indice, posto al centro della lotta all’evasione, assegnato a un ruolo di subalternità rispetto alla grande impresa.

”Non vogliamo certo alzare barricate – chiarisce il Presidente CNA Ivan Malavasi – anzi il nostro intento è quello di presentarci al Paese per quello che siamo: la sua parte positiva, il cuore pulsante della nostra economia. Gli artigiani e i piccoli imprenditori sono la faccia più vitale dell’Italia, quella che in caso di difficoltà sì rimbocca le maniche e tira diritto senza chiedere nulla a nessuno: i piccoli imprenditori, per dirla chiara, nei periodi più duri sono da sempre costretti a chiudere bottega”.

“Tutta un’altra storia, insomma, rispetto ai sostegni statali e alle casse integrazioni perenni”, chiarisce.

La pmi, dunque, rivendica con un moto di orgoglio il posto che gli spetta: il centro della scena e non certo il ruolo di Cenerentola.

“Un ruolo che, nostro malgrado, la Finanziaria 2007 ci ha assegnato – insiste Malavasi – e lo ha fatto con inasprimenti fiscali e contributivi e andando a colpire persino un istituto come l’apprendistato, storicamente lo strumento attraverso il quale l’humus artigiano è sopravvissuto a mille cambiamenti e peripezie, non ultimo la globalizzazione”.

Il cuneo fiscale, cavallo di battaglia del governo Prodi per ridare fiato all’economia, del resto, incide poco e niente sui bilanci delle piccole aziende.

“Le microimprese ne rimarranno escluse – continua Malavasi – e, a pieno di correzioni, questo vuol dire che i poco più di 5 miliardi di risorse messe a disposizione per il rilancio dell’economia italiana andranno ancora una volta nelle casse delle grandi aziende, suggellando una politica economica miope e di nuovo succube di un capitalismo poco produttivo, scarsamente innovativo e perennemente in fuga verso la rendita di posizione e la speculazione”.

La piccola impresa italiana, dunque, è più che mai decisa a rivendicare un posto al sole e a ribadire le proprie ragioni.

Per questo la Direzione nazionale ha deciso “di estendere lo stato di mobilitazione generale delle categorie e ha invitato le organizzazioni territoriali e di settore a intraprendere la necessaria azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, delle istituzioni locali, delle rappresentanze politiche e parlamentari, a tutti i livelli”.

Ma non basta.

In programma è anche, per il prossimo 30 ottobre, un assise degli stati generali da effettuarsi insieme alle altre associazioni dell’artigianato e del commercio.

Dal canto suo la CNA ha proclamato una mobilitazione generale dei propri associati che si articolerà, per il momento, nella convocazione di sei assemblee generali degli imprenditori nelle sedi di Milano, Bologna, Firenze, Bari, Palermo e Cagliari alle quali parteciperà la Presidenza nazionale della confederazione stessa.

Malavasi, interpretando lo stato di forte tensione della categoria e del più generale mondo dell’impresa, ha ribadito la necessità “che il Governo riveda un’impostazione politica che in questi giorni ha teso a colpevolizzare l’intero mondo dell’artigianato, del commercio, del lavoro autonomo e della piccola e media impresa”.

In più gli aumenti fiscali e contributivi, secondo la CNA, “sono stati previsti senza contropartite visibili di politica industriale e in mancanza di segnali apprezzabili anche sul fronte della spesa pubblica, della riorganizzazione dello Stato, dell’ammodernamento e dell’innovazione del Paese. Dire che siamo delusi è poco”.

La partita, al momento, resta aperta.

Oltre alla questione dell’apprendistato, istituto per il quale sono stati elevati i contributi al 10%, salvo la risoluzione del problema Tfr all’Inps (con l’esonero per le imprese sotto i 50 dipendenti) resta la riduzione del premio Inail, per cui gli artigiani hanno chiesto una rimodulazione delle aliquote.

Spiragli o messaggi positivi non mancano dal Governo e da parte dello stesso Ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani.

La possibilità di aggiustamenti e aperture per una revisione delle norme sul Tfr e l’apprendistato è stata data, sia dal Sottosegretario all’Economia e Finanze Paolo Cento, sia da quello alle Attività produttive Paolo Giaretta”.

Il confronto continua – conclude il Presidente CNA – ma la mobilitazione anche”.

 


                                                                   Michele De Lucia

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