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Positano

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Il comune di Positano sorge in un’area della Costiera Amalfitana di discreta rilevanza geologica. L’insenatura entro la quale si sviluppa l’abitato si è originata in corrispondenza di una faglia (linea di rottura del terreno lungo la quale si verifica un movimento relativo di due blocchi rocciosi posti a contatto) di importanza regionale che mette a contatto termini carbonatici diversi: lungo la destra orografica affiorano rocce calcaree del Cretacico, mentre a sinistra si osservano terreni calcareo-dolomitici appartenenti al Giurassico. Successivamente, lungo tale linea di rottura del terreno si sono concentrati processi di erosione superficiale, soprattutto legati all’azione di ruscellamento delle acque piovane, che hanno contribuito notevolmente a determinare l’attuale configurazione morfologica dell’intera area. L’abitato di Positano è dominato sul lato orientale dal gruppo montuoso di Monte S. Angelo a Tre Pizzi, costituito da terreni carbonatici del Cretacico inferiore. Lungo il versante sud-occidentale, però, a monte delle frazioni di Montepertuso e Nocella, come anche a S. Maria del Castello, si rinvengono lembi di terreni carbonatici risalenti al Cretacico superiore sovrascorsi (ovvero terreni che, in seguito a movimenti tettonici, scivolano su terreni circostanti. Il fenomeno è noto con il termine di sovrascorrimento) sui sottostanti blocchi carbonatici. L’area di Positano è, certamente, tra le più accidentate della zona a causa dell’altezza e dell’acclività dei versanti, per l’elevato grado di fratturazione delle rocce, dovuto in particolare a frane in atto ed all’intensa storia tettonica (faglie e sovrascorrimenti lo testimoniano). Sono queste le cause che determinano diffusi dissesti rocciosi con la conseguente caduta di blocchi di varie dimensioni in più punti dell’area. Inoltre, l’elevata permeabilità dei terreni, legata sempre all’intensa fratturazione ed alla presenza di fenomeni carsici superficiali e sotterranei, hanno anche prodotto la formazione di alcuni blocchi sorgivi al suolo e sott’acqua. Infine, in alcuni punti tra Vettica Minore e la cala di leranto, si ritrovano taluni tipi morfologici la cui genesi è legata all’oscillazione del livello marino durante il Quaternario. In particolare, sulla parete calcarea verticale che delimita l’estremità orientale della Spiaggia Grande si osserva, ad evidenza dell’antico limite dei frangenti, un solco di battigia posto a+17 ed a +5 metri sul livello del mare. Sulla falesia calcarea sottostante la Torre Trasíta, sullo sperone che separa la Spiaggia Grande da quella di Fornillo, si scorgono altri due antichi livelli marini siti, rispettivamente, a +5 e+1.6 metri s.l.m., così come sulla parete carbonatica che, ad oriente, delimita la spiaggia di Fornillo sono evidenti altri due paleolivelli posti a +20 l’uno ed a +5 metri s.l.m. il secondo.


Si ringraziano gli autori del libro “Positano”  Giuseppe e Roberto Sabella

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