BERLUSCONI CON L´ASCESSO PRODI CON I COMUNISTI

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    L’intento è lodevole, ma i risultati sono un disastro. I giornali compiacenti annunciano trionfalisticamente: “Prodi avvia la rivoluzione; dai taxi ai farmaci, avanti con le liberalizzazioni”. E uno pensa, finalmente si sburocratizza la società. Poi guarda dentro al pacchetto dei provvedimenti e scopre un pasticcio dal sapore nauseabondo. Di liberale c’è solo uno spruzzo e non dico di che cosa. Facile prendersela con i tassisti e i farmacisti, come se possedere un’automobile e la licenza per trasportare persone fosse un gran privilegio. Capirai, la licenza è indispensabile anche per vendere sigarette e francobolli. Si impone una domanda: perché abolire la “casta” degli autisti povericristi e conservare gelosamente il Monopolio di Stato per sali e tabacchi? Quanto ai farmacisti, le disposizioni sono anche più ridicole. I prodotti da banco (quelli che non necessitano di ricetta medica) entrano nei supermercati, accanto a detersivi e salami. Bene, sai che progresso. Comunque accettiamo. Se però accettiamo questo, qualcuno dovrà spiegare perché in farmacia non è lecito vendere bottiglie di vino e di birra, cioccolato e penne stilografiche. Ancora. Le farmacie non avranno più vincoli territoriali (un punto vendita per tot abitanti); i tabaccai invece continueranno ad averne. Forse che un farmacista è più fesso di un tabaccaio? E con le edicole, come la mettiamo? Sono piccole per decreto, non riescono a esporre tutti i prodotti, però hanno vincolo territoriale.   continua…

    Viva tassisti e farmacisti beffati dai finti liberali alla Mortadella

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