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E-GOV. Carta d’identità elettronica: in vigore il decreto che fissa il costo

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E-GOV. Carta d’identità elettronica: in vigore il decreto che fissa il costo


 


Oggi, 1° giugno entra in vigore il Decreto del 9 maggio 2006 pubblicato sulla G.U. n° 113 del 17 maggio 2006 che fissa il costo della Carta di Identità elettronica. L’Associazione dei Comuni Italiani (ANCI) chiederà al Governo un intervento urgente per ridefinire i contenuti del decreto che fissa costi e modalita’ di riscossione relative alla Carta di Identita’ Elettronica (CIE).
Nel frattempo, l’associazione suggerisce ai Comuni che fino ad oggi hanno portato avanti la sperimentazione della nuova Carta d’identità elettronica di continuare ad emettere la Carta secondo le modalita’ fin qui seguite.


Per quanto riguarda il decreto n° 113 Feliciano Polli, vice-sindaco di Terni ribadisce il proprio dissenso sul provvedimento evidenziando, per l’ennesima volta in queste settimane “che le disposizioni fissate dal nuovo decreto sono lesive del diritto del cittadino a ricevere servizi rapidi ed efficienti a costi ragionevoli, laddove si tratti di diritti essenziali, quali il documento di attestazione d’identità”. Polli polemizza sulla duplicazione delle trafile burocratiche introdotte dalla nuova modalità di riscossione dei costi della carta, che “usurpano ai Comuni delle funzioni che essi svolgono con risultati efficaci da decenni, svilendo il loro ruolo istituzionale”.


”In un momento così delicato, a chiusura di una lunga fase di sperimentazione – sottolinea ancora Polli – ci aspettavamo un provvedimento contenente quelle misure che potessero consentire a tutti i Comuni italiani di sostituire il documento cartaceo con quello elettronico, nel Decreto invece non si fa riferimento alla necessità di prevedere una adeguata attività di assistenza e formazione dei funzionari comunali, nè alle risorse per lo sviluppo dei servizi accessibili tramite la CIE, valore aggiunto della carta elettronica rispetto alla cartacea. Tutto ciò significa vanificare l’esperienza e gli investimenti economici e di risorse dei Comuni che da 5 anni credono nel progetto e partecipano attivamente alla sua realizzazione”.


Al momento – rileva Fabio Sturani, Vice-Presidente dell’ANCI – i Comuni si ritrovano delle giacenze di supporti derivanti dalla sperimentazione che continueranno a gestire secondo le modalita’ sin qui utilizzate fino ad esaurimento ed in assenza di provvedimenti dispositivi da parte dell’Autorità Centrale”. ”L’Associazione – aggiunge – ha presentato una formale richiesta al Ministro dell’Interno affinchè provveda a modificare il Decreto in termini più ragionevoli per i cittadini e di garanzia ai Comuni, sia del mantenimento del loro ruolo che del diritto ad una adeguata assistenza e formazione, oltre alle attrezzature e ai supporti, fondamentali per la riorganizzazione del processo in termini elettronici. Il tutto nell’ottica di valorizzare gli investimenti e le esperienze maturate negli anni scorsi. Se le richieste non dovessero essere accolte – conclude Sturani – l’ANCI è pronta a dichiarare chiuso il progetto CIE per i ruoli di sua competenza”.


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                                                           Michele De Lucia

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