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Frana ad Ischia, 4 morti

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ISCHIA (NAPOLI) – Il maltempo concede una tregua all’isola di Ischia, colpita da una frana, ieri all’alba, generata dalla pioggia sul monte Vezzi che ha ucciso 4 persone, distruggendo una famiglia. Durante la notte le condizioni meteorologiche sono state buone sull’isola e in tutta la regione Campania, secondo quanto ha confermato la protezione civile regionale, che ha assicurato che le previsioni del tempo fanno sperare nel cielo sereno per le prossime 254 ore.

Nella Casa Comunale di Ischia è in corso una riunione dell’unità di crisi, il Com – Centro operativo misto – per stabilire quali saranno le operazioni della prima parte della giornata. Del Com fanno parte il Dipartimento della protezione civile nazionale, la Regione Campania, la Prefettura di Napoli, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, il Comune di Ischia e le forze dell’ordine. Un’ equipe di esperti, guidati da Bernardo De Bernardinis, della protezione civile nazionale, è appena partita per un sopralluogo sulla zona dell’Arenella, area interdetta ai civili controllata dalle forze dell’ordine.

L’ispezione dovrà verificare se vi siano stati fenomeni di “rimobilitazione” del materiale che si è staccato ieri dal monte Vezzi: l’unità di crisi aveva infatti avvertito che nell’area esiste ancora il pericolo di smottamenti, dovuto anche alla formazione di un “tappo”. Sulla zona entro pochi minuti è previsto l’arrivo dell’elicottero dei vigili del fuoco. I 250 evacuati hanno trovato ospitalità nelle case degli ischitani, grazie ad una straordinaria catena di solidarietà scattata sull’isola in seguito alla tragedia. Il centro di accoglienza allestito nel Palasport, dove erano stati fatti arrivare per la notte 500 posti letto ha ospitato quindi soltanto alcuni operatori della protezione civile regionale, della Provincia di Napoli, della Croce rossa, del 118 e un gruppo di volontari.

IN BUONE CONDIZIONI ORSOLA MIGLIACCIO
Ha dormito tutta la notte e le sue condizioni per i medici sono buone: Orsola Migliaccio, 43 anni, che ieri ha perduto tutta la sua famiglia a causa della frana che si è staccata dal monte Vezzi a Ischia, è ancora sotto osservazione nell’ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno. Ricoverata nel reparto di chirurgia, con una pressione agli arti inferiori dovuta al fango, la signora Migliaccio non ha riportato alcuna frattura e nella tragedia familiare che l’ha colpita, è riuscita a controllare lo stato di forte emozione rimanendo per quanto possibile tranquilla.

In un altro reparto dello stesso ospedale ha trascorso la notte anche la piccola Stella, la nipotina di 3 anni data in affido alla famiglia di Luigi Buono, rimasto vittima della frana insieme alle sue 3 figlie. Ieri Orsola Migliaccio ha voluto salutare le salme del marito e delle tre ragazze Anna, di 18 anni, Maria che ne aveva quasi 17, Giulia, che ne aveva solo 13. Un commiato doloroso che però la donna ha affrontato con grande dignità, aiutata soltanto da blandi ansiolitici che le erano stati somministrati nelle prime ore del pomeriggio. La signora Migliaccio ha ricevuto anche le condoglianze del presidente della Regione Antonio Bassolino, che le ha fatto visita ieri dopo aver partecipato all’unità di crisi nella sede comunale dell’isola.

Il presidente della Regione, Antonio Bassolino, annuncia la richiesta al governo dello stato di emergenza, e una “doverosa indagine ai più alti livelli”: “Oltre la pioggia, si tratta di capire che altro può aver innescato la frana”. Il pm Francesco Soviero apre un fascicolo, per ora senza ipotesi di reato, e acquisisce la voluminosa documentazione delle pratiche di condono edilizio dell’area della frana, giacenti in Comune.

Gli ambientalisti ricordano gli allarmi sullo stato del territorio, nell’intera isola – dove Legambiente denuncia la presenza di oltre 100mila vani abusivi – e in particolare nell’area della frana, località Pilastri, in seguito all’incendio di due anni fa. Il capo della protezione civile Guido Bertolaso non ha dubbi: “Paghiamo inerzie di decenni, anni in cui abbiamo abusato del territorio. Bisogna intervenire con la manutenzione delle zone più a rischio, per evitare in futuro tragedie come questa”.


 


Fonte: Ansa

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