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BOLLO AUTO, COME EVITARE DI ESSERE SPENNATI

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    L’ondata di cartelle pazze non accenna a placarsi: le Regioni continuano a chiedere bolli arretrati, anche a chi ha regolarmente pagato. E chi non ha conservato le ricevute di pagamento viene scotennato: deve pagare la tassa di proprietà del veicolo più interessi astronomici (vedi post precedenti).

    Tre consigli per non farsi spennare.

    1) Conservare le ricevute di pagamento finché Nostro Signore non ci chiama a sé. La Legge 53/83 parla di prescrizione (impossibilità di chiedere i bolli arretrati) dopo 3 anni? Attenti, rimanda ai regolamenti regionali, che possono allungare la prescrizione a piacimento. E le Regioni non hanno certo il dovere di comunicarvelo attraverso una mail.

    2) Conservare (per lo stesso periodo…) i documenti i quali dimostrano che non siete più proprietari dell’auto o della moto: denunce di furto, atti di vendita, ricevute di demolitori.

    3) Massima precisione quando pagate (qui trovate le istruzioni): addirittura, versare in eccesso è rischioso, perché la Regione potrebbe chiedere, com’è successo, un nuovo pagamento. 

     


    CARTELLE PAZZE E BOLLO AUTO: DOBBIAMO PAGARE 1,5 MILIARDI DI EURO




    Cartelle_pazzeLe cartelle pazze dei bolli auto aumentano: siamo a quota 7 milioni di richieste da parte delle Regioni. L’ultimo dato disponibile era 5 milioni.


    Potenzialmente, le Regioni chiedono 1,5 miliardi di euro circa. Infatti, ipotizziamo che ogni bollo costi 200 euro: 200 euro x 7 milioni di cartelle pazze = 1,4 miliardi di euro.


    Uno dei casi più clamorosi riguarda un automobilista del Nord Italia. Qualche anno fa, ha versato un bollo di 190 euro, dimenticandosi di arrotondare per eccesso. Un debito di 90 centesimi di euro che ora gli costa enormi interessi di mora, maturati nel tempo. Agghiacciante.


    Tanto che un’associazione dei consumatori, il Codacons, chiede l’intervento del ministro Tremonti.


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