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17/03/2009

NAPOLI PER IL PD TUTTO DECISO? NICOLAIS ALLA PROVINCIA E BASSOLINO ALLE EUROPEE

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Nonostante le primarie non si siano ancora fatte, nonostante le contrarie dichiarazioni a Positanonews del segretario del PD Morando sabato scorso a Piano di Sorrento, di cui abbiamo parlato nella sezione penisola  sorrentina, mentre impazzano i sondaggi fra Vozza e Allodi, sembra tutto deciso per la provincia di Napoli. E a dir questo non solo i "rumors" di corridorio o i blog ben informati. Ma la pagina di politica dell'inserto del Corrierre della Sera il Corriere del Mezzogiorno di oggi, a firma di Simona Brandolini che qui riportiamo. Allora è vero che il miglior alleato di Bassolino si chiama Silvio Berlusconi. Il premier in vista delle Europee vorrebbe mettere in campo i pezzi da novanta dei governi nazionale e locali del Pdl. Dunque ministri, ma anche presidenti di Regione, che, secondo la legge vigente, dovrebbero dimettersi per potersi candidare al Parlamento di Strasburgo. Ebbene Berlusconi starebbe pensando ad una modifica normativa che assicuri il doppio incarico per i governatori. Ora, sarà perché Bassolino ai doppi incarichi è abituato (sindaco-ministro del Lavoro nel governo D'Alema), fatto sta che al termine della trasmissione Annozero di giovedì scorso, nel-l'intrattenersi con alcuni cronisti, si sarebbe lasciato sfuggire: «Se fanno la legge, non ho problemi». Insomma il presidente si vuole candidare alle europee. Deve mettere a frutto le tante ore passate a studiare inglese. Ma non vuole tradire la parola data: resto per terminare il mio lavoro. Se dovesse lasciare a un anno e mezzo dalla fine del mandato avrebbe più problemi all'interno della propria coalizione che all'esterno. Dunque la scappatoia potrebbe essere questa. Anche se esiste una seconda opzione: lo statuto regionale appena varato permette all'esecutivo di Santa Lucia di rimanere in piedi anche senza Bassolino. Fino al 2010 le redini della Regione le terrebbe il vicepresidente Antonio Valiante. Il governo potrebbe impugnare lo statuto? Certo. A chi conviene, però, visto che Formigoni e Galan già scaldano i muscoli? Ma la strada per l'Europa non è comunque liscia. Uno scoglio è rappresentato da un altro statuto, quello del Pd nazionale. Stando alle regole del partito «gli iscritti non possono far parte contemporaneamente di più di un'assemblea elettiva e di un organo esecutivo, tranne i casi in cui questo sia strettamente richiesto da una delle cariche istituzionali ricoperte». Ovviamente ci sono le deroghe, decise caso per caso. Il caso Bassolino è da manuale. Ha un peso specifico che si avvicina al 35 per cento racimolato in piena emergenza munnezza per le politiche nella sola Napoli. Capolista Massimo D'Alema. Lo ripete da mesi, il governatore. L'ha detto anche ad Annozero: «Al Nord il Pd ha sempre perso, con o senza immondizia per strada. A Napoli e in Campania ha continuato a vincere, con o senza immondizia ». Un'equazione incontestabile. Che non tiene conto, però, dell'effetto Mezzogiorno nel voto settentrionale. Roba da politologi, non politici, direbbe il governatore. Alla base della resurrezione bassoliniana ci sono le primarie del Pd in Provincia di Napoli. Per carità Bassolino si è tenuto ben lontano dallo schierarsi apertamente per uno dei tre candidati in campo: Nicolais, Allodi, Vozza. Fino alla fine voleva che andasse diversamente. Che la società civile questa volta uscisse alla scoperto. Ma i suoi uomini già stanno lavorando per l'ex ministro. Per tirare la volata a Gino domenica 22 marzo. Dunque l'accordo è stato stretto. E dovrebbe prevedere Nicolais candidato della neonata coalizione di centrosinistra alla Provincia, il dalemiano Enzo Amendola alla segreteria provinciale del partito, Bassolino in Europa. Altro che odio profondo, altro che rottura insanabile, salta un altro turno l'assessore Andrea Cozzolino che a Strasburgo già pensava da tempo. Sul fronte provinciale, ma casertano, sembra assai complicato evitare il commissariamento dopo le dimissioni di Sandro de Franciscis. Ma si sta tentando il possibile. Se si dovesse votare, il Pdl in accordo con l'Udc dovrebbe presentare Domenico Zinzi. A questo punto anche per la provincia di Napoli cambierebbe lo scenario. L'Unione di centro ritirerebbe Gennaro Ferrara, per lasciare libero un posto al Parlamento europeo per Giuseppe De Mita.
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