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Sezione: Positano News
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06/02/2010

POSITANO, MARIO LANDOLFI INCONTRA DE LUCIA. CHIARIMENTI NEL PDL?

Mario Landolfi a Positano
Mario Landolfi a Positano

Landolfi avrà pure tanti difetti ma un grande pregio, ha combattuto contro il digital divide e apprezza l'esistenza di un quotidiano online e qualsiasi cosa favorisca internet "E' stato il mio cavallo di battaglia", dice a Positanonews sorridendo mentre fa incetta di giornali da Nino La Camera. Un incontro importante quello di Landolfi a  Positano in costiera amalfitana, per il candidato sindaco Michele De Lucia,  che poi è rimasto per tutto il finesettimana non fermandosi solo a cena a Valle dei Mulini. Il   coordinatore regionale vicario del PDL, nonchè ex Ministro delle Comunicazioni, si è intrattenuto con il gruppo del PDL di positano (i coordinatori uscenti di AN e FI con Fusco ) e  l'avvocato Michele Sarno, già candidato sindaco a Vietri sul mare e uomo di rilievo di AN a Salerno . Un incontro inaspettato dopo le recenti posizioni del vice coordinatore del Pdl di Salerno Iannone per la candidatura del prefetto Corrado Catenacci, con il quale stanno tentando una alleanza il gruppo di Lorenzo Cinque e Giuseppe Fusco.  All'incontro, che si è tenuto questa sera alla Valle dei Mulini, erano presenti i tre referenti principali del gruppo che stava lavorando alla formazione di una lista del PDL a Positano, Michele De Lucia, che è stato coordinatore di Alleanza Nazionale, Francesco Fusco, candidatosi alla provincia l'anno scorso, e Antonio Palumbo, ex assessore e coordinatore di Forza Italia poi del PDL fino alla sospensione delle deleghe in provincia di Salerno in seguito agli scontri fra Cirielli e la Carfagna. Un incontro che rientra nei "normali rapporti sempre intrattenuti con i nostri referenti", spiega Antonio Palumbo, "del nostro gruppo fanno parte i coordinatori uscenti di Alleanza Nazionale, alla quale ha fatto riferimento Michele De Lucia, e Forza Italia, stiamo aspettando in settimana la soluzione sulla designazione del coordinatore locale". "Positano ha più di un pdl? - dice Landolfi -, niente di strano, dovunque ci sono varie anime". Nessuna risposta, dunque, su Maiori e Positano, i comuni al voto, bisognerà aspettare ancora. Ma la presenza di Landolfi con De Lucia è sicuramente un segnale. De Lucia in tandem con Fusco sta continuando la sua strada per cercare di conquistare il Comune, un percorso iniziato quattro anni fa rispetto al quale non sta facendo passi indietro.  Questi comunque non sono  problemi per il  PDL alle prese con il caso  Caserta e Landolfi li conosce bene. Al centro della discussione, molto animata, la contesa sulla Presidenza della Provincia di Caserta che il Pdl vorrebbe che si assegnasse ad un proprio uomo, e l'Udc, in virtù di un patto sottoscritto lo scorso anno con il duo Landolfi-Cosentino, vorrebbe assegnare ad un suo uomo e nello specifico al marcianisano Domenico Zinzi questa opportunità. "Anche a Caserta avremo dei chiarimenti - spiega Landolfi -, il Pdl chiarirà molte cose in sospese nella prossima settimana."  Sullo sfondo della vicenda politica, però, se ne gioca una ancora più dura all'interno del Pdl campano. Ed è quella tra Italo Bocchino e Cosentino e Landolfi. Il primo round, quello relativo alla designazione del governatore della regione è stato vinto proprio da Bocchino che è riuscito a far convergere le preferenze su Caldoro. Il secondo round vede schierati, come in una gara di wrestling, il duo Zinzi-Bocchino contro Cosentino-Landolfi. La vittoria dell'uno o dell'altro schieramento determinerà la vittoria o meno del centrodestra in Campania. I sondaggi, pare, dicano questo e Casini e Berlusocni sanno che questa partita è determinante. Come è già accaduto nel recente passato, sulle sorti della Provincia di Caserta si svolge tutta la partita nazionale tra i leader Udc e Pdl. Insomma, la vittoria di Bocchino su Cosentino (con la candidatura di Zinzi alla presidenza dell'ente di corso Trieste) aprirebbe due scenari: la riconciliazione tra Pdl e Udc e l'ulteriore declassamento della leadership del Pdl campano. Qualcuno, addirittura, sostiene che questo è un piano già previsto da Berlusconi e che gli inesti prima di Caldoro e poi di Carfagna e Mussolini siano precisi segnali per mettere fuori gioco il vertice campano berlusconiano. Mentre sembrava ormai stabile l'alleanza Udc Pdl su Caldoro, considerato un candidato di rispetto, Casini si aspettava l'onore del patto su Caserta. Accordo che risale all'anno scorso quando in Campania l'Udc si presentò insieme al Pdl alle provinciali di Napoli, Salerno e Avellino, vincendole tutte. In quell'occasione fu promesso al leader centrista la presidenza di Caserta per il commissario regionale dell'Udc Domenico Zinzi. Alla vigilia delle candidature ufficiali per il voto di marzo, i vertici locali del Pdl si sono tirati indietro. Forti di un sondaggio che vedrebbe il Pdl autosufficiente con il 53% dei consensi hanno deciso di fare a meno dell'alleanza Udc. Da giorni si susseguono riunioni tra i vertici regionali dei due partiti, da una parte Zinzi e Ciriaco De Mita, dall'altra Nicola Cosentino e Mario Landolfi girano a vuoto senza trovare un accordo. abr> Nella guerra di posizionamento si inserisce, a favore di Landolfi e Cosentino, l'ex Udc Francesco Pionati che sogna di sostituire il partito di Casini con la sua Alleanza di Centro. Ma le cose si complicano ancora di più se si va ad analizzare la situazione interna al Pdl casertano che vede molti "cavalli" a correre. C'è il senatore Sarro, ex sindaco di Piedimonte Matese e uomo di punta di Cosentino. C'è Magliocca, ex capogruppo Pdl alla Provincia e sindaco di Pignataro Maggiore, candidato da Coronella e Landolfi. C'è la legittima aspirazione di Domenico Ciaramella, sindaco di Aversa sostenuto dai Sindaci, e c'è anche quella del senatore Pasquale Giuliano, attuale coordinatore provinciale del Popolo della Libertà casertano. Insomma la partita in gioco è seria ed è assolutamente determinante l'allenza Udc-Pdl. Dall'altro canto, invece, il Pd ed il centrosinistra dopo il momento di sbandamento iniziale sta recuperando stimoli e percentuali nei sondaggi tanto da generare ottimismo nel neo candidato sindaco di Salerno Enzo De Luca, pronto ad approfittare di questo inaspettato regalo del centrodestra. Mario Landolfi, nato a Mondragone il 6 giugno 1959, è stato presidente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (la cosiddetta "Commissione di vigilanza RAI"). Conserva anche la carica di coordinatore di Alleanza Nazionale della regione Campania. Figlio di Giacomo Landolfi e Giuseppina Della Rocca,il padre fu a sua volta un noto esponente del Partito Monarchico nella provincia di Caserta e condigliere comunale nella lista Msi-Dn nel comune di Mondragone.Sposato con Mariella Ausiello ha tre figli: Giacomo, Fabio e Niccolò (quest'ultimo in onore di Niccolò Machiavelli). Consegue la maturità classica presso il Liceo Classico "Agostino Nifo" di Sessa Aurunca, giornalista, è deputato dal 1994, eletto nelle ultime quattro legislature: alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto alla Camera dei Deputati nel collegio Campania 2, sempre nelle liste di Alleanza Nazionale. Dal 22 aprile 2005 al 18 maggio 2006 ha ricoperto la carica di Ministro delle Comunicazioni (Governo Berlusconi III).Tra i decreti emessi si ricorda l'importante liberalizzazione delle frequenze Wi-Fi (Wi-Fi MAX), un passo fondamentale nella riduzione del 'digital divide'. "Decreto Landolfi" 04/10/2005. È stato coordinatore regionale in Campania di Alleanza Nazionale fino alla fondazione del PDL. Dal 10 Aprile 2009 è coordinatore vicario in Campania per il PDL. È inoltre membro del Consiglio generale del Partito Radicale Transnazionale

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