

Quattrocentomila euro di danni. Cabine elettriche distrutte, cavi elettrici sfilati dai cunicoli, fili delle pulsantiere strappati dai carri ponte. Un colpo ben riuscito alla banda del rame nei capannoni della Mecfond Aerospace, area industriale di Caivano. Fabbriche da tempo protette da sistemi di sorveglianza, che in questo caso si sono rivelati inutili. Così come finora sono state inutili le proteste degli imprenditori di Giugliano, scesi addirittura in piazza con i dipedenti, perché esasperati dai saccheggi e dai raid notturni di bande, soprattutto nomadi.
Il patron della Mecfond, l’imprenditore Giorgio Nugnes, ora minaccia di chiudere e andare via in un’area già individuata al Nord.
Parole di grande amarezza dopo i tanti sacrifici che Nugnes ha fatto per acquistare, da ex operaio, la storica Mecfond di via Gianturco a Napoli e rilanciarla sul mercato delle presse e delle lavorazioni moderne. Mecfond rifornisce tra gli altri Fiat e per il comparto Aerospace Alenia, con lavorazioni per aerei come Boeing, Falcon e C27J.
ilmattino michele de lucia
