Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino

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Articolo aggiornato dall’inviato della redazione Positanonewtv Luigi Russo, presente all’evento e che ha riportato video interviste foto e impressioni.

Inaugurazione presso la Biblioteca Comunale di Sorrento, del “Fondo Savino”, un patrimonio di oltre 4000 libri che gli eredi del prof. Savino hanno donato alla collettività.
Questo non stupisce chi ha avuto il piacere di conoscerlo.
Il prof. Andrea Savino oltre alla profonda Cultura è ricordato soprattutto per averla sempre condivisa con tutti.

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Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino . L’evento ci è stato segnalato dal dottor Inciso, ricordiamo come centinaia di sorrentini volevano dedicare la biblioteca proprio a Savino, tuttora è dedicata allo storico di Napoli  Bartolommeo Capasso, ma per Savino è stato costituito un Fondo ed un’ala tutta sua.

La redazione ha ricevuto questo comunicato dagli amici del compianto prof. Andrea Savino che hanno curato la realizzazione del fondo librario presso la Biblioteca Comunale di Sorrento: Alfaro Luigi, Ascione Filippo, Cambi Maurizio, D’ Alessio Pasquale,  Inciso Giovanni e Morelli Quinzio.

“Sabato 20 maggio alle ore 19, presso la Biblioteca Comunale di Sorrento in Piazza Tasso, sarà inaugurato il “Fondo Andrea Savino”.
Si tratta di oltre quattromila volumi di grande interesse scientifico su temi che vanno dalla filosofia alla matematica, dalla storia alla religione, dall’economia agli studi sociali. Una raccolta di testi rappresentativa dell’intenso percorso intellettuale del prof. Andrea Savino, scomparso improvvisamente due anni fa, che gli eredi hanno voluto donare ai suoi concittadini.
Una scelta generosa, operata nel solco della continuità con i valori che hanno caratterizzato la vita del prof. Andrea Savino: la convinta attività di divulgazione della cultura e di condivisione della conoscenza considerate come forme di democrazia. Un’attività portata avanti per anni con passione, che ha contribuito alla formazione culturale, intellettuale ed etica di molte generazioni di giovani della Penisola sorrentina.
Nell’incontro di sabato prossimo, il prof. Maurizio Cambi, che insieme ad altri affezionati amici dello stimato prof. Savino ha curato l’assemblaggio e l’organizzazione del patrimonio librario donato alla città, illustrerà i contenuti del fondo e le modalità di catalogazione tese a favorire, per i frequentatori giovani e meno giovani della Biblioteca Comunale di Sorrento, la curiosità e il desiderio di conoscenza.

All’appuntamento interverranno il Sindaco di Sorrento avv. Giuseppe Cuomo e l’Assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis. Interverrà, inoltre, Adriana Ventolino, moglie di Andrea Savino, che ha voluto donare alla città il prezioso fondo librario.”

HELMUT NEWTON. FOTOGRAFIE Napoli, PAN Palazzo Arti Napoli

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dall’inviato di Positanonews Luigi Russo

Non sarebbe una cattiva idea, anche in considerazione dell’imminente 8 marzo, visitare la mostra dedicata a Helmut Newton; si perché malgrado i suoi scatti fossero osé e rivoluzionari per l’epoca, non furono mai volgari, anzi il Maestro mise la Donna sempre al centro della sua opera.

Stamane 24 febbraio 2017, nella sala Convegni “Roberto Di Stefano”, del Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), si è tenuta l’anteprima per la stampa, della Mostra: “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes”. Dopo i saluti di Nino Daniele assessore al Comune di Napoli e di Alberto Rossetti AD di Civita Mostre; l’esposizione è stata illustrata dai curatori Matthias Harder e Denis Curti

Il progetto, realizzato da June Newton, vedova di uno dei più famosi fotografi del Novecento e presidente della Helmut Newton Foundation, è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in collaborazione con Civita Mostre, e raccoglie oltre 200 immagini tratte dai primi tre libri del fotografo pubblicati tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

Per illustrare al meglio l’evoluzione dello stile di Helmut Newton, la Mostra si compone di tre sezioni ben distinte:

1 – WHITE WOMEN
Helmut Newton pubblicò il suo primo libro monografico nel 1976 e ricevette il prestigioso Kodak Photo Book Award. Per la prima volta il nudo e l’erotismo, attraverso 84 immagini a colori e in bianco e nero, entrarono nel mondo della moda e testimoniarono la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale.

2 – SLEEPLESS NIGHTS
Questo volume di Helmut Newton, pubblicato nel 1978, raccoglie tutti i lavori realizzati per diversi magazine, tra cui Vogue; ed è quello che lo ha reso una vera e propria icona della “fashion photography”.

3 – BIG NUDES
Newton pubblicò questo libro nel 1981, quando raggiunse il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando le gigantografie, cioè i nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi nello studio con la macchina fotografica.

Nella sezione Sleepless Nights è possibile ammirare uno scatto che il Maestro eseguì a Capri nel 1977, per la Rivista Vogue, dal titolo: “Capri at night”.

Berlinese, classe 1920, Helmut Newton (il cui vero nome era: Helmut Neustädter) crebbe in una famiglia ebrea della ricca borghesia, frequentò ottime scuole e poi la passione per la fotografia e il lavoro con la fotografa tedesca Else Simon. Nel 1938 la fuga dalla persecuzione nazista, a bordo della nave “Il Conte Rosso”, che da Trieste lo portò a Singapore.

Poi la II Guerra Mondiale, combattuta con la divisa dell’esercito australiano, il lavoro di freelance (anche per Playboy) e, nel 1961, il trasferimento a Parigi per concentrarsi sulla fotografia di moda.

Inutile dire che Newton fu conteso e lavorò per le più grandi riviste di moda: Vogue,Elle, GQ, Vanity Fair, Marie Claire, ecc.

Lavorò anche per stilisti del calibro di Chanel, Gianni Versace,, Yves Saint Laurent e fotografò tantissimi famosi personaggi, quali ad esempio, Ava Garner, Charlotte Rampling, Catherine Denevue,, Margaret Thatcher, ecc.

Tra i tanti episodi della sua vita, cito la cinquantesima edizione del famosissimo Calendario Pirelli (The Cal) del 2014 che non venne prodotta come sempre, ex novo, ma recuperò, invece, gli scatti in bianco e nero realizzati nel 1986 da Helmut Newton nel Chianti e a Montecarlo. Le foto inedite erano state all’epoca censurate perché “caratterizzate da una nudità aggressiva”, furono gelosamente conservate dalla Fondazione Pirelli, e riproposte anni dopo, appunto nel 2014, le fotografie ritraggono, tra le altre, le modelle Susie Bick e Antonia Feodora Dell’Atte.

Newton se ne è andato nel 2004, in seguito ad un infarto, la sua tomba è nel cimitero ebraico di Friedenau, a Berlino.

Sarà possibile visitare la mostra da Sabato, 25 Febbraio 2017 a Domenica, 18 Giugno 2017, presso il PAN in Via dei Mille 60, Napoli.

Luigi Russ

 

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Il progetto della mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, nasce nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del fotografo e presidente della Helmut Newton Foundation, e raccoglie le immagini dei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni. I tre libri sono fondamentali per capire la fotografia di Newton, che li ha progettati personalmente, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti e aperta al pubblico dal 25 febbraio al 18 giugno 2017 al PAN, Palazzo Arti Napoli, presenta per la prima volta a Napoli oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei più importanti e celebrati fotografi del Novecento.

White Women

Nel 1976 Helmut Newton dà alle stampe il suo primo libro monografico, che subito dopo la sua pubblicazione riceve il prestigioso Kodak Photo Book Award. 84 immagini a colori e in bianco e nero in cui per la prima volta il nudo e l’erotismo entrano nel mondo della moda: si tratta di fotografie innovative e provocanti che rivoluzionano il concetto di foto di moda e testimoniano la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Visioni che trovano spunto anche nella storia dell’arte, in particolare nella Maya desnuda e nella Maya vestida di Goya del Museo del Prado di Madrid.

Sleepless Nights

Anche Sleepless Nights pubblicato nel 1978, ruota attorno alle donne, ai loro corpi, abiti, ma trasformando le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage di scena del crimine. I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici o sono bardate in selle in cuoio, fotografati fuori dal suo studio, quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come mero pretesto per realizzare qualcosa di completamente nuovo e molto personale. Sicuramente si tratta del volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue fra tutti), ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography.

 

Big Nudes

Con la pubblicazione Big Nudes del 1981, Newton raggiunge il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando una nuova dimensione – misura, quella delle gigantografie che entrano prepotentemente e di fatto nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Fonte di ispirazione dei  nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato, sono stati per  Newton i manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF.

Il percorso espositivo permetterà di conoscere un Helmut Newton più profondo e se vogliamo più segreto rispetto a quanto già diffuso: infatti, se l’opera del grande fotografo è sempre stata ampiamente pubblicata e con enorme successo su tutte le riviste di moda, non sempre la selezione effettuata dalle redazioni corrispondeva ed esprimeva compiutamente il pensiero dell’artista.L’obiettivo di Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà  che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare.Obiettivo della mostra è presentare i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napolila mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation.  La mostra è accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.

La Ceramica Francesco De Maio a La Triennale di Milano con Gio Ponti: L’Infinito Blu

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NOCERA SUPERIORE  – Un volume ed una mostra che la Ceramica Francesco De Maio, licenziataria per la riproduzione fedele delle maioliche Blu Ponti, dedica a Gio Ponti per valorizzare il Made in Italy in continuità con la tradizione ceramica tra passato, presente e futuro.

 “… e penso sempre alle infinite possibilità dell’arte: date a uno un quadrato di venti per venti e

– benché nei secoli tutti si siano sbizzarrirti con infiniti disegni –

c’è sempre posto per un disegno nuovo, per un vostro disegno…non ci sarà mai l’ultimo disegno…”(Gio Ponti) .

 

“Gio Ponti: L’Infinito Blu”. Una mostra ed un libro ideati dalla Ceramica Francesco De Maio di Nocera Superiore (SA), per raccontare a Milano con i disegni originali, alcuni inediti, fotografie, pezzi storici, un architetto e un designer come Gio Ponti.

Il doppio appuntamento con la mostra a La Triennale di Milano e la presentazione di un prestigioso volume firmato Ceramica Francesco De Maio ed edito da Edizioni Paguro con le testimonianze di Aldo Colonetti, Gianni De Maio, Gillo Dorfles, Patrizia Famiglietti, Fulvio Irace, Salvatore Licitra, Lisa Licitra Ponti, Fabrizio Mautone. Per la prima volta in assoluto, in un unico testo, i tre artefici del Blu Ponti.

 

Protagonisti del libro e della mostra, curati da Aldo Colonetti e Patrizia Famiglietti con la collaborazione di Salvatore Licitra, le fotografie mai pubblicate prima d’ora che ritraggono Gio Ponti come una sorta di regista “felliniano” mentre coordina in fabbrica le fasi di produzione, gli schizzi che ha tracciato velocemente per cogliere la sua creatività fuggente, le tavole e gli acquerelli fatti a mano su cui ha carpito le forme dei decori, e le maioliche che hanno reso reali le sue creazioni. In mostra anche le 33 maioliche “Blu Ponti” della Ceramica Francesco De Maio, riproduzioni fedeli non solo delle 27 maioliche ideate per il Parco dei Principi di Sorrento, ma anche degli inediti 5 decori non utilizzati e rimasti fino ad oggi solo disegni. Ed ancora la realizzazione di un decoro non compreso tra le 32 tavole disegnate da Gio Ponti, ma ritrovato nell’archivio degli schermi della Ceramica D’Agostino, ben riconducibile agli altri patterns bianchi e blu e individuabile tra gli schizzi a penna del designer.

 

Gio Ponti: L’Infinito Blu, un infinito blu di combinazioni. Prendi un decoro, lo giri di novanta gradi, e poi ancora di novanta gradi e ancora di novanta gradi e capisci che ad ogni giro si crea un disegno diverso. Linee, quadrati, punte, fiori che volgono in maniera diversa, che mirano in verticale verso il cielo o in orizzontale verso il mare. E quando il decoro viene posto a quattro, è proprio lì che l’azzurro del cielo e il blu del mare non hanno più fine in un intreccio infinito di forme e colori sempre diverso.

 

Maggiori dettagli nella conferenza stampa che si terrà giovedì 9 febbraio alle ore 18.30 al Palazzo de La Triennale di Milano, sala Quadreria.

Interverranno:

 

Aldo Colonetti, Filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, studioso di Gio Ponti

Salvatore Licitra, Erede di Gio Ponti

Gianni De Maio, CEO della Antiche Fornaci D’Agostino S.r.l.

Patrizia Famiglietti, Art Director della Ceramica Francesco De Maio S.r.l.

Fulvio Irace, Storico dell’architettura

Fabrizio Mautone, architetto che ha ristrutturato l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento

LUTERO, COME E PERCHE’ ALL’UNITRE

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Sabato 28 gennaio gennaio ore 16:30 nella sala della biblioteca di Piano proiezione del film LUTHER. Ingresso libero

Nell’ambito della rassegna di film storico filosofici curata dal Prof Paolella, il prossimo appuntamento è con il film Luther il sabato e la domenica la prof Kristien  Thiele pastore della chiesa Luterana di Napoli, ci guiderà nella conversazione.

video del primo incontro dedicato a Gallileo

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Positano musealizzazione Villa Romana alla ditta Pompa. Numero chiuso per le visite. De Lucia “Accordo con Soprintendenza e Chiesa per la gestione”

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Il Comune di Positano ha reso noto, tramite un avviso ufficiale, la ditta aggiudicataria dell’appalto riguardante i lavori della Villa Romana è la ditta Pompa che già stava lavorando per il restauro .  In particolar modo, i lavori di restauro riguarderanno la musealizzazione delle cripte, restauro totale della Villa Romana risalente al I Secolo a.C. e il restyling del campanile della Chiesa di Santa Maria dell’Assunta di Positano. Ora resta da vedere come gestire questa scoperta. Non sarà come Pompei, ne come le altre ville romane della Costiera amalfitana, fra Amalfi, Tramonti – Ravello, e Minori, quest’ultima è l’unica fruibile.  Abbiamo chiesto ad archeologi e al direttore dei lavori Diego Guarino “Per la limitatezza degli spazi e la delicatezza del contesto, saranno sicuramente visite contingentate. Dieci o venti lo deciderà chi di competenza”. Già , siamo a poche settimane dalla fruibilità della struttura, tempo permettendo a marzo dovrebbe essere completa anche la piazza, e ancora non si ha certezza sulla gestione della struttura, chi deciderà come e quando usufruirne, la bigliettazione, l’ingresso, che probabilmente dovrebbe avvenire su prenotazione, perchè , come abbiamo detto non di potranno essere quelle centinaia di visitatori al giorno e , almeno all’inizio, quando la curiosità sarà grande, sarà necessario prenotare il tutto? Abbiamo chiesto al sindaco Michele De Lucia “Dovremmo fare un tavolo con la Soprintendenza di Salerno che è la massima autorità, la Chiesa che è proprietaria di parte dello spazio, e trovare un accordo che contemperi gli interessi della valorizzazione culturale e turistica del paese, è la nostra grande occasione per destagionalizzare oltre che dare un grande valore alla cultura che se non si conosce non si valorizza.” In tutto questo si innesta anche l’UNESCO, Positanonews proprio ieri a Napoli ha seguito i giovani e ha un progetto con l’ANSO, associazione nazionale stampa online che potrebbe contemperare anche questo spazio da promuovere a livello nazionale e internazionale. Ma veniamo al bando. Sono pervenute al Comune 28 offerte di ditte che chiedevano l’aggiudicazione dei lavori e la scelta, secondo il criterio della media aritmetica dei ribassi in termini assoluti di tutte le offerte pervenute meno il 20% e l’ha scampata la ditta ing. Antonio Pompa S.r.l. con sede a Napoli, in via Giovanni Porzio n.4, Centro Direzionale Isola A2. L’importo di aggiudicazione provvisorio è di euro 88.334,68.

In seguito alla scoperta straordinaria del settembre del 2015, la Villa Romana di Positano ha attirato l’attenzione dei media e curiosi di tutto il mondo.  E’ stata ritrovata otto metri sotto il livello della strada ed è una costruzione risalente al I secolo d.C., stupendamente affrescata. Una scoperta che lasciò di stucco gli addetti ai lavori e attirò una miriade di curiosi e giornalisti da tutto il mondo: una villa enorme, che rappresentava gran parte dell’area del posto. Una vera e propria villa dei misteri, che sorge sotto la chiesa di Santa Maria Assunta, e che è stata letteralmente sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Probabilmente, anzi quasi certamente, doveva trattarsi di un’abitazione di facoltosi proprietari, vista la qualità degli affreschi presenti.

Lunedì mattina si sono già visti all’opera i responsabili dei lavori in Piazza Flavio Gioia, nei pressi della Chiesa Madre, e noi abbiamo incontrato l’assessore Antonio Palumbo. Si sta lavorando assiduamente per un restyling importante: prima di tutto verrà effettuata un’opera di restauro della stessa Piazza, in senso generale, mentre in senso più stretto si sta lavorando per creare l’ingresso per la Villa Romana.

Super offerte al Pollio Speciale Epifania

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Sorrento lutto Giovanna Caluzzi , Gianfranco D’Esposito

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Sorrento in questi giorni natalizie ci sono stati dei lutti non tutti ci sono stati noti. Facciamo le nostre più sentite condoglianze per la scomparsa di Giovanna Caluzzi Ostetrica nota e amata vedova dell’avvoacato Nicolangelo Esposito e madre degli avvocati Andreina, Gianvincenzo e Danilo. A loro tutti e alla famiglia tutta diamo le nostre condoglianze. In questi giorni è scomparso anche il Comandante Gianfranco D’ Esposito titolare dell’ hotel Alpha di anni 73 , facciamo le condoglianze ai figli Francesco Saverio, Luigi e Alessandra la signora Michela e i parenti tutti .
Per chiunque voglia pubblicare le sue condoglianze potete inviarci una mail a direttore@positanonews.itlutto3.jpg

Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 – VIDEO

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gruppo-calata-stella-2016Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 alcuni video su Positanonews dello straordinario spettacolo che ha incantato la Costiera amalfitana, per Atrani una tradizione che continua ad Amalfi che ritorna. Qui sotto quelli di Atrani le foto di Michele Abagnara premiato di recente da Positanonews e sotto Glassi videoatrani-natale

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Amalfi è stato un ritorno quello della discesa della stella, sul cavo  d’acciaio, collocato tra il rione Sant’Antonio e la Darsena, che ha illuminato tutta la baia d’ Amalfi . Un percorso diverso e più suggestivo di quello percedente quando la cometa che scendeva dalla torre Tabor verso la cattedrale, ora dopo dieci anni la Stella è tornata con un percorso diverso è più affascinante . «Siamo contenti e commossi, inutile negarlo- dice con soddisfazione l’assessore alla cultura e alle tradizioni Enza Cobalto subito dopo lo spettacolo andato in scena ieri notti dinanzi a Piazza Flavio Gioia – Grazie a chi ha creduto in questo progetto, al sindaco, all’amministrazione comunale, al comitato Natale e Capodanno, ed ai tanti volontari, dopo alcuni anni di stand by siamo riusciti a far ritornare un rito che ha arricchito e impreziosito il natale amalfitano. Ci siamo adoperati per individuare una soluzione alternativa al percorso originario e riteniamo che la nuova stella luminosa che ha attraversato la baia di Amalfi la notte del 24 dicembre ha una suggestione maggiore». Ad Atrani la tradizione dura da 138 anni. Dopo Amalfi, che è partita ad un quarto a mezzanotte, subito dopo le campane che annunciano il Natale, cominciano i fuochi di artificio che riempono di colori la piccola e suggestiva città-presepe della Costiera amalfitana per poi far arrivare la Stella che attraversa il nucleo abitato affascinando tutti i presenti per la sua bellezza

Sorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri

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sorrento-calcinacciSorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri per timore che venissero colpiti i passanti .  L’allarme è scattato poco prima delle 13 quando alcune parti di intonaco e di muratura di un cornicione sono cadute sul marciapiedi sottostante, per fortuna senza colpire nessuno.

Sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Sorrento che hanno bloccato il transito pedonale lungo il marciapiedi ed allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento. I pompieri sono intervenuti con un’autopompa ed hanno utilizzato le scale in dotazione per raggiungere il balcone del primo piano dove hanno potuto provocare la caduta dei calcinacci giudicati pericolanti in modo da mettere in sicurezza lo stabile ed evitare rischi per l’incolumità dei passanti.

Atrani e Amalfi torna la meraviglia della calata della stella a Natale

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Una Tradizione che vive in Costiera amalfitana ne parla il decano dei giornalisti della Divina Sigismondo Nastri 

Il recupero della calata della stella cometa, ad Amalfi – una tradizione che s’era bruscamente interrotta e sembrava ormai perduta – non può che farmi piacere. Dico di più: l’innovazione, che la sposta da piazza Duomo al fronte mare, mi piace. Darà alla gente, presumo tantissima, che si accalcherà sullo stradone e il lungomare, il vantaggio di non dover stare con lo sguardo rivolto in alto e scansarsi la cenere dei bengala che inevitabilmente viene giù a pioggia. Peccato che io non ci possa essere.

La calata della stella, nel 1970, suscitò l’interesse di Peter Nichols, mitico giornalista inglese, che su La Stampa raccontò: “Quest’anno ho realmente visto la stella di Betlemme nel cielo italiano. E, a differenza dei Magi, non ho dovuto cercarla e seguirla; è stata la stella a venire dove ero io e a posarsi sopra la città dove avevo portato la mia famiglia a passare il Natale. Avrete senz’altro già indovinato il nome della città: Amalfi. Qui un’enorme stella risplendente di fuochi d’artificio appare d’improvviso alta sulla città alla mezzanotte della vigilia di Natale e lentamente discende, per mezzo di un cavo, lungo le pendici della montagna, fino alla piazza della cattedrale, illuminando la città come se fosse un gigantesco presepe napoletano, una Betlemme italianizzata in dimensioni umane.”

Cambia lo scenario, le farà da sfondo il vasto orizzonte tra cielo e mare, ma l’emozione rimane la stessa.

Di questa stella cometa, in competizione tra Amalfi e Atrani, ebbe tante volte a occuparsi, nel corso di una ultracinquantennale militanza nel mondo della carta stampata, sempre attento alle vicende del nostro territorio, l’indimenticabile Gigino de Stefano. I suoi scritti sono ormai fonte indispensabile per gli storici. Come, spero, lo saranno i miei.

Mi piace riportare qui uno stralcio dell’articolo di Gigino pubblicato sul Mattino del 23 dicembre 1990 a proposito della stella di Amalfi e di quella di Atrani: “Due stelle comete per due paesi: compariranno, a mezzanotte in punto di domani, nel cielo di Amalfi [in effetti, l’orario è fissato alle 23,45] e in quello di Atrani [leggo che ad Atrani avverrà un quarto d’ora dopo la mezzanotte] senza, però, che tra i due eventi ci sia un minimo di coincidenza. Miracolo di Natale? La gente fa finta di crederci pur sapendo del piccolo trucco che gli Atranesi ripetono, puntualmente, tutti gli anni perché quanti lo vogliono, e specialmente i turisti, possano assistere anche alla loro festa in onore di Gesù Bambino. Niente di magico, comunque, e tantomeno di macchinoso ma solamente le lancette dell’orologio municipale (sulla facciata del Salvatore dove venivano incoronati i Dogi) che stranamente si ritrovano indietro di mezz’ora. Entrambi gli appuntamenti, del resto, sono veramente da non perdere. È la stella che scivola lentamente sui tetti antichi [questo avverrà solo ad Atrani, ndr] indietro un fantastico scintillio di argento ed oro. Le case sono illuminate da una tenue luce riflessa, che disegna il paesaggio di un grande presepio. Le zampogne suonano in concerto mentre i fuochi di artificio si frantumano in mille colori.”

Mi auguro che la webcam della Lega Navale mi dia la possibilità di assistere, anche da lontano, allo spettacolo di Amalfi.

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Seiano, il wwf denuncia una cittadella balneare in riva al mare.

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 inserito da Salvatore Caccaviello

Alle Axidie , gli ambientalisti segnalano scavi, smantellate le cabine ,cementificazioni e roghi inquinanti  in area protetta e ad alto rischio idrogeologico.

Meta di Sorrento –Combustione rifiuti speciali, sbancamento terreno e opere edili in corso in proprietà Le Axidie a Marina d’Equa nel Comune di Vico Equense” … è questo l’oggetto dell’ennesimo esposto inviato dal WWF Terre del Tirreno alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con la richiesta di un urgente intervento. E’ praticamente axidie-dallalto-18-nov-2016passato un mese da quando, il 17 novembre, giungeva al WWF Terre del Tirreno una segnalazione che allertava i volontari del Panda di operazioni di combustione di rifiuti in atto nel comune di Vico Equense, in località Marina d’Equa, all’interno della proprietà Le Axidie, consistenti nella bruciatura di cabine balneari, scavi-in-riva-al-mare-18-nov-2016smantellate e depositate a centinaia nella vasta area parcheggio localizzata sotto il costone pericolante. Il fumo sprigionato dal rogo appariva visibile anche da mare. Contemporaneamente, nella stessa proprietà, in area limitrofa alla fascia demaniale costiera, erano in corso d’opera lavori edili con mezzi pesanti consistenti in un grosso distanza-dal-maresbancamento di terreno e roccia che venivano depositati nella cava, utilizzata come parcheggio, sotto il costone calcareo, in area classificata nel Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) a rischio frana molto elevato e rischio idraulico molto elevato. Le telefonate fatte da un cittadino alle forze dell’ordine sin dalla mattinata non sortivano alcun effetto e solo grazie all’interessamento del WWF, che allertava del rogo in atto praticamente tutte le forze dell’ordine, giungeva sul posto (dopo 22 ore!) un rappresentante della Polizia Municipale di Vico Equense a verificare la legittimità dello scavo in atto. Prima del sopralluogo tuttavia per una strana coincidenza (?) la bruciatura dei rifiuti veniva interrotta e sul cumulo di cenere veniva sversato un intero camion di terreno! “Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro – dichiara il Presidente del WWF Terre del Tirreno – a Seiano si sta edificando un vero e proprio villaggio in riva al marecabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-1 che, a ben leggere le norme di salvaguardia vigenti nell’area, a nostro avviso non si sarebbe potuto realizzare!!! E’ passato un mese dalla nostra prima segnalazione e, ad oggi, all’esterno della proprietà non sembra esserci alcuna tabella di cantiere come invece prescritto dalla legge. Ci si chiede se gli zelanti vigili, che non esitano a multare le auto private in sosta se sprovviste di park-card, abbiano notato o meno la prescritta tabella indicante i lavori in corso? Restiamo in attesa di conoscere se e chi abbia mai potuto autorizzare tutto ciò! I lavori edili, mai interrotti, hanno di fatto comportato una modifica dello stato dei luoghi con sbancamento di terreno e roccia e cementificazione del suolo a poca distanza dal mare all’interno dell’area di 30 metri di rispetto dal confine demaniale. Inoltre la bruciatura delle cabine balneari, in legno verniciato e materiali di copertura in plastica, ha prodotto pericolose diossine e un grave inquinamento dell’aria. I lavori segnalati sul nascere sono proseguiti senza alcuna interruzione e, ad oggi, al posto delle preesistenti cabine in legno si sta procedendo all’allocazione di casette in cemento che configurano, di fatto, la realizzazione di una vera e propria cittadella balneare!!!” –cabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-2 Visto che l’intero territorio del Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87; nell’area oggetto di segnalazione insistono tutta una serie di opere edili quali edifici, manufatti, baracche, tettoie, piscine, strade e parcheggi  che non presentano di certo il carattere della provvisorietà; l’area oggetto della combustione dei rifiuti e del deposito/discarica di tonnellate di terreno, rocce e rifiuti rientra in zona classificata nel PSAI dall’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) in relazione alle strutture ed infrastrutture antropiche presenti a Rischio Frana Molto Elevato (R4) e Rischio Idraulico Molto Elevato (R4), mentre l’area oggetto dello sbancamento rientra in zona classificata a Rischio Frana Medio (R2), il WWF ha chiesto un sollecito intervento della Procura della Repubblica al fine di accertare fatti e responsabilità. – 19 dicembre 2016 – Claudio D’Esposito Wwf Terre del Tirreno.

BERLINO UN CAMION SULLA FOLLA DEI MERCATINI DI NATALE, 9 MORTI

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Un camion contro la folla, come a Nizza. Questa volta gli attentatori hanno colpito un mercatino di Natale. Sono almeno nove i morti e decine i feriti dell’attacco avvenuto vicino alla Chiesa del Ricordo di Berlino. Il mezzo ha invaso un marciapiede e falciato le persone. La chiesa si trova nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte ovest della città nel quartiere di Charlottenburg dove ci sono le vie dello shopping. Secondo alcuni testimoni sul camion c’erano due persone. Uno dei due sarebbe stato arrestato, mentre l’altro sarebbe stato ucciso. Media parlano di rivendicazione dell’Isisberlino

Sorrento, Coast to Coast ed il divario tra sport e rispetto del territorio.

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di Salvatore Caccaviello

 Il divertimento, le  passioni, non dovrebbero terminare solo nel momento in cui si toglie spazio e libertà a coloro che hanno altri interessi. Ma bensì quando organizzatori e sportivi si impongono regole ferree verso un territorio che oltre ad offrire determinate opportunità dovrebbe  innanzitutto  essere rispettato. La visione stamane delle nostre strade dopo la Coast to Coast sta a dimostrare che in penisola sorrentina  si è ben lontani dal costruire una coscienza ecologica anche per chi pratica sport.

Sorrento – Ancora un’ulteriore dimostrazione, quella rappresentata  all’indomani della ottava edizione della Maratona Coast to Coast, che non basta essere sportivi per essere ecologisti e magari rispettare le altrui esigenze. Oltre agli innumerevoli disagi provocati dallo stop alla circolazione per un periodo considerato, in un periodo di festività, prolungato ed insostenibile da cittadini e commercianti ,  un ulteriore grave disagio lo si può cogliere osservando stamane le nostre strade.  wp_20161219_12_43_37_pro1 Basta dare un’occhiata a cosa  hanno lasciato dietro di se’ i maratoneti dopo i vari ristori per capire quanto sia ancora grande il divario tra coloro che intendono fare sport  ed il rispetto di un territorio che si è offerto per tali manifestazioni. Se si può tollerare  che a gettare per terra un bicchiere o una bottiglietta di plastica sia colui che sta primeggiando, non lo si può assolutamente comprendere per i  numerosi amatori  che compongono la stragrande maggioranza di tali manifestazioni, che altresì potrebbero  fermarsi e tranquillamente utilizzare cesti e bidoni senza compromettere di sicuro la loro esibizione. Invece ancora una volta, la popolazione residente è  costretta a subìre uno spettacolo degradante composto da mucchi di bottiglie di plastica  e rifiuti di ogni genere lasciati lungo i cigli delle carreggiate. Al di là della ormai risaputa inerzia, dimostrata in varie altre occasioni,  la cittadinanza si aspettava un solerte intervento durante la mattinata affinché tali rifiuti venissero  rimossi.wp_20161219_12_44_06_pro1 Soprattutto perché trattasi per la maggior parte di materiale plastico (bottigliette e buste) che giacciono all’interno delle cunette dove , visto il peggioramento meteorologico, ed il probabile   scorrere di una grossa ed imminente quantità di acqua. Pertanto tale materiale oltre ad ostruire le caditoie, verrà probabilmente trasportato dall’acqua nei numerosi rivoli presenti lungo il territorio comunale, con destinazione il nostro già inquinato mare. wp_20161219_12_43_39_pro1 Non è la prima volta che rifiuti di ogni genere  vengono lasciate lungo le cunette per fare poi bella mostra per mesi dopo eventi sportivi realizzati lungo le strade della penisola sorrentina. Dove, visto ormai il livello di cultura  tendente sempre più verso il basso , non arriva la consapevolezza di un pubblico accecato dall’euforia nel godere uno spettacolo offerto da determinate competizioni , ma altresì non è tollerabile che non solleciti  l’ intelligenza e la perspicacia, oltre che degli organizzatori, almeno degli amministratori preposti a tali eventi. Ancora una volta , dinanzi a semplici  e banali problematiche  si è costretti a sollecitare chi di dovere sperando che il messaggio sia almeno recepito. 19 dicembre 2016 – salvatorecaccaviello

Capitombolo esterno del San Vito Positano

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In quel di Battipaglia i giallorossi non sono quasi esistiti

 

 Nessun testo alternativo automatico disponibile.Redazione – Dopo l‘esonero di mister Apuzzo i costieri prendono un brutto capitombolo esterno in quel di Battipaglia, in una gara in cui i giallorossi non sono quasi esistiti.

Certo da un lato si ci poteva aspettare questa partita in cui c’è questa fase di stasi nella quale con ogni probabilità si ci aspetta l’arrivo di un altro allenatore.

Contro buna volitiva Battipagliese non c’è stato nulla da fare, anche perché le zebrette volevano sfatare il fattore casalingo e ci sono riuscite contro un quasi inerme San Vito che ha dato solo dei flebili segnali, ma poi sotto il vestito niente.

La gara – PRIMO TEMPO

23’  B   Occasione con Manzo che tira da fuori area parata Belviso.

30’  B   Adiletta invece di tirare serve Manzo che è già in fuorigioco.

36’  B   Ancora Manzo che tira impegnando il portiere ospite.

38’  SVP  Porzio tira da fuori area ma la palla finisce fuori.

40’  B   1-0 Il cross di Manzo viene respinto male da Buondonno, sulla palla arriva Adiletta tiro imprendibile per Belviso.

41’  B  Saurino di testa manda la palla fuori di poco.

Un primo tempo che stentava a decollare ed il gioco ne soffriva, ma poi tutto cambiava ed i locali ben carburavano mettendo in apprensione Belviso, mentre una voce flebile del San Vito con Porzio.

SECONDO TEMPO

2’  B  2-0  Manzo viene atterrato in area da Buondonno, dal dischetto tira Troiano che non fallisce.

11’  B  Cross di Troiano, Saurino colpisce di testa, bravo Belviso a deviare la palla prima sulla traversa e poi in angolo.

13’  B  3-0  De Giorgi serve un assist al bacio per Saurino, il primo tiro respinto da Belviso finisce sui piedi dello stesso centravanti che non sbaglia.

19’  B  4-0 Manzo arriva sul fondo crossa basso per Saurino, assist per Troiano e doppietta personale per l’esterno d’attacco bianconero.

23’  B  Manzo impensierisce ancora Belviso che però para.

33’ SVP  Del Sorbo impegna Antico.

38’  B  Dribbling in area di Longo che supera due avversari, arriva a tu per tu con Belviso che respinge in angolo.

46’  SVP  Tiro di Farriciello che colpisce la traversa.

49’  B  Rago con un tiro da centrocampo sorprende Belviso fuori dai pali, la palla colpisce prima un.palo e dopo aver passeggiato sulla linea di porta colpisce l’altro senza entrare in porta.

Una ripresa a senso unico in cui i locali hanno avuto vita facile contro un San Vito, quasi mai visto, che deve subitaneamente correre ai ripari.

 

CAMPIONATO ECCELLENZA CAMPANIA 2017-18 – GIRONE B – 11^ GIORNATA BATTIPAGLIESE – SAN VITO POSITANO 4-0

Goals: 40’pt Adiletta; st –  2’ (rig) e 19’ Troiano, 13’ Saurino.

BATTIPAGLIESE: Antico; De Giorgi; Mogavero; Iuliano (20’st Cascone); Criscuolo; Casale (20’st Consiglio); Adiletta (37’st Di Martino); Di Lascio; Saurino (35’st Longo); Manzo (28’st Rago); Troiano.   Allen: Santosuosso.

SAN VITO POSITANO: Belviso; Rocchino; Amita; Natino; Vallefuoco; Buondonno; Rapicano (30’st Del Sorbo); Esposito; Farriciello; Di Ruocco (34’st Taranto); Porzio (16’st Galasso).

Allen: Attanasio.

Arbitro: Pape Ousmane Diop di Caserta.

Assistenti: Michele Mistico (Torre del Greco)  – Pietro Manfredini (Castellammare di Stabia).

Ammoniti: Adiletta (B); Belviso e Amita (SVP).

Note: giornata seminuvolosa, erba sintetica buona.  Angoli: 5-3.  Recupero: 2’ pt e 4’st.

GISPA

Costa d’Amalfi, arriva il pari al fotofinish

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Contro l’Agropoli i costieri non si arrendono ed alla fine segna la rete dell’uno pari

 

L'immagine può contenere: 4 persone, persone in piedi e spazio all'aperto
Foto di Michele Abbagnara tratta dal diario del FC Costa d’Amalfi

 Redazione – La Costa d’Amalfi contro l’Agropoli non si arrende ed alla fine segna la rete dell’uno pari al fotofinish.

Una gara che ha visto i costieri iniziare un po’ svogliati ma poi con il passare dei minuti hanno ripreso la voglia contro un avvesario che è stato costruire per subito risalire dalla categoria che è sceso, ma che ha trovato nei locali degli avversari che fino alla fine non hanno mollato.

Una gara dai due volti in cui la Costa ha giocato un primo tempo senza quasi nerbo, anche qualcosa hanno tentato, ma poi la ripresa è stata quella che li ha fatti salire in cattedra anche grazie alla rete presa su palla inattiva alla fine della prima frazione. Infatti nei secondi 45 minuti la gara è stata cambiata ed anche a livello di principi ed alla fine è arrivato il premio.

La gara – PRIMO TEMPO

16′ A  Gran tiro dalla distanza di Natiello, respinto in angolo dal portiere. Dopo la conclusione terminata di poco alta sopra la traversa di Santonicola.

22′  A  Capozzoli va vicinissimo al gol con un pallone sotto porta respinto dall’estremo difensore.

30’  CDA  Lettieri, colpo di testa termina di poco a lato, quasi a botta sicura.

41’  A  0-1  Calcio d’angolo, Napoli prima para e respinge, Giura si avventa sul pallone e insacca.

A  Gran conclusione di Guadagno che finisce di poco fuori.

Un primo tempo in cui regna l’equilibro, ma l’Agropoli prova a far valere il proprio spessore, poi i costieri riescono a trovare le giuste misure ma i delfini vaqnno a seegno grazie al solito calcio piazzato, la pecca dei biancazzurri.

SECONDO TEMPO

27′  CDA Di Landro lanciato in verticale, colpisce il palo alla sinistra di Della Luna, la palla rimane alla portata di Lettieri che calcia a botta sicura, ma colpisce lo stesso palo colpito in precedenza dal compagno.

CDA  Clamorosa occasione fallita da Ferrara in contropiede

44’  CDA  1-1  Calcio d’angolo ed incornata di Marino che fa secco l’estremo dei delfini.

Una ripresa in cui i costieri cambiano volto e mettono a dura prova la retroguardia agropolitana anche attuando un pressing  che tiene sotto scacco gli uomini di mister De Cesare che nei minuti finali soffrono per foga agonistica della Costa d’Amalfi che va alla ricerca del gol vittoria.

Novantunesimo – Mister Contaldo recrimina per un primo tempo modesto e per il solito gol preso da calcio da fermo: “E’ stato un primo tempo modesto, non è stato il migliore,  Con un Costa svogliato. Abbiasmo concesso le uscite a loro che hanno permesso di avere un volume di gioco superiore al nostro”. Però nei primi 45 minuti non sono da buttare, perché “Abbiamo creato 2/3 occasioni in cui potevamo segnare, ma non è stato il solito Costa d’Amalfi dei primi 20’ ”.

Poi “la cosa importante è che nel secondo tempo abbiamo cambiato la partita ed anche a livello di principi di gioco. Questo ci ha permesso di avere una  squadra più profonda e di mettere in difficoltà l’Agropoli, che non mi è parso che ci abbia creato dei grossi problemi”. Comunque “abbiamo colto due pali e penso che i ragazzi hanno raggiunto un risultato con la testa perché c’era da cambiare qualcosa e l’hanno fatto”.  Ma comunque quello su cui dovrà lavorare è la fase sulle palle inattive, ma con il passare del tempo, anche perché bisogna assorbire il cambio di categoria.

Adesso testa alla prossima gara, si va ad Avellino ad affrontare la Virtus.

CAMPIONATO ECCELLENZA CAMPANIA 2017-18 – GIRONE B – 11^ GIORNATA

COSTA D’AMALFI – AGROPOLI 1-1
Goals:
41’pt Giura  (A); 44’st Marino (A).

COSTA D’AMALFI: Napoli, Vitiello Luigi (33’st Tasca), D’Amora (31’pt Di Martino), Cestaro, Bove, Vigorito, Catalano (33’st Ferrara), Di Landro, Marino, Lettieri, Criscuoli (45’st Di Crescenzo).
A disp: Faggiano, Vitiello Raffaele, Reale.  Allen: Contaldo.

AGROPOLI: Della Luna, De Foglio, Pappalardo, Santonicola (42’st D’Attilio), Giura, Hutsol, Capozzoli (7’st Toledo), Natiello (33’st De Rosa), Maione V (28’st Maione P), Guadagno, Apicella.
A disp: Carlino, Gullo, Russo.  Allen: De Cesare.

Arbitro: Simone Sfirro di Reggio Emilia.

Assistenti: Stefano De Pascale (Nocera Inferiore) – Gino Passaro (Salerno)

Ammoniti: Natiello (A).

Note: giornata serena, erba artificiale buona, spettatori: 200 circa

Recupero: 3’pt e 4’st
GISPA

Folgore Massa al buio, ko ad Ottaviano

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I costieri ammainano bandiera bianca mentalmente e non c’è nulla da fare

 

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Foto tratta dal diario di Facebook della Folgore Massa

Redazione – Cade amaramente una spenta Folgore Massa e subisce un amaro ko ad Ottaviano ed ammaina bandiera bianca mentalmente e non c’è nulla da fare.

Quello che si è visto dopo il primo set che li aveva visti da protagonisti ribaltando una situazione non facile, è stato un qualcosa da mettere sotto la sabbia, perché non c’è stata la benché minima reazione ad ostacolare una Gis che ben supportata dal capitano Libraro e da un intraprendente Bonina, non trovava ostacoli decenti da fermarla. Eppure la squadra costiera sembrava che in qualche fase potesse rimettersi in sesto come nel terzo set, quando era arrivata anche a recuperare uno svantaggio di qualche punto, portandosi a meno 3, ma poi il buio l’ha fatto da padrone.

Parte decisa la squadra locale con Guancia e De Felice che mettono subito i puntini sugli i ed i punti distacco subito sono un gap che continua grazie anche agli errori commessi dai biancoverdi, specie sui cambi palla, Settembre mette a terra il punto del 15-11. Col passare dei punti gli ospiti tornano in partita grazie allo squalo Scialò ed a Ferenciac che riesce ad incidere con le sue battute,  la gara è a viso aperto ma il solito Settembre porta la Gis al set point con un pallonetto vellutato 24-23. Cuccaro porta le due squadre ai vantaggi ed i costieri hanno il guizzo vincente con Ferenciac.

Ti aspetti che la Folgore abbia una partenza da botto ma sparisce dal campo. Prende un secco 5-0 grazie ad un Di Felice scatenato che prima attacca e poi mura, sfruttando le distrazioni massesi. Bianco allunga subito sul 8-2 con un primo tempo che non lascia scampo. La Folgore cade nello sconforto e l’errore di Ferrini porta il risultato sul 15-4. Coach Esposito cerca di dare qualche input ai suoi che però finiscono di non esserci sul parquet. Nel finale Bianco con due muri dapprima da il vantaggio ai suoi e poi li riporta in parità e chiude dopo il set.

Il terzo vede la squadra della penisola ancora annaspare e Di Felice trova terreno fertile ed anche Guancia, il coach Esposito vuole più grinta ma il gioco al centro dei biancoblù è imprevedibile ma il set è sempre a favore loro. La Folgore perde Aprea per infortunio. Bonina continua a volare altissimo ed a mettere a terra un primo tempo che spezza il recupero della Folgore, che si porta a 3 punti di distacco, grazie anche a Scialò e Cuccaro che non mollano. Sul parquet regna un po’ di nervosismo e la Folgore perde la bussola nel finale con Libraro che mura Ferrini e porta la Gis avanti 2-1.

Ormai i costieri sono in bambola ed il set finale sembra una pura formalità, Di Felice lo indirizza verso i rossoblù e poi martella in diagonale sempre sulla linea portando avanti l’Ottaviano. Il punto del 9-5 è il replay della diagonale precedente. Nella parte centrale sale in cattedra Guancia con la sua palla preferita ed è 16-9. La Folgore non è in partita ed è in balia dei vesuviani, Settembre con un tocco a muro sigla il 20. La Gis arriva a 10 match point grazie al muro di Bonina che sovrasta l’attacco di Scialò. L’attacco in rete di Ferrini da la gara alla Gis.

Un’amara sconfitta che fa riflettere sugli errori commessi in questa partita con una settimana nella quale varie cose sono da rivedere, in vista dell’incontro casalingo di sabato 25 novembre contro la Matervolley Castellana Grotte, penultima in classifica ma sempre da prendere con le molle, anche grazie alla prima vittoria della stagione.

CAMPIONATO PALLAVOLO SERIE B/MASCHILE – GIRONE B – 3^ GIORNATA

EMRA FOODS GIS OTTAVIANO- SNAV FOLGORE MASSA 3-1 ( 26-28; 25-14; 25-19; 25-14)

EMRA FOODS GIS OTTAVIANO: Lucarelli, D’Alessandro, Bianco, Madonna, Ardito, Libraro, Di Felice, Guancia, Valla, Bonina, Settembre, Piccolo, Giuliano.   Coach: Gennaro Libraro.

SNAV FOLGORE MASSA: Ferrini, Ferenciac, Cuccaro, Deserio, Denza (L1), Scialò, Aprea, Evangelista, Amitrano, Pontecorvo (L2), Miccio, Cormio. Della Mura.

Coach  Nicola Esposito.

1° Arbitro: De Martino Dario (Napoli.  2° Arbitro: De Curtis Assunta  (Napoli).

 

GISPA

 

Montecorice, stop pedalare, Christian intervista l’agnonese Carmine Malzone

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Christian, il ciclista, tira i freni, scende di sella, organizza in tutta fetta una bella intervista ad un anziano signore di Agnone che ama fare lunghe passeggiate. Christian ha incrociato Carmine lungo la via del Mare, durante un suo giro di allenamento.
Christian Vigneri è un forte ciclo amatore, durante l’anno disputa numerose competizioni, ha già pianificato le gare del 2018.
Christian inizia sempre ad allenarsi di buon ora, vive a San Marco di Castellabate, nativo di Mugnano di Napoli (su Facebook è disponibile il video, dal titolo, “incontro con un local cilentano”). Carmine Malzone ha raccontato delle sue giornata, del suo stile di vita, dei ricordi. Contento per la sorpresa. Giovanni Farzati

Costa d’Amalfi, pari in casa nel finale con l’Agropoli di De Cesare

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Una gara d’orgoglio, una gara con tanto cuore. Il Costa d’Amalfi riprende sul finale una gara difficile, e che si è messa in salita a causa del solito calcio da fermo.
Primo tempo equilibrato, ma l’Agropoli prova a far valere il proprio spessore e dal 20º prova un forcing che mette in difficolta i costieri. Superata la mezzora gli uomini di mister Contaldo trovano le misure e vanno vicino al vantaggio con Lettieri, il cui colpo di testa termina di poco a lato, quasi a botta sicura. Al 41esimo il solito calcio d’angolo beffa i costieri, Napoli prima para, poi Giura si avventa sul pallone e insacca il vantaggio. I costieri ci provano, ma la prima frazione termina con il vantaggio ospite. Nella ripresa la gara è più aperta, e le azioni si susseguono, e i costieri diventano sempre più padroni del campo. L’Agropoli comincia a soffrire terribilmente il forcing dei locali, ed è clamorosa la doppia occasione che capita agli uomini di mister Contaldo: Di Landro lanciato in verticale, colpisce il palo alla sinistra di Della Luna, la palla rimane alla portata di Lettieri che, in corsa, calcia a botta sicura, ma colpisce lo stesso palo colpito in precedenza dal compagno di squadra. Incredibile.
Ma i costieri non si arrendono, e dopo una clamorosa occasione fallita da Ferrara in contropiede, dagli sviluppi di un calcio d’angolo arriva l’incornata di Marino a regalare il pari ai suoi, un pari strameritato.
Gli ultimi minuti sono di pura foga agonistica, con il Costa d’Amalfi alla ricerca del gol vittoria, e l’Agropoli a spazzare via ogni palla.
Tanto cuore, ma soprattutto la voglia di non arrendersi, e di non mollare, nonostante la sfortuna. Un punto meritato, ma che forse con un pó più di buona sorte poteva trasformarsi in qualcosa di più.
Adesso testa alla prossima gara, si va ad Avellino ad affrontare la Virtus. (COMUNICATO STAMPA COSTA D’AMALFI)

COSTA D’AMALFI – AGROPOLI 1-1
41º Giura – 89º Marino

COSTA D’AMALFI
Napoli, Vitiello Luigi (78º Tasca), D’Amora (31º Di Martino), Cestaro, Bove, Vigorito, Catalano (78º Ferrara), Di Landro, Marino, Lettieri, Criscuoli (90º Di Crescenzo).
All. Contaldo (A disp. Faggiano, Di Martino, Vitiello Raffaele, Di Crescenzo, Ferrara, Reale, Tasca)

AGROPOLI
Della Luna, De Foglio, Pappalardo, Santonicola (86º D’Attilio), Giura, Hutsol, Capozzoli (52º Toledo Machado), Natiello (78º De Rosa), Maione Vincenzo(73º Maione Pietro), Guadagno, Apicella.
All. De Cesare (A disp. Carlino, Gullo, D’Attilio, De Rosa, Maione, Russo, Toledo)

Ammoniti: Natiello
Recupero: 3’ – 4’
Spettatori: 200 circa

Maiori festeggia la “Madonna di Notte”

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Foto di Frank Pellegrino (via Facebook)

Oggi a Maiori si è celebrato il patrocinio di Santa Maria a Mare, con la cittadina costiera svegliata alle 5 del mattino dalle campane, per chiamare i fedeli anche dai paesi vicini a seguire le tradizionali Sante Messe, dalle 6 alle 10, con il Vescovo Orazio Soricelli.


La statua dell’Assunta è stata portata per le vie cittadine, prima della tradizionale corsa sui 127 gradini che portano alla Collegiata.
Si attende per spettacolo di fuochi d’artificio, a cura della Ditta “Cavalier Giovanni Boccia e Luigi Nappi” da Palma Campania che chiuderà i festeggiamenti.

 

Il Tramonti travolge l’Honveed Coperchia: 5-0 al Bolognese

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Foto di Saverio Landi

Prestazione maiuscola per i ragazzi di Mister Raffaele Apicella, che dopo la sosta di campionato sconfiggono l’Honveed Coperchia all’Andrea Bolognese. Sul terreno del Comunale di Capezzano, tre giorni prima gli irnini avevano già disputato la gara valida di Coppa Campania, vinta contro la Giffonese per 2 a 1.

Foto Saverio Landi

Il primo tempo è dominato dal Tramonti, facendo prospettare una gara a senso unico visto che al 30′ sblocca la gara Nicola Giordano e dopo undici minuti raddoppia con Moreno Giordano, che di testa realizza un calcio d’angolo battuto da Vissicchio, con un ottimo inserimento tra le maglie biancorosse. La difesa gialloverde gestisce al meglio le sterili folate dell’Honveed e il primo tempo finisce con il vantaggio dei tramontini.

Foto Saverio Landi

Per la ripresa Mister Pecorale tenta la carta Rega per ritornare in partita, ma la reazione è fioca: al 55′ lo stesso Rega dalla corsia di destra serve Carbone, che dal limite calcia un pallone di facile presa per D’Antuono. Intorno al quarto d’ora il match si intensifica, il gioco del Tramonti innervosisce gli avversari. Al 61′ la retroguardia biancorossa va in tilt, con il pressing asfissiante di Capitan Giordano che mette confusione ai centrali dell’Honveed, favorendo con un rimpallo Nick Giordano che serve Giunchiglia, con l’attaccante che ritrova il gol e porta il Tramonti sul 3 a 0. La partita è in salita per la formazione di casa, mentre il Tramonti amministra il match. L’Honveed insegue e per interrompere le trame gialloverdi è costretta al fallo, come al 66′, quando gli ospiti si procurano una punizione sulla trequarti, dalla sinistra: Vissicchio pennella in area dove si inserisce d’astuzia Nicola Giordano, che spinge di testa a rete.

Foto Saverio Landi

Gli irnini accusano il colpo psicologico, solo Rega cinque minuti più tardi cerca il gol della bandiera con un tiro inefficace. Il Tramonti fa un giro di cambi e al 73′ e al 79′ sfiora il gol con Buonocore. La compagine gialloverde in rari momenti di disimpegno, concedono qualche chance all’Honveed, come all’ 81′ con una punizione calciata da Rega, bloccata centralmente dall’estremo difensore gialloverde. Nell’arco di un minuto il Tramonti arrotonda il risultato con Lupo che si porta in area e batte a rete una palla servita da Napodano dall’out di destra. Dopo un ultimo giro di cambi, il Tramonti fa melina e non infierisce sugli avversari e così termina sul triplice fischio del signor Falcione di Battipaglia.

Il Tramonti bello di sera e mattatore in trasferta, ottiene un’altra importante vittoria che le restituisce la posizione in classifica ottenuta prima della pausa. L’Honveed Coperchia incassa la prima sconfitta stagionale sul prato amico dopo un filotto di pareggi e l’avanzamento ottenuto in Coppa Campania.

TABELLINO
Comunale “Andrea Bolognese” di Capezzano – Ore 17.00

HONVEED COPERCHIA-S.C.’85 TRAMONTI 0-5
Marcatori: 30′ N. Giordano, 41′ M. Giordano, 16′ Giunchiglia, 66′ N. Giordano, 81’Lupo

HONVEED COPERCHIA: Cioffi, Oliva (80′ Casaburi), Apicella, Coppola, Vetromile, Pisanti (65′ Mancuso), Basile, Gammella, Trezza (46′ Rega), Carbone, Abbadessa, De Martino (A disp:. De Martino, Cuozzo, Marseglia, Rega, Mancuso, Casaburi, Camberlingo) All: Michele Pecorale

TRAMONTI: D’Antuono, Amato (75′ Campanile), Arpino (78’Lupo), Buonocore G., Passaro, Giordano Mor. (86′ Imparato), Giunchiglia (85′ Citarella), Vissicchio (82′ Marigliano), Buonocore L., Napodano, Giordano N. (A disp:. Imparato, Campanile, Citarella, D’Amato, Giordano Mat., Marigliano, Lupo) All:. Raffaele Apicella

Arbitro: Francesco Falcione di Battipaglia

Note: 12°C, circa 20 spettatori

Quando il silenzio parla gli cado in grembo

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Silvana Nardiello poetessa

Questa sera, alle ore 18,30 Silvana Nardiello presenterà il suo lavoro poetico presso il Rodaviva di Cava de’ Tirreni

 Di OLGA CHIEFFI

 Noi la conosciamo quale mezzosoprano-contralto, dalla voce calda e misteriosa, scopriremo, invece, stasera, alle ore 18,30, nella libreria Rodaviva di Cava de’ Tirreni, la Silvana Nardiello poetessa. Un incontro con l’autrice, unitamente alla relatrice Giuseppina Orsini – Docente di lettere al Liceo Classico “M. Galdi”, con letture di poesie a cura di Simone Avagliano e Alice Marzolo, e gli interventi musicali della vocalist Zoe Marzolo, in duo con le chitarre di Filippo Di Domenico e Valerio Vicentini, per analizzare il suo lavoro poetico, “Quando il silenzio parla gli cado in grembo”. Da sempre appassionata d’arte in tutte le sue espressioni, interessata alle novità e a tutto ciò che affronta e scruta la vita in maniera profonda, scopre e conosce l’attore, scrittore, poeta, regista e fumettista Alejandro Jodorowsky e frequenta due workshop da lui tenuti: “Il risveglio dell’ essere essenziale” L’incontro sia fisico che spirituale con Jodorowsky è stato fondamentale per la stesura e la pubblicazione di questo libro che rappresenta una sua silenziosa, ma grande passione. Questa esperienza ha dato voce ad una serie di riflessioni e ha, appunto, risvegliato delle sensazioni che le hanno aperto le porte su un mondo meraviglioso: la poesia. Silvana Nardiello con la sintassi di questi piccoli versi, colti ancora vibranti di rigoglio, intensi per volontà, indicativi e presenti, eppure presaghi e forti di una coscienza assoluta, di cui la poetessa investe ogni atto, ogni scoperta, lo stesso sollievo della sua vita, dichiara la sua più umile verità. La Nardiello, trova in questa plaquette, nuovo ed eterno, presente e memoria, il mondo del suo sguardo e di quello di tutti, oltre ogni confine, oltre ogni colore, coro di luci e d’ombra, di giorni e di stagioni, di cui il più lieve trasalimento è parola e, poi, silenzio della parola, svelante una palese volontà in ogni cosa, che le si rivela durevole, tesa ad un significato di canto, alla sua diffusa suggestione. L’autrice è capace di raccontare il mondo e lo fa con una semplicità disarmante, in una poesia che sembra l’appunto, un segno preciso e mai affrettato, su un taccuino e che nasconde tra le pieghe dei versi in un suggello rimico che, proprio perché celato, brilla deciso per un attimo, per, quindi, celarsi di nuovo come una lucciola nei prati estivi, arrivando in questo fissare paziente ad una conoscenza esatta delle cose, con un verso che ha la grazia della tradizione e la quotidianità del nostro tempo. La parola è sufficiente a se stessa, si fa unità per un pensiero di grande intensità sul rapporto della vicenda umana col tempo; tanto che, dal polimorfismo di accostamenti inconsueti, emerge, con nettezza, che la vita è il tempo prestato dalla morte. Una poesia, quella della Nardiello, che fa degli interrogativi esistenziali il cuore del canto; un canto, che, con una partitura musicale, minimalista, e con urgente partecipazione panica, ci prende per mano per inoltrarci, in quelli che sono i valori della vita. Silvana dà vita a questa vita, vista con occhi nuovi, non semplicemente accompagnando le parole, ma interpretando personalmente i versi, dove l’impalpabilità dei suoi strumenti non è vago sentimentalismo, ma un’espressione vibrante, innervata di luce e radici.

Vietri sul Mare, lavori impianti illuminazione pubblica in via Raccio a Dragonea e via S. Vito a Raito

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Il Comune di Vietri ha informato che si stanno eseguendo finalmente dei lavori di riqualificazione dell’illuminazione pubblica. In particolare, in via Raccio a Dragonea e in via S. Vito a Raito, si stanno eseguendo interventi di riqualificazione della illuminazione pubblica con corpi illuminanti a basso consumo che a breve saranno ultimati. In via Raccio è stato realizzato un intervento con la messa in opera di due punti luce su un tratto di strada che conduce a un complesso abitativo ancora non fornito di illuminazione pubblica, motivo di grave disagio e anche pericolo per i cittadini residenti. In località S. Vito di Raito l’intervento, atteso da tempo dai residenti, è consistito nella rimozione della esistente disposizione dei punti luce che insieme alla ridotta percorribilità della strada non consentiva il passaggio dei mezzi di soccorso impediti dalla limitatezza della carreggiata e dalla sosta delle auto. Sono stai così rimossi sei sostegni dei corpi illuminati e dislocati sul lato opposto della strada recuperando in questo modo lo spazio necessario per superare finalmente il problema che ha attanagliato e preoccupato i cittadini della località. L’Amministrazione dando così ascolto alle richieste del territorio contribuisce a migliorare la viabilità e la sicurezza psicologica ed emotiva dei pedoni e dei cittadini residenti, nonché il comfort abitativo ed ambientale.

Vico Equense: “io dico No!”, violenza sulle donne.

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La violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 24/25 Novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno.
I numeri, anche se non sono tutto, danno una chiara visione della realtà, la violenza contro le donne appare essere una costante nella società, i dati forniti nei giorni scorsi sulla nostra città parlano di una crescita richieste di aiuto: ben 240 nel 2016 e già oltre le 170 nel 2017, una situazione di violenza segnalata ogni 36 ore.
A Vico Equense si terrà un convegno venerdì 24 novembre 2017, dalle 10.00 alle 13.00, dal titolo “Io dico NO!”, presso la sala delle Colonne alla Santissima Trinità e Paradiso.
Il servizio comprende anche un centro antiviolenza, attivo a Vico Equense in via Madonnella, che si pone la finalità di contrastare la violenza di genere mediante azioni rivolte alle donne e ai minori, vittime di violenza assistita.

Muore Malcolm Young cofondatore degli AC/DC: aveva 64 nni

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Muore Malcolm Young cofondatore degli AC/DC: aveva 64 anni
nsieme al fratello Angus aveva creato la band nel 1973. Aveva lasciato la band nell’aprile del 2014 per ricevere un trattamento contro la demenza; qualche mese dopo era stato annunciato ufficialmente dal managment degli AC/DC che il suo ritiro era definitivo Con la sua enorme dedizione e impegno è stato la forza trainante della band, come chitarrista, compositore e visionario; era un perfezionista e un uomo unico”. Il sito degli Ac/Dc comunica così la morte di Malcolm Young, co-fondatore del gruppo rock, scomparso a 64 anni dopo una lunga malattia. Era nato a Glasgow, in Scozia, il 6 gennaio del 1953, e insieme a suo fratello Angus aveva fondato il gruppo australiano nel 1973 a Sydney. Young aveva lasciato la band nell’aprile del 2014 per ricevere un trattamento contro la demenza; qualche mese dopo era stato annunciato ufficialmente dal managment degli AC/DC che il suo ritiro era definitivo.

Rigopiano Generale si suicida sensi di colpa dopo tragedia

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L’ultima lettera del generale suicida: “La mia colpa per le vittime di Rigopiano”

L’ultimo, drammatico messaggio di Guido Conti, ex alto ufficiale del Corpo forestale, che aveva firmato alcune delle autorizzazioni per il centro benessere dell’albergo abruzzese distrutto da una valanga la notte del 19 gennaio scorso. Gli investigatori alla ricerca della terza missiva spedita prima di uccidersi sulla strada verso il Monte Morrone
Si è ucciso con un colpo alla tempia destra esploso con una pistola calibro 9 a poca distanza dall’auto con cui era arrivato alle pendici del monte Morrone. E’ stato anche il primo esame medico a confermare che l’ex generale dei carabinieri forestali Guido Conti, trovato morto ieri a Sulmona, si è suicidato con un solo colpo di pistola. Ulteriori conferme sono giunte dai tanti particolari raccolti dagli investigatori, i carabinieri dell’Aquila, sia sul luogo della tragedia che dalle testimonianze rese da familiari e amici. Tra gli altri, la decisione di oscurare il profilo social, già da ieri, era parso un chiaro segnale premonitore.

Ma a rendere ancora più tragica la fine dell’ufficiale, andato in congedo dopo il passaggio del Corpo forestale all’Arma dei carabinieri, è una delle lettere lasciate ai familiari, nella quale Conti racconta di non aver mai superato il dolore e il senso di angoscia per le vittime della tragedia di Rigopiano. Nella lettera, indirizzata “alla mia famiglia” e il cui contenuto è stato anticipato dall’AdnKronos, Guido Conti scrive tra l’altro: “Da quando è accaduta la tragedia di Rigopiano la mia vita è cambiata. Quelle vittime mi pesano come un macigno. Perché tra i tanti atti, ci sono anche prescrizioni a mia firma”.
Conti entra poi nel merito, specificando: “Non per l’albergo, di cui non so nulla, ma per l’edificazione del centro benessere, dove solo poi appresi non esserci state vittime. Ma ciò non leniva il mio dolore. Pur sapendo e realizzando che il mio scritto era ininfluente ai fini della pratica autorizzativa mi sono sempre posto la domanda: Potevo fare di più?”. Conti conclude la lettera con espressioni di grandissimo affetto per la famiglia.

Guido Conti era andato in pensione dal corpo forestale ed era andato a lavorare in Basilicata per la Total, multinazionale del petrolio che ha un impianto in Val d’Agri. A quanto si è appreso, Conti si è licenziato nei giorni scorsi e ieri mattina è uscito verso le 9,30 dalla sua casa di via Battisti, a Sulmona, dicendo alla moglie che sarebbe rientrato a pranzo. Salito sulla Smart utilizzata dalle figlie, si è fermato in una tabaccheria in via De Nino, dove ha acquistato tre fogli e buste da lettera e un francobollo, per poi risalire in macchina e fermarsi in qualche luogo dove ha scritto i suoi ultimi messaggi. Al momento sono state trovate due lettere: una indirizzata alla famiglia e una alla sorella. Mancherebbe la terza lettera, quasi certamente affrancata e spedita a un destinatario al momento sconosciuto.
Conti poi è risalito in auto, dirigendosi sulla strada verso il Morrone. Una scelta anche questa non casuale. Da sempre il generale amava fare lunghe passeggiate lungo la provinciale che da Sulmona sale verso Pacentro, chiusa da due anni e mezzo, in seguito a una frana del marzo 2015. Percorsi cinque tornanti, Conti ha parcheggiato l’auto in una piazzola che costeggia la provinciale è sceso e si è ucciso con la sua pistola.

Il caso ha voluto che a trovarlo siano stati due forestali, che avevano lavorato con lui a Sulmona. Subito è scattato il protocollo previsto in questi casi: l’area è stata circoscritta e sul posto sono intervenuti i carabinieri e poco dopo il sostituto procuratore Aura Scarsella. I rilievi sono continuati fino all’alba di venerdì mattina. L’auto è stata posta sotto sequestro, così come la pistola e le lettere indirizzate ai familiari.
Un anno fa, sul suo profilo Facebook, Conti aveva pubblicato una lettera aperta indirizzata all’ex premier Matteo Renzi, in cui il generale difendeva il Corpo forestale contro l’accorpamento nell’Arma deciso dal governo. Un intervento contro “lo scioglimento di una istituzione benemerita bisecolare e carica solo di dignità, abnegazione ed efficienza”, rispetto al quale – scriveva

Conti – “mio Padre (pure lui un forestale, ndr) è morto due volte. E insieme a lui decine di migliaia di uomini che nella nostra Missione, perché tale è lo spirito che ci anima, hanno creduto e credono. E questo non posso permetterlo. Senza battermi fino in fondo”.

Modifica al PUT su Longobardi anche fuoco amico

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Napoli . Si blocca al Consiglio regionale Campania alla riforma del Piano urbanistico territoriale della penisola sorrentina e della costiera amalfitana. La Commissione Urbanistica ha ritirato la proposta di legge che necessita di alcune modifiche tecniche. Decisione che sta già provocando accese polemiche tra maggioranza e opposizione. Ma noi di Positanonews pensiamo ci sia anche un fuoco amico da parte di consiglieri del Partito Democratico che soffrono la presenza e l’ attivismo di Longobardi fra la costa di Sorrento e Amalfi

Il disegno di legge del consigliere Alfonso Longobardi, lo scorso mese di luglio era stato approvato dalla Commissione all’unanimità. Ora si attendeva il passaggio in aula, ma gli uffici regionali hanno sollevato perplessità su alcune norme che, secondo il loro parere, avrebbero comportato la violazione della competenza concorrente tra Stato e Regione, con il conseguente rischio di bocciatura da parte della Corte Costituzionale. Per questo il testo è stato ritirato per predisporre i necessari accorgimenti.

L’approvazione definitiva del provvedimento, pertanto, sembrerebbe destinata a slittare solo di qualche settimana. Si prevede, infatti, di portare il testo in Consiglio regionale prima della fine dell’anno. Una volta approvato il nuovo Put dovrebbe garantire procedure più snelle per la manutenzione e l’adeguamento degli edifici alla normativa antisismica, il cambio di destinazione d’uso dei capannoni abbandonati, il recupero abitativo dei sottotetti, la realizzazione di piscine pertinenziali e l’incremento del 20 per cento della cubatura dei fabbricati

Staremo a vedere se Longobardi supera il fuoco amico

Un salernitano all’…….Opera

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Claudio Lardo è Paolo Borsellino

Sino al 20 novembre l’attore salernitano sarà co-protagonista dell’opera contemporanea “Falcone e Borsellino, ovvero il muro dei martiri” in scena al Teatro Tonino Pardo di Trapani

Di OLGA CHIEFFI

L’ Opera “Falcone e Borsellino, ovvero il muro dei martiri” chiuderà la 69ª Stagione Lirica dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, per il quarto anno sotto la direzione artistica di Giovanni De Santis affiancato dal M° Andrea Certa, responsabile della programmazione lirica dell’Ente. In cartellone, un’opera di forte impegno civile che andrà in scena sino al 20 novembre a Trapani, sul palco del Teatro “M° Tonino Pardo” del Conservatorio “A. Scontrino”, per la direzione musicale è affidata ad Elio Orciuolo che dirigerà l’Orchestra, noto a Salerno per l’infelice esecuzione di La Traviata alla testa dell’orchestra Ossca, all’arena archeologica di Fratte, insieme con il Coro dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, diretto da Fabio Modica, e con il Coro di Voci Bianche “Carpe Diem”, guidato da Roberta Caly e la regia di Maria Paola Viano. “Falcone e Borsellino, ovvero il muro dei martiri” è “un dramma in musica ispirato alla cronaca”, un’opera in un solo atto per commemorare e tramandare due tra i più eclatanti delitti di mafia che hanno sconvolto l’Italia e che ancora restano vividi nella memoria collettiva, nonostante siano trascorsi più di 25 anni da allora. Era, infatti, il 23 maggio del 1992 quando un timer a distanza fu azionato per provocare la strage di Capaci, facendo saltare in aria l’auto su cui viaggiavano Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo insieme con tre agenti di polizia, sull’autostrada tra Punta Raisi e Palermo. Ed erano trascorsi solo 57 giorni quando, il 19 luglio, un’altra esplosione, stavolta in città, a Palermo, in via D’Amelio, uccise il giudice Paolo Borsellino, che stava andando a trovare la madre, insieme ai cinque uomini della sua scorta. L’Opera, interamente prodotta dall’Ente Luglio Musicale Trapanese è frutto della collaborazione tra due autori siciliani, Antonio Fortunato, il compositore e Gaspare Miraglia, il librettista. L’opera vuole essere un omaggio ai due magistrati uccisi dalla mafia e a tutte le vittime della mafia, insieme ad un messaggio di rinnovamento e di rinascita attraverso la musica e la poesia.Tale messaggio, di riscatto tramite l’arte, è reso tangibile anche dall’essenziale elemento scenografico: un muro, edificato sulle macerie e sul quale scorrono i nomi dei tanti martiri di mafia, ideato da Antonella Conte, e realizzato con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Palermo. Fortemente caratterizzante, la scelta della regista, Maria Paola Viano, di unire, nel prologo dell’Opera, l’enfasi poetica alla realtà, registrando le voci fuori campo non di attori ma di magistrati e avvocati attivi al Palazzo di Giustizia di Trapani. Protagonisti dell’Opera, il soprano Clara Polito nel ruolo di una Madre di vittima della mafia, il baritono Luca Bruno nei panni di un Padre, Francesco Palmieri, basso, che impersona la Mafia – in questo caso un vero e proprio personaggio – e, a dar vita alle voci di Falcone e Borsellino, gli attori Edoardo Siravo e l’attore salernitano Claudio Lardo. “Interpretare un personaggio realmente esistito è sempre una sfida” ha dichiarato Lardo in una pausa delle prove “perché mette l’attore a confronto con l’originale. In questo caso, mi sembra di avere la sensazione di essere uno strumento per ridargli vita, sia pure in quell’ora e mezza di spettacolo”. Lardo non è nuovo a lavori per i quali ha messo da parte il suo registro comico, che lo ha reso popolare e che comunque continua a caratterizzarlo nella gran parte delle sue interpretazioni. Infatti, è di appena due anni fa il suo spettacolo di narrazione – del quale è interprete e coautore – «Il pallone di pezza» nel quale si rievocava una strage di bambini compiuta a Buccino all’indomani della firma dell’armistizio, nel 1943; qui, Lardo riesce comunque a mantenere, nel racconto, un tono leggero. “Qui a Trapani, nonostante facciamo rivivere una storia tragica, alla fine è la speranza a prevalere sull’angoscia: il solo fatto che Falcone e Borsellino vengano raccontati con uno spettacolo corale, con un’orchestra reale che dà vita a una delle rare opere liriche contemporanee, a me pare un segnale inequivocabile che a vincere, almeno qui in Sicilia, non è stata la mafia”. Sul palcoscenico gli estremi i luoghi e i tempi della morte. Morte allora si svela, diviene guardare direttamente nel “proprio” volto, che donerà ai due martiri una nascita, una nuova era, la realizzazione di un sogno, l’eredità di chi è morto per servire uno “Stato così come dovrebbe essere” (G.Falcone).

 

Vico Equense. Parla don Pasquale Vanacore: “Non posso celebrare la messa nella mia parrocchia”

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Vico Equense. È un don Pasquale Vanacore arrabbiato, quello che mi scrive stamattina. Da qualche mese parroco della parrocchia San Michele Arcangelo nella frazione Ticciano, si ritrova da tempo a non riuscire a celebrare la Santa Eucarestia nella sua parrocchia, prima per gli smottamenti e frane dovute al maltempo sull’unica arteria che collega la frazione (la Raffaele Bosco) ed oggi per una gara automobilistica: “1° Slalom del Mare Città di Vico Equense“.

“Buongiorno e buona domenica a tutti voi. Da due mesi – scrive don Pasquale – per volontà del vescovo e per varie problematiche insorte, ho dovuto riprendere la cura pastorale di Ticciano che lasciai 14 anni fa. Oggi per la seconda volta in un mese e mezzo ho difficoltà a raggiungere la parrocchia per la messa domenicale delle undici per la chiusura del tratto di strada da Moiano a Ticciano.

La prima volta, grazie al comandante dei vigili, fui scortato. Oggi sarebbe pericoloso e quindi dovrei raggiungere Ticciano da Seiano, ma non ce la faccio con gli orari, dovendo celebrare anche a S. Andrea alle 9,30. Premesso che non ho nulla contro le gare di biciclette e corse di macchine, mi chiedo solo se la Raffaele Bosco con tutte le sue problematiche si può prestare ad una cosa del genere.

Non so chi sono gli organizzatori ma vorrei indurli a riflettere sui disagi causati non solo a me ma anche ad una piccola parte degli abitanti di questo comune che forse non conta molto ma crede ancora alla domenica come giorno del Signore. Grazie e scusate”. 

Scala sciagura tragedia aereo svedese, FOTO commemorazione a 70 anni

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Sabato 18 novembre 2017  il 70° anniversario della sciagura dello schianto dell’aereo svedese sul Monte Carro, a Scala

Scala, 18 novembre 2017 “ Commemorazione del 70 anniversario della strage dell’aereo svedese sul Monte Carro” Così ne parlò Gaetano Afeltra grande giornalista di Amalfi citato dal sindaco Luigi Mansi

“Le salme, fin quando non furono consegnate ai militari svedesi per essere rimpatriate, non furono mai sole. A vegliare gli sfortunati piloti c’era una specie di guardia d’onore di semplici cittadini del luogo, la maggior parte contadini e pastori e, ai piedi dei morti, un carabiniere. Vegliavano anche le donne con il rosario in mano: e quelle preghiere cattoliche per dei ragazzi protestanti avevano una sacralità suggestiva e una purezza di dolore che trasformavano per una notte quella gioventù straniera in gente nata e vissuta a Scala”
( Gaetano Afeltra, Corriere della Sera del 20 novembre 1997)

Qui sotto i divieto di circolazione

Per l’occasione, è previsto un gran numero di spettatori oltre a personalità politiche, religiose e militari. In particolare il corteo interesserà Piazza Municipio e Via Torricella (tratto: Piazza Municipio Giardino della Memoria). Il Comune per l’occasione ha ritenuto necessario interdire la sosta ed il transito delle autovettura lungo il tratto interessato all’evento.

Nel dettaglio:

E’ vietato la sosta di autoveicoli, motocicli e ciclomotori dalle ore 08,00 alle ore l4,00 del giorno Sabato 18 novembre 2017 lungo le vie: Piazza Municipio, Via Vescovado, Largo Monastero, Piazzetta delle Camelie e Via Torricella (tratto: Bivio S.Pietro /Scala Centro – giardino della Memoria).

E’ vietato il transito di autoveicoli, motocicli e ciclomotori dalle ore 08,00 alle ore 14,00 del giorno Sabato 18 novembre 2017 lungo le vie Piazza Municipio, Via Vescovado, Largo Monastero, e Via Torricella

Positano è morta Maria Lampo ha fatto conoscere la nostra Moda nel mondo

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Positano è morta Maria Lampo ha fatto conoscere la nostra Moda nel mondo. Un pezzo della Storia della perla della Costiera Amalfitana che se ne va, un pezzo della storia del turismo e della Moda in Campania e nel Sud Italia. Il suo volto la sua eleganza e signorilità erano il simbolo televisivo della Positano che offriva oltre al mare e al turismo le abilità e la creatività dei suoi artigiani della Moda le “pezze” diventare un simbolo della Positano operosa degli anni Sessanta. Ciao Maria la terra ti sia lieve

 

L’AZZURRO DI LORENZO MEGLIO DELLA NAZIONALE di Gimax

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Napoli's Lorenzo Insigne during the Italian Serie A soccer match SSC Napoli vs AC Milan at San Paolo stadium in Naples, Italy, 18 November 2017. ANSA/CIRO FUSCO

 

NAPOLI , 18 NOV – LORENZO INSIGNE

IL GOAL CHE FIRMA IL VANTAGGIO AZZURRO

NOTTE DA GIOCATORE DI CLASSE

“E’ stata una grande vittoria contro una grande come il Milan. Noi ci abbiamo messo grinta e cuore, poi i tifosi ci sono sempre vicino e noi li ringraziamo sempre e cercheremo di non deluderli”. A Premium Sport l’attaccante del Napoli Lorenzo Insigne torna sulla mancata qualificazione al Mondiale: Scudetto possibile? ”Sappiamo che possiamo fare grandi cose quest’anno, stiamo dando il massimo e speriamo che basterà. Il Napoli per dimenticare la panchina in Nazionale? A me è dispiaciuto di più non andare al Mondiale rispetto a non aver giocato. Non voglio fare polemica, ho accettato le scelte del mister. Per il CT quegli erano gli uomini giusti ma io sono stato orgoglioso di far parte di quel gruppo. Dispiace molto, ma ora devo pensare al Napoli”.
 

 

 

Napoli-Milan 2-1, gol di Insigne e Zielinski. Il Napoli blinda il primo posto

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Nel segno di Insigne, bocciato da Ventura e rilanciato in grande stile da Maurizio Sarri. Lorenzo è una scheggia impazzita, un folletto imprendibile che consuma la sua vendetta, dopo le due panchine nel playoff Mondiale, dentro un primo tempo formidabile: segna sul filo del fuorigioco grazie all’aiuto della Var, colpisce un palo con un rasoterra micidiale, esalta le qualità di Donnarumma con una mezza palombella da applausi. Una condanna per il Milan a cui ha segnato 6 volte in dieci partite. Senza Insigne l’Italia ha perso la possibilità del viaggio in Russia. Con Insigne il Napoli allunga il passo e lancia, nel migliore dei modi, la lunga volata verso lo scudetto di Natale. In attesa della risposta della Juve, la capolista è prima con quattro punti di vantaggio. Una squadra meno scintillante, ma più pratica, forse pronta per lo scudetto. Il Milan, che aveva vinto le ultime due trasferte con Chievo e Sassuolo, china la testa e perde un altro scontro diretto, il sesto della stagione. Con le squadre che gli stanno davanti in classifica, il risultato è sempre lo stesso. Il quarto posto Champions è un miraggio. Ma non è questa la partita per rimettere in discussione Montella. Il Diavolo resta in partita sino alla fine e anche dopo il 2-0 di Zielinski non si perde d’animo. Ha il torto di riaprirla con Romagnoli nel recupero, cioè troppo tardi. La squadra è solida, gioca con spirito da provinciale, però senza qualità. E non graffia. L’attacco è un bel problema. Kalinic è la pallida copia del giocatore che aveva incantato a Firenze e l’infortunio di Suso alla fine del primo tempo si rivela un handicap gravissimo anche perché il suo sostituto, Andrè Silva, conferma ancora una volta di essere troppo acerbo. Il Napoli parte piano. Lento e contratto, è stranamente guardingo e non pressa alto come suo costume. Il Milan è più lesto a entrare dentro la partita. Montella sceglie il 3-4-2-1 in cui a fianco di Suso, dietro Kalinic, sistema Locatelli con il compito di spegnere Jorginho, la fonte del gioco partenopeo. La mossa riesce sino al momento del gol. Insigne, tenuto in gioco da Romagnoli, fulmina Donnarumma. L’arbitro Doveri annulla, la Var dopo un minutino ribalta il giudizio. La rete regala convinzione al Napoli. Insigne prende un palo, il portiere anticipa Mertens. Nella ripresa il Milan alza il baricentro nel tentativo di riequilibrare il risultato, aprendo però ampi spazi per le ripartenze napoletane. Il problema dei sarriani è che Callejon è poco ispirato e Mertens allergico al rossonero: ha un’occasione, smarcato dal solito Insigne e si fa stregare da Donnarumma, decisamente il migliore dei suoi. La mossa risolutiva viene dalla panchina. Sarri sostituisce Hamsik con Zielinski e il polacco nel giro di quattro minuti mette al sicuro il risultato. Quando segna Romagnoli è troppo tardi. Il Napoli è volato via. (Corriere della Sera)

Positano Style, un successo l’incontro con le imprese

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L’Associazione di Promozione Turistica Positano Style, presieduta da Ambrogio Carro, riscuote un nuovo successo dall’incontro con le imprese turistiche, tenutosi oggi presso i locali di Elisir di Positano Cafè. Il pubblico presente, operatori turistici e non solo, ha seguito con interesse i temi trattat, in particolare le tematiche dell’HACCP e della tracciabilità degli alimenti, che ha dato il via ad un dibattito sull’applicabilità della normativa alle strutture extralberghiere.

Il presidente Ambrogio Carro ha introdotto l’incontro, quindi la parola è passata al tecnico informatico Antonino Buonocore, che coadiuvato da Giuseppe Di Martino, ha illustrato le potenzialità dei software la lui creati e gestiti per le attività ricettive e non solo

Sentiamo lo stesso Antonino, Nino per gli amici  Il mio software è progettato per soddisfare le esigenze più svariate : contabilità aziendale e gestione presenze, registrazione clienti e invio schedine PS, gestione prenotazione con channel manager e calendario centralizzato, prenotazione servizi, posizionamento mezzi navali e/o marittimi. Le caratteristiche principali di questo software sono due : in primis la personalizzazione, anche grafica, in base alle richieste del cliente, che si traduce in un risparmio economico in quanto il cliente acquista solo la funzionalità che gli interessa, in secondo luogo, il software è interamente web-based, quindi non si deve installare niente sul computer, basta avere solo un applicativo per navigare su internet, ciò rende il software indipendente dal sistema operatvo e dal dispositivo adottato, sia esso computer, tablet o smartphone. Il sofware si integra con i siti web aziendali. esistenti già o creati ex-novo.

Dopo gli interventi di NIno e Giuseppe, che ha ricordato l’importanza di avere un sito internet ed un servizio fotografico fatti n modo professionale, è la volta del dott. Luigi D’Antuono, che ha introdotto la complessa problematica della privacy e sicurezza informatica :Si tratta di definire le condizioni per costruire, intorno al tema della cybersecurirty, un ecosistema nazionale fatto di imprese tecnologiche, università, centri di ricerca e singoli talenti che
sviluppino le fasi di analisi del rischio e di definizione delle misure di prevenzione, in modo da abilitare rendere operative le politiche che si stanno  disegnando. solo la multidisciplinarità dell’ approccio potrà perseguire e diffondere la consapevolezza che il tema della cybersecurity è diventato una priorità per un’attuale declinazione dell’ educazione civica, presupposto essenziale per affrontare il presente.

A chiudere l’incontro il tema più discusso, HACCP e igiene alimentare, introdotto dalla dott.essa Annamaria Blasi : L’ importanza della tracciabilità nella filiera alimentare per OSA ( Operatori del settore alimentare ) e per il consumatore finale. La gestione degli allergeni . L’argomento è particolarmente attuale, meriterebbe una analisi più approfondita,  ed interessa praticamente tutte le attività che hanno a che fare con gli alimenti, in maniera diretta ed indiretta, e come detto ha dato vita ad un’ampia discussione sull’applicabilità della normativa ad alcune categorie di strutture ricettive, come quelle extralberghiere.

Nella foto di Massimo Capodanno i protagonisti dell’incontro : da sx Giuseppe Di Martino, tecnico informatico e fotografo, Antonio Buonocore, tecnico informatico e cartografo, dott, Luigi D’Antuono, esperto di privacy, dott.essa Annamaria Blasi, esperta di HACCP, dott. Ambrogio Carro, vicepresidente provinciale di Siamo Impresa Terziario.

Nella foto sempre del reporter Massimo Capodanno un momento dell’incontro

 

 

Sorrento, importante punto a Solofra

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Foto tratta dal diario di Facebook del Sorrento 1945

I costieri allungano la striscia di risultati utili consecutivi

 

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e spazio all'aperto
Foto tratta dal diario di Facebook del Sorrento 1945

 Redazione – Non era una gara facile sul campo del Solofra contro una squadra in salute ed arcigna, ma i rossoneri conquistano un punto importante ed allungano la striscia di risultati utili consecutivi.

Non è stata una gara esaltante, ma maschia, abulica ed arbitrata all’inglese in cui le finalizzazioni sono state con il contagocce, l’equilibrio è stato al centro dell’attenzione, anche se i sorrentini non si sono dati per vinti ed hanno cercato di portare nel loro carniere un risultato utile anche se non è stata la vittoria, anche se l’hanno cercata.

La squadra di mister Guarracino, consapevole che di fronte non aveva un avversario docile ed addomesticabile, ad inizio del primo tempo ha cercato di sorprenderlo ma non c’è riuscito, poi dopo che c’era stato il buio ecco che i gialloblù vanno in vantaggio, sfiorano anche il vantaggio sia prima che dopo il pari dei costieri che tengono bene botta fino al 95’, conquistando un punto vitale per la classifica ed allungano la scia positiva di risultati utili consecutivi.

La gara – PRIMO TEMPO

2’  SO  Cross dalla sinistra di Matino in area per Gargiulo che di testa la mette a seguire ed esce sul fondo di una spanna.

30’  SO  Ancora in auge Gargiulo che si vede respinto da un difensore la sua conclusione a portiere battuto.

SL  Avallone innesca dalla fascia destra un lungo rilancio a cercare Meo che sul vertice dell’area ci prova al volo ma la sfera è larga.

44’  SL  1-0  Balzano con un tap-in di testa da zero metri mette in rete dopo la respinta di Munao sul tiro ravvicinato di diagonale di Santucci dopo che in area il cross era stato di Izzo.

Un buon primo tempo in cui l’equilibrio è all’ordine del giorno, ma con qualche palla, specie da parte costiera, che fa vedere qualche brivido ma poi i locali sono tempisti al momento opportuno.

SECONDO TEMPO

SL  Palla in area per Balzano la cui finalizzazione rasoterra termina di poco larga.

24’  SO  1-1  Azione personale innescata da Rizzo sulla fascia sinistra, entra in area e fa secco in uscita Sorrentino.

SL  Punizione battuta da Santucci dai 23 metri circa con palla a scendere che supera la barriera che impegna severamente Munao all’incrocio che volando manda in angolo.

Una ripresa senza nerbo in una gara maschia e arbitrata all’inglese in cui, come il primo tempo, le azione si sono viste con il binocolo, per i locali qualcosa ma non è molto ed alla fine il pari va bene ad entrambe, di più ai costieri che restano nel treno dei play off.

Novantunesimo – Mister Guarracino si accontenta del punto che fa sempre bene, sia per il morale perché allunga la serie positiva e sia perché si resta nelle alte sfere, ma anche perché giocare contro un avversario maschio ed arcigno non è stato facile. Pareggiare la gara “non è un’occasione mancata perché il campionato è molto livellato. Pensare in modo presuntuoso, non lo sono affatto come allenatore, di venire a Solofra ed agganciare il Valdiano. L’unica pecca è stato un momento di distrazione nel recupero bel primo tempo”. Come dicevamo non era facile giocare contro una squadra che “è forte e lo ha dimostrato nelle ultime due gare, a Palma Campania non meritava il pareggio, mentre a Cervinara ha segnato tre gol, è in salute ed è allenata benissimo da Ciccio Messina. Una squadra maschia, dura che sa giocare e marcare, credo che un punto a Solofra non si disdegna sempre ed io, in questa partita, me lo prendo per buono e poi guardando gli altri risultati, meno male che l’abbiamo pareggiata”.

E tutto è bene quel che finisce bene, anche perché la vetta non è lontana, per qualche sogno lontano. Ma intanto domenica prossima c’è un avversario ostico come la Palmese che gode di una buona salute.

CAMPIONATO ECCELLENZA CAMPANIA 2017-18 – GIRONE B – 11^ GIORNATA

SOLOFRA – SORRENTO 1945   1-1

Goals: 44’pt Balzano (SL); 24’st Rizzo (SO).

SOLOFRA (4-4-2): Sorrentino, Bruno (36’st Spina), Arzeo (30’st Esposito), Catalano, Izzo; Rapolo, Avallone, Liguori, Meo; Santucci, Balzano (36’ Di Zenzo).

A disp: De Luca, Vuolo, Fiume, Battista.   Allen: Francesco Messina.

SORRENTO (3-5-2): Munao; Calabrese, Guarro, Rizzo; Mozzillo (1’st Falanga), Di Ruocco, Pepe,

Masi (34’st Mennella), Matino (20’st Streich); Gargiulo, Cifani (35’st Vacca).

A disp: Leone, Ruocco, Schettino.   Allen: Antonio Guarracino.

Arbitro: Pietro Ambrosino di Torre del Greco.

Assistenti: Giuseppe Andrea Palomba (Torre del Greco) – Donato Giancarlo Cirillo (Napoli).

Note: giornata serena; terra battuta imperfetta; spettatori 280 circa (40 circa da Sorrento).

Recupero: 1’pt e 5’st.

 

GISPA

Ravello Zimmern da Mamma Agata il top della costa d’amalfi

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Ravello Zimmern da Mamma Agata il top della costa d’amalfi ecco come annunciano sulla loro pagina Facebook We had the most amazing day and the honour to welcome an idol for us….chef…food critic…showman …and above all a WONDERFUL person….the only one…the great one….
Mr ANDREW ZIMMERN!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!conduttore del programma culinario Orrori da gustare (titolo originale Bizarre foods), in onda in Italia sul canale satellitare Discovery Travel & Living , DMAX e Fine Living nel quale vengono riportati i suoi viaggi intorno al mondo e le sue avventure tra le specialità culinarie tipiche, ma comunque singolari, dei luoghi che visita. Zimmern è uno dei personaggi televisivi più famosi negli USA  ed è ora in giro in Costiera Amalfitana

EVENTI DI DOMENICA 19 NOV

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Festa dell’Olio d’Oliva e I edizione del concorso ”OLIOTOP”Continuano le attività ”sociali” dell’A.S.D. PRONTISIPARTE.Durante tutto il corso dell’anno alcuni membri dell’associazione si sono cimentati nell’orto condiviso, un momento di condivisione come dice il nome, lontano dalla routine quotidiana e come buona prassi del Presidente Salvatore, all’aria aperta.Si è condiviso non solo il lavoro ma anche l’abbondante raccolto, tra cui anche la raccolta delle Olive da cui è partita l’iniziativa.L’evento-gara è rivolto a tutti coloro che quest’anno hanno prodotto l’olio ”nuovo” ed hanno il piacere di condividerlo con tutti i partecipanti, tramite una simpatica gara (di natura non agonistica).A giudicare il prodotto sarà una giuria, di esperti, che in base ad una specifica tabella sapranno valutare tutti gli aspetti e le proprietà di ciascun Olio presentato. Per partecipare alla gara, basta portare con se almeno 1/2 lt di Olio di propria produzione.L’evento degustazione è aperto a tutti.La degustazione sarà un momento di scoperta e anche didattico per apprendere al meglio le nozioni basilari per valutare un buon olio e gustarne sicuramente di ottimi.L’evento si terrà Domenica 19 novembre p.v. alle ore 18:30 in via Atigliana, 18 – Sorrento, presso l’Agriturismo La Sorgente, che su queste pagine ringraziamo pubblicamente per la disponibilità e l’accoglienza riservataci in ogni occasione.Alla degustazione seguirà anche un momento gourmet, infatti lo Chef Ferdinando Marciano preparerà un piatto a base dei prodotti dell’orto condiviso.Ringraziamo inoltre i nostri sponsor che hanno contribuito all’acquisto dei premi messi in palio ed alla realizzazione dell’evento.Vi aspettiamo.Lo staff di A.S.D. PRONTISIPARTE

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Per il natale il meraviglioso castello di Lettere (NA) si trasforma nel villaggio di babbo natale con i suoi fantastici mercatini natalizi, presepe vivente, luci d’artista e area degustazione.

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Note in Cammino, per il suo Secondo appuntamento tra natura e tradizione approda nella bellissima zona denominata ‘i Camaldoli’: un’altura che divide il centro di Arola dalla piana della penisola sorrentina e sulla cui sommità si trova la struttura Masseria Astapiana-Villa Giusso, dimora storica e azienda agricola.

Con il trekking, dalla frazione di Alberi lasceremo il caos cittadino per godere di una domenica rilassante. Infatti, dopo una ripida salita che separa il centro dalle stradine di campagna, ci ritroveremo a passeggiare tra uliveti e paesaggi incontaminati attraverso un sentiero sconosciuto ai più e per questo motivo non totalmente bonificato. Raggiunta la Collina di Astapiana a 400 mt s.l.m., continueremo il nostro percorso, all’interno dell’azienda Astapiana Villa Giusso, fino al punto più alto della zona: Monte Crocione dal quale lo sguardo si apre a 360 gradi da Punta Campanella e Sorrento fino al Vesuvio e Napoli, lasciando lo spettatore in contemplazione di uno spettacolo indescrivibile.

La discesa ci porterà direttamente nel cuore della Masseria dove la natura incontrerà la tradizione: infatti si esibirà per noi in concerto e lectio magistralis il Maestro Marcello Colasurdo, mentre avremo la possibilità di degustare prodotti tipici della zona.
L’evento sarà ancora occasione per destinare i proventi alle opere di ripristino del Monte Faito dilaniato dai numerosi incendi.

Per coloro che parteciperanno anche al trekking, dopo il concerto continueremo l’escursione ad anello che ci ricondurrà al punto di partenza.

Indicazioni :
Ci vediamo alle ore 10.00 presso la frazione di Alberi, nei pressi della chiesa di santa Maria delle Grazie, che è anche l’inizio del percorso.
Per coloro che desiderano partecipare solo al concerto ed alla degustazione, l’appuntamento è alle ore 12.00, dove saremo ospitati presso la Masseria Astapiana – Villa Giusso.

– Percorso ad anello di Media difficoltà, di tipo turistico (T) con un breve tratto E+ data la ripida pendenza
– Lunghezza: 5 km circa
– Durata: 5 ore al massimo con le soste per il trekking + il concerto ed il rinfresco. Il tour finisce massimo per le 15.00
– Percorso esposto
– munirsi di acqua per il percorso.
– Indossare scarpe da trekking a suola scolpita, cappellino, protezione solare, abbigliamento a strati perché salendo potremmo incorrere in escursioni termiche
– Possibilità di parcheggio gratuito ad Alberi lungo “via Alberi”
– Non ci sarà disponibilità di servizi igienici lungo il percorso.
– La prenotazione è obbligatoria e il pagamento è da effettuarsi il giorno stesso dell’escursione .
– Il tour viene condotto da una guida AIGAE

ATTENZIONE: sarà possibile partecipare al concerto (con annesso rinfresco ) anche senza prendere parte all’escursione, previa comunicazione all’atto della prenotazione. Per coloro che vogliono partecipare solo al concerto ci incontreremo in località “masseria Astapiana” per le ore 12.00, orario in cui è previsto il concerto.
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DOVE: Chiesa di Santa Maria delle Grazia, Via Alberi , 80062 Alberi, Meta, NA
Masseria Astapiana- Villa Giusso, Via Camaldoli n.51 80069, Vico Equense (Na)

QUANDO: domenica 19 Novembre ore 10.00

Prenotazione OBBLIGATORIA :
info@prolocovicoequense.it 3313102009
Contributo di partecipazione (concerto, trekking e degustazione) €10,00 a persona.
Bambini gratis

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Esultanze e silenzi per la morte di Totò Riina. I confini della pietà per l’uomo che non ne aveva

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«Pietà l’è morta», si dice in guerra. In guerra, appunto: quando si sviluppa un’atroce familiarità con la morte. Si dice quando la morte falcia innumerevoli vite, quando l’uccisione del nemico è un ordine categorico e non, come in tempo di pace, un reato. Ma con Totò Riina non si può parlare di pace. Lui e i suoi sgherri hanno compiuto mattanze senza pietà, hanno scatenato una guerra spietata contro incolpevoli esseri umani. Ora che Riina è morto, ci vorrebbe il silenzio delle emozioni, ma nell’epoca ciarliera dei social il silenzio è un’anticaglia del passato, e infatti da quando si è sparsa la notizia del boss deceduto è esplosa la voglia di dire, odiare, farsi trascinare dalla collera, e talvolta vilipendere, virtualmente, il cadavere ancora caldo dell’aguzzino. Qualcuno ha addirittura esultato. E la pietà? Fino a dove può spingersi la pietà per il corpo senza vita di un massacratore seriale, per uno che ha esercitato una tirannia sanguinaria, rivendicando come un titolo d’onore la propria crudeltà? Attraversa il web, in tempo reale, il dilemma etico che da sempre accompagna l’atteggiamento umano nei confronti della morte di chi si è trasformato in vita in un agente del Male. La Chiesa, che pure dovrebbe essere il quartier generale della misericordia, non sempre è stata clemente con le morti considerate «pericolose», fino a rifiutare cristiana sepoltura ai suicidi, i cui corpi non meritavano il seppellimento in terra consacrata. Oggi si discute sull’opportunità di un funerale religioso per Riina, però le preoccupazioni sembrano piuttosto alimentate da considerazioni di ordine pubblico. Ma se è risuonata nei decenni scorsi l’angosciosa interrogazione «dove era Dio quando le camere a gas erano in funzione», anche oggi, a poche ore dalla morte del boia, ci si chiede dov’era Dio quando un bambino veniva sciolto nell’acido o altri bambini sono rimasti orfani dopo la carneficina di Capaci. Pietà per Riina? Nel segreto dei cuori e delle coscienze, forse, ma non nella dimensione pubblica del cordoglio. E del resto anche i «laici», i non credenti, non possono sfoggiare sempre sentimenti sublimi: le loro coscienze sono forse state travolte dai tormenti della pietas quando, dall’alto dei cieli non sporcati dal fango del terreno, venivano sganciate bombe poco intelligenti sui bambini destinati alla morte? Nell’epoca del web loquace, del resto, la morte di un personaggio pubblico è diventata l’occasione di un rito collettivo in cui ciascuno, per il semplice fatto di possedere l’arma di un necrologio in 280 caratteri, aspira ad essere l’officiante. Un rito di commozione e di partecipazione per la morte di un cantante, di un artista, di uno scrittore su cui riversare torrenti di affetto. Un rito non proprio misericordioso quando a morire è un simbolo del Male. Riina si è meritato un trattamento così furente oppure si sta facendo, a parole ma non in misura meno macabra, uno scempio collettivo del suo cadavere? Nel segreto del cuore di ciascuno, le risposte possono essere le più varie. Ma nella dimensione pubblica il disprezzo per un assassino spietato può essere più che giustificato. I familiari di Riina hanno tutto il diritto di piangere il loro morto, ma certo non, come ha fatto sempre via web la figlia del boss, intimare il silenzio pubblico con un gesto perentorio che appare come qualcosa di spregevole se si considera che proprio l’intimazione violenta e sanguinaria al silenzio è uno dei pilastri simbolici e non solo simbolici del terrore mafioso. Il disprezzo non si estingue con la morte. E l’invocazione alla pietas rischia di suonare ipocrita e declamatoria. «Pietà l’è morta» è terribile. Ma per Totò Riina la pietà non è mai stata viva, non è mai esistita. (Pierluigi Battista – Corriere della Sera)  

News Troll. In Rete il confine tra reale e finto diventa inesistente. Abbiamo un’arma per difenderci: il discernimento

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Nel mondo di Internet tutto cambia velocemente, anche il senso delle parole. Fino a qualche anno fa il termine Troll indicava qualcuno che, all’interno di un gruppo, di una community o di un social network, infastidiva deliberatamente gli altri contribuendo in modo irritante al dibattito in corso. Il Troll era un utente dispettoso che poteva arrecare disturbo in molti modi: fingendo di non capire di cosa si stesse parlando, “postando” pareri immotivati, contraddicendo in maniera ostinata ogni altro utente e, ovviamente, dando informazioni false. Oggi il significato di “Troll”, per il grande pubblico di non esperti, si va invece modificando; i Troll di cui si parla in questi giorni non sono semplicemente dispettosi e hanno perduto quel lato goliardico che caratterizzava, negli anni ’90, i primi disturbatori della Rete. Vorremmo dire che sono dei farabutti, degli imbroglioni, ma questi epiteti si attagliano a singole persone mentre, sempre più spesso, le indagini ci dicono che, dietro la copertura di una fittizia identità informatica, non si nascondono esseri umani, ma organizzazioni complesse che perseguono obiettivi criminali. Utilizzando una metafora militare, potremmo pensare ai Troll come a dei “guastatori”, come a truppe specializzate nel distruggere le difese nemiche, ma questo non ci deve indurre a confonderli con gli hacker: un hacker è, in primo luogo, qualcuno che penetra nei sistemi di sicurezza informatici, un Troll è qualcuno che demolisce i circuiti della sicurezza sociale, quelli che si basano sulla fiducia, sulla presunzione, indispensabile per il vivere moderno, che i nostri simili siano fondamentalmente onesti e sinceri. Ed ecco che, di tutte le strategie tipiche del Troll delle origini, gli attuali sistemi di “trolling” privilegiano quella della falsificazione della realtà; se gli hacker si accaniscono su password e firewall, i Troll attaccano quell’insieme di conoscenze che noi chiamiamo “mondo reale”. Troll e bufale sono dunque strettamente legati. E, per falsificare, talvolta non servono neanche gli effetti speciali: il caso dell’attentato a Westminster lo dimostra. Nei giorni che hanno seguito l’ennesima strage londinese, ha preso a circolare per la Rete una fotografia che ritraeva una ragazza islamica intenta a telefonare, apparentemente incurante dei cadaveri a terra accanto a lei; l’immagine era accompagnata da un commento: «Donna musulmana non presta alcuna attenzione all’attacco terroristico, cammina noncurante accanto a un uomo morente mentre controlla il suo telefono. Pregate per Londra, Islam al bando». Lo scatto è assolutamente autentico, nessun fotomontaggio, ma bastano poche parole per renderne fasulla l’interpretazione. La scena immortalata mostra anche un uomo, dai tratti tipicamente britannici, con le mani in tasca, anche nel suo atteggiamento si potrebbe cogliere un certo grado di distacco ma, chiaramente, è la ragazza col velo a prestarsi al processo di alterazione. In altri scatti dello stesso fotografo si vede la ragazza mettersi a disposizione dei soccorritori ma, estratta dal contesto, quella foto dice esattamente il contrario. Pensare però che questo tipo di operazioni sia tipico dell’era digitale ci allontanerebbe dalla verità e ci impedirebbe di cogliere i veri rischi del digitale. Facciamo un salto indietro di un secolo esatto. Siamo nel 1917, nel pieno della Prima Guerra Mondiale, e sulla stampa inglese si comincia a parlare della “German Corpse Factory”, della fabbrica nella quale i tedeschi trasformerebbero in grassi e sapone i cadaveri dei loro caduti al fronte; a provarlo ci sarebbe una foto. In realtà la foto incriminata mostrava soltanto un treno che trasportava i corpi dei soldati morti e pare che l’idea di gettare fango sui nemici con la “bufala” della “Kadaververwertungsanstalt” sia venuta a John Charteris, un ufficiale dei servizi segreti di Sua Maestà: il bravo soldato, trovandosi sulla scrivania la foto dei cadaveri e quella che ritraeva alcune carcasse di cavallo davvero destinate a una fabbrica di sapone, ebbe l’intuizione che un piccolo scambio di didascalie avrebbe fatto al caso suo. In che cosa dunque i moderni Troll si differenziano da John Charteris? Solo nella potenza di fuoco. Un secolo fa, ma anche trent’anni fa, costruire una falsa notizia di impatto mondiale richiedeva settimane di lavoro e se per caso si falliva bisognava ricominciare da capo, oggi le bufale possono essere prodotte al ritmo di migliaia al giorno: se una viene smascherata, rimangono le altre e la velocità della loro diffusione virale è impressionante. A generarle sono, oggi come allora, i servizi segreti e i gruppi di potere, ma a dare loro una prima diffusione sono sistemi automatizzati che, spacciandosi per utenti reali, inquinano la percezione del reale. Più che al Grande Fratello di Orwell, dove tutti sono spiati, il mondo di oggi assomiglia a Matrix, dove il confine tra ciò che è reale e ciò che è costruito elettronicamente si sfuma fino a diventare inesistente. I Troll burloni, quelli che si divertono a diffondere finte immagini di cobra a sette teste o di topi grandi come Yorkshire infiocchettati, esistono ancora, ma i Troll che davvero dobbiamo temere sono quelli che stanno disintegrando la nostra società, quelli che, al soldo della Russia, della Cina o della destra ultra-conservatrice americana, hanno bombardato il Regno Unito di fake news per influenzare il referendum sulla Brexit, quelli che stanno rendendo fragile e vacillante la nostra fede nel suffragio universale. Ma contro il trolling abbiamo ancora un’arma, quella che gli umani del mondo distopico di Matrix hanno perduto: il discernimento. Per quanto raffinati siano i sistemi elettronici che generano la “realtà trasformata”, il falso, per entrare nella nostra testa, ha ancora bisogno del nostro consenso, della nostra collaborazione, della nostra credulità. Quindici anni di social network hanno compromesso gravemente le nostre capacità di discernimento e ci hanno reso obbedienti servitori dei Troll, pronti a ridistribuire e a ri-twittare le panzane più inverosimili. Nel novembre di due anni fa una madre (volonteroso e imbecille Troll domestico) inviò alla figlia un messaggio che parlava di una fantomatica bomba nella metropolitana; mezz’ora dopo la città era paralizzata e in preda al panico. I Troll giocano sul desiderio di velocità che ci rende acritici, sulla facilità con la quale premiamo il pulsante “condividi”; se solo ci prendessimo cinque minuti di riflessione prima di condividere una notizia, se solo verificassimo su un paio di siti se quell’informazione è già classificata come “fake”, rallenteremmo l’opera distruttrice dei Troll fino a fermarla. Facciamolo, diamo al nostro cervello il tempo di entrare in azione e di salvarci la vita. (Alessandro Perissinotto – Il Mattino)

Meta. Dopo due anni vane le ricerche dello psicologo Giuseppe Di Meglio. La speranza del Dna sui cadaveri senza nome

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«Nei vari obitori italiani ci sono 28 corpi con caratteristiche simili a quelle di Giuseppe. Per questo avevamo pensato che attraverso il nostro Dna si potesse arrivare a un confronto con questi cadaveri e capire se magari mio fratello è tra gli oltre 2.500 individui che non hanno ancora un nome». A parlare è Andrea Di Meglio, il fratello di Giuseppe, lo psicologo scomparso a Meta a giugno del 2015 e del quale da allora non si hanno più notizie. La famiglia, dopo averlo cercato insieme con amici e forze dell’ordine seguendo ogni segnalazione, da aprile ha scelto una strada dolorosa ma necessaria: prendere in considerazione che il loro caro possa non essere più in vita. E per questo la mamma e il fratello dello psicologo hanno deciso di farsi prelevare campioni di mucosa orale, in modo da confrontarli con quelli presenti nelle specifiche banche dati. Scoprendo però che la cosa non è così semplice: «Anche perché – spiega ancora Di Meglio – una banca dati complessiva non c’è. Basti pensare che i nostri campioni finora sono stati confrontati solo con quelli di tre persone decedute e senza identità presenti negli obitori italiani». Sulla questione la famiglia Di Meglio sta ormai diventando esperta e oggi parla di “vulnus legislativo” in questo campo. Una questione che ha voluto portare alla ribalta nazionale nel corso della striscia mattutina della trasmissione Rai “Chi l’ha visto”. Con il fratello di Giuseppe era presente anche il deputato di Mps, Arturo Scotto, che insieme alla parlamentare Pd Luisa Bossa ha presentato un’interrogazione al ministro degli Interni sulla banca dati del Dna: «Mentre la norma del 2009 prevedeva espressamente la possibilità di utilizzo della banca dati anche ai fini dell’identificazione di cadaveri di persone ignote – si legge – il decreto ministeriale del 2016 invece ha del tutto trascurato quanto previsto, “dimenticando” di disporre circa i tempi e le modalità del prelievo di Dna dai cadaveri non identificati e di individuare le modalità pratiche e burocratiche attraverso le quali dovranno effettuarsi i prelievi dai familiari delle persone scomparse». Intanto le indagini sul caso Di Meglio sono di fatto ferme: «Non arrivano più segnalazioni – spiega rammaricato Andrea – e senza una traccia da cui partire è ovviamente difficile riavviare le ricerche. Purtroppo questo stato di cose, è facile da capire, crea turbamenti in tutti noi. La mancanza di notizie sicure ferisce in maniera costante: senza una certezza e senza un movente, siamo lasciati a noi stessi. Non c’è mai mancato l’affetto, soprattutto delle tante persone che hanno sempre voluto bene a Giuseppe. Questo lenisce le ferite ma non le rimargina. La speranza è che qualcosa possa sbloccarsi attraverso il Dna. È una nostra battaglia ma anche una battaglia per tante famiglie nella nostra stessa condizione. Basti pensare che dai dati in nostro possesso, tra i cadaveri non identificati ce n’è addirittura uno rinvenuto nel 1975. Ma quando questi poveri corpi avranno una degna sepoltura?». (Teresa Iacomino – Il Mattino)

Sant’Antimo. Scomparsa di Rosa Di Domenico. La svolta: ecco le tracce del pakistano. Adescatore tra Francia e Germania

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Lo hanno individuato, sanno dove è stato in questi mesi e che vita ha condotto. Sanno in quali Paesi europei ha dimorato, in quali comunità è transitato, sempre con un solo obiettivo, con la stessa urgenza: sparire, cambiare pelle, allontanare da sé i riflettori che si sono accesi, quando – tra Napoli e Brescia – è esploso il caso di Rosa Di Domenico, la 15enne scomparsa, probabile vittima di un adescamento. Una possibile svolta nel corso dell’inchiesta che punta a fare terra bruciata attorno ad Alì Quasib, il pakistano trapiantato nel bresciano, ritenuto responsabile dell’allontanamento della minorenne sparita lo scorso 24 maggio dalla sua cittadina di Sant’Antimo. Polizia in allerta, al lavoro ci sono tre Procure italiane, ma anche reparti investigativi di altri contesti europei, mentre la famiglia di Rosa ha attivato indagini difensive, oltre a sfoderare una strategia che va avanti da giorni, quella del sangue freddo, dei contatti con la famiglia di Alì, all’insegna di una moral suasion che ha un solo obiettivo: avere notizie di Rosa, della sua scomparsa improvvisa. Scenario da brividi, in una vicenda per molti versi oscura. Stando a quanto emerso finora, Rosa sarebbe stata adescata da Alì, cittadino pakistano conosciuto in rete, ritenuto responsabile di un traffico di foto a sfondo pedopornografico. Decisivo, in questa ricostruzione, il lavoro difensivo del penalista Maurizio Lojacono, che assiste la famiglia di Rosa e che ha ottenuto la riapertura del caso (dopo un’istanza di archiviazione del caso da parte del pm rigettata dal gip), ma anche il recente trasferimento del fascicolo al pool antiterrorismo guidato dall’aggiunto Rosa Volpe. Indagini che oggi hanno raggiunto un punto fermo, a partire proprio dal momento della scomparsa. Viene infatti smentita l’ipotesi che Rosa abbia lasciato Napoli usando un treno per Brescia. Si fa avanti un’altra possibilità: la ragazzina è stata portata via da Sant’Antimo a bordo di un furgone guidato da un connazionale di Alì, un cittadino pakistano che si sarebbe prestato a fare da transfert. Una circostanza che spinge gli inquirenti a verificare l’esistenza di una rete di contatti che potrebbe aver protetto Alì durante il suo allontanamento dall’Italia. Mesi trascorsi in Francia, in Belgio e, soprattutto, in Germania, approfittando del patto di mutuo soccorso che in genere rafforza le comunità pakistane in giro per il mondo. Una trama di contatti e relazioni, su cui oggi è attiva l’intelligence italiana nel tentativo di dare una risposta alle esigenze di chiarezza e di giustizia di una famiglia e di una intera comunità metropolitana. Che fine ha fatto Rosa? Può una 15enne, per quanto suggestionata dalla figura di un adulto, decidere di lasciare la propria famiglia senza un motivo? Domande che i genitori di Rosa hanno rivolto anche ieri mattina ai genitori di Alì, nel corso dell’ennesimo faccia a faccia avuto a Brescia. Incontri da cui emergono particolari utili alle indagini, accanto a risposte decisamente più evasive. In sintesi, secondo quanto emerge dalle trasferte bresciane di questi mesi, i parenti del pakistano avrebbero confermato che Rosa fosse in compagnia di Alì, nei primi giorni del suo allontanamento dalla casa paterna, senza offrire però particolari utili alla ricerca della ragazza. Intanto il pressing investigativo sul caso della15enne di Sant’Antimo sembra aver dato i primi frutti. Gli inquirenti lo hanno rintracciato, hanno ricostruito i movimenti di Alì negli ultimi mesi, in un via vai tra comunità pakistane in Francia e in Germania. Non è inseguito da un mandato di cattura internazionale, formalmente le indagini sul suo conto sono ancora aperte, ma il suo atteggiamento tradisce il desiderio di far perdere le tracce. Un caso che fa i conti anche con altri punti interrogativi. Da almeno due mesi, infatti, l’attenzione della famiglia è concentrata sul ritrovamento in Francia di un cadavere carbonizzato. Potrebbe appartenere a una bambina di età compresa tra i 12 e i 15 anni ed è stato rinvenuto nonostante non fosse pervenuto alle autorità francesi una denuncia di scomparsa. Un giallo sul quale la famiglia di Rosa chiede chiarezza, tanto da spedire un tampone con il dna della 15enne di Sant’Antimo in Francia, per realizzare una sorta di comparazione. Si attendono gli esiti, mentre la richiesta di collaborazione con le autorità italiane ha investito l’intera comunità pakistana a Brescia. Chiaro il concetto: omertà e chiusura al cospetto degli inquirenti potrebbe rendere automatica l’espulsione dal territorio italiano per amici e parenti di Alì in condizioni non regolari. Su un altro versante, sono state invece ascoltate amiche e conoscenti di Rosa, che hanno avuto modo di confermare quanto era apparso evidente ai genitori della ragazzina negli ultimi mesi prima della sua scomparsa. Rosa – hanno confermato alcuni testi – aveva intrapreso un percorso di islamizzazione, proprio sulla scorta di quei contatti vissuti sui social con Alì. Un caso che resta per molti versi misterioso, come il tenore di vita del pakistano, prima e dopo che il caso Rosa Di Domenico scoppiasse sui giornali: usava (e usa) auto di grossa cilindrata, non sembra essere costretto a lavorare per vivere, approfittando del radicamento decennale della comunità di appartenenza nel Bresciano. Una condizione su cui la famiglia di Rosa chiede chiarezza, nella speranza che Alì venga interrogato su quel traffico di foto scabrose con una minorenne (reato per il quale è previsto l’arresto) e sull’improvvisa scomparsa della ragazzina da una famiglia di persone oneste. (Leandro Del Gaudio – Il Mattino)

Pompei. Sicurezza sul lavoro: negli Scavi multate tre imprese dei restauri

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Blitz dei carabinieri nei cantieri del Grande Progetto Pompei: tre ditte contravvenzionate per violazioni sulla sicurezza. I lavori della messa in sicurezza del Parco Archeologico di Pompei sin dal loro inizio sono sotto la lente di ingrandimento delle forze dell’ordine. In modo particolare dei militari dell’Arma, visto che a capo del progetto c’è il generale dei carabinieri Luigi Curatoli. Ed è proprio dalla relazione a firma del generale che sono emerse le irregolarità di alcune imprese impegnate nei lavori di restauro e messa in sicurezza delle domus della città antica. «Al fine di accertare che tutte le ditte appaltatrici operino nel pieno rispetto della vigente normativa in materia di rispetto delle regole sulla tutela dei lavoratori e sulla sicurezza dei cantieri – scrive il generale Curatoli nella sua relazione presentata in Commissione Cultura – la direzione del Grande Progetto Pompei ha continuato a richiedere al comando carabinieri per la Tutela del lavoro un’attività ispettiva di tutti i cantieri attivi. Le ispezioni, iniziate dal 16 febbraio fino al 1 giugno 2017, hanno consentito di accertare tre violazioni delle norme e quindi di elevare contravvenzioni per complessivi 22.796 euro». Altre ditte invece, pur percependo compensi milionari dalle stazioni appaltanti (Parco Archeologico, Grande Progetto e Invitalia), non pagano gli operai. La denuncia parte proprio dai lavoratori. «In tema di rispetto dei diritti dei lavoratori – scrive ancora il generale Curatoli – a seguito di formale comunicazione da parte dei lavoratori di una ditta operante nei cantieri del Grande Progetto Pompei, che hanno lamentato di non aver ricevuto spettanze economiche maturate a vario titolo, la stazione appaltante sta procedendo agli accertamenti necessari, al termine dei quali provvederà, eventualmente, a corrispondere alle maestranze il dovuto, o una percentuale di esso a titolo di acconto, sulla base della consistenza dei vari Sal (stati di avanzamento dei lavori)». Intanto, per impedire ai lavoratori licenziati di girare indisturbati tra i cantieri degli Scavi, prosegue l’aggiornamento delle funzionalità per il trattamento dei dati presenti nel sistema della legalità. In particolare sono stati realizzati dei campi, nell’anagrafica delle maestranze, nei quali indicare le date di inizio e fine del rapporto lavorativo per impedire, attraverso un sistema di alert, di inserire nella giornata di cantiere il nominativo di un lavoratore con contratto non attivo. (Susy Malafronte – Il Mattino)

PROVE DEL GRUPPO FOLK DEL CAPODANNO DI VETTICA DI AMALFI

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Oggi sabato 18 novembre alle ore 19.00 presso il palazzetto dello sport di Vettica cominceranno le prove del Gruppo folk del CAPODANNO DI VETTICA. Vi aspettiamo numerosi per un puro e sano divertimento dedicato ai grandi ed ai piccini. Vi aspettiamo numerosi.

Di notte niente eliambulanza, protestano i sindaci di Capri. Per l’Enac la pista sull’isola non è abbastanza illuminata

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Capri. Stop al servizio di eliambulanza nelle ore notturne. È stata l’Enac (Ente nazionale aviazione civile) a decretare la sospensione del servizio di trasferimento degli ammalati gravi dall’isola agli ospedali della terraferma dopo il calar del sole «a causa della carenza di adeguata illuminazione della pista di atterraggio dell’eliporto di Damecuta ad Anacapri». Così è scritto nella nota che è stata inviata al dottor Alfonso Basso, direttore sanitario dell’ospedale Capilupi di Capri, che ha provveduto ad informare immediatamente i sindaci dei due Municipi isolani. E appena ricevuta l’allarmante notizia i due primi cittadini Gianni De Martino e Franco Cerrotta hanno informato il prefetto di Napoli Carmela Pagano, il presidente della Regione Vincenzo De Luca, il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro Mario Forlenza, chiedendo che venga urgentemente posto rimedio alla questione. È evidente che l’interruzione del servizio mette a repentaglio la vita di chi, in casi gravi e patologie che non possono essere curate presso il Capilupi, deve essere necessariamente trasferito con urgenza negli ospedali di terraferma. Il ricorso all’eliambulanza sull’isola è diventato quasi la normalità, essendo l’unico nosocomio caprese privo di apparecchiature idonee e di reparti specializzati per la gran parte delle patologie, compresi gravi casi traumatici, infarti e ingenerale quando è richiesta la chirurgia d’urgenza. Alle spiegazioni richieste dai sindaci, nel tardo pomeriggio è stata data risposta con la garanzia che il servizio non subirà interruzioni per i pazienti in codice rosso, vale a dire persone considerate in imminente pericolo di vita. Tutti gli altri dovranno aspettare l’alba del giorno dopo oppure affidarsi al trasferimento in idroambulanza, servizio affidato alla Capitaneria di Porto che però non può partire in caso di condizioni meteo marine avverse: circostanza che d’inverno è praticamente all’ordine del giorno. L’eliporto di Damecuta è gestito dall’Aeronautica Militare unitamente alla stazione meteorologica ed è l’unica pista di atterraggio sull’intera isola. Il problema della sua scarsa illuminazione è cronico, ma solo ieri l’Enac lo ha considerato così grave da impedire le operazioni di decollo e atterraggio. L’ultimo trasferimento è avvenuto alcune sere fa: ad averne bisogno una giovane donna caprese, in avanzato stato di gravidanza, che doveva raggiungere urgentemente una struttura sanitaria idonea a causa di complicazioni sopravvenute che potevano mettere a rischio la vita sua e del nascituro. (Anna Maria Boniello – Il Mattino)

Napoli. Blackout di tre ore al Cotugno, pazienti ventilati a mano. Trasferiti d’urgenza tre malati in gravi condizioni

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Napoli. Blackout al Cotugno: ieri mattina dalle 9 circa per quasi tre lunghe ore è mancata l’energia elettrica nell’intero ospedale. Un guasto non ancora spiegato dai tecnici, probabilmente originato dalla centrale di smistamento Enel posta all’ingresso del presidio. Una cabina che serve anche il vicino Monaldi, interessato anch’esso dalla mancanza di corrente. Per quest’ultimo presidio, tuttavia, la continuità garantita dai gruppi elettrogeni entrati in funzione dopo circa 4 minuti non ha fatto registrare particolari disagi sostenendo senza intoppi per tutto il periodo di buio le attività mediche e chirurgiche dei numerosi reparti. Diversa la situazione sviluppatasi al Cotugno, dove i due gruppi elettrogeni in dotazione all’ospedale infettivologico, pur entrati in funzione circa 30 secondi dopo il blackout, hanno fatto registrare continue cadute di tensione con uno stop and go che ha mandato in difficoltà soprattutto la rianimazione dell’ospedale, costringendo momentaneamente i medici ad effettuare la ventilazione a mano. I gruppi di continuità elettronici delle singole apparecchiature salvavita hanno comunque garantito il funzionamento di monitor e ventilatori automatici ma al perdurare dell’interruzione di corrente si è provveduto a trasferire, in via precauzionale, tre pazienti sui sei ricoverati nell’unità intensiva che dispone in totale di otto posti più altri due al pronto soccorso ad alto isolamento. I pazienti trasferiti sono la 31enne casertana vittima una settimana fa di una intossicazione da botulino (e dunque non infettiva) dirottata al vicino Monaldi, il bimbo rom di cui hanno parlato le cronache nei giorni scorsi, in terapia intensiva per una tubercolosi cerebrale non bacillifera ma non più intubato che è stato accolto nell’unica altra infettivologia pediatrica esistente a Napoli al Policlinico Federico II, e infine un terzo paziente ugualmente non infettivo trasportato in ambulanza ai Colli Aminei presso la Rianimazione attiva al Cto. Tutti trasferimenti dunque avvenuti nell’ambito della stessa azienda ospedaliera. Per l’intera mattina di ieri i tecnici dell’azienda ospedaliera hanno lavorato con gli esperti dell’Enel chiamati subito dopo il guasto. L’alimentazione degli ospedali collinari da alcuni anni è tra l’altro servita da una doppia linea di alimentazione di cui una è il prolungamento di quella del Cardarelli. Una soluzione adottata alcuni anni fa quando un analogo blackout fu causato da un topo che aveva rosicchiato i fili dell’alta tensione. E in effetti per circa un’ora i tecnici hanno attivato questa seconda linea prima che la situazione rientrasse nella normalità anche sulla traccia elettrica principale. Ad ogni modo alle 11,45 la situazione è tornata stabile e sono stati interrotti i trasferimenti dei pazienti. Nei prossimi giorni con ogni probabilità il Cotugno riporterà i propri malati nelle unità di degenza liberate ieri. Intanto l’ufficio tecnico aziendale ha allertato la ditta fornitrice del noleggio dei due gruppi elettrogeni rivelatisi ballerini. Non si esclude di contestare il cattivo funzionamento. In cantiere c’è anche l’ipotesi di dotare l’ospedale di un terzo gruppo elettrogeno. Dopo gli analoghi blackout che hanno colpito negli ultimi mesi prima il Cardarelli (senza conseguenze) e l’Ospedale del Mare il 7 novembre scorso (in questo caso non funzionarono i gruppi di continuità) si ripropone, nella rete sanitaria pubblica, il nodo della manutenzione delle strutture tecniche e anche quello dei controlli sulle forniture di apparecchiature elettromedicali. Un nodo che rimanda alla grave carenza di personale nelle unità operative tecniche depauperate negli anni del commissariamento e del blocco del turn over. (Ettore Mautone – Il Mattino)

 

L’arcivescovo Pennisi: «Nessuna cerimonia per Riina, èuno scomunicato. Spero che la tomba diventi meta di pellegrini»

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«Sa, il mio timore è che adesso la sua tomba possa diventare una meta di pellegrinaggio. Che di Riina si crei un mito». Possibile? «Purtroppo sì. C’è gente che viene a Corleone per visitare la casa del “padrino”, i luoghi della mafia. In un albergo c’erano degli americani che chiedevano di vedere le immagini della strage di Capaci. Ho sentito dire che il figlio di un mafioso organizza “tour” turistici, chissà che informazioni darà». Monsignor Michele Pennisi è arcivescovo di Monreale, la diocesi che comprende Corleone, e ieri lo ha detto subito: per il capo di Cosa nostra non ci saranno funerali in chiesa. Per chiarire, eccellenza: no a funerali «pubblici» o niente funerali del tutto? «Non ci sarà nessun funerale, ne ho parlato anche con il questore. La salma sarà portata al cimitero e il cappellano, se la famiglia lo chiederà, potrà dire una preghiera e la benedizione in forma strettamente privata e d’accordo con l’autorità civile. I mafiosi sono scomunicati e il canone 1184 del codice di Diritto canonico, per evitare il pubblico scandalo dei fedeli, stabilisce che i peccatori manifesti e non pentiti devono essere privati delle esequie». Ed è questo il caso. «Chiaro, la Chiesa ha una responsabilità educativa. Il suo compito è formare le coscienze alla giustizia e contrastare la mentalità mafiosa. Un funerale, specie in Sicilia, ha anche una rilevanza sociale. Sarebbe come dare a Riina la patente di eroe». C’è questo rischio? «Le nuove generazioni sono sempre più consapevoli, ma anche un mito negativo può attirare i giovani. Corleone merita di essere conosciuta per i suoi santi: san Bernardo ispirò Manzoni per la figura di padre Cristoforo. Ho saputo che in alcune periferie ci sono dei ragazzini che giocano a fare Totò Riina». La famiglia potrà celebrare messe di suffragio? «A condizione che non ci siano annunci pubblici e senza fare il nome del defunto. La messa si celebrerebbe solo in forma strettamente privata». Da una decina di anni ha vietato i funerali ai mafiosi. «La prima volta fu nel 2007, quand’ero vescovo a Gela. Vietai le esequie pubbliche per un capomafia. Mi minacciarono con un volantino nelle chiese che diceva: la pena di morte non è ancora stata abolita». E cosa ha fatto? «Ho continuato a svolgere il mio ministero con serenità, anche a Monreale. E ho scritto altri due decreti: chi è stato condannato in via definitiva per mafia, non può far parte di confraternite né essere padrino di battesimi e cresime». (Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera)

Insigne mette il Milan nel mirino. Montella ha studiato una gabbia per lui: doppia marcatura

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Cinquantasette e non sentirle: Insigne riprende stasera contro il Milan le sue sane abitudini dopo essere rimasto a guardare con l’Italia contro la Svezia al Meazza. Una continuità incredibile di rendimento, Lorenzo gioca titolare da più di un anno, precisamente dal 26 ottobre 2016 contro l’Empoli, e da allora non si è più fermato. Rituffarsi in campo da protagonista con il Napoli è il modo migliore per cancellare l’amarezza del sogno mondiale sfumato a inizio settimana. Il Milan è la sua vittima preferita, già cinque i gol messi a segno da Insigne contro i rossoneri: colpi ad effetto tirati fuori soprattutto al Meazza (dove ha segnato tre reti in occasione di due successi degli azzurri) ma anche al San Paolo (dove di reti ne ha realizzate due in altrettanti pareggi del Napoli). Da un azzurro all’altro, dalla delusione per la mancata qualificazione con l’Italia ai Mondiali di Russia 2018 alla voglia matta di riprendere la corsa scudetto con il suo Napoli. «Abbiamo voglia di altri risultati importanti perché stiamo lottando per un grande obiettivo», ha detto in questi giorni Insigne aggiungendo: «Meno male che ora ci sono le due partite con il Milan e lo Shakhtar, saranno d’aiuto per tornare forte fisicamente e mentalmente». Insigne è ormai al centro del Napoli, nel senso che è decisivo nel gioco di Sarri: attacca e difende, sulla fascia sinistra fa sempre la differenza. L’avversario più temuto da Montella: dal suo lato dovrebbe esserci Musacchio dopo che in settimana era stato provato anche Bonucci (l’argentino sarà aiutato in copertura da Borini). Il pericolo pubblico numero uno: Lorenzo è visto così in casa rossonera. Dal suo piede infatti partono sempre le iniziative più pericolose degli azzurri, è lui l’uomo assist, quello che mette Mertens e gli altri in condizione di segnare, quello che trova ad occhi chiusi Callejon sul secondo palo. Quattro assist, il migliore del Napoli per numeri di passaggi vincenti, anche se dopo una grande partenza si è fermato (l’ultimo lo ha disegnato al San Paolo nel derby con il Benevento). Leggermente indietro invece come numero di gol: Lorenzo finora in campionato ne ha segnati soltanto tre, ai quali però vanno aggiunti i tre realizzati in Champions League. L’ultimo guizzo in campionato all’Olimpico contro la Roma, il gol che regalò agli azzurri un successo importantissimo in uno scontro diretto per il vertice: in Champions invece ha segnato in avvio di partita contro il Manchester City nella serata del pesante ko al San Paolo (2-4) contro la corazzata di Guardiola. Dal suo lato ci sarà Mario Rui, chiamato nel compito difficoltoso di non far rimpiangere Ghoulam, la cui assenza si è avvertita tantissimo a Verona con il Chievo: la catena di sinistra con l’algerino, Hamsik e Insigne è stato il vero e proprio punto di forza del Napoli. I meccanismi con Mario Rui andranno affinati, stasera contro il Milan sarà una verifica molto importante. Insigne il primo gol al Milan lo segnò nell’ultimo anno di Mazzarri e Cavani, il 17 novembre 2012, esattamente cinque anni fa: da allora è cresciuto giorno dopo giorno prendendosi il Napoli e diventando l’uomo simbolo, quello che potrà diventare anche nell’Italia del futuro. Ma ora più che mai l’unico azzurro nella sua testa è quello Napoli: stasera punta al sesto gol ai rossoneri e soprattutto al successo del rilancio dopo il pari con il Chievo per tenere alle spalle gli inseguitori. (Roberto Ventre – Il Mattino)

L’ex campione Ciro Ferrara: «Il campionato ci restituirà il sorriso»

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Torna il campionato, mai così atteso. «Subito dopo il crac della Nazionale, grandi sfide e grandi emozioni», dice Ciro Ferrara, ex leader delle difese del Napoli e della Juve, una carriera da allenatore cominciata al fianco del ct Marcello Lippi nella storica spedizione ai Mondiali di undici anni fa. Lei era sul prato di Berlino ad alzare la Coppa il 9 luglio 2006: che effetto le ha fatto la malanotte del Meazza, quella dell’esclusione dal Mondiale in Russia? «È stata la vittoria di undici anni fa che non ci ha fatto affrontare i problemi del calcio italiano. Sapevamo quali erano, però accade che il risultato sportivo li faccia accantonare o emergere. Dopo il trionfo in Germania ci siamo sentiti superiori e ci siamo cullati sulla vittoria. Se la Nazionale avesse superato il playoff, magari con un gol in fuorigioco, si sarebbero fatti i discorsi di questi giorni? Ecco, qual è la risposta a questa domanda? I risultati sono fondamentali ma non possiamo fermarci qui: sarebbe un errore, anzi lo è stato. L’eliminazione può essere salutare sotto questo aspetto. Siamo stati tutti toccati da una cocente delusione, ma guardiamo avanti e interveniamo». Ventura non si è dimesso e ieri ha scritto una nota con una vaghissima assunzione di responsabilità: ha sbagliato? «Io sono stato esonerato da tre club, non mi sono dimesso anche perché non mi trovavo alla fine di un percorso. Non so perché Ventura, dopo quel risultato storicamente negativo, non si sia fatto da parte. Magari di fronte a un’assunzione di responsabilità generale avrebbe presentato le dimissioni, invece dopo la Svezia sarebbe stato effettivamente l’unico ad andar via». Lei lanciò Insigne nell’Under 21: sorpreso di averlo visto soltanto per 15’ nei due playoff? «Molto. Era il calciatore più in forma della Nazionale, per le sue caratteristiche tecniche sarebbe stato utile». Da dove ripartire? Basterà Ancelotti in panchina? «Il discorso è più ampio e il primo punto è questo: bisogna ascoltare i calciatori e gli ex calciatori, così come ha fatto il presidente Infantino dopo il putiferio provocato nella Fifa dallo scandalo Blatter. Nella stanza dei bottoni è entrato Boban, ad esempio. Servono figure di campo con maggiori poteri: quelli della componente dei calciatori, ad esempio, nel consiglio della Federcalcio sono nettamente inferiori rispetto alla Lega Dilettanti, con tutto il rispetto. Ma non devono essere figurine questi personaggi, bisogna dar loro ruolo e voce». La prima idea di Ferrara? «Si parla di una quota eccessiva di stranieri, ma in fondo non è tale: in serie A è del 54 per cento, in Premier del 67. Incide la qualità, piuttosto. Nei vivai ci sono tantissimi stranieri, perfino sei o sette in una Primavera, e questo incide negativamente sulla crescita degli italiani, a cui non bisogna sottrarre spazi». Per fortuna torna il campionato con due grandi sfide oggi: il derby di Roma e Napoli-Milan. «Un campionato quanto mai appassionante al vertice, con cinque squadre in cinque punti. La concorrenza nasce dalla qualità dei giocatori e degli allenatori, tutti italiani, che hanno saputo trasmettere le loro idee, magari differenti ma tutte brillanti. C’è grande equilibrio e ciò dà forza e fascino a un campionato che negli anni scorsi, a questo punto, aveva uno scenario già chiaro ed era quasi finito. Saranno decisivi gli scontri diretti e alla ripresa c’è subito il derby all’Olimpico, oltre al Napoli che gioca al San Paolo contro il Milan e saprà trasmettere grandi emozioni». Basta riaccendere le luci del campionato per dimenticare la delusione di lunedì? «La sconfitta contro gli svedesi ci fa adesso guardare sotto la giusta luce i nostri limiti e può forse indicare la strada da seguire. Arrivano belle gare come quelle di Roma e Napoli, lo saranno anche Samp-Juve e Inter-Atalanta domani. Sono curioso di verificare la reazione di Insigne e degli altri nazionali a pochi giorni dall’esclusione dal Mondiale: la loro rabbia renderà ancor più esaltante questa giornata». (Francesco De Luca – Il Mattino)

Assalto del Napoli al Milan: 3 punti per blindare il primato. Anticipo al San Paolo contro i rossoneri finora deludenti

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Ripartire forte nella corsa scudetto dopo il pareggio di Verona contro il Chievo per dare subito un segnale chiaro agli inseguitori. Questo l’obiettivo del Napoli stasera al San Paolo contro il Milan, partito tra mille difficoltà e a ben 13 punti di distanza dagli azzurri ma che è in ripresa e ha vinto le ultime due trasferte consecutive con Chievo e Sassuolo. Una giornata di campionato molto indicativa perché oggi alle 18 c’è il derby Roma-Lazio e domani Juventus e Inter giocano due partite non proprio semplicissime contro Sampdoria e Atalanta. Il Napoli capolista in campionato dopo dodici giornate, al ritmo straordinario di dieci vittorie e due pareggi, ricomincia un ciclo intensissimo di partite e martedì si gioca il match decisivo in Champions League contro lo Shakhtar sapendo di poter rientrare in corsa per la qualificazione agli ottavi solo con un successo. Sarri non si fida dei rossoneri, l’organico di Montella è di primissima scelta (faraonico il mercato estivo con tanti colpi ad effetto a cominciare da quello di Bonucci) e la voglia è forte di invertire il trend a Fuorigrotta. Concentrazione alta in casa Napoli, squadra da ieri in ritiro a Castel Volturno dopo l’allenamento di rifinitura, niente conferenza stampa del tecnico azzurro. Questa è stata una settimana particolare, come sempre dopo la sosta della nazionali e Sarri ha avuto la squadra al completo praticamente solo da due giorni. Insidie di natura atletica perché con le nazionali viene svolto un tipo di lavoro diverso e mentale visto che si dovrà riattaccare immediatamente la spina. Le scelte di Sarri ricadranno sulla squadra tipo, quella dei titolarissimi con la riconferma di Mario Rui da terzino sinistro al posto dell’infortunato Ghoulam. Proprio questa potrà essere una delle chiavi del match: il portoghese infatti dovrà dimostrare di aver assimilato in fretta i movimenti della catena di sinistra con Hamsik e Insigne visto che da quel lato l’algerino in questa stagione è stato devastante. A centrocampo con il capitano slovacco ci saranno Allan e Jorginho che hanno avuto finora un rendimento sempre molto elevato. Il tecnico rossonero cambierà qualcosa nel modulo e negli uomini per limitare il super attacco del Napoli: «Insigne? Io sapevo che avesse la febbre, l’ho sognato. E’ un giocatore fortissimo, ha una predisposizione alla fase di non possesso di altissimo livello», ha scherzato l’allenatore di Castello di Cisterna, più volte accostato in passato alla panchina azzurra ma finora mai approdato a Napoli. Montella ha una grandissima considerazione degli attaccanti azzurri, del tridente dei piccoletti. «Mertens ha trovato la sua dimensione in un ruolo impensabile fino all’anno scorso. Ora attacca la profondità, è stato bravissimo a migliorare in così poco tempo. Quello che più colpisce è la sua predisposizione al sacrificio. E questo vale anche per Insigne e Callejon». Grande considerazione di tutto il Napoli. «Probabilmente gioca il miglior calcio in Europa, ma sono convinto che il Milan abbia i mezzi per far male. Attenderli bassi o alti? Scelta difficile. Indipendentemente dall’aspetto tattico, conterà la nostra sicurezza». Il Napoli per esprimere al massimo la propria potenzialità offensiva dovrà accelerare le giocate e velocizzare i movimenti senza palla per esaltare la capacità realizzativa di Mertens diventato devastante nel ruolo di centravanti. Il Milan per l’occasione ritrova Bonaventura, un rientro molto importante, e infoltirà il centrocampo a cinque lasciando il compito a Suso di svariare più avanti e assistere Kalinic, l’unica vera punta. La forza degli azzurri finora è stata quella di riuscire a conservare l’equilibrio e c’è stato uno scatto importante in avanti soprattutto in termini di gol subiti (quella azzurra con 8 gol è la seconda migliore difesa alle spalle della Roma che di reti ne ha subite 7 giocando però una partita in meno). La coppia difensiva centrale Albiol-Koulibaky ha affinato gli automatismi e contro il Milan tornerà in porta Reina costretto a saltare il match di Verona per problemi alla schiena (Pepe poi si è aggregato alla Spagna ma non è stato impiegato nelle due amichevoli contro Costa Rica e Russia). Il Napoli giocherà con la quarta maglia, una divisa inedita, tenuta top secret dal club azzurro che sul sito ha annunciato la sorpresa per stasera al San Paolo. (Roberto Ventre – Il Mattino)

Pompei@Madre. Al museo Donnaregina una mostra di 400 reperti pompeiani in dialogo con altre opere di 90 artisti

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Cosa lega Madame de Staël e i Pink Floyd, Johan Christian Dahl ed Ernesto Tatafiore, Luigi Ghirri e Pierre-Jacques Volaire? Il museo d’arte contemporanea Donnaregina prova a offrire una risposta, aprendo al pubblico da domani la mostra “Pompei@Madre. Materia archeologica” in via Settembrini. Un incrocio tra arte e archeologia in un percorso espositivo che all’ingresso e al primo piano mette in dialogo reperti romani e opere delle collezioni del Madre (questa sezione resterà aperta fino al 24 settembre 2018) e al terzo piano (chiusura il 30 aprile) dove prosegue il racconto della “materia pompeiana” che ha ispirato arte, iconografie, gusto, temi e stimolato rielaborazioni concettuali e letterarie dalla scoperta settecentesca (Ercolano fu esplorata dal 1738, Pompei dal 1748) fino ai nostri giorni. Una proposta artistica singolare: se siamo ormai abituati all’arte contemporanea che entra nei siti archeologici (Pompei, ma anche Siracusa o Paestum) e nei musei d’arte antica e moderna (basti pensare alle iniziative che ospitano stabilmente il Mann e Capodimonte), ora più di 400 straordinari reperti archeologici, poco conosciuti e raramente esposti, entrano in museo d’arte contemporanea. E lo fanno accompagnati – quasi come fossero mediatori – dalle opere e dalle creazioni di più di 90 fra artisti e intellettuali moderni e contemporanei: da scrittori come Goethe e Stendhal ad artisti come Warhol e Rauschenberg, dalle ceramiche della Real Fabbrica di Capodimonte ai progetti di architetti come Le Corbusier, dagli strumenti di lavoro e dalle foto d’epoca che documentano le varie campagne di scavo fino alle sperimentazioni delle ultime generazioni. A inaugurare la mostra arriva oggi alle 11,30 il ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini. Per lui un ritorno: qui, nel 2014 presiedette la riunione degli assessori regionali al turismo e alla cultura. Alle 12,30 è atteso anche il presidente della Regione Vincenzo De Luca. Ad accoglierli il presidente della Fondazione Donnaregina, Pierpaolo Forte, il numero uno di Scabec, Antonio Bottiglieri, oltre ai curatori della mostra Massimo Osanna (direttore del Parco archeologico di Pompei), Andrea Viliani (direttore del Madre) e Luigi Gallo (per la sezione moderna). Si parte dall’ingresso di Daniel Buren, dove dietro a un’antica porta compaiono un tavolo e una cassaforte. Il percorso segue al primo piano. La sala decorata di maioliche di Francesco Clemente diviene il centro di una domus pompeiana, mentre il tema del viaggio di Jannis Kounellis rivive in un mosaico pavimentale con animali marini. Ecco poi le sale di Sol LeWitt e Jeff Koons, e i frammenti di affreschi nelle sale di Giulio Paolini e Richard Serra. Gli spazi di Mimmo Paladino evocano il sonno con l’esposizione di due calchi pompeiani, un padre con il suo bambino, a ricordare la fragilità umana. (Antonio Ferrara – la Repubblica)

MARIA TERESA LIGUORI CI LASCIA.

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La decana dell’UNITRE, università delle tre età, sezione di Piano, Maria Teresa Liguori, è morta.  Sit tibi terra levis!   Gli occhi di molti dei soci presenti per l’ultimo saluto nella Chiesa di Mortora sono diventati lucidi. Noi la vogliamo ricordare così, con le immagini gioiose del gennaio 2016 quando presentammo il suo ultimo libro LA SCALA DI VETRO, volume che ne omaggiò tutti tutti e che letto oggi è un testamento morale sull’amicizia e il suo valore.

ARTICOLO PUBBLICATO DA PENISOLA.IT   DANIELA ESPOSITO

Va’ pensiero   15-06-2011 

Va' pensiero

 

Mercoledì 15 giugno 2011, alle ore 18:00, nella sala del Centro Culturale Comunale di Piano di Sorrento, presentazione del libro “Va’, pensiero”, scritto dalla sig.ra Maria Teresa Liguori, a cura dell’Unitre di Piano di Sorrento. La neo scrittrice racconta la storia personale nella quale s’intrecciano eventi nazionali e locali, vicende di personaggi noti e sconosciuti. Un racconto agile e brioso che rispecchia la personalità dell’autrice, allegra, volenterosa, creativa, con un innato senso di humour, con un forte amore per la vita e uno spiccato senso di appartenenza.

Beniamina di molti cittadini di Piano di Sorrento soprattutto da quando frequenta tutti i corsi dell’Unitre di Piano di Sorrento, attrice, scrittrice di piece teatrali, ritrattista, recita a memoria molti canti della Divina Commedia, studia Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco.

L’evento, organizzato dall’Amministrazione Comunale e dall’Unitre di Piano di Sorrento, sarà presentato dal dott. Lucio Esposito.  Ingresso libero

Scritto da: Daniela Esposito

 

VENERDÌ 17 GIUGNO 2011    VICO ON LINE

Presentato “Va pensiero” il libro di Maria Teresa Liguori Evangelisti

Piano di Sorrento – Mercoledì 15 giugno, presso la sede Unitre di Piano di Sorrento, il presidente Vincenzo Esposito ha presentato, alla presenza dell´autrice Maria Teresa Liguori Evangelisti, il volume “Va pensiero”. E´ il racconto autobiografico scritto a 98 anni da un´attiva associata decana dell´Unitre Sorrentina, che si distingue per vivacità intellettiva e creativa. Essa è già nota per le sue esibizioni annuali come attrice del laboratorio teatrale diretto dal dott. Franco Cristallo e come pittrice di ritratti molto apprezzati. Il racconto della Liguori continua e arricchisce brillantemente la collana di autobiografie che nascono all´interno dell´Unitre non solo in penisola ma in tutta Italia. Nel 2006 il Centro laboratoriale di autobiografia nacque a Vico Equense e fu affidato alla direzione del prof. Bruno Schettini della cattedra di educazione degli adulti della seconda università di Napoli. Finora sono stati prodotti una mostra fotografica di autobiografia e la pubblicazione del catalogo relativo, un libro di memorie dei soci di Meta, un altro dei soci di Vico Equense, un volume di racconti brevi di Gina Capasso e quest´ultimo della Liguori che certamente acquisterà molti lettori e molto consenso per la freschezza narrativa e per il contenuto, che è la descrizione di una vita ricca di emozioni e di fatti che coprono quasi un secolo della storia locale.

L’ARTICOLO PUBBLICATO DA POSITANONEWS IL 19 GENNAIO 2016

Sarà presentato mercoledi 20 gennaio 2016 ore 17.00 presso la sede UNITRE di Piano di Sorrento, l’ultimo libro di Maria Teresa Liguori, decana tra i soci dell’UNITRE. A parlarci del libro il Presidente Vincenzo Esposito e il prof Lucio Scibilia. Il racconto  si sviluppa intorno ad una classe liceale e ai suoi protagonisti. Il filo conduttore è l’amicizia che lega ben oltre il periodo scolastico. A leggere  brani significativi del libro  Sisa e Ambrogio del laboratorio Teatrale Unitre.

 

Napoli. Ospedale del Mare targato Salerno, 130 assunti dalle graduatorie del Ruggi

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Napoli chiama, Salerno risponde. Servono 83 infermieri e 50 operatori socio-sanitari per garantire il funzionamento dell’Ospedale del Mare. Non c’è tempo per fare concorsi e attivare la mobilità da altre strutture sanitarie. Per questo la direzione dell’Asl 1 ha deciso di attingere alle graduatorie dell’ospedale Ruggi di Aragona di Salerno: “una scelta motivata da ragioni di urgenza ed eccezionalità”, si legge nella delibera del 13 novembre firmata dal direttore generale Mario Forlenza. Assunzioni per sei mesi, rinnovabili. Ma sindacati sul piede di guerra. Nella stessa delibera infatti si prende atto che “le organizzazione sindacali hanno espresso il loro netto dissenso”. E volano accuse anche in vista dell’imminente campagna elettorale per le elezioni politiche che vedrebbero candidato a Salerno il figlio del governatore De Luca. La carenza di personale ha già fatto slittare la terza fase del cronoprogramma di apertura dell’Ospedale del Mare. È la penultima fase con l’aumento da 189 posti letto a 236 e soprattutto l’avvio del “pronto soccorso di primo livello con trasporto secondario”. Uno step che era programmato al 30 ottobre ma che è differito di un mese. Perché il direttore sanitario del nosocomio di Ponticelli ha evidenziato “la carenza di 50 unità di Oss e 83 infermieri” per garantire l’ulteriore apertura del 30 novembre. È il personale uno dei nodi principali che ostacola il decollo del nuovo ospedale. A regime la struttura necessita di 1.527 tra medici, infermieri, amministrativi e tecnici. La Regione aveva autorizzato 1.000 assunzioni tra 2016 e 2017. Ma le “procedure concorsuali e di mobilità regionale ed extraregionale” – si legge nella premessa della delibera – si sono “rilevate particolarmente complesse”. Risultato: circa 400 assunzioni concretizzate, di cui “diverse a tempo determinato”. Solo il 40 per cento. Come fare? Le norme danno la possibilità di “attingere da graduatorie vigenti per concorso pubblici”, invece di fare un nuovo bando. Insomma, c’è già chi ha partecipato a concorsi ed è in posizione utile in graduatoria per essere assunto. Non solo. Se l’Asl non ha elenchi validi, può attingere a quelli di altre amministrazioni. “L’Asl 1 – si legge nella delibera – non ha graduatorie valide né a tempo determinato né a tempo indeterminato”, mentre al Ruggi d’Aragona “sono stati espletati due avvisi pubblici per assunzione a tempo determinato di Oss e infermieri”. Una soluzione quella di Salerno “che rispetta i principi cardine di trasparenza e imparzialità”, scrive Forlenza. Ma lo scontro con i sindacati si è consumato sull’interpretazione della norma. Per i sindacati si dovrebbe assumere solo dalle “graduatorie a tempo indeterminato”, per prevenire fenomeni di precariato. Per l’Asl 1 invece “non vi è un divieto di legge assoluto di ricorrere a graduatorie a tempo determinato definite da altre aziende qualora siano inesistenti quelle a tempo indeterminato”. Approvata la delibera, la tensione è dilagata nelle ultime assemblee sindacali. C’è chi ha sollevato lo spauracchio delle elezioni in primavera: quelle assunzioni dal Ruggi potrebbero tornare utili per alimentare il consenso sul feudo di Salerno, dove in pole position sarebbe candidato il figlio Piero di De Luca. «L’accusa dei sindacati – dichiara Forlenza a Repubblica – è infondata e strumentale fatta per screditare il lavoro da me avviato alla Napoli 1. Basta leggere la delibera per rendersi conto delle vere motivazioni per cui si è fatto ricorso alle graduatorie del Ruggi». Dalla direzione della Napoli1 fanno notare che gran parte del personale in graduatoria a Salerno è napoletano. Lunedì assemblea dei lavoratori dell’Asl 1 al Frullone. Chiedono, oltre alle rivendicazioni retributive, anche “lo slittamento dell’apertura dell’Ospedale del Mare e una diversa assegnazione del personale”. (Alessio Gemma – la Repubblica)

Montella cambia il suo Milan. Centrocampo denso e novità in difesa nel match di stasera. Sarri schiera i titolarissimi

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Ha rivelato la sua fede rossonera da bambino e la simpatia per Van Basten, ma per Vincenzo Montella le sfide contro il Napoli hanno sempre un sapore particolare. Montella è originario di Pomigliano d’Arco, suo papà Nicola si divideva tra la catena di montaggio della Fiat e la falegnameria. Vincenzo è andato via presto, a 12 anni, con il trasferimento dalla scuola calcio San Nicola di Castello di Cisterna all’Empoli, ma non ha mai spezzato il legame con la sua terra. Il napoletano in maglia azzurra di questa sfida è Lorenzo Insigne, autentica «bestia nera» di Montella: contro di lui ha realizzato tre gol, di cui due nella finale di Coppa Italia contro la Fiorentina del 2014. «Stasera ha segnato anche di sinistro, non lo voglio vedere più» disse a San Siro lo scorso gennaio Montella che ieri in conferenza stampa l’ha definito un giocatore di grandissima qualità. «Non possiamo restare troppo bassi, dobbiamo limitare il loro palleggio con l’aggressività e cercare di tenere palla» ha rivelato Montella, che ha intenzione di creare densità a centrocampo cercando d’ispirare i movimenti tra le linee di Suso e Bonaventura. Entrambi sono andati a segno negli ultimi due Napoli- Milan disputati al San Paolo, lo spagnolo è reduce dall’esordio in Nazionale e si giocherà la convocazione per il Mondiale anche con l’azzurro Callejon. Il centravanti sarà Kalinic che piaceva al Napoli per il dopo-Higuain, De Laurentiis offrì 40 milioni per il croato e Vecino ma la risposta di Della Valle fu un secco no. Il 3-5-1-1 di Montella si trasformerà in fase di possesso in un 4-3-2-1. Biglia non è al meglio e partirà dalla panchina, formeranno la mediana Kessiè, Montolivo e Locatelli. La difesa a tre dovrebbe essere formata da Musacchio, Bonucci e Romagnoli, gli uomini delle sconfitte contro Inter e Roma. Gli uno contro uno di Insigne con Musacchio e gli attacchi alla profondità di Callejon seguiti da Romagnoli, che andò in difficoltà con Florenzi, possono essere i duelli-chiave della partita. Sarri dovrebbe scegliere i titolarissimi, così comeha fatto nella trasferta di Roma, che arrivò dopo l’ultima sosta per gli impegni delle Nazionali. In porta rientrerà Reina, Hysaj e Mario Rui si muoveranno sulle fasce con Albiol e Koulibaly al centro della difesa. Il Milan soffre tra le linee, negli scontri diretti persi contro Inter, Juventus e Roma la mediana ha supportato poco la difesa lasciando degli spazi. I movimenti di Mertens ad uscire dalla linea possono essere devastanti, con il supporto di Callejon e Insigne ma soprattutto dei centrocampisti, che dovrebbero essere Allan, Jorginho e Hamsik. Su azione dalla mediana sono arrivati solo 6 dei 43 gol (il 13,9%) realizzati in 18 gare ufficiali, esclusi naturalmente i quattro rigori trasformati da Jorginho e Diawara. Il 4-3-3 di Sarri ha bisogno degli inserimenti dei centrocampisti, servono i loro gol per non dipendere dal tridente dei piccoletti, che ha messo a segno 25 delle 43 reti complessive (il 58,1%), magari proprio a partire dalla sfida al Milan. «Una gara in cui la classifica conta poco», ha dichiarato Albiol che sullo scudetto ha seguito la linea tracciata da Hamsik: «La Juventus è favorita, non dobbiamo sbagliare nessuna gara, vogliamo migliorare il nostro record di punti». (Ciro Troise – Corriere del Mezzogiorno)

Napoli. Ucciso tra la folla ai Quartieri Spagnoli. La vittima aveva un figlio in carcere per omicidio

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Tre colpi di pistola tra la folla, a pochi metri da via Toledo, la via dello shopping di Napoli e dei turisti. La camorra torna a farsi sentire e a fare fuoco nel centro della città, ed è il secondo omicidio in tre giorni. A morire con tre colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata è stato Gennaro Verrano, che avrebbe compiuto 38 anni il prossimo 30 novembre. Era fuori casa in via Trinità degli Spagnoli quando un killer solitario, accompagnato da un complice su uno scooter di grossa cilindrata, si è avvicinato alla vittima con una pistola calibro 7,65 e ha fatto fuoco mirando alla testa. Erano le 16 in punto e la strada che quasi si affaccia su via Toledo, taglia in due i Quartieri Spagnoli e arriva al corso Vittorio Emanuele, era affollatissima: auto, scooter e persone a piedi. Il killer, incurante di tutto e tutti, ha fatto fuoco, poi è balzato in sella allo stesso scooter con il quale era arrivato ed è scappato via. I familiari di Verrano hanno visto la scena da lontano e di corsa hanno provato a soccorrere l’uomo agonizzate che è morto poco dopo al pronto soccorso del Vecchio Pellegrini. Sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno circoscritto la zona cercando quante più tracce possibili e provando a ricostruire il movente che porta direttamente al mondo della droga e ad uno sgarro dopo una lite che lo stesso Verrano avrebbe avuto con il figlio di una donna della malavita della zona che gestisce una delle fiorenti «piazze» di sostanze stupefacenti frequentate dai giovani della movida napoletana. Verrano aveva precedenti per rapine di Rolex e su di lui pendeva anche una richiesta di estradizione dal Belgio per un colpo messo a segno in quel Paese, ma l’arresto è stato bloccato «per la sua impossibilità a stare in giudizio» in quanto aveva dichiarato di avere problemi psichiatrici. Ma della sua famiglia si è parlato tanto nei mesi scorsi perché Gennaro è il padre di Francesco, detto «Checco lecco», maggiorenne da due mesi ma già con una condanna per tentato omicidio per la quale il giudice dei Minori gli ha inflitto dieci anni sia in primo che in secondo grado, e un processo per l’omicidio del 28enne Mario Mazzanti (per il quale ha scelto il rito abbreviato e sarebbe pronto ad ammettere le responsabilità). La sua vittima l’avrebbe assassinata dopo una lite per futili motivi il 3 maggio del 2015 quando aveva solo 16 anni. Francesco, figlio dell’uomo ucciso ieri, ha una storia criminale «pesante» e amicizie pericolose che lo hanno portato a far parte, pur se marginalmente, anche della cosiddetta «paranza dei bambini». Con i fratelli Giuliano di Forcella provò a vendicarsi, a colpi di arma da fuoco, di un pestaggio che un loro amico aveva subito dopo una serata in discoteca. Andarono armati di tutto punto e spararono, ma restò ferito invece un 48enne dei Quartieri Spagnoli che stava andando a gettare la spazzatura. Gli investigatori non escludono che l’omicidio di Gennaro possa essere anche maturato per vendetta nei confronti del figlio in carcere. (Fabio Postiglione – Corriere del Mezzogiorno)

Casa responsabile UTC da Massa a Positano e PRAIANO ora a Maiori a

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Da POSITANO a Praiano ora a Maiori  l’ architetto Gaetano classe 1971 residente a Massa Lubrense  in Penisola Sorrentina, responsabile ufgicio tecnico DELLA cittadina della Costiera amalfitana , fra la costa di Sorrento a quella di Amalfi

Napoli. Movida, ordinanza delle polemiche. Week end, locali aperti fino alle 3. Chi sfora o fa rumore rischia chiusura

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Napoli. Divieto per tutti gli esercizi commerciali di Chiaia zona “baretti” e Cappella Vecchia, via Aniello Falcone, piazza Bellini e area Bagnoli (da discesa Coroglio a via Di Pozzuoli) e «immediate prossimità» di «vendere per asporto qualsiasi bevanda in contenitori di vetro o lattine tutti i giorni dalle 24 fino alla chiusura»; l’orario di chiusura degli esercizi è stabilito per le ore 2 dalla domenica al mercoledì, per le 3 dal giovedì al sabato; «ogni esercizio dovrà garantire misure tecniche tali da evitare che suoni e rumori siano percepibili all’esterno»; «gli esercenti dovranno provvedere al mantenimento della pulizia ed ordine» dell’area di pertinenza; i trasgressori saranno puniti con multe dai 250 ai 500 euro con trasmissione degli atti alla Finanza per la verifica tributaria e per chi sporca «in aggiunta alle sanzioni oltre al ripristino dello stato dei luoghi a spese del titolare è prevista la chiusura dell’esercizio per un periodo non inferiore a cinque giorni»; mentre «nei casi di reiterata inosservanza» o «di due sanzioni per la medesima violazione potrà essere disposta dal Questore la sospensione dell’attività per un massimo di quindici giorni». Dai due ai cinque giorni la chiusura prevista anche per gli esercizi che occupano suolo pubblico senza autorizzazione, «in aggiunta alle sanzioni e al ripristino dello stato dei luoghi». Così l’attesa ordinanza sulle movida firmata ieri da de Magistris. «Il testo – dice il sindaco – si rifà alle regole di comportamento già contenute nel noto Patto di Convivenza Civile con gli esercenti, del Patto alcune cose hanno funzionato, altre no. E per queste ultime interverranno ora sanzioni severe per violazioni gravi. Un ruolo importante lo avranno le forze di polizia sia con i controlli per la viabilità sia perché va tutelato il diritto alla sicurezza dei ragazzi per bene che partecipano alla movida. Una città come Napoli deve avere l’ambizione di vivere h24 contemperando diritti e interessi di tutti». L’ordinanza avente ad oggetto «Disposizioni a tutela della sicurezza urbana dell’igiene e dell’incolumità pubblica» si sofferma in particolare sui rischi della movida fuori controllo, «posto che diverse aree sono state teatro di episodi di violenza ed intolleranza oggetto di denuncia da parte dei comitati» e «stante la possibile escalation di fenomeni d’intolleranza e di degrado, determinati dal ridursi della coesione sociale, di cui l’affiorare di episodi di tensione è chiaro indice» e ancora «ritenuto che la salute e lo stato di benessere psicofisico dei residenti rischiano di essere pregiudicate» e «che ricorrono eccezionali ragioni per ordinare ai gestori dei locali commerciali l’adozione di misure». (Luca Marconi – Corriere del Mezzogiorno)

Piano di Sorrento Suv al bar di Via Bagnulo trovato colpevole

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Piano di Sorrento Un SUV nella notte danneggia le fioriere del bar di Via Bagnulo, neanche 12 ore ed è stato individuato il responsabile

Argentina. Persi i contatti con il sottomarino, corsa per salvare i 44 marinai a bordo

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La misteriosa scomparsa di un sottomarino, da oltre due giorni, tiene l’Argentina con il fiato sospeso, come in un film catastrofico. Annuncio di una tragedia o soltanto un problema di comunicazioni? L’Ara San Juan, con 44 militari a bordo, tra cui una donna, stava risalendo la costa argentina verso nord quando si sono persi i contatti. Le forze armate hanno ammesso che l’ultima comunicazione con le basi di terra è avvenuta mercoledì, mentre il sottomarino era in navigazione da Ushuaia, in Terra del Fuoco, verso Mar del Plata, 400 chilometri a sud di Buenos Aires. Secondo i protocolli in quel momento avrebbe dovuto navigare in superficie. Dopo numerose ore di riserbo, quando ormai la notizia stava iniziando a circolare, la Marina ha dovuto ammettere che il sottomarino era desaparecido, letteralmente scomparso nel nulla. Anche se viene usata l’espressione «problema di comunicazione» e non si parla ancora di emergenza. Le ipotesi sono parecchie, ma certamente la caduta dei contatti radio porta inevitabilmente a pensare ad un problema elettrico, un black out totale, che avrebbe toccato anche i sistemi di backup alternativi che scattano in situazioni di emergenza. Nel peggiore dei casi potrebbe essere scoppiato un incendio a bordo e lo scafo sarebbe totalmente in panne. «Abbiamo una posizione segnalata due giorni fa, l’ultima, e non vogliamo essere né drammatici né troppo allarmisti – ha detto il portavoce della Marina, Enrique Balbi – Al momento preferiamo pensare a qualche serio problema che riguarda appunto le comunicazioni, quindi l’impianto elettrico, i cavi, le antenne o qualcos’altro». Viene scartata del tutto l’ipotesi di un attentato, precisando anche che l’equipaggio dispone di viveri e ossigeno in abbondanza, in attesa che avvenga il ritrovamento. Le operazioni di ricerca sono intanto scattate con navi, aerei e monitorando tutte le possibili frequenze delle quali dispongono i radiotrasmettitori a bordo. Cile, Stati Uniti e Gran Bretagna hanno messo a disposizione i loro mezzi: quest’ultima, in particolare, dispone di aerei e imbarcazioni nella regione perché le acque territoriali delle isole Falkland sono abbastanza prossime al punto dove l’Ara San Juan è scomparso. Costruito in Germania, il sottomarino è in dotazione alla Marina argentina dal 1985. È a propulsione diesel elettrica convenzionale, e tra le sue funzioni in uno scenario di guerra ci sono gli attacchi alle navi o ad altri sottomarini. Lo scafo è stato fermo per sette anni, dal 2007 al 2014, per lavori di ammodernamento che ne hanno prolungato la vita utile per altri tre decenni. Sono stati aggiustati o sostituiti tutti i 960 elementi delle sue batterie, l’area dove si ritiene che possa essere sorto il problema. A bordo dell’Ara San Juan c ’è anche Eliana Maria Krawczyk, la prima ufficiale di sottomarini di tutto il Sudamerica, racconta il quotidiano Clarin. La donna ha 35 anni. Il padre ha raccontato che la governatrice all’imbarco a Ushuaia è voluta salire a bordo per complimentarsi con lei. È ufficiale di Marina dal 2009 e tre anni più tardi ha fatto domanda per imbarcarsi nei sottomarini, suscitando una certa sorpresa in un ambiente tradizionalmente maschile. (Rocco Cotroneo – Corriere della Sera)  

In un anno scarcerati 300 mafiosi. La lotta per la successione a Riina

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Meno di tre anni fa, l’8 gennaio 2015, le microspie dei carabinieri registrarono alcune frasi pronunciate da un gruppo di sospetti mafiosi tra cui un paio di boss dal cognome illustre, Santi Pullarà e Mario Marchese: «Se non muoiono tutti e due… luce non ne vede nessuno… Tutto ‘u vicinanzo era sotto a loro, Graviano, Bagarella, questo di Castelvetrano», cioè Matteo Messina Denaro. I «due» in questione erano Bernardo Provenzano e Totò Riina. Il primo è morto l’anno scorso, il secondo l’altra notte. Dunque i mafiosi, stando alle loro stesse previsioni, ora potrebbero cominciare a «vedere la luce». Che può voler dire ricominciare a muoversi con una certa libertà rispetto alle imposizioni dei due capi corleonesi, magari con minore pressione dopo la scomparsa dei due simboli della Cosa nostra che fu prima stragista (agli ordini di Riina, catturato nel 1993) e poi sommersa (sotto la guida di Provenzano, arrestato nel 2006). L’ipoteca dei due padrini non c’è più e qualcuno prevede che possa tornare in auge il vecchio progetto di alcuni capimafia, sgominato da un centinaio di arresti nel dicembre 2008, di ricostituire la «commissione provinciale» che un tempo governava Cosa nostra. La vecchia Cupola che però aveva bisogno dell’autorizzazione di Riina, già in galera da un lustro. In realtà, secondo il racconto di un pentito del calibro di Giovanni Brusca, la «commissione» era stata già esautorata da tempo da ‘u curtu. L’ultima riunione fu convocata nel dicembre 1991, non per decidere qualcosa ma per ascoltare gli ordini di Riina, il quale comunicò che, dopo la conferma in Cassazione degli ergastoli inflitti nel maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino, era giunto il momento di «rompere le corna a tutti», ex amici traditori e nemici di sempre. Cominciò l’ultima stagione di terrorismo mafioso, che ha provocato una serie di ulteriori cambiamenti dentro Cosa nostra. Sempre però sotto il peso di quelle due figure, e del “vicinato” che gli stava intorno ma senza avere il loro carisma; compreso Leoluca Bagarella che di Riina era il cognato e ha continuato a mettere bombe anche dopo la cattura del capo, finché è finito in cella pure lui, dopo i fratelli Graviano. Ora il tappo è saltato definitivamente, e chi prima non si sentiva libero di poter dare un nuovo indirizzo alla mafia siciliana potrà farlo. Tenendo però conto di una pressione da parte di magistratura e forze dell’ordine che difficilmente si abbasserà. «Muore Riina ma non finisce Cosa nostra; scompare quello che tuttora era il capo della mafia e si apre una nuova stagione, ma Cosa nostra non è finita», avverte il procuratore di Palermo Franco Lo Voi. E subito dopo aggiunge: «Solo le indagini ci consentiranno di capire quale sarà la nuova struttura, anche di vertice, di Cosa nostra. Inutile fare ipotesi su cosa accadrà, sarebbero velleitarie». La prudenza e la concretezza dell’inquirente, tuttavia, non impedisce di disegnare scenari. A cominciare da una possibile, seppure ridotta, nuova «guerra di mafia», di cui si sono avute avvisaglie con qualche recente delitto, compreso quello avvenuto il 22 maggio scorso, vigilia dell’anniversario della strage di Capaci: Giuseppe Dainotti, vecchio imputato di Falcone nel maxiprocesso rimesso in libertà dopo una lunga pena, è stato assassinato in strada a Palermo, in pieno giorno. C’è pure chi ipotizza una definitiva investitura del superricercato Matteo Messina Denaro, di cui l’altro ieri ha parlato il capo della polizia Franco Gabrielli: «Qualora sia ancora tra noi, sicuramente lo prenderemo ». Una premessa che include l’eventualità che il boss latitante dal ‘93 abbia addirittura lasciato la Sicilia, e in questo caso non potrebbe certo guidare Cosa nostra. Più probabile che «nello scenario incerto in cui qualche testa pensante potrebbe inserirsi per provare a rimettere in funzione il giocattolo», per dirla con il questore di Palermo Renato Cortese che prende a prestito un’espressione dell’ex contabile della mafia corleonese Pino Lipari, ci sia spazio per alcuni dei 331 «scarcerati eccellenti» dell’ultimo anno nella Sicilia occidentale. Un numero elevatissimo di condannati (tra cui quel Dainotti morto ammazzato) che hanno finito di scontare la pena e sono tornati in circolazione. Nell’elenco spicca Giovanni Grizzaffi, nipote di Riina, che è tornato a Corleone e potrebbe giocare un ruolo significativo. Ma ci sono pure personaggi dal passato sconosciuto come Alessandro Bono, trentottenne di Carini arrestato due mesi fa, che secondo le prove raccolte dalla polizia sarebbe riuscito a stringere contatti con narcotrafficanti sudamericani per avviare un commercio di droga che ultimamente Cosa nostra aveva lasciato alla ‘ndrangheta calabrese. Anche da quegli ambienti criminali, che non possono prescindere dalla mafia, potrebbero arrivare novità sul dopo-Riina. (Giovanni Bianconi – Corriere della Sera)  

Sorrento, piano abusivo nella gelateria Bougainvillea: multa di 5000 euro al proprietario

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Continuano i controlli contro l’abusivismo edilizio in Penisola Sorrentina. Dopo l’intervento della Polizia Municipale e di alcuni tecnici comunali in un esercizio di Via Sersale a Sorrento, ecco altri controlli in Corso Italia. Presa di mira è questa volta la celebre gelateria Bougainvillea: qui, infatti, sarebbero state rilevate alcune difformità dopo un sopralluogo sul posto. In particolare sarebbe stato rilevato difatti un intero piano, di circa 200 metri quadri, che sarebbe stato costruito senza le necessarie autorizzazioni urbanistiche. Per tale irregolarità è stata inflitta una sanzione pecuniaria di cinquemila euro al proprietario. Ora si attende lo sviluppo della vicenda che è stata presa in esame dall’Ufficio Commercio: potrebbe,infatti, anche essere disposta la chiusura momentanea del’attività.

Vi terremo aggiornati.

Riscoprire la partecipazione Sociale e Politica: incontro a Vietri organizzato dall’Azione Cattolica Parrocchiale

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Riscoprire la Partecipazione Sociale e PoliticaA conclusione della mostra dei Santi e Beati dell’Azione Cattolica tenutasi a Vietri sul Mare presso la Chiesa di San Giovanni Battista, lunedì 20 Novembre 2017 alle ore 19.30 presso l’Arciconfraternita Maria Santissima del Santo Rosario sita in Vietri sul Mare (struttura al lato della Chiesa) si terrà un evento pubblico dal titolo: Riscoprire la Partecipazione Sociale e Politica organizzato proprio dall’Azione Cattolica Parrocchiale. Figura di spicco che accompagnerà questo prezioso evento formativo e culturale è quella di Vittorio Bachelet, Giurista e Politico Italiano, Docente Universitario e Dirigente dell’Azione Cattolica Italiana nonchè Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura che nel 1980, mentre conversava con la sua assistente Rosy Bindi, venne assassinato da un nucleo armato delle Brigate Rosse.  Durante la serata, interverrà il Professor Umberto Ronga, Costituzionalista dell’Università degli Studi di Napoli Federico II,nonché membro dell’Istituto di Azione Cattolica “V.Bachelet” che con la sua spiccata professionalità,esperienza e formazione aiuterà a riflettere su questo tema molto importante che non interessa e coinvolge solo i Giovani, ma tutti coloro che vorranno impegnarsi e dedicare parte del loro tempo al bene comune, al bene del Paese, al bene della Società. Volano di questa serata potrà essere proprio questa riflessione che lo stesso Bachelet scrisse: “È urgente formare generazioni nuove a un senso della società, non certo per avere “riserve” per le future formazioni ministeriali – per cui ci sono anche troppi aspiranti – ma per continuare piuttosto con una diffusione nel corpo sociale, quel servizio che, almeno in parte, è già stato offerto per il vertice; per formare cioè una “classe dirigente” come si suole dire, intesa però non in senso solamente politico, ma come guida cristianamente ispirata dell’opinione, della stampa, dei costumi, dell’educazione non solo scolastica (ma anche – ad esempio cinematografica), delle relazioni di lavoro, della vita professionale in genere”. Introdurrà la serata Don Mario Masullo, Parroco della Chiesa di San Giovanni Battista in Vietri sul Mare e il Presidente Parrocchiale dell’Azione Cattolica Simone Palombo. La cittadinanza tutta è invitata a prendere parte a questo straordinaria occasione di cultura, crescita e confronto.

Vincenzo Ronca

NA 15/11/17 Presso Bib. Croce pres.to “Napoli in…canto”

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Mercoledi 15 novembre u.s. la giornalista Marisa Pumpo Pica ha presentato presso la Biblioteca  B. Croce in via De Mura al Vomero, Napoli, l’edizione di Novembre di Napoli in…canto.

La sala straripava di pubblico e diversi erano i nuovi poeti che hanno partecipato per la prima volta all’incontro condotto mirabilmente da Marisa.

Hanno partecipato recitando versi:

Anna Maria Piccirillo, Anna Torriero,  Peppe Esposito, Maria Vacca, Romano Rizzo, Adriana Torre, Giovanni Baiano, Irene Pumpo, Domenico Blasi, Lidia Sanseverino, Enza Romano, Vincenzo Occupato, Arturo Bono, Anna Maria De Vito, Roberto De Roberto.

Hanno recitato:

Nella Mirto e Anna Maria Forte con Gennaro Esposito che si sono prodotti nella simpatica scenetta “Sciuscià”.

Hanno cantato:

Cosimo De Liberato, Maria Rosaria  Botti, Luca Paolella, Antonio Micera, Antonio Onorato e Tullio Sabella che ha cantato accompagnandosi con la chitarra.

L’incontro che è durato circa due ore è volato su un ventaglio di  versi intervallati da allegre canzoni.

L’evento si è concluso con il saluto ed i ringraziamenti di Marisa Pumpo Pica dando appuntamento al prossimo  incontro del 19 dicembre p.v.

Alberto Del Grosso

Giornalista Garante dei Lettori

del giornale Positanonews

 

 

Miniatur Wunderland: ecco Atrani in miniatura! Veduta aerea del gioiello della Costiera – VIDEO

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Anche Atrani fa la sua comparsa al Miniatur Wunderland di Amburgo, il più grande plastico del mondo. L’opera in questione si trova nella zona centrale di Amburgo, nell’area portuale Speicherstadt, ed è un’attrazione che accoglie centinaia di migliaia di visitatori ogni anno, da tutto il mondo. È composto da ricostruzioni realistiche di alcuni suggestivi angoli dell’Europa e di altri luoghi del mondo. In continua evoluzione, costruito a moduli, ospita una ferrovia in miniatura in scala H0, con una ricostruzione dei paesaggi scandinavi con acqua vera e navi telecomandate, una rappresentazione del Grand Canyon e delle Montagne Rocciose negli USA, una ricostruzione dei paesaggi alpini e della Svizzera, nonché una ricostruzione della città di Amburgo e di alcuni luoghi della Germania.

In realtà la costruzione del borgo della Costiera Amalfitana era stata iniziata già lo scorso anno ed è stata ultimata quest’anno. Sono davvero impressionanti i dettagli, ed è difficile distinguere la finzione dalla realtà, specie nella veduta aerea che vi proponiamo.

AGRICOLTURA: INCONTRO A PIANO CON ALFIERI

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Agricoltura e PSR: opportunità e sviluppo del territorio. E’ il tema dell’ incontro promosso dalla Cooperativa Solagri che si terrà lunedì 20 novembre alle ore 18 presso la Sala Consiliare del Comune di Piano di Sorrento in Piazza Cota.
L’evento organizzato in collaborazione con il Comune di Piano di Sorrento vedrà il saluto del sindaco Vincenzo Iaccarino e l’ intervento del presiedente della Solagri, la cooperativa che raggruppa più di 200 produttori di Limoni di Sorrento IGP, Mariano Valentino Vinaccia .
A relazionare sui Piani di Sviluppo Rurale della Regione Campania il vice presidente della Commissione Consiliare bilancio, onorevole Alfonso Longobardi ed il consigliere del Presidente della Giunta Regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, onorevole Francesco Alfieri.

Varese Glocalnews i comuni aiutino testate locali storiche

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Varese Glocalnews i comuni aiutino testate locali storiche. In Lombardia e nelle Marche sono realtà consolidate. I Giornali locali online sono una voce del territorio e vanno utilizzati da chi crede nella democrazia per divulgazione, come si fa con i manifesti sui muri, tenendo conto della loro storia e della loro visibilità. Questo viene ritenuto un dovere per le amministrazioni trasparenti vicine ai cittadini che vanno così a informare in casa loro, la casa mediatica in questo caso visto che positanonews dopo 15 anni di informarzione online è un riferimento sul territorio fra Sorrento e Amalfi. Mentre al Nord dove sono più avanti si scandalizzano se il comune non sceglie anche i giornali online visti per informare , e nessuno pensa che è un vendersi ma un riconoscere un ruolo a un mezzo al quale già i cittadini hanno riconosciuto un ruolo, qui si scandalizzano del contrario, preferiscono che i comuni usino i mezzi tradizionali dei manifesti sui muri senza tener conto di realtà imprenditoriali che faticosamente vanno avanti e sono voce del territorio , negandogli così un ruolo.. questo è il Sud che non ci piace, per fortuna non tutti sono cosi

Sant’Agnello, stasera big match tra Napoli e Milan al bar “I due Pini”: per l’occasione panino “Gourmet”!

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Cresce l’attesa per il big match che andrà in scena questa sera alle ore 20,45 tra Napoli e Milan. Gli uomini di Sarri sono chiamati a rispondere dopo il pareggio contro il Chievo Verona per cercare di staccare ancora di più le inseguitrici. Dall’altra parte, però, si presenta un Milan carico e in fase positiva dopo le ultime vittorie. Insomma, sarà una grande partita.

La gara verrà trasmessa al bar “I Due Pini” a Sant’Agnello che ha previsto la diretta con tanto di menù sfizioso: un panino “Gourmet” con bistecca di maialino nero, provola affumicata di Agerola e verdurine croccanti! Il bar, che è stato inaugurato a febbraio scorso, è ormai una certezza nel comune della Penisola Sorrentina, grazie ai prodotti di prima qualità e al personale davvero accogliente. Situato sul versante di Sant’Agnello, è dotato di ampi parcheggi e una visuale panoramica su piazza mercato di Piano di Sorrento da una vetrata spettacolare da dove si ammirano i monti fino a Vico Equense e la dorsale della Penisola Sorrentina.

Info e contatti

Bar Due Pini

Corso Itala,324

Sant’Agnello (NA)

info@duepini.bar

Amalfi, ecco le tariffe e gli orari per gli ascensori

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Il Comune di Amalfi ha reso note le tariffe per gli ascensori ufficializzati poco più di un mese fa. Come sappiamo, il Comune si è dotato di un ascensore pubblico destinato al trasporto di persone di collegamento dalia Piazza Municipio al Cimitero Monumentale, una piattaforma elevatrice per disabili sempre pubblica di collegamento dal punto di sbarco a quota 1 dell’ascensore cimiteriale con la sovrastante strada comunale un ascensore privato dedicato al trasporto di merci e di feretri e ha anche confermato l’affidamento del servizio di gestione alla società Amalfi Mobilità, società interamente partecipata dal Comune di Amalfi, già gestore degli ascensori pubblici di collegamento dal tunnel pedonale limitrofo al garage pubblico in roccia denominato Luna Rossa con la zona alta del quartiere S. Antonio e precisamente la Via S. Maria delle Signore.

Ecco perché è stato deciso di istituire le seguenti tariffe per l’esercizio dell’ascensore pubblico di collegamento tra Piazza Municipio e Cimitero Monumentale valide dal prossimo primo dicembre.

tariffa residenti:
euro 1,00 a persona per ciascuna corsa in salita;

tariffe non residenti:
dal 03 novembre al 31 marzo, euro 3,00 (bambini under 14, euro 1,50),

tariffe a persona per ciascuna corsa in salit>a;
dal 01 aprile al 02 novembre, euro 4,00 (bambini under 14, euro 2,00)

tariffe a persona per ciascuna corsa in salita;
l’utilizzo dell’ascensore pubblico (trasporto persone) in discesa e gratuito;

E’ considerato gratuito l’utilizzo dell’ascensore pubblico (trasporto persone) di collegamento fra il piano di sbarco dell’ascensore pubblico di collegamento fra Piazza Municipio e il Cimitero Monumentale, quota 1, ela strada pubblica Via San Lorenzo del Piano;

Istituite le seguenti tariffe per l’esercizio dell’ascensore privato di collegamento fra Piazza Municipio e il Cimitero Monumentale dedicato al trasporto di merci e feretri (al netto di Iva come per legge):

trasporto merci:
per trasporti fino a 100 kg, euro 25,00 a tratta (salita o discesa);
per trasporti fino a 200 kg, euro 45,00 a tratta (salita o discesa);
per trasporti fino a 400 kg, euro 60,00 a tratta (salita o discesa);
per trasporti fino a 600 kg, euro 80,00 a tratta (salita o discesa);
per trasporti fino a 1.000 kg euro 120,00 a tratta (salita o discesa).
servizi cimiteriali: euro 300,00 (il servizio comprende il trasporto delle persone al
seguito).

L’ascensore pubblico di collegamento fra Piazza Municipio e il Cimitero Monumentale è gratuito per:

Utenti residenti con invalidità certificata da apposito tesserino invalidi;
Accompagnatori di invalidi non residenti con invalidità certificata da apposito tesserino invalidi;
Utenti residenti ultrasessanatacinquenni;

Abbonamenti:
Restano confermati gli abbonamenti giusta deliberazione di Giunta Comunale del Comune di Amalfi n. 7 del 17 gennaio 2014;

È possibile per i residenti nel Comune di Amalfi sottoscrivere un abbonamento per l’utilizzo del servizio di trasporto interno (bus interno) e degli ascensori pubblici del Comune di Amalfi per un importo di 50 euro mensili.

Orari di apertura ascensori pubblici di collegamento da Piazza Municipio e il Cimitero Monumentale e dal piano di sbarco di quest’ultimo ela sovrastante strada comunale:

Fino a giorno 5 novembre, dalle 08:00 alle 20:00 con presidio dell’impianto da parte della società affidataria del servizio di manutenzione;
Da giorno 6 novembre, dalle ore 08:30 fino ad almeno le ore 16:30.

Orari di servizio dell’ascensore privato per il trasporto merci:
Dal lunedì al venerdì dalle 06:30 alle 08:30, previa prenotazione alla società Amalfi Mobilità S.u.r.l…
Di dare indirizzo alla società Amalfi Mobilità per tutti gli atti di gestione consequenziali,
autorizzando sin da subito la spesa per il presidio fino al 5 novembre c.a.;
La gratuità per l’utilizzo di tutti gli ascensori pubblici per tutto il mese di novembre 2017.

MIRACOLO! LA NOTTE RESTITUISCE IL MURALES DELLA VESUVIANA DI PIANO

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In diretta dalla inviata di Positanonews Saraci video e interviste.

La magia della notte restituisce il MURALES del sottopassaggio della Vesuviana di Piano. “la civiltà vince sulla inciviltà” dice il sindaco dott Vincenzo Iaccarino, che con il vicesindaco D’Aniello ha trascorso la notte con la ditta che ha scialbato la vernice grigia che copre l’opera di Daniele Nitti.

In effetti una azienda specializzata in restauri, la TECNORESTAURI, ha prima sperimentato e poi applicato una soluzione che scioglie lo strato di vernice, lo ammorbidisce, e poi viene lavato via con un getto rotante di acqua, un miracolo tecnico scientifico a tutti gli effetti

L’incontro con le scuole per la manifestazione delle mani si svolgerà ugualmente con appuntamento alle 10.00 presso la Stazione Circumvesuviana di Piano con la presenza del direttore generale dell’EAV ing De Gregorio.

video reportage della giornata

https://photos.google.com/share/AF1QipP09ZIMU18C2fa3d1q4BFTHp1JEyLY0aPwP0Vyhu1kexm6ddQLU5WIKslY16VTeKA?key=NTNNdk9GanEtN0MzTkRRYUI0RzAtZHY5MWllVjFR

 

Costa d’Amalfi, il vizio dei politici che affidano incarichi a tecnici esterni

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“I politici della Costa d’Amalfi vogliono progetti a gratis dai tecnici della zona ma poi affidano incarichi pagando i forestieri”, così il geom.Simone Galileo con un post su Facebook ha segnalato un “vizio” che riguarda l’affidamento degli incarichi di progettazione.

Quel che accade è che spesso vengono effettuati anche delle assegnazioni di incarichi diretti, attraverso i tecnici iscritti agli elenchi comunali, il tutto sfavorendo i tecnici autoctoni, che vengono esclusi o elusi dal politico di turno con la promessa di conferimento, magari ottenendo gratuitamente dei servizi di consulenza.

Meta festa con Peppe Tito e Roberto Porzio si mette a cantare

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Meta Sorrento festa con Peppe Tito e Roberto Porzio si mette a cantare al Convento Garden

È morto Totò Riina, “Il Capo dei Capi”

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In carcere, la prima volta, entra che ha da poco compiuto 18 anni. Un “battesimo” criminale precoce e un’accusa grave: l’omicidio di un coetaneo, durante una rissa, per cui viene condannato a 12 anni. Nato a Corleone il 16 novembre del 1930 da un famiglia di contadini – perderà presto il padre e il fratello, morti mentre cercavano di estrarre della polvere da sparo da una bomba inesplosa -, Totò Riina, morto la notte del 17 novembre 2017 nel reparto detenuti del carcere di Parma, fino ad allora ha alle spalle solo qualche furto.

Poca roba, fino all’incontro con Luciano Leggio, all’epoca mafioso rampante che sta tentando di farsi strada. E’ lui, suo compaesano che per un errore di trascrizione di un brigadiere passerà alla storia come Luciano Liggio, a farlo entrare in Cosa nostra. Un metro e 58, che gli vale il soprannome di Totò U Curtu, esce dall’Ucciardone nel 1956, a pena scontata solo in parte, e viene arruolato nel gruppo di fuoco di Leggio che dietro di sé lascia una lunga scia di sangue.

La lotta per il potere di “Lucianeddu” e dei suoi comincia nel 1958 con l’eliminazione di Michele Navarra, medico e boss di Corleone. Leggio ne azzera il clan e ne prende il posto. Totò diventa il suo vice. Nella banda c’è anche un altro compaesano, Bernardo Provenzano. Nel dicembre del 1963 Riina viene fermato da una pattuglia di carabinieri in provincia di Agrigento: ha una carta di identità rubata e una pistola. Torna all’Ucciardone per uscirne, dopo un’assoluzione per insufficienza di prove nel 1969. Mandato fuori dalla Sicilia al soggiorno obbligato, non lascerà mai l’Isola scegliendo una latitanza durata oltre 20 anni.

Da ricercato inizia la sistematica eliminazione dei nemici: nel 1969, con Provenzano e altri uomini d’onore, uccide a colpi di mitra il boss Michele Cavataio e altri quattro picciotti in quella che per le cronache sarà la strage di viale Lazio. Due anni dopo è lui a sparare contro il procuratore di Palermo Pietro Scaglione. L’ascesa in Cosa nostra, ottenuta col sangue e la violenza – sarebbero oltre 100 gli omicidi in cui è coinvolto e 26 gli ergastoli a cui è stato condannato – è inarrestabile. E va di pari passo con i primi delitti politici: l’ex segretario provinciale della dc Michele Reina e il presidente della Regione Piersanti Mattarella. Dopo la cattura di Leggio, Riina prende il suo posto nel triumvirato mafioso assieme a Stefano Bontate e Tano Badalamenti. Farà poi allontanare quest’ultimo, accusandolo falsamente dell’omicidio di un capomafia nisseno. Ma è negli anni 80 che il ruolo suo e dei suoi, i viddani, i villani di Corleone che hanno sfidato la mafia della città, diventa indiscusso. Soldi a fiumi con la droga, gli appalti e la speculazione edilizia. E una conquista del potere a colpi di omicidi eclatanti e lupare bianche.

E’ la seconda guerra di mafia. Il 23 aprile 1981 cade Stefano Bontande, “il principe di Villagrazia”, il boss che vestiva in doppiopetto, frequentava i salotti buoni della città e controllava i traffici della Cosa nostra palermitana. Massacrato nel suo regno e nel giorno del suo compleanno. Diciotto giorni dopo, tocca al suo alleato, Totuccio Inzerillo, poi al figlio e al fratello: i parenti superstiti fuggono negli Stati Uniti e hanno salva la vita a patto di non tornare più in Sicilia. In poche settimane restano a terra decine di cadaveri. Riina la belva , come lo chiama il suo referente politico Vito Ciancimino, ex sindaco mafioso di Palermo del sacco edilizio, è feroce e spietato. Condannato in contumacia all’ergastolo durante il “maxiprocesso”, viene inchiodato dalle rivelazioni dei primo pentito di rango, Tommaso Buscetta.

Totò “u curto” si vendica facendogli uccidere undici parenti. Quando il maxi diventa definitivo e cominciano a fioccare gli ergastoli per gli uomini d’onore, il padrino dichiara guerra allo Stato. Una sorta di redde rationem con la condanna dei nemici storici come i giudici Falcone e Borsellino, a cui si doveva il maxiprocesso, e di chi aveva tradito. La lista di chi andava eliminato era lunga e contava anche i politici che, secondo il boss, non avevano rispettato i patti. E’ la stagione delle stragi che il capo dei capi vuole nonostante non tutti in Cosa nostra siano d’accordo. Il 12 marzo muore Salvo Lima, proconsole andreottiano in Sicilia. Il 23 maggio e il 19 luglio del 1992 i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Al boss restano però pochi mesi di libertà: il 15 gennaio del 1993 i carabinieri del Ros lo arrestano dopo 24 anni di latitanza. La moglie, Ninetta Bagarella che ha trascorso con lui tutta la vita, torna a Corleone con i quattro figli, Lucia, Concetta, Giovanni e Giuseppe Salvatore, tutti nati in una delle migliori cliniche private di Palermo. Gli ultimi periodi della latitanza la famiglia li trascorre in una villa degli imprenditori mafiosi Sansone, a due passi dalla circonvallazione. I carabinieri lo ammanettano poco lontano da casa: un arresto il suo su cui restano molti punti oscuri. La versione ufficiale lo vuole “consegnato” da un suo ex fedelissimo, Baldassare Di Maggio, il pentito che poi avrebbe raccontato del bacio tra Riina e Andreotti.

Ma sulla cattura del capo dei capi gravano ombre pesanti: a tratteggiarle sono gli stessi magistrati che dal 2012 lo processano per la cosiddetta trattativa Stato-mafia in cui il boss avrebbe avuto, almeno inizialmente un ruolo. Sarebbe stato il compaesano, l’amico di una vita, Bernardo Provenzano, più cauto e, dicono i pentiti, contrario frontale all’attacco allo Stato, a venderlo ai carabinieri barattando in cambio l’impunità. Con la morte del padrino restano senza risposte molte domande: sui rapporti mafia e politica, sulla stagione delle stragi, sui cosiddetti delitti eccellenti, sulle trame che avrebbero visto Cosa nostra a braccetto con poteri occulti in una comune strategia della tensione. Riina non ha mai mostrato alcun segno di redenzione. Fino alla fine quando, al processo trattativa, citato dalla Procura è rimasto in silenzio. (ANSA)

E’ morto alle 3.37 nel reparto detenuti dell’ospedale di Parma il boss Totò Riina. Ieri aveva compiuto 87 anni.
Operato due volte nelle scorse settimane, dopo l’ultimo intervento era entrato in coma. Riina, per gli inquirenti, nonostante la detenzione al 41 bis da 24 anni, era ancora il capo di Cosa nostra.

 

Vico Equense, domani via alla gara “Slalom del Mare”: chiusure in via Raffele Bosco

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Tutto pronto per la gara automobilista frutto della volontà dell’Associazione Sportiva Progetto Corsa Promosport, ovvero la gara nazionale slalom in salita denominata “1° Slalom del Mare- Trofeo Città di Vico Equense”. La gara si terrà, appunto, nel comune della Penisola Sorrentina, tra il 18 e il 19 Novembre 2017 tra la frazione Ticciano e la frazione Santa Maria del Castello. Dato che per tale tipologia di manifestazione è previsto un elevato numero di partecipanti, il Comune ha ravvisato la necessità di predisporre un idoneo dispositivo di regolamentazione della circolazione stradale nell’area interessata dalla manifestazione.

Ecco perché è stato ordinato quanto segue per il giorno 19/11/2017, dalle ore 08.30 alle ore 17:00:

il divieto di circolazione (movimento, fermata e sosta) veicolare e pedonale lungo:
Via Raffaele Bosco, nel tratto compreso tra il bivio di via Santa Maria del Castello
ed il bivio di via Ticciano;
Via Santa Maria del Castello.

Ulteriori variazioni alla normale circolazione veicolare lungo le strade interessate saranno
valutate ed attuate dal personale preposto ai servizi di viabilità, in relazione alle circostanze di
tempo e di luogo che si potranno rilevare nel corso della manifestazione.

Sorrento, ecco le nuove tariffe per il parcheggio “Achille Lauro”

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Il Comune di Sorrento ha reso note le nuove tariffe per gli abbonamenti del Parcheggio Achille Lauro, sito in via Correale. Ecco nel dettaglio.

Tariffe Parcheggio “Achille Lauro” anno 2018:

Tariffe Bus Turistici
€ 10,00 – Parcheggio Bus – ora e frazione di ora (h.07.00/h.21.00)
€ 40,00 – Tariffa forfettaria notturna (h.21.00/h.07.00)
€ 3,00 – Tariffa per singola operazione di carico o scarico. (max 15 min)
gratuita – per singola operazione di carico o scarico. (max 10 min)

Tariffe Autovetture o veicoli a tre/quattro ruote
€ 2,00 – Parcheggio autovetture o veicoli a tre/quattro ruote – ora e fraz. di ora (H24)
gratuita per le soste inferiori ai 30 minuti.
€ 24,00 – Tariffa giornaliera (oltre 12h.e fino alle 24h di parcheggio continuativo)

Tariffe veicoli a due ruote
€ 2,00 – Tariffa unica – (H24)

Abbonamenti Auto o veicoli a tre/quattro ruote
annuale (solo residenti – assegnazione con avviso pubblico) h.24- contratto con canone mensile € 60,00;
annuale (solo lavoratori – assegnazione con avviso pubblico) h.24- contratto con canone mensile € 90,00;

Abbonamenti veicoli a due ruote
Abbonamenti annuali (residenti/lavoratori) h.24 – assegnati con avviso pubblico – contratto con canone mensile € 20,00.

PREMIAZIONE TROFEO DELLO SCALATORE ANNO 2017 DEL BREVETTO PEDALANDO CAMPIONATO REGIONALE

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L’inviata di Positanonewtv Saraci in diretta dalla manifestazione con foto e video

clicca per vedere video

 

 

Adolfo De Gennaro Aquino è campione 2017.

In anteprima assoluta Positanonews da l’elenco dei premiati per lo SCUDETTO CAMPANO 2017, manifestazione che si terrà sabato 18 novembre alle 16.00 in Villa Fondi a Piano. Più che una premiazione, una vera festa dello sport per gli ATLETI DEL  TEAM CICLISMO SORRENTINO, di cui riportiamo un riepilogo delle gare.

1° ELMT CINQUE  RAFFAELE  CON 12 GARE  DI CUI 10 PRIMI POSTI E 2 SECONDI POSTI

3° ELMT TERRECUSO ANDREA  CON 11 GARE DI CUI 2 SECONDI POSTI  E 2 TERZO POSTI

1° M2 CAPPIELLO GASPARE  CON 11 GARE  DI CUI 11 PRIMI NPOSTI

1° M5 SCARPATI ANTONINO CON 13 GARE 5 PRIMI POSTI  7 SECONDI POSTI  1 TERZO POSTO

2° M5 DURANTE GIUSEPPE  CON 13 GARE DI CUI 1 SECONDO POSTO E 3 TERZO POSTO

3°M5 ESPOSITO RAFFAELE  CON 13 GARE 1 SECONDO POSTO E 8 TERZO POSTO

1° M7 IACCARINO GAETANO  CON 12 GARE  DI CUI 1 PRIMO POSTO

1°M8 DE GENNARO AQUINO ADOLFO  CON 13 GARE DI CUI 13 PRIMI POSTI

1° W2 IACCARINO LOREDANA  CON 8 GARE DI CUI 5 PRIMI POSTI E 3 SECONDI POSTI

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LA SCHEDA DEL VINCITORE

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Gaspare Cappiello a San Paolo dei Cavalieri

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Smarrito un cane nella zona Via Gottola, aiuta i proprietari a trovarlo

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Smarrito un cane (Dylan) nella zona Via Gottola, aiuta i proprietari a trovarlo

cell. 338.34.78.825

Cinema Armida programmazione dal 16 al 22 NOVEMBRE 2017

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Il Cinema Teatro Armida, appena rinnovato, bellissimo teatro situato nel cuore di Sorrento,  con tantissime novità e servizio di ristorazione con il nuovo ristorante “Basilico” inaugurato ieri, offre comodità e tutti i servizi per i propri clienti.

Programmazione dal 16 al 22 NOVEMBRE 2017

JUSTICE LEAGUE
Ore 17.30 – 20.00 – 22.30

Di fronte alla nuova minaccia in agguato, il miliardario Bruce Wayne (Ben Affleck) rivaluta la scelta di lottare in solitaria e decide di fare squadra con un composito gruppo di supereroi, provenienti dai diversi angoli del pianeta. Entrato in possesso dei filmati che ritraggono alcuni metaumani mentre fanno uso di abilità sovrannaturali, il severo Batman, irruvidito dall’età che avanza ma ispirato dal recente sacrificio di Superman (Henry Cavill), si allea con la principessa delle amazzoni Wonder Woman (Gal Gadot) nella perigliosa ricerca per scovarli e reclutarli tutti. Grazie ai costosi mezzi a disposizione, riesce a intrufolarsi nel covo segreto del giovane Barry Allen (Ezra Miller), il talentuoso perito forense di Central City, capace di muoversi a una velocità superiore a quella della luce. Ma se convincere l’amichevole Flash a unirsi alla causa non si rivela così complicato, reclutare il ritroso sovrano di Atlantide non è impresa da poco, nemmeno per il vigilante mascherato. Nel reagire alle pretese di Wayne, lo straniero di nome Arthur Curry, conosciuto come Aquaman (Jason Momoa), sfodera un temperamento impulsivo e autoritario degno del suo rango, e simile a quello di un’altra new entry, Victor Stone, l’ex atleta rivestito di componenti meccaniche che si è guadagnato per questo il soprannome di Cyborg (Ray Fisher). Con la squadra così al completo, guidata da Batman, le forze della Justice League sono pronte a difendere il pianeta da un attacco di proporzioni catastrofiche.

 

 PADDINGTON 2

Ore 16.30

Ufficialmente trasferitosi nella mansarda di casa Brown a Windsor Gardens, Paddington (anche questa volta la voce italiana è quella di Francesco Mandelli) è diventato davvero popolare nel quartiere. E la notorietà dell’orso è destinata a crescere nel secondo capitolo delle sue avventure, Paddington 2.
In cerca del regalo perfetto per il centenario di zia Lucy, l’orsa che lo ha amorevolmente allevato nel “profondo e misterioso Perù”, l’orsetto ghiotto di marmellata si imbatte in un incantevole libro pop up, un esemplare unico scovato tra le meraviglie del negozietto di antiquariato del signor Gruber (Jim Broadbent). A corto di denaro, Paddington si rimbocca le maniche del cappottino blu, tira su la visiera floscia del cappello rosso e si cimenta in una serie di strambi lavoretti per racimolare la cifra necessaria. Ma quando il preziosissimo oggetto viene trafugato, tocca a Paddington e ai temerari componenti della famiglia Brown, capitanati da papà Henry (Hugh Bonneville) e mamma Mary (Sally Hawkins), acciuffare il ladro. I sospetti ricadono sull’attore narcisista Phoenix Buchanan(Hugh Grant).

 

 

THE PLACE 
Ore 18.30 – 20.30 – 22.30

Ispirato alla serie tv americana “The Booth at the End”, The Place, il nuovo film di Paolo Genovese, volge lo sguardo su un misterioso protagonista, ospite abituale a abitudinario di un locale dove se ne sta seduto, giorno e notte, al tavolo in fondo. Chi è quell’uomo? Non è importante. Al suo tavolo riceve dei visitatori. Ognuno di loro ha un desiderio, un desiderio profondo, un desiderio difficile da realizzare, se non impossibile. L’uomo misterioso è pronto a esaudire le loro richieste in cambio di alcuni “compiti” da svolgere. Quanto saranno disposti a spingersi oltre i protagonisti per realizzare i loro desideri? Chi di loro accetterà la sfida lanciata dall’enigmatico individuo, per il quale tutto sembra possibile?
A sedersi di volta in volta davanti al personaggio interpretato da Valerio Mastandrea, troviamo quelli interpretati da Marco GialliniAlba RohrwacherVittoria PucciniRocco PapaleoSilvio MuccinoSilvia D’AmicoVinicio MarchioniAlessandro BorghiSabrina Ferilli e Giulia Lazzarini.

Il cinema di Paolo Genovese è sempre stato corale. Ha sempre amato storie piene di personaggi e di situazioni che coinvolgono a catena intere vite, famiglie, esistenze, sempre all’insegna della risata. Ovvio che la formula non cambi in The Place, dopo il grande successo di pubblico, e fino a qui niente di sorprendente, ma anche di critica, questo davvero raro accadimento per una commedia, di Perfetti sconosciuti. Di quel film rimane l’ambientazione in un unico luogo, in questo caso un ristorante, in cui viene introdotto un personaggio misterioso, cliente abituale, che lo utilizza come sede di uno scambio quasi faustiano. Esaudisce i desideri dei suoi pazienti, visto che in fondo è un curatore della felicità altrui, in cambio di alcuni compiti non meglio precisati, almeno prima di aver visto il film. Chi accetta il patto rischia tanto, ma la finalità di questa idea è proprio sondare fino a che punto siamo o saremmo disposti a spingerci per raggiungere la felicità.

Come già successo per il suo grande successo di pubblico Immaturi, con tanto di seguito, anche The Place è un remake, per la precisione è l’adattamento di una serie del 2010, The Booth at the End, attualmente disponibile in Italia sulla piattaforma di Netflix. Due stagioni, per un totale di dieci episodi, prodotte per il canale americano FX, con protagonista Xavier Berkeley nei panni di the Man, l’uomo, che nella versione di Genovese è interpretato da Valerio Mastandrea, che sarà presto in sala con il suo esordio alla regia, Ride. Gli altri attori di Perfetti sconosciuti che tornano sono Marco Giallini e Alba Rohrwacher, mentre le nuove entrate sono numerose: Silvio MuccinoSilvia D’AmicoVinicio MarchioniRocco PapaleoSabrina FerilliVittoria PucciniAlessandro BorghiGiulia Lazzarini.

La sceneggiatura è di Genovese stesso insieme a Isabella Aguilar (Dieci inverni).
Nella colonna sonora il brano inedito The Place interpretato da Marianne Mirage, nome d’arte dell’italiana Giovanna Gardelli, da lei anche scritto insieme a Marco Guazzone e Matteo Curallo. Presente un altro brano della cantante, How Do You Feel Today?.
The Place è stato scelto come film di chiusura della Festa del Cinema di Roma 2017 (uscita cinema Italia 9 novembre 2017)

 AFMV – Addio Fottuti Musi Verdi 
Ore 16.30 – 18.30

Il gruppo di videomaker The Jackal sbarca al cinema con Addio fottuti musi verdi (abbreviato AFMV), un’ambiziosa satira fantascientifica che analizza, esasperandolo, il fenomeno della disoccupazione e della cosiddetta “fuga dei cervelli”.
Il giovane Ciro Priello, grafico napoletano ultra-qualificato, non riesce a trovare un impiego che lo soddisfi e valorizzi. Dopo aver inviato il curriculum praticamente ovunque, non gli resta che mandarne una copia anche nello spazio. Si troverà così a lavorare per una società aliena fondata su competenza e meritocrazia, concetti estranei al mercato italiano, dove riceverà finalmente l’attenzione che gli spetta. Tra astronavi rombanti, spade laser e comicità, quali saranno per Ciro le conseguenze del rapimento alieno?

 THE BROKEN KEY
Ore 20.15 – 22.30

Nel futuro descritto in The Broken Key, la carta è diventata un bene prezioso, la stampa è considerata reato e le biblioteche sono luoghi blindati ai quali soltanto gli studiosi più validi hanno accesso. Le informazioni scorrono attraverso una rete di dati che raggiunge ogni dispositivo tablet e smartphone, sotto il controllo della “Grande Z”, la Zimurgh Corporation. Il brillante accademico Arthur J. Adams(Andrea Cocco) sbarca in Italia con una missione: indagare sugli efferati omicidi che hanno recentemente scosso la penisola. Gli indizi spingono il giovane a imboccare un sentiero tortuoso, tracciato secoli prima da Dante Alighieri e dal pittore Hieronymus Bosch. In mezzo a un oceano di complesse simbologie riuscirà Adams a trovare il collegamento tra gli assassinii rituali?
Nel cast capitanato da Geraldine Chaplin, anche Rutger Hauer e Franco Nero.

CINEMA TEATRO TASSO
SORRENTO MUSICAL
Ore 21.30 (Per Info & Prenotazioni 0818075525)

Tutte Le Novità Su PROGRAMMAZIONE, RASSEGNA TEATRALE e PROSSIME USCITE Sono Disponibili Anche sul Sito Web! www.cinemateatroarmida.it

Per Informazioni 0818781470

Fauno notte club presenta stasera venerdì 17 novembre Somebody’s Story

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Fauno notte club,  discoteca di rilievo in penisola sorrentina, presenta, stasera, venerdì 17 novembre Somebody’s Story con il  dj-set by LUNARE PROJECT.

Start ore 23:00

Ingresso €15 entro le ore 01.00

 

Piano di Sorrento, convocato Consiglio Comunale per il giorno 21 novembre: ecco il programma

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Il Comune di Piano di Sorrento ha informato che il Consiglio Comunale è convocato, presso la sala consiliare ubicata al Il piano della Casa Comunale, in sessione STRAORDINARIA in prima convocazione per il giorno di martedì 21.11.2017 ore 18.00 ed, in mancanza di numero legale, in seconda convocazione per il giorno di mercoledì 22.11.2017 ore 19.00 per discutere e deliberare sull’Ordine del Giorno di seguito riportato.

Gli atti relativi agli affari da trattare sono depositati, ai sensi del vigente Regolamento comunale in materia, presso l’Ufficio di Segreteria per la consultazione da parte dei Consiglieri comunali.

Ecco gli argomenti che si tratteranno:

1. Società “Patto territoriale penisola sorrentina sopa”: adeguamento dello statuto societario e
trasformazione in società consortile a responsabilità limitata. Provvedimenti.
2. Comunicazione prelievo dal Fondo di Riserva;
3. Aggiornamento contributo di costruzione commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione
e del costo di costruzione;
4. Interrogazioni.

Positano, Sentiero degli Dei: ecco l’ordinanza dopo i crolli della scorsa settimana

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Positano. Come testimoniammo tempestivamente la settimana scorsa, a causa del maltempo del 6 e 7 novembre scorso sul Sentiero degli Dei si sono verificati dei crolli. Ecco che il Comune di Positano si è attivato ed ha emanato un’ordinanza per vietare il transito nei tratti interessati dai crolli, adeguatamente transennati.

E’ ordinato, infatti, il DIVIETO di utilizzo del “Sentiero degli Dei” parzialmente crollato per effetto delle avverse condizioni meteo del 06 e 07 Novembre 2017, nel tratto specificatamente indicato nell’allegata planimetria e nelle foto allegate alla presente ordinanza, fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza dello stesso. E’ disposto inoltre che il sentiero venga adeguatamente transennato in corrispondenza del crollo e che il divieto di l’ transito venga opportunamente segnalato con l’apposizione di cartelli all’inizio del sentiero stesso.

Pompei, scoperti 60 kg di datteri di mare pescati illecitamente in Penisola Sorrentina

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Continua la lotta alla pesca illegale dei datteri di mare in Campania. Una lotta che è stata particolarmente presa a cuore da parte della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, che non più di un mese fa fermò quattro pescatori di frodo che avevano pescato ben 100 kg di datteri di mare provenienti da Punta Campanella. Questa mattina, invece, un’altra operazione eccezionale è stata portata a buon fine a Pompei, dove è stato scoperto un deposito nascosto con ben 60 kg di datteri di mare pescati illecitamente in Penisola Sorrentina.

Tutto il materiale era destinato alla vendita illegale sia verso ristoranti che verso privati. E’ stato per questo fermato un pregiudicato di Castellammare di Stabia, tale V.G., con precedenti per reati ambientali. Successivamente il materiale è stato distrutto come prevede l’Autorità Giudiziaria.

Per tutto l’inverno le Forze dell’Ordine hanno combattuto contro questo tipo di pesca illegale, con risultati eccellenti, anche se questo sta a dimostrare che il fenomeno non accenna a placarsi. Un’operazione memorabile di quest’inverno è stata ad esempio, quella che ha visto 70 kg di datteri di mare sequestrati. Come sappiamo, negli scorsi mesi numerose sono state le denunce nei confronti di pescatori di frodo, in particolar modo in attività nell’area protetta di Punta Campanella. Un danno tremendo che viene inferto al sistema marino, all’intero ecosistema, e che viene sottovalutato dagli stessi malviventi e anche dagli acquirenti del mercato nero.

Tramonti, su Telenuova si parla di vini e viti centenarie

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Tramonti, dai limoni alle castagne, fino alle inebrianti uve, frutto di viti centenarie coltivati in piazzamenti. La troupe della televisione dell’Agro Nocerino Telenuova, si è portata nel Polmone Verde della Costa d’Amalfi.

Tramonti dalle frazioni basse a quelle alte rivela i tesori del proprio territorio, nella puntata trasmessa lo scorso 15 novembre. Il sindaco Antonio Giordano ha raccontato a Telenuova come un vino deciso, come il Tintore, sta trovando fama e mercato a livello nazionale, ricevendo ben due premi e affermandosi insieme ad altri trenta denominazioni del Bel Paese.

ESCLUSIVA – Varese, PositanoNews intervista il presidente ODG Carlo Verna: “Potenzialità del web enorme” – VIDEO

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Abbiamo avuto il piacere di intervistare il cronista napoletano, da poco nuovo presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna. Come sappiamo, Verna è stato eletto al primo scrutinio lo scorso 25 ottobre, ottenendo l’eccellente risultati di 46 voti su 59 consiglieri nazionali. Il giornalista, nato a Napoli il 16 marzo 1958, ha iniziato la sua attività come pubblicista nel 1977 con il quotidiano Roma e successivamente è stato direttore responsabile del mensile Il Lavoro nel Sud.

Come detto, abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole con lui a Varese, in occasione dell’evento Glocal News, al quale PositanoNews sta partecipando. “Questa è una iniziativa fondamentale. L’ho detto poco fa. Non è il web che deve legittimarsi, ma è l’Ordine dei Giornalisti che non si deve autodelegittimare non interagendo con questo enorme mare di libertà. La potenzialità del web è enorme”.

ABBÀ Perdono e inconsapevolezza

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ABBÀ Perdono e inconsapevolezza
Personale di Pier Paolo Patti a cura di Raffaella Barbato
Venerdì 24 novembre ore 18.30,
Galleria PrimoPiano Napoli, via Foria 118.

“Abbà, perdono e inconsapevolezza” è il titolo di piena ispirazione e riferimento evangelico della prima personale napoletana di Pier Paolo Patti. La mostra, visitabile fino al 15 gennaio 2018, si inaugura venerdì 24 novembre nei suggestivi spazi della home gallery PrimoPiano di Antonio Maiorino e Massimo Pastore.
Il progetto curato da Raffaella Barbato, nasce come riflessione sullʼattuale condizione di precarietà esistenziale e krisis dei valori di cui lʼuomo è al contempo vittima e carnefice. La mostra è articolatala in tre sale rispettivamente dedicate allʼImmanenza, allʼIncarnazione, alla Trascendenza alle quali lʼartista associa concettualmente il colore nero, rosso e bianco (Nigredo/nero/putrefazione – Rubedo/rosso/sublimazione – Albedo/bianco/distillazione), cromie che fanno riferimento alle trasmutazioni alchemiche, e che si ascrivono per l’artista, a simboli dello status evolutivo/involutivo dell’essere. Immanenza, incarnazione e trascendenza costituiscono i tre ordini di pensiero attraverso i quali problematizzare e costruire un’interrogazione complessa e articolata della esistenza, partendo dall’impegno consapevole richiesto all’individuo, in questo contemporaneo animato da allucinazioni ed emergenze incalzanti. La dialettica tra ricerca di un senso e lʼesigenza critica, sono da sempre per Pier Paolo Patti strumenti con i quali decodificare l’intero significato della vita così complessa e articolata: “un’ombra sono i nostri giorni sulla terra” (Giobbe); una necessità che spinge da anni lʼartista a indagare in modo quasi ossessivo i temi della violenza e del dolore generati dai conflitti e dalle contraddizioni sociali, passando da una dimensione realistica e ordinaria della narrazione artistica, da un spazio più intimo e spirituale. Lʼuso corale di differenti linguaggi, sapientemente accordati – dalla pittura, alla fotografia, dall’istallazione spaziale all’utilizzo del video – è una delle modalità che contraddistingue la costruzione del processo artistico attraverso il quale sollecitare questa interrogazione, un palinsesto di sovrascritture in continuo movimento – mutamento – creatrici di cortocircuiti percettivi e deja vù emozionali. Il progetto è supportato in alcuni aspetti tecnici da BAD (Bunker Art Division) di Peppe Buonanno.
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Pier Paolo Patti è un artista multidisciplinare le cui opere riflettono una pluriennale sperimentazione dei diversi linguaggi e media; un’arte che coniuga tecniche artigianali e nuove tecnologie. Autore di installazioni, video e performance, Pier Paolo Patti negli anni partecipa a mostre d’arte e festival audiovisivi in Italia e allʼestero, avvalendosi di collaborazioni consolidate con artisti e musicisti di fama internazionale. Nel 2017 è co-fondatore di Subsidence, sodalizio tra artisti e compositori di musica elettronica con il quale produce uscite discografiche e libri dʼartista, Dal 2012 è impegnato nel progetto Di.St.Urb. (distretto di studi e relazioni urbane/in tempo di crisi) come attivista e co-fondatore, fa parte della comunità ARTLANTE, studi e iniziative per l’arte contemporanea, nel 2002 fonda insieme a Stefano Cormino il marchio di produzione “Mastofabbro”, con il quale affronta e sperimenta linguaggi video, dal cinema dʼautore alla videoarte, dal mapping al teatro interattivo. Tra le ultime partecipazioni: “Diritto al futuro”, Museo dell’Arte del XX XXI secolo, San Pietroburgo; “Food as a social machine” NCCA, Samara (Russia); “ Beaucoup de filles et quelques garçon” Mamia Bretesche Gallery, Parigi; “Rendez-vous en Europe” (mostra personale), La Villa des Artes, Parigi; “PROFEZIA – stazione creativa”, Spazio MIL, Sesto San Giovanni – “Like Fireflies”, Museum of Modern and Contemporary Art di Rejeka, Croazia; “Skèpsis” (mostra personale), Spazio011, Torre Ann.ta (Na); “Resurrectio”, Abbazia di Pietro a Ruoti, Bucine – Arezzo; “Paleocontemporanea”, Catacombe di San Gennaro, Napoli; “VIII Shiryaevo Biennale of Contemporary Art” in Russia con il progetto Est Memoriale realizzato in collaborazione con Ciro Vitale; “Creatività e nuove tecnologie”, Museo MADRE – Napoli; “Die Werte der Gemeinschaft / Il Valore della Comunità”, Stuttgarter Kunstverein e.V., Stoccarda. Nel 2014 partecipa con il suo film breve “Janvier” a diversi festival internazionali tra cui: Storüng Festival a Barcellona, NYC Independent Film Festival a New York, Festival International Signes De Nuit a Parigi, FEST a Espinho, Seeyousound a Torino. Oltre ad importanti riconoscimenti riceviti da stampa e pubblico, vince tre premi al Cervignano Film Festival e uno al Festival di cortometraggi OʼCurt presieduto da Daniele Ciprì. Pier Paolo Patti è presente in cataloghi e riviste dʼarte e nuovi linguaggi con testi di: Marco Alfano, Raffaella Barbato, Franco Cipriano, Tiziana Di Caro, Annapaola Di Maio, Chiara Gelato, Felicio Izzo, Giuseppe Limone, Dario Marchetti, Carla Rossetti, Pasquale Ruocco, Stefano Taccone, Giacomo Verde, Maurizio Inchingoli, Novella Troianiello, Stefania Zuliani

INFO:
Visitabile su appuntamento
Galleria PrimoPiano – via Foria 118, Napoli – tel. 081 195 60 649 primopianonapoli@gmail.com – www.primopianonapoli.com
tel 081 1956 0649- cell 339 866 6198
www.pierpaolopatti.com

Vico Equense. EAV, Riunione del tavolo tecnico al Comune con Sindaco ed Assessori

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Vico Equense. Si è concluso positivamente il secondo incontro (il primo si è tenuto il 20 ottobre) del tavolo tecnico permanente sui trasporti, promosso dal Comune di Vico Equense con la collaborazione dell’EAV.

L’incontro, finalizzato al miglioramento del trasporto pubblico locale su gomma, ha visto la partecipazione del Sindaco Andrea Buonocore, degli Assessori ai Lavori Pubblici Gennaro Cinque e al Turismo Lucia Vanacore e dell’Ingegner Mariano Vignola, responsabile del trasporto automobilistico dell’EAV insieme a tecnici e dirigenti dell’azienda di trasporto regionale.

Tra le priorità messe in risalto dall’Amministrazione comunale, nel precedente incontro, l’incremento dei posti a sedere sugli autobus e il collegamento con via Le Pietre.

L’Amministrazione comunale si è impegnata alla realizzazione della segnaletica orizzontale e verticale sulla via Raffaele Bosco e da fine gennaio 2018 l’EAV, assicurerà al territorio di Vico Equense due nuovi autobus di 10 metri e 50, più lunghi di quelli in servizio attualmente, che hanno più posti a sedere. Anche per via le Pietre l’azienda di trasporto regionale ha manifestato la disponibilità, in via sperimentale, ad effettuare a breve il collegamento.

Ravello fra le 100 mete d’Italia premiate ieri a Roma a Palazzo Madama

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C’è anche il Comune di Ravello fra i premiati  ieri, 16 novembre, presso la  Sala Koch di Palazzo Madama a Roma, in occasione della cerimonia  100 Mete d’Italia. Il premio è figlio naturale del volume omonimo dell’editore Riccardo Dell’Anna e  traccia un percorso suggestivo fatto di colori, bellezza ed  identità locali. Protagonisti tutti i Comuni che sono simbolo ed esempio di un’Italia non solo bella ma anche combattiva, splendente e desiderosa  di rinascere.  La Cerimonia, sotto  il Patrocinio del Senato della Repubblica, dopo la registrazione dei partecipanti ed i saluti istituzionali con il ringraziamento ai partecipanti, ha visto gli interventi del Comitato d’onore. In apertura l’intervento del  Presidente, il Consigliere Antonio Naddeo, Capo del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Fra i componenti del Comitato d’onore,  Luigi Caso, Capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il noto critico d’arte  Vittorio Sgarbi, solo per citarne alcuni. Ben Cento le mete di eccellenza a cui è stato consegnato il  ” Premio Mete d’Italia”, caratterizzato da una simbologia floreale che rispecchia anche quella del volume. I fiori, infatti, costituiscono il fil rouge che lega i vari Comuni in un viaggio  fatto di paesaggi, profumi, specie vegetali e suggestioni. Ogni fiore indica  peculiarità e caratteristiche di ciascun Comune.

A Ravello è andato  il Premio Giacinto. Nel libro Cento Mete d’Italia,  il capitolo contrassegnato dal giacinto,  è riservato alle mete che sono state in grado di incentivare le attività sportive ed artistiche. Gare, ma anche  manifestazioni canore, di musica, teatro e danza, esaltati come cerniere  per aggregare artisticamente la comunità.
Un’identificazione assolutamente armonizzante con lo spirito di Ravello, non solo per l’indiscussa e celebre tradizione musicale, ma anche per la grande attenzione e passione nutrite dal Comune costiero  per un patrimonio paesaggistico e naturale che non smette di incantare il mondo.

Vico Equense, ex presidente cda Trinità Aniello Di Vuolo a processo: “Prelevò 24 mila euro dai conti dell’ente”

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Vico Equense. L’ex commissario straordinario nonché presidente del cda della Santissima Trinità Aniello Di Vuolo a processo. Le accuse della Procura sarebbero di falso e peculato. Di Vuolo, infatti, avrebbe prelevato circa 24 mila euro dai conti dell’ente e per la procura di Torre Annunziata avrebbe attestato la presenza di alcuni consiglieri del cda in diverse riunioni.

Vi aggiorneremo con ulteriori dettagli.

Amalfi. Comune diritto allo studio con l’esenzione totale per la mensa scolastica e il rimborso degli abbonamenti

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Amalfi privilegia il diritto allo studio. E lo fa sgravando dai bilanci familiari alcuni costi come quelli degli abbonamenti del servizio di trasporto pubblico e prevedendo l’esenzione dal pagamento del servizio di mensa scolastica per una quota di famiglie che ne faranno richiesta.

Il primo intervento, disposto dalla giunta comunale guidata dal sindaco Daniele Milano in collaborazione con la consigliera delegata a scuola ed istruzione Francesca Gargano, consiste nell’erogazione dei rimborsi, parziali o totali, a copertura della spesa dei viaggi effettuati con mezzo pubblico per tutti gli studenti pendolari iscritti e frequentanti la scuola secondaria di primo grado presso l’Istituto Comprensivo di Amalfi, purché siano residenti nelle frazioni di Amalfi e in possesso di abbonamento annuale.

L’altra agevolazione è per le famiglie alle quali l’Amministrazione Comunale offre la possibilità di esenzione totale del pagamento del servizio di refezione scolastica in base al valore ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). I destinatari sono i nuclei familiari residenti nel Comune di Amalfi, nei quali figurano alunni frequentanti la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I° grado del territorio del Comune di Amalfi. I nuclei familiari che intendono partecipare al all’avviso di esenzione dal pagamento della refezione scolastica devono presentare apposita istanza, da compilare sul modello scaricabile dal sito istituzionale dell’ente o disponibile presso il Servizio “Scuola e Politiche Sociali” del Comune di Amalfi. Alla domanda, che dovrà essere presentata entro le ore 12:00 del 29 dicembre 2017, vanno allegati il modello ISEE 2017 relativo ai redditi 2016 e il documento di riconoscimento del richiedente in corso di validità. La documentazione potrà essere consegnata a mano, direttamente all’ufficio protocollo del Comune, in busta chiusa con l’indicazione del mittente e con la dicitura “Istanza per esenzione pagamento refezione scolastica”, oppure a mezzo PEC, all’indirizzo amalfi@asmepec.it, indicando nell’oggetto la dicitura “Istanza per esenzione pagamento refezione scolastica”.

L’individuazione dei beneficiari avverrà secondo i seguenti criteri: ordinazione dei nuclei familiari con prevalenza del valore ISEE più basso; classificazione degli alunni – all’interno del singolo nucleo familiare – con ordinazione dalle classi d’istruzione superiori a quelle inferiori; attribuzione di valori ponderati agli alunni, in ragione del ciclo di istruzione frequentato (1 per alunni iscritti alla Scuola dell’Infanzia; 0,2 per alunni iscritti alla Scuola Primaria; 0,4 per alunni iscritti alla Scuola Secondaria di I° grado). La somma dei valori ponderati degli aventi diritto non potrà eccedere il limite di 70. A parità di ISEE saranno riconosciute le seguenti priorità: nucleo familiare con alunno diversamente abile o in condizione di gravità accertata e certificata dal competente Distretto Sanitario e maggior numero di familiari a carico; ordine cronologico di presentazione delle istanze al Protocollo Generale dell’Ente. La graduatoria redatta avrà la durata dell’anno scolastico in corso (2017/2018) e nel caso di rinuncia o decadenza per perdita dei requisiti, si procederà al suo scorrimento.

Per quanto riguarda la modalità di presentazione della domanda per la concessione di abbonamenti gratuiti i genitori degli studenti che intendono partecipare all’avviso devono presentare l’intera documentazione entro le ore 12:00 del 29 dicembre 2017. All’istanza, da compilare sul modello scaricabile dal sito istituzionale dell’ente o disponibile presso l’Istituto Comprensivo o presso il Servizio “Scuola e Politiche Sociali” del Comune di Amalfi, vanno allegati copia di un documento valido di riconoscimento del richiedente, copia dell’abbonamento annuale, eventuale ricevuta di pagamento e in mancanza di quest’ultima un’autocertificazione attestante la spesa sostenuta e la fotocopia del codice IBAN. Anche in questo caso la documentazione potrà essere presentata a mano, direttamente all’ufficio protocollo del Comune, oppure a mezzo PEC, all’indirizzo amalfi@asmepec.it, indicando nell’oggetto la dicitura “Istanza per concessione abbonamenti gratuiti”.

I cittadini diventano ricercatori nelle aree marine protette Punta Campanella e Regno di Nettuno

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Gli utenti potranno segnalare direttamente organismi marini e fenomeni naturali su portali di citizen science. Il 23 e 24 novembre il progetto di scienza partecipata sarà presentato ad un convegno al CNR a Roma

Un portale web di citizen science in grado di consentire a tutti la segnalazione di organismi marini e fenomeni di interesse naturalistico ed ecologico. Nelle Aree Marine Protette Punta Campanella e Regno di Nettuno i cittadini diventano ricercatori in grado di segnalare specie aliene e di pregio o anche guardiani del mare in grado di denunciare inquinamento marino e altre emergenze. Il tutto grazie al portale di scienza partecipata che sarà uno strumento prezioso per gli esperti e gli operatori dei due parchi marini che potranno contare sull’aiuto di tutti per individuare organismi o reti fantasma abbandonate nei fondali. L’innovativo progetto è stato realizzato in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, con il CNR( consiglio nazionale delle ricerche) e con l’Università Parthenope e segue altre iniziative simili (Blue Blitz e Blue Team in Action) promosse dall’Area Marina Protetta di Punta Campanella in questi anni
“Proseguiamo con le attività e i progetti che coinvolgono i cittadini, gli utenti del mare, indispensabili per un migliore controllo e una più estesa lettura dei fenomeni naturali che accadono all’interno di un’area protetta- sottolinea Antonino Miccio, direttore delle aree marine protette di Punta Campanella e del Regno di Nettuno- Senza dimenticare che è fondamentale la sinergia tra vari enti, come la rete che si è venuta a creare tra le aree marine protette della Campania, e in particolare del Golfo di Napoli, che si dimostra sempre più importante. Insieme si ottengono risultati migliori e con l’aiuto di tutti i cittadini si fa ancora meglio”
I due siti web già attivi (www.citizensciencepc.org per Punta Campanella e www.citizensciencerdn.org per il Regno di Nettuno) consentono, previa registrazione, la segnalazione -attraverso foto, video e testi- di organismi marini e fenomeni di interesse naturalistico-ecologico per l’ambiente marino riscontrati all’interno del perimetro delle AMP . Questo al fine sia di migliorare la conoscenza degli habitat e degli abitanti del mare , sia di segnalare anche eventuali problematiche ecologiche.
Potranno contribuirvi tutti i cittadini che, a vario titolo, fruiscono delle risorse del mare dell’AMP: dai gestori di diving e spiagge, ai pescatori professionisti e dilettanti, fino ai comuni cittadini che come bagnanti o subacquei ricreativi hanno sensibilità, interesse ed attenzione per la conservazione del proprio territorio e del mare. Chiunque vorrà, quindi, potrà diventare ricercatore o anche guardiano del mare, aiutando gli enti nella gestione dell’area protetta. Sono compresi nel frame di riferimento relativo alle segnalazioni sia organismi di particolare rilievo naturalistico ed ecologico, quali specie aliene ed invasive o di pregio ambientale, sia fenomeni di possibile degrado dell’ambiente, quali reti fantasma, fenomeni di mortalità massiva di specie o bloom di meduse e mucillagini, ed anche segnalazioni di emergenze archeologiche o fenomeni di vulcanesimo secondario, quali le fumarole di gas sommerse.
Il progetto sarà presentato in occasione della prima Citizen Science Conference in Italia, giovedì 23 e venerdì 24 novembre, nella sessione poster ‘Biological monitoring through citizen science’. Il poster dal titolo “A citizen science iniziative in the marine protected area Regno di Nettuno, Ischia Procida and Vivara islands, Gulf of Naples, Italy” (autori: M.C. Gambi, A. Biasco, C. Iacono e A. Miccio) sarà in esposizione per le intere due giornate ed impreziosisce un ciclo di conferenze che si svolgerà dal 23 al 25 novembre presso la sede centrale del CNR, sala conferenze, Piazzale Aldo Moro 7, a Roma, organizzato dalla Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei XL, in collaborazione con istituzioni italiane ed europee, con il supporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche e nell’ambito del programma LifeWatch-ITA (www.citizensciencerome2017.com). In un contesto prettamente internazionale, lo scopo della conferenza in citizen science è quello di esplorare lo stato dell’arte e le future possibilità in un campo relativamente nuovo ma molto promettente, quello della scienza partecipata.

Portale consultabile ai siti: www.citizensciencerdn.org www.citizensciencepc.org
Contatti : tel. +39 0812445300 – 0818089877 – fax +39 0812445347
email: info@nettunoamp.it – info@puntacampanella.org

Positano, finalmente si procederà con lo smontaggio della gru: chiusure sull’Amalfitana

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Dopo vari rinvii, finalmente ecco che lo smontaggio della gru a Positano è vicino. L’amministrazione Comunale, infatti, ha informato che la procedura comincerà il prossimo 21 novembre per tre giorni. Ecco perché è stata ordinata la chiusura della Strada Statale Amalfitana. Di seguito i dettagli:

E’ ordinata la chiusura della strada Statale 163 Amalfitana alla km.a 12+700 (Cas: Comunale di per i giorni 21-22-23/11/2017 dalle ore 0:00 alle ore 06:00 al fine a consentire io smontaggio della gru di cantiere installata per la realizzazione del’opera denominata “Ampliamento Casa Comunale”.

Le Imprese incaricate della smontaggio dovranno consentire, in caso di emergenza e/o soccorso il passaggio dei relativi automezzi.

Positano: Chiusura al transito veicolare della S.S 163 “Amalfitana ” dalle ore 0:00 alle ore 6:00 dal 21 al 23 novembre

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Positano:  Il comune comunica che, per favorire lo smontaggio della gru di cantiere, non sarà consentito il transito veicolare sulla S.S 163 “Amalfitana ” nei giorni 21-22-23 novembre 2017 dalle ore 0:00 alle 06:00

Marco Tezza e la Notte

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Marco Tezza Festival Piano Solo Salerno

Questa sera, Chopin e Schumann protagonisti de secondo appuntamento dell’undicesima edizione del Festival Piano Solo ospite del Salone dei Marmi del Comune di Salerno

Di Giulia Iannone

Sarà il pianista Marco Tezza, questa sera, alle ore 19, nell’abituale cornice del Salone dei Marmi di Palazzo di Città, ad impreziosire il secondo appuntamento dell’ XI edizione del Festival Pianistico Internazionale Piano Solo, promosso dai pianisti Paolo Francese e Sara Cianciullo, ospite del Comune di Salerno, con il contributo della Pisano Ascensori e la collaborazione di Santarpino Pianoforti. Da sempre la notte è stata fonte di alta ispirazione artistica ed ha esercitato il suo fascino, spesso ammantato di mistero, anche sui più grandi musicisti che, in particolare nel periodo romantico, hanno composto pagine ed opere immortali legate alle sensazioni che questa suscitava. La Notte può evocare la quiete di un chiaro di luna da cartolina, ma è soprattutto uno spazio-tempo della mente dove passioni, ricordi, emozioni e perfino incubi, si intrecciano e muovono l’anima. Una magia coinvolgente che emergerà con forza con il concerto dal titolo “… A proposito della notte”, che vedrà protagonista il pianista Marco Tezza, un artista completo che affianca l’attività di direttore d’Orchestra a quella di esecutore. La notte e la musica orientano l’immaginazione verso un’aspirazione squisitamente romantica: l’infinito e l’abisso. La musica e la notte richiamano un mondo in cui l’orizzonte si squarcia in profondità, riuscendo ad ampliare il campo dell’interiorità del personaggio e dell’Io autobiografico. Tezza “racconterà” tutte le sfumature della Notte attraverso una scelta di Notturni di Fryderyk Chopin e le visionarie fantasie dei Phantasiestücke di Robert Schumann. Ascolteremo lo Chopin del primo Notturno in Si bemolle dell’op.9, una vera e propria pagina di diario che Chopin deluso e amareggiato per l’accoglienza di Vienna, annota soffrendo terribilmente di nostalgia ma paradossalmente, assaporando voluttuosamente la sofferenza. Seguiranno le due pagine dell’op.37, di cui la prima presenta una situazione drammaturgica tipica del melodramma, con la prima parte simile ad un lamento e la seconda vicina ad un corale religioso, mentre la seconda è una cullante barcarola. Per il Notturno in Do op.48 si è pensato al tragico finale del Romeo e Giulietta shakespeariano, mentre il suo compagno d’opera in Fa Diesis, non si lega né emotivamente, né strutturalmente al primo, ma procede dalla sofferenza alla serena accettazione della stessa. L’omaggio a Chopin verrà chiuso con il notturno in Mi op.62, che presenta nella prima parte una calma, intensa melodia, collocata nella estensione della voce di contralto, con una parte centrale mossa e agitata. La seconda parte della serata, verrà interamente dedicata al Robert Schumann dei Phantasiestucke op.12, un’ opera in cui si respira un’aria di notturna poesia romantica tra modulazioni di affettuosa dolcezza espressiva e travolgente eccitazione psicologica. I pezzi fantastici datati 1838 sono otto, ma in realtà sarebbero nove. Schumann ne scartò uno poco prima della pubblicazione e lo sostituì con un altro, il n°7. Il pezzo scartato fu pubblicato molto tempo dopo la morte del compositore e solo un interprete, Claudio Arrau, lo ricollocò nella raccolta che stasera ascolteremo per intero. L’opera ci restituisce un quadro completo del pianismo schumanniano, infatti ciascuno dei pezzi ha un proprio carattere ben definito e differente al punto che quasi si stenta a cogliere l’unità del lavoro, mentre la relativa autonomia delle singole fantasie è confermata dalla loro struttura formale, estesa e compiuta. Si passa dal crepuscolarismo malinconico firmato da Eusebio dell’iniziale Des Abends, al travolgente entusiastico Aufschwung, si torna alla contemplazione nel duetto Warum?, transitando per le bizzarrie serene di Grillen, verso il cuore della collana e il tema della serata In der Nacht, mosso e frastagliato, per poi passare alla fiabesca Fabel, subito negata dal visionario Traumes Wirren, per chiudere con Ende vom Lied, che ristabilisce un clima di serenità, quasi umoristico e ironicamente maestoso. La notte schumanniana è ispirata alla storia di Ero e Leandro e di come quest’ ultimo venga risucchiato dai flutti mentre tenta di raggiungere a nuoto l’amata. Brano oscuro ed appassionato che dipinge forse il mare in tempesta o, forse, solo una tempesta dell’anima, in modi che preannunciano suggestivamente il rapporto voce-orchestra nel dramma wagneriano.

Sorrento, lavori metanizzazione: senso unico alternato in Largo Parsano Vecchio fino al 30 novembre

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Lavori di metanizzazione a Sorrento. Come fa sapere il Comune, la CEM costruzioni ha fatto richiesta per ottenere idoneo provvedimento temporaneo di circolazione, al fine di poter eseguire lavori di costruzione rete gas in via Largo Parsano Vecchio. E’ stato ritenuto necessario, per ragioni di pubblico interesse inerenti la circolazione stradale, di adottare i provvedimenti meglio specificati in dispositivo.

Ecco perché è stato deciso quanto segue:

L’istituzione temporanea del senso unico alternato regolato da movieri e/o impianto semaforico, in via Largo Parsano Vecchio, nel tratto di strada compreso tra gli incroci di corso italia e via del mare, dal 16 al 30
novembre 2017, dalle ore 22,00 alle ore 07,00 del giorno successivo.

E’ a cura dell’impresa richiedente predisporre la segnaletica provvisoria relativa a quanto disposto dalla presente
ordinanza, da collocare almeno 48 ore prima dell’entrata in vigore dell’ordinanza, nel rispetto delle disposizioni di legge vigenti.

Varese, “La Piedigrotta”: un angolo di Costiera Amalfitana in Lombardia! – FOTO

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Abbiamo avuto il piacere di scoprire un angolo di Costiera Amalfitana in Lombardia. Durante il nostro viaggio a Varese per il Glocal News, il festival del giornalismo che stiamo seguendo in prima persona, ci siamo imbattuti in una splendida pizzeria Gourmet: la Piedigrotta, di Antonello Cioffi, originario della Costiera. Possiamo dire il Ferran Andria Delle  pizze, la sua idea Delle pizze scomposte, sempre legate a prodotti tipici che si fa portare appositamente dalla Campania, oltre alla burrata di Andria dalla Puglia la abbiamo gustata e apprezzata .Una pizzeria  che si è affermata come una delle migliori pizzerie gourmet, che ha fatto della fantasia e della qualità il proprio marchio. Affascinanti le pizze scomposta da dessert e incredibile varietà di birre artigianali (oltre quaranta tipi!) Una addirittura di basilico da Benevento.  La pizza in questione si presenta con pomodoro aromatizzato allo zenzero del Madagascar, con gelato al Fior di Latte e foglia di basilico e birra barricata. La pizza si mangia aggiungendoci il gelato ed è un esplosione di sapori, come ha detto Cioffi: “Caldo, freddo, dolce e salato, tutto insieme”.

La Piedigrotta è nata nel lontano 1974, quando il signor Gaetano Cioffi ha aperto il suo angolo di Costiera Amalfitana nel centro storico della città di Varese. Sulla piazza del Podestà si apre una stradina, via Gian Domenico Romagnosi. Fatti pochi passi s’incontra l’ingresso di un locale, un locale che non t’aspetti. Più che una porta, si potrebbe dire un varco nell’iperspazio. Attraversando la sua soglia, compiamo istantaneamente un viaggio di quasi mille chilometri. Fuori c’è Varese, dentro, siamo sulla Costiera Amalfitana.

Con la legge sul “Whistleblowing” non più ritorsioni sui dipendenti che denunciano il malaffare.

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Proposto dal Movimento 5 Stelle, il provvedimento, poi votato in maniera trasversale, tranne da FI,  tutela i dipendenti che segnalino illeciti nelle aziende pubbliche ed anche private. Tra le misure il divieto di sanzioni o demansionamenti e la protezione dell’identità. Senz’altro un grande passo in avanti a favore della trasparenza e verso l’abbattimento di fenomeni illegali come la corruzione ed il malaffare in genere che si annidano anche in realtà all’apparenza sane come la penisola sorrentina. Per il presidente Anac Raffaele Cantone: “Una norma di civiltà”.

 Roma – Via libera definitivo dell’Aula della Camera alla legge sul Whistleblowing. In particolare, il dipendente, pubblico o privato, che segnala all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), o denuncia all’Autorità Giudiziaria condotte illecite, di cui sia venuto a conoscenza grazie al proprio rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito, mobbizzato in alcun modo e comunque subire ritorsioni o sottoposto ad altra misura organizzativa che potrebbe avere effetti negativi. Insomma non hanno nessun valore eventuali atti discriminatori o ritorsivi adottati dal datore di lavoro. L’identità del segnalante non può essere rivelata. Spetterà al datore di lavoro dimostrare che le misure discriminatorie siano motivate da ragioni estranee alla segnalazione da parte del dipendente.

Il testo, approvato a Montecitorio con il voto contrario di Fi e Direzione Italia,(i voti a favore sono stati 357, contrari 46, 15 astenuti)oltre ad integrare ed ampliare l’attuale disciplina prevista dalla legge Severino per i lavoratori del settore pubblico e privato. Infatti nello specifico prevede:

–  Atti discriminatori nulli. Con la nuova norma è previsto il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento e la nullità di ogni atto discriminatorio o ritorsivo. Inoltre è previsto il risarcimento del danno subito e il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dalla data di licenziamento a quella di reintegrazione.

– Segretezza dell’identità. Viene sancito il divieto di rivelare l’identità di chi segnala l’illecito, oltre che nel procedimento disciplinare, anche in quello penale e contabile. Non sono tuttavia ammesse segnalazioni anonime.

– Sanzioni a carico dell’ente. Se l’Anac accerterà l’adozione di misure discriminatorie nei confronti del dipendente che denuncia, potrà irrogare una sanzione a carico del responsabile da 5.000 a 30.000 euro. E una sanzione da 10.000 a 50.000 euro è prevista se l’Anac rilevi il mancato svolgimento di attività di verifica e analisi delle segnalazioni ricevute da parte dei soggetti responsabili.

– Clausola anti-calunnie. Ogni tutela salta nel caso di condanna del segnalante in sede penale (anche in primo grado) per calunnia, diffamazione o altri reati commessi con la denuncia o quando sia accertata la sua responsabilità civile per dolo o colpa grave.

“Abbiamo vinto!”, ha esultato Beppe Grillo sul suo blog, mentre  per il vice presidente della Camera, Marina Sereni: “è un altro passo avanti nella costruzione di un’Italia migliore”. – Particolarmante soddisfatto il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone  “La legge sul Whistleblowing è,una norma di civiltà,  perché chi segnala illeciti di cui è venuto a conoscenza sul luogo di lavoro non può essere lasciato solo”.

Oltre a rappresentare una efficace tutela di chi con coraggio ed audacia continua a segnalare illeciti in particolar modo da parte di chi dovrebbe tutelare e far rispettare le leggi dello Stato, in determinati territori all’ apparenza immuni da tali “scabrose” situazioni, il provvedimento può altresì rivelarsi come un prezioso strumento per tanti cittadini che pretendono il rispetto delle regole e trasparenza soprattutto dalle pubbliche amministrazioni. Allo stesso tempo incute timore ed equivale ad un forte ostacolo per coloro che insigniti di determinati poteri ,in molti casi continuano  a gestire la cosa pubblica a loro piacimento. Pertanto la nuova Legge può rivelarsi senza alcun dubbio un mezzo per rompere quel circuito omertoso caratteristico di tante realtà che rende difficoltoso evidenziare fenomeni corruttivi ed allo stesso tempo promuovere la legalità nei luoghi di lavoro e soprattutto proteggere coloro che con coraggio osano smarcarsi da determinati fenomeni.

– 17 novembre 2017 – salvatorecaccaviello

Sant’Agnello, paura ISIS: Comune installa barriere New Jersey

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Continua la paura per attentati ISIS. Il Comune di Sant’Agnello pare abbia deciso di installare durante le manifestazioni cittadine che sono previste per questo inverno delle barriere New Jersey che hanno lo scopo di proteggere i passanti da eventuali attentati tramite veicoli. Anche il Comune della Penisola Sorrentina, quindi, segue la direttiva del Viminale per quanto riguarda le manifestazioni pubbliche e non solo. Si parla di una spesa di oltre 5000 euro da parte dell’amministrazione comunale per comprare le barriere sopracitate.

Vico Equense. Il Circolo PD Carlo Fermariello parteciperà alle votazioni per il rinnovo del partito metropolitano

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Vico Equense. Il Circolo del #PD Carlo Fermarielo di Vico Equense, contrariamente a quanto deciso in precedenza (vedi QUI), procederà con le operazioni di voto per il rinnovo degli organi dirigenti del partito metropolitano.

Si comunica che nei giorni 17 e 18 Novembre si terranno, così come indicato nella Delibera nr. 1 del 14/11/2011 della Commissione Provinciale per il Congresso di Napoli, le operazioni relative al voto per l’elezione del Segretario Metropolitano.

Le operazioni di voto si terranno in Vico Equense presso il Complesso della SS. Trinità e Paradiso dalle ore 08:30 alle ore 13.00.

Il Direttivo del Circolo PD – Vico Equense “Carlo Fermariello”

Meta, nuova regolamentazione circolazione in via Marconi durante orario scolastico

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Il Comune di Meta di Sorrento ha ravvisato l’opportuna necessità di adottare apposite misure per meglio disciplinare la circolazione stradale nei pressi della scuola media di Via G. Marconi durante l’entrata e l’uscita degli alunni e garantire la sicurezza degli stessi, in considerazione anche delle numerose richieste in tal senso da parte dei genitori degli alunni. Negli orari di inizio e fine scuola, infatti, si registra un notevole aumento del flusso veicolare che per la maggior parte è costituito da veicoli che accompagnano e prelevano gli alunni, creando nella zona inevitabili difficoltà nella circolazione, con conseguenti sistematici ingorghi stradali difficilmente districabili, ingenerando seri inconvenienti alla viabilità con congestionamento del traffico.

Ecco perché è stato ordinato quanto segue.

Durante il periodo scolastico, precisamente dal 1° settembre al 30 giugno di ogni anno, escluso
i giorni festivi e i sabati, dalle ore 07,45 alle ore 08,15 e dalle ore 13,45 alle ore 14,15:

E’ istituito il divieto di accesso in Via G. Marconi, in direzione dall’incr. con Via Municipio verso
l’incr. con Via Del Salvatore.

E’ consentito in deroga al suddetto divieto, il transito del veicolo adibito a scuolabus, dei veicoli
adibiti al servizio trasporto studenti disabili, dei veicoli adibiti alla refezione scolastica, ai mezzi di
soccorso, di polizia e di emergenza.

I conducenti dei predetti veicoli dovranno porre la massima cautela nel percorrere il tratto di strada in questione, rispettando le norme di sicurezza e del Codice della Strada, garantendo sicurezza e fruibilità della sede stradale senza creare pericolo o intralcio nei pressi della scuola media, sollevando questo Ente da ogni responsabilità in relazione ad incidenti di qualsiasi genere e natura che possano derivare alle persone e cose.

Tale regolamentazione sarà indicata mediante installazione di idonea segnaletica.

Lorenzo Insigne: «Per l’Italia avrei giocato anche un minuto in porta»

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L’abbraccio di Sarri e dei compagni del Napoli lo ha confortato dopo giorni di sofferenza e dubbi. Perché soltanto quel quarto d’ora a Solna al posto di Verratti, il regista della Nazionale? Perché quella panchina a Milano mentre la barca affondava e si allontanava dalla Russia? Insigne si è fatto tante domande. Ma ha trovato la risposta? «Mi dispiace per non essere andato al Mondiale, adesso penso al Napoli». Il discorso non può esaurirsi qui, con parole diplomatiche. Perché la panchina di Lorenzo al Meazza è stata una scelta sbagliata e irritante. Insigne, quale risposta ha dato alle sue domande e a quella scelta di Ventura, che la riteneva così «determinante» da utilizzarla per un quarto d’ora in due partite? «Il mio sincero dispiacere è non partecipare ai Mondiali, soltanto e fortemente quello. Perché io dal primo giorno so quali sono le regole della Nazionale: non è importante chi gioca e le decisioni vanno sempre accettate. L’ho fatto anche quando sono stato utilizzato per un minuto». Ma quel ct confuso ha messo il migliore calciatore italiano a giocare da regista nel primo spareggio. «Io per la Nazionale avrei fatto anche il portiere perché questa è una maglia che deve essere rispettata senza discussioni. L’allenatore ha fatto altre scelte, riteneva che fossero quelli i giocatori giusti per portarci ai Mondiali. Nessuna polemica: questa maglia è un simbolo e io voglio indossarla ancora a lungo». I suoi compagni più anziani, però, sono rimasti sbalorditi dalle decisioni del ct: gli juventini avevano suggerito di far giocare Insigne, De Rossi ha alzato la voce per chiedere il suo ingresso in campo. «Ho ringraziato Daniele perché ha fatto un grande gesto, da vero leader che vuole aiutare la squadra. Sarei stato orgoglioso di andare in campo. Meritavamo il posto al Mondiale perché sono convinto che in Russia avremmo fatto una buona figura». Non è molto fortunato con i Mondiali: eliminazione dopo tre partite in Brasile nel 2014 e quelli in Russia li vedrà in tv. «Guardiamo avanti. Lavoreremo per due anni molto duramente per conquistare l’Europeo e giocarlo alla grande. Pensiamo al prossimo obiettivo». Con un nuovo ct: la Federazione prova a convincere Ancelotti. «Grande uomo di calcio, vincente da giocatore e da allenatore. Sa come si raggiungono risultati importanti. Ma è un discorso su cui un giocatore non deve pronunciarsi. Le scelte spettano ai dirigenti, noi dobbiamo impegnarci affinché vi sia un grande gruppo di lavoro». Lo era quello che ha allenato Ventura? «Sì, era lo stesso guidato da Conte agli Europei, con qualche innesto. Una rosa di spessore in cui ognuno ha la fiducia del compagno. Ci sono grandi calciatori che hanno annunciato a Milano il loro addio, a cominciare dal capitano Buffon. Noi più giovani ma da tempo nel giro della Nazionale dovremo continuare a portare avanti il discorso». Cosa rappresenta, dopo questa ferita umana e non solo professionale, il ritorno al San Paolo? «Meno male che ci sono le due partite con Milan e Shakhtar: saranno d’aiuto per tornare forte mentalmente e fisicamente. Giochiamo due volte a distanza di pochi giorni, la gente ci darà la spinta così come ha fatto in altre gare importanti, quelle contro l’Inter e il Manchester City». Tra due giorni c’è il Milan, l’unica grande che ha finora deluso dopo quel mercato da 230 milioni. «Ma attenzione nelle valutazioni dopo poche settimane. Il Milan ha acquistato tanti stranieri ed è necessario un periodo di adattamento in un campionato impegnativo. Abbiamo giocato 12 partite, poche per farsi un’idea chiara su quanto può accadere in questa stagione». Poi ci sarà lo Shakhtar, sfida chiave per la qualificazione agli ottavi di Champions: ci credete anche dopo tre sconfitte in quattro partite? «Eravamo un po’ giù dopo quella col City, ora abbiamo voglia di riscattarci e di battere lo Shakhtar. Il passaggio del turno dipenderà anche da quanto riusciranno a fare gli inglesi nell’ultimo match in Ucraina. Se non vi riuscissimo, non sarebbe colpa del City ma solo nostra. Ora, però, testa al Milan e al campionato». Il Napoli primo, la Juve a un punto: cosa fare per evitare ulteriori avvicinamenti? «La massima attenzione perché altrimenti potrebbero verificarsi risultati come quello di Verona. E se perdiamo altri punti c’è il rischio che ci scavalchino». Ecco, la differenza tra questo Napoli e quello anche del recente passato è nella valutazione del pareggio col Chievo: c’è rammarico per il risultato che ha portato la Juve a meno uno. «Sono queste le partite da vincere. La situazione al vertice resterà grossomodo questa finché le squadre più piccole non daranno fastidio alle più grandi. È in quel momento che potrebbe esserci una svolta e noi dovremo essere pronti. Abbiamo voglia di altri risultati importanti perché stiamo lottando per un grande obiettivo». Gioca da titolare nel Napoli da oltre un anno e sabato sarà la cinquantasettesima partita consecutiva: come fa ad essere sempre così brillante? «Abbiamo scelto questo mestiere, un calciatore deve farsi trovare semprein piena efficienza fisica per giocare e divertirsi. L’aspetto più delicato è quello mentale. Ma dobbiamo stringere i denti nei momenti di difficoltà per avere questo passo fino alla fine». Forse servirebbe un po’ di respiro anche per gli attaccanti: Ounas e Giaccherini hanno giocato poco. «Sa Sarri come gestire gli uomini, lui studia gli allenamenti e ha l’opinione più corretta su ognuno di noi». Le manca Ghoulam, sua spalla sulla fascia sinistra? «Un grande giocatore, però Hysaj e Mario Rui possono dare un ottimo contributo. Non dobbiamo piangerci addosso, andiamo avanti e aspettiamo il momento del rientro di Ghoulam. Che tornerà alla grande». Suo fratello Roberto è diventato protagonista a Parma. «È un anno importante per lui. Si è svegliato e si sta mettendo in mostra. Sarebbe bello un giorno giocare insieme a Napoli». Lorenzo è stato svegliato da Sarri? «Io ho fatto tanti sacrifici fin da piccolo, ho giocato in C e in B prima del Napoli. Ho avuto tanti allenatori e da tutti ho ricevuto qualcosa di utile per la mia crescita. In questi ultimi anni sono migliorato sotto l’aspetto della continuità di rendimento e adesso sento di poter davvero regalare qualcosa di importante alla mia squadra, alla mia città, alla mia gente». (Francesco De Luca – Il Mattino)

Terremoto di Ischia, tributi sospesi fino al settembre 2018. Accolte dal Senato le richieste di sfollati e imprenditori

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Supera lo scoglio del Senato l’emendamento alla Finanziaria a favore di Ischia e delle popolazioni colpite dal terremoto del 21 agosto. È di ieri il voto favorevole del Senato, che ha così approvato il pacchetto di emendamenti che stanzia i fondi a favore della ricostruzione e che blocca il pagamento delle tasse da parte dei terremotati. Un risultato importante questo, che premia le iniziative messe in campo dal presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca. Il voto favorevole nel corso dei lavori per la conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili. Il nuovo articolo 2 del Ddl 2942 prevede dunque numerose novità per i territori e per le aziende che hanno ricevuto danni dal terremoto del 21 agosto. Un testo alla cui stesura hanno collaborato Federalberghi Ischia e nazionale, e per l’approvazione del quale il comitato degli sfollati si era mobilitato nei giorni scorsi in piazza, trovando subito anche l’appoggio del presidente De Luca che si era fatto carico di promuovere un incontro a Roma con i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari. Il testo approvato ieri, salvo improbabili modifiche nel successivo passaggio alla Camera, farà parte della nuova legge. Accolte dunque le richieste dei terremotati che – persone fisiche ed aziende – si vedranno sospendere il pagamento delle tasse fino al 30 settembre 2018, e si vedono stanziati i primi fondi statali per sostenere i costi della ricostruzione e della riapertura delle aziende, per gli aventi diritto nei comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio. Fra le imposte sospese c’è l’Imu sui redditi dei fabbricati ubicati nei tre comuni colpiti dagli eventi sismici, purché distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, in quanto inagibili totalmente o parzialmente. I fabbricati in questione vengono esentati anche per ogni altro tipo di tributo locale. Il contribuente avente diritto potrà dichiarare, entro il 28 febbraio 2018, la distruzione o l’inagibilità totale o parziale del fabbricato all’autorità comunale, che nei successivi venti giorni trasmetterà copia dell’atto di verificazione all’ufficio dell’Agenzia delle entrate territorialmente competente. Il decreto poi determina anche i criteri e le modalità per il rimborso ai Comuni interessati del minor gettito tributario. Per i Comuni ischitani il fondo di compensazione dovrebbe essere di un paio di milioni di euro. Trenta milioni di euro sono stati poi stanziati per la ricostruzione, mentre 10 milioni sono stati iscritti a bilancio per la ripresa delle attività produttive; le piccole e medie imprese fruiranno di un contributo in conto capitale pari al 30 per cento della perdita di reddito dovuta alla sospensione parziale o totale dell’attività nei sei mesi successivi agli eventi sismici stessi. Tale perdita di reddito, precisa il decreto, viene calcolata sulla base dei dati finanziari dell’impresa colpita confrontando i dati finanziari dei sei mesi successivi al 21 agosto 2017 con la media dei tre anni scelti tra i cinque – ove disponibili – precedenti il verificarsi degli eventi sismici, escludendo il migliore e il peggiore risultato finanziario e calcolandola per lo stesso semestre dell’anno. (Massimo Zivelli – Il Mattino)

 

Montecorice. Rubata per la seconda volta, nel giro di due anni, la Madonna delle Lacrime dalla cappella Tortora

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È stata rubata per la seconda volta, nel giro di due anni, la Madonna delle Lacrime, sistemata nella cappella votiva della famiglia Tortora, in località Ripe Rosse di Montecorice. L’episodio è accaduto nei giorni scorsi e a darne notizia è stato l’avvocato Alvaro Tortora, nipote dei coniugi Filomena e Alvaro Tortora, che vollero realizzare tale cappella votiva nel lontano 1958 per una grazia ricevuta. «In questi giorni, dopo che i miei nonni ci hanno lasciato, entrambi, per vivere insieme eternamente – denuncia il giovane nipote su Facebook – abbiamo scoperto, con enorme disgusto, che anche questa statuetta è stata rubata». La statuetta votiva sparì per la prima volta nel mese di maggio del 2015 e non fu mai ritrovata, tanto che la famiglia Tortora la sostituì con un’altra rappresentante sempre la Madonnina delle Lacrime. «Spero che chiunque sia stato si ravveda e riporti la Madonnina al suo posto», aggiunge il giovane avvocato. Diversi commenti di sdegno sono stati espressi anche dalla comunità locale. C’è chi ha parlato di «vergogna», chi di «gente senza alcun valore». (Antonio Vuolo – Il Mattino)  

“Da Santa Maria di Monserrato all’Annunziata”. Gruppo di Ciro Ferrigno

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Domenica 19 novembre alle 18.30 presso l’Oratorio della Annunziata, il gruppo Culturale di Ciro Ferrigno, racconterà con testi, musica, canti e letture, la storia di questo passaggio.

 

 

tratto dal libro di San Michele

La più antica testimonianza sn una chiesa dedicata all’ Arcange·
lo Michele nel sito dell’attuale Basilica si trova in un documento
custodito nell’archivio parrocchiale. Il “Libro del patrimonio della
venerabile chiesa staurita capitolare di Santo Michelarcangelo di
Piano vicino Sorrento gionta e unita con le staurite di Santa Maria
di Monserrato e Santa Maria della Neve”51 dà notizia dell’esistenza
nel XV secolo di una chiesa dedicata a S. Arcangelo. Secondo il
docu1nento si trattava di una chiesa staurita o estaurita, termine
che designa in genere le chiese cristiane edificate su preesistenti
templi pagani, la cui denominazione trae origine dal vocabolo
greco m:aupoç, “croce”, che indica la consacrazione a Cristo del
luogo52. Ulteriori attestazioni dell’esistenza della Chiesa di S. Mi·
chele Arcangelo a Carotto in quest’epoca sono l ‘ atto di fondazione
dell’attigua Chiesa d i S. Maria di Monserrato, datato 1 422, e uno
strumento del notaio Nicola De Madiis del 1 45 1 53.
L’esistenza in quell’epoca di un luogo di culto

In base ai riferimenti presenti nel documento, si può ipotizzare
che la chiesa di S. Maria di Monserrato fosse stata edificata nell’area
dove attualmente sorge la chiesa della SS. Annunziata70.

Tra il 1600 ed i l 1 63 1 1 ‘antica chiesa di S. Maria di Monserrato
fu dedicata alla SS. Annunziata ed è tuttora sede della confraternita

Successivamente, nel XV secolo, accanto alla chiesa dedicata
ali’ arcangelo Michele sorse una seconda chiesa, attigua alla p1ima:
S. Maria di Monserrato, di cui possediamo una sintesi dell’atto di
fondazione65, custodito nel!’ Archivio parrocchiale. Vi si legge che
nel sesto anno di regno della regina Giovanna di Dahnazia, Ungheria
e Sicilia, il presbitero Francesco Maresca e altri nobiluomini del
casale di Carotto, “confratelli fustiganti dell’Insigne confraternita
d i S. Maria di Monserrato”66, chiesero di edificare una chiesa con
annessa cappella, dedicata alla Beata Vergine Maria di Monserrato67.

Atto del 10 Agosto 1422
Trascrizione
In nome di Cristo Amen. Anno della sua natività 1422 regnante l’Eccellentissima signora nostra Giovanna di Dalmazia, per grazia di Dio Regina
delle province di Ungheria e della Sicilia e anche della Dalmazia, della Croazia, della Serbia, della Galizia, della Lacedemonia, de1la Cumania
e della Bulgaria, contessa di Forcalceri e Pedernonte; in verità anno sesto del suo regno, giorno decimo del mese di agosto, in più anno 15° dell’Indizione.
Accanto alla Chiesa di S. Arcangelo, sul luogo di Carotto piana di Sorrento, noi Nicola Ro111ano della città di Sorrento, giudice dì
Sorrento conformemente al contratto annuo, e, per le sue competenze per il presente anno 15° dell’Indizione, Lazzaro Guardiano della predetta
città di Sorrento pubblico notaio per tutto il regno di Sicilia, e i testi sottoscritti, a ciò specialmente chiamati e richiesti di esser presenti, con
scritto pubblico dichiariamo, facciamo noto e attestiamo ciò: il predetto giorno a noi giudice e notaio di cui sopra e ai testi sottoscritti all’uopo
ricercati (sono state) fatte preghiere a noi per gli uomini infrascritti probi e leali, vale a dire a favore del presbitero Francesco Maresca, di Angelo
Russo, Giovanni Palomba, Americo de Cennamo, Petrillo di Angelo, Do1nenico di Cotone, Marino Ferelli, Petrillo Gentile, Angelo Marcicotine,
Domenico de Poli, Filippo Primo, Martini Ferraiolo, Santilli Ponza, Giusto Massa, Filippo Coppola, Vituli Buonocore e Iacopo de Cennamo
confratelli fustiganti di Piano di So1Tento dell’insigne Confraternita di S. Maria di Monserrato, al fine di costruire, per loro e per gli altri infrascritti,
nel modo che sotto diremo nel territorio infrascritto, agendo per se stessi e in nome e per parte di: Francesco Ferrilli, dcl presbitero Pandolfi
de Massa, Antonello de Massa, Agurello de Massa, Santilli de Massa, Antonello de Angelo, Ambrosio Marcsca, Marco Fontana, Bartolo1neo
Solano giudice e presbitero di Massa, Sabatclli Longobardi, Liguori Armani, Silvestro Amalfitano, Antonello de Poli Gazoni [?], Primo Anichini,
Piscicelle Carlutti, Cavili Iacobi de Parchu, Andrea de Iommo e Carlutii Cote, del predetto piano di quei confratelli nella stessa confraternita,
cosicché sono presenti anche se assenti, personalmente invitati con il venerabile presbitero Bartolomeo Spasiano cantore della maggiore Chiesa
Sorrentina e dcl reverendo padre in Cristo e del signore di Dio Bartolomeo e per grazia della sede apostolica dell’arcivescovo di Sorrento vicario
generale in spirito. Presso il luogo predetto, cioè in quel territorio attiguo al ca1npanile della detta chiesa di S. Arcangelo, dalla parte della via
pubblica vicino detto campanile, vicino la detta chiesa di S. Arcangelo, vicino la detta via pubblica dove per i detti confratelli troviamo gli altri
confini del te1Titorio concavo, in esso e nello stesso tempo in casa [?l, i predetti confratelli per se stessi e per i detti confratelli assenti (danno)
l’assenso corale a noi e al detto vicario, e anche, essendo presenti, al presbitero Singnurello de Massa e al presbitero Giovanni Iaccarino di Piano,
rettore magno della detta chiesa di S. Arcangelo. Ascoltati e intesi gli stessi confratelli è stato disposto che la detta associazione in pri1no luogo
a Dio, nel detto ten·itorio concavo, deve edificare costruire e fare una chiesa e una cappella a lode e gloria di Dio sotto il nome e titolo di Beata
Maria di Monserrato, per loro uso lecito, per riunirsi onestamente, per celebrare messa, per seppe Il ire i morti e per gli altri atti di devozione,
carità, giustizia e onestà. Non (si) deve a1Tecare danno alla detta chiesa di S. Arcangelo e anche ai rettori, sopraltutto perché nella chiesa che sì
deve fondare occo1Te posizionare (da parte) del prelato e dcl Vescovo la prima pietra angolare. I predetti confratelli per se stessi e per gli altri
predetti assenti non sani (devono) avere la presenza del detto signor Arcivescovo, (in virtù) della sua assenza dalla città di So1Tento, (non potendo)
esser presente a causa della peste presso S. Fortunata fuori Sorrento e temendo di venire nel luogo predetto a causa della detta peste (essi) si
sono recati dal detto signor vicario chiedendo perciò di lui stesso, secondo la potestà del suo officio e anche secondo la potestà e l’autorità a luì
trasferita e concessa, cosicché in nome del detto signor Arcivescovo con pronuncia a viva voce è stato considerato degno di sorvegliare la solennità
esposta nel detto tc1Titorio concavo nel quale (si offre) alla grazia divina e a sua lode onore e gloria per i detti confratelli a favore della
eletta chiesa e cappella sotto il nome di S . Maria di Monserrato. (Si è proposto) che si deve fondare e sistemare la prima pietra angolare in tal
1nodo che il predetto vicario, piegato, con orazioni e giuste preghiere degli uo1nini onesti e leali com’è necessario, deve raccomandare al Signore
il proposito molto onesto e pio di quelli ( . . .. ) cd inoltre quello, che come sopra detto con pronuncia a viva voce per conto di quel signor arcivescovo,
procede, a detta posa in opera della detta pietra angolare, con i priori. Per loro (si sono fatte dire) il Padre Nostro con altre preghiere
consuete, (il vicario) con camice e stola prese quella pietra di marmo nella sua mano e su di essa disse una preghiera nel modo che segue trascritto:
“O signore esaudisci la mia preghiera. Signore Ti preghiamo. Benedici o Signore questa creatura di pietra, affinché sia rilnedio e salute
per il genere u1nano, e per l’innocenza del Tuo nome fa che a chiunque entri la chiesa, che si deve edificare e costruire, dia aiuto alla mente,
sanità al corpo e ottenga il conforto dell’anima. Per il Signore Nostro Gesù Cristo tuo figlio che vive e regna per i secoli dei secoli. Amen.” E

 

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Sala Consilina. Saccheggiate cinque case, raid in market e tabacchi

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Ladri in azione nel Vallo di Diano. Nel mirino sono finite abitazioni, supermercati e tabaccherie. I malviventi hanno colpito soprattutto a Sala. Sono almeno cinque le case, in località Madonna del Latte, svuotate dai banditi, entrati da finestre e balconi. In un’occasione la figlia dei proprietari ha sentito dei rumori dal piano superiore. È salita insieme ai genitori e ha trovato la casa a soqquadro. I ladri hanno portato via diverse migliaia di euro e – secondo alcune indiscrezioni – anche una pistola. Tutto è avvenuto intorno alle 18, all’imbrunire. È caccia all’uomo, i carabinieri stanno ricostruendo il loro cammino. Probabile che la fuga sia avvenuta prima a piedi, poi lungo l’autostrada. Furti a vuoto, invece, in un supermercato e in una tabaccheria. I ladri (occorrerà capire se si tratta della stessa banda) hanno divelto una saracinesca a Padula Scalo ma sono stati messi in fuga dalle guardie giurate dell’istituto di vigilanza La Torre. Poi hanno tentato di entrare dal tetto del supermercato Lidl, nella frazione Trinità. L’obiettivo era la cassaforte. I carabinieri li hanno messi in fuga. (Pasquale Sorrentino – Il Mattino)

Ascea. Gioca a carte e fa la spesa, finto cieco deve restituire 60.000 euro

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Salerno. Giocava a carte e faceva la spesa, ma da oltre cinque anni percepiva la pensione di accompagnamento per la sua condizione di cecità assoluta. Un falso cieco è stato smascherato nel Cilento. A scoprire la truffa i militari della Guardia di Finanza di Casal Velino. Dopo accurate ed attente indagini le fiamme gialle hanno denunciato il falso invalido alla Procura della Repubblica. A finire nei guai un 35enne di Ascea. L’uomo dal 2012 ha ricevuto regolarmente ogni mese un’indennità di accompagnamento. Per l’Inps era un soggetto non vedente. In base alla documentazione presentata al finto invalido era stata riconosciuta regolare pensione. La truffa gli avrebbe fruttato oltre 60.000 euro. Una cospicua somma che ora l’utente dovrà restituire. Le indagini delle fiamme gialle sono state avviate sotto la spinta della procura della Repubblica di Vallo della Lucania con il sostituto procuratore Paolo Itri e il neoprocuratore capo Antonio Ricci. Negli ultimi mesi le fiamme gialle hanno proceduto ad una serie di accertamenti raccogliendo elementi utili a smascherare la truffa messa in piedi dal finto invalido. I militari hanno eseguito pedinamenti e appostamenti seguendo l’uomo nella sua vita quotidiana. A documentare la falsa invalidità anche videoriprese. Nelle immagini realizzate dalle fiamme gialle è accertato che il 35enne è un soggetto sano, per nulla cieco. Il finto invalido svolgeva infatti normali attività quotidiane. In particolare accompagnava il figlio a prendere l’autobus, faceva la spesa e a volte aiutava altre persone a portare le buste della spesa, e non si negava una giocata a carte al bar con gli amici. Un finto invalido a tutti gli effetti. Gli è andata bene per cinque anni, fino all’intervento delle fiamme gialle. Durante un controllo in materia di rilascio dello scontrino fiscale i militari della finanza di Casal Velino hanno fermato il falso cieco che, quale cliente, ha firmato tranquillamente il verbale. Come una persona in perfetta salute non ha avuto alcun problema a scrivere il proprio nome, condizione in contrasto con il suo stato di invalido per cecità assoluta accertato per ottenere la pensione di invalidità. Espletate le formalità di rito per il 35enne è scattata la denuncia alla competente autorità giudiziaria. Il reato ipotizzato è truffa aggravata ai danni dell’Inps. Nei suoi confronti la Procura della Repubblica di Vallo ha emesso provvedimento diretto al recupero della somma indebitamente percepita negli ultimi cinque anni. (Carmela Santi – Il Mattino)

Salerno. Concluse indagini preliminari. L’attore Diele, che investì e uccise una donna, accusato di omicidio stradale

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Omicidio stradale aggravato dall’assunzione di sostanze stupefacenti. È il titolo di reato contestato all’attore Domenico Diele dal sostituto procuratore Elena Cosentino nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Bisognerà ora capire se Diele, ai domiciliari a Roma con il braccialetto, deciderà di sottoporti ad interrogatorio oppure se la procura, trascorsi i tempi previsti dalla legge, procederà direttamente con la richiesta di rinvio a giudizio. L’attore poco più che trentenne è difeso dai legali Viviana Straccia e Ivan Nigro. Questa estate mentre era sull’autostrada sbalzò in aria uno scooter con a bordo una giovane donna, Ilaria Dilillo, uccidendola. Guidava sotto effetto di alterazione psicofisica da uso di sostanze stupefacenti. Cosa che, nell’immediatezza dei fatti, aveva confessato dichiarando anche di essersi distratto perché stava cambiando la stazione alla radio. Il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta già in sede di convalida del fermo aveva chiesto per lui il carcere ma il gip non glielo aveva concesso. Diniego della custodia cautelare in cella fatto anche dai giudici del Riesame che non accolsero l’appello della procura ritenendo che la «misura cautelare in atto sia pienamente adeguata all’esigenza cautelare e alla personalità di Domenico Diele in quanto lo isola impedendogli ogni possibilità di locomozione e anche di contatto o comunicazione con persone diverse dalle conviventi. Così facendo gli impedisce di rifornirsi di altro stupefacente non potendo contattare il fornitore e, soprattutto, gli impedisce di utilizzare l’auto». L’auto. È proprio questo uno dei punti critici sui quali si è sempre basata l’accusa contro Diele. L’attore al momento dell’incidente aveva la patente ritirata. Nonostante ciò aveva deciso di prendere la propria Audi e di andare in Basilicata al matrimonio di una cugina, facendo tardi e correndo a velocità sostenuta per rientrare quanto prima nella capitale dal momento che poi di qui sarebbe dovuto ripartire l’indomani per la Puglia dove stava girando un film. Un dettaglio sul quale il sostituto procuratore Cosentino torna anche nel sui avviso di conclusione delle indagini preliminari evidenziando come al momento dell’incidente l’attore avesse disponibilità di droga che era anche nel portacenere della sua auto; quindi la presenza nelle urine di oppiacei e cannabinoidi; e che aveva affrontato un viaggio di 450 chilometri con la patente sospesa e con un’auto priva di copertura assicurativa, tutto questo per un motivo futile: andare al matrimonio della cugina. Anche se il provvedimento del gip era stato contestato, il giudice per le indagini preliminari Fabio Zunica ha sempre usato nel suo provvedimento parole molto forti nei confronti del giovane attore ritenendo che «il giudizio sulla ritenuta propensione specifica dell’indagato alla commissione di illeciti dello stesso genere di quello per cui si procede appare inoltre significativamente corroborato dalla circostanza che Diele si è messo alla guida della sua vettura, con una presenza, nell’organismo, di sostanze stupefacenti». Quindi aveva scritto: «a prescindere dalla prova dell’effettiva incidenza sull’equilibrio psico-fisico, vale a delineare in termini ulteriormente negativi la personalità dell’indagato, tanto più se si consideri che la consuetudine con gli stupefacenti era già emersa in precedenti, diverse occasioni». Ricordando che Diele «il 7 gennaio 2009 era stato segnalato a Siena dalla Guardia di Finanza di Gioia Tauro perché in possesso di hashih». (Petronilla Carillo – Il Mattino)

NA 12/11/17 presso teatro S. Maria della Libera pres.to spettacolo “Note in valigia”

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Cronaca di un evento

Domenica 12 novembre u.s. presso il teatro S. Maria della Libera gremito di pubblico, Antonio Onorato ha proposto lo spettacolo musicale “Note in valigia” a cura di Giuseppina  Busiello.

Lo spettacolo che è stato presentato da Maria Adele Gubitosi ha visto come protagonisti: Giò Siciliano, Angela Prota ed i Sulamore.

Due ore e passa di spettacolo sono volate sulle note delle più belle canzoni che hanno cantato Antonio Onorato, Giò Siciliano e Angela Prota artisti consumati di palcoscenico che il pubblico ha applaudito ad ogni brano.

Hanno  accompagnato i cantanti i maestri Massimo Piscopo e alla chitarra Gianfranco Matarazzo.

I Sulamore hanno presentato sketch comici e canzoni accompagnandosi con i loro strumenti.

Quando si è chiuso il sipario, la platea ha applaudito all’unisono.

Alberto Del Grosso

Giornalista Garante dei Lettori

del giornale Positanonews

Nota: A breve inserirò anche un filmato di audio video girato durante lo spettacolo.

 

 

PRIMA TOONADO SPORT EXPERIENCE!!!

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Mattinata di Trekking in una cornice mozzafiato, guidati da professionisti del settore. L’energia, la passione e il senso di squadra di TOONADO vi travolgeranno in un’esperienza di puro sport outdoor! TOONADO Member T-shirt in regalo!

QUALCHE INFO IMPORTANTE:
Punta Campanella, lingua di terra che si allunga sul Mediterraneo; congiunzione tra la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana, che sembra ricongiungersi con l’Isola di Capri.
Percorso: Termini- Punta Campanella-Monte San Costanzo- Termini
Lunghezza 7,5 Km- Altitudine 628m- 628m

-Percorso di media difficoltà adatto a chi è abituato a camminare, c’è un’alternanza di salite e discese
-Abbigliamento sportivo a strati
-Scarpe da ginnastica/ da trekking
– Acqua
– È preferibile portare solo uno zainetto piuttosto che una borsa per avere le mani libere

AVVERTENZE:
-Non adatto a chi soffre di vertigini, ai cardiopatici e a chi ha problemi di pressione arteriosa
– Non adatto ai bambini

IMPORTANTE: SI RICORDA CHE SI VIAGGIA SEMPRE E SOLTANTO SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILTA: PERTANTO PRESTARE LA MASSIMA ATTENZIONE.

PROGRAMMA:
Ore 8:00 Ritrovo Piazza Tasso, Sorrento (automuniti)
Ore 9:00 inizio percorso partenza da Termini
Ore 12:00 circa ritorno a Termini

Contributo a persona 15€
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA COMPILANDO IL FORM:https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSe3O49y2o0EH62hmNuT1f1vLIEmwqXbPWnD64Q_6CMjBeHYMw/viewform
Posti limitati! Affrettatevi! 🙂

Per qualsiasi info contattaci sulla pagina o tramite Email: toonadoinfo@gmail.com

Terapia del dolore, cannabis gratuita. Sarà a carico del Servizio sanitario. La norma nel decreto fiscale

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La cannabis per uso medico, utilizzata soprattutto nella terapia del dolore, diventa gratuita per il paziente e passa a carico dello Stato, cioè del Servizio sanitario nazionale. In tutta Italia. E non solo nelle undici regioni che già lo prevedono, a partire dalla Toscana che nel 2013 era stata la prima fare questa scelta seguita poi da altre, Lombardia compresa. È l’ultima novità del decreto fiscale, il provvedimento che anticipa la manovra, la vecchia Finanziaria, e che ieri è arrivato nell’Aula del Senato. Non è ancora legge ma dovrebbe diventarlo presto. Il decreto potrebbe essere approvato già oggi a Palazzo Madama con il voto di fiducia per poi passare alla Camera, che però non dovrebbe modificarlo visti i tempi stretti per la conversione in legge. Il tema della cannabis è stato inserito un po’ a sorpresa nel decreto fiscale, provvedimento che tratta temi diversi come lo stop alle bollette a 28 giorni per i cellulari e le televisioni a pagamento o l’uscita da scuola degli studenti delle medie senza la necessità di essere accompagnati dai genitori. È il frutto di una serie di emendamenti presentati dal Pd, da Mdp e dal Movimento 5 stelle. Il passaggio dei costi a carico dello Stato in tutto il territorio nazionale non è l’unica modifica di rilievo. Per la cannabis terapeutica vengono stanziati 2,3 milioni di euro. Un fondo che sarà utilizzato per potenziare la produzione da parte dello stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, che detiene il monopolio della coltivazione e della trasformazione legale. «L’obiettivo — dice il ministro della Salute Beatrice Lorenzin — è di garantire il soddisfacimento dell’intero fabbisogno nazionale di cannabis terapeutica, pari a circa 350 chilogrammi l’anno, senza dover più ricorrere all’importazione del prodotto da altri Paesi dell’Unione europea», come è avvenuto in questi anni. Non solo. Il ministero della Salute è autorizzato a estendere ad altri enti e imprese, la possibilità di trasformazione e coltivazione di ulteriori quote di cannabis. Naturalmente seguendo i protocolli del ministero e le regole fissate nello stabilimento militare di Firenze. Previsto anche l’aggiornamento del personale medico, sanitario e socio-sanitario sulle potenzialità terapeutiche della cannabis per uso medico, in particolare sul trattamento del dolore. Viene poi aperta la strada allo sviluppo di nuove preparazioni a base di cannabis per la distribuzione nelle farmacie, dietro ricetta medica non ripetibile. Sarà necessaria in ogni occasione, cioè, una nuova prescrizione, senza poter utilizzare più volte quella vecchia. Oggi in Italia le persone che soffrono di dolore cronico sono stimate in 12 milioni, con punte tra gli over 65 e una presenza più rilevante tra le donne. Gli emendamenti inseriti nel decreto fiscale ricalcano buona parte del disegno di legge sulla cannabis terapeutica approvato alla fine di ottobre dalla Camera dei deputati, dopo una serie di accelerazioni e frenate da parte della maggioranza. Il testo era arrivato al Senato ma avrebbe avuto la strada sbarrata proprio dal decreto fiscale e dalla successiva manovra, che va approvata prima della fine dell’anno e del probabile scioglimento delle Camere per andare al voto in primavera. Di qui la decisione di agganciare il pacchetto sulla cannabis a un provvedimento sicuro di arrivare fino al traguardo. (Lorenzo Salvia – Corriere della Sera)

Terzigno. I vigili urbani scoprono mille immigrati cinesi fantasma che evadono le tasse

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Benvenuti a Terzigno, cittadina vesuviana enclave del Fujian, provincia del sud-est della Cina, dove è partita una particolare caccia all’evasore. Anzi, al «cinese-fantasma»: non soltanto moroso, ma soprattutto irrintracciabile. Basti dire che soltanto nei primi due mesi del 2017 gli agenti della polizia municipale sono riusciti a stanare 1.300 immigrati evasori, per lo più della tassa rifiuti, su un totale di circa 1.700 notifiche tributarie rimaste intonse nella cartella dei postini. E negli ultimi due mesi un’altra cinquantina di residenti sconosciuti all’ufficio tributi sono stati costretti a riemergere dalla fitta penombra della clandestinità in cui avevano trovato riparo, tra sottoscala, cantine e garage trasformati in laboratori del tessile. «Quegli stessi opifici — ricorda il sindaco della cittadina vesuviana, Francesco Ranieri, anche lui dalla fisionomia vagamente asiatica — che nell’ultimo decennio hanno inflitto un colpo mortale alla nostra economia, sfidando le aziende locali con la concorrenza sleale del bassissimo costo della manodopera e della iperproduzione». Terzigno è stata per anni tappa di approdo in Italia per migliaia di cinesi impegnati nel settore della lavorazione del tessile: un comparto, quello vesuviano, strettamente connesso al distretto cinese di Prato. Da qui, con il tempo, si è sviluppata una frenetica mobilità anagrafica, sfuggita ad ogni controllo, talvolta anche con la complicità di chi avrebbe dovuto, invece, esercitare verifiche e compiere sopralluoghi. Cinesi che accoglievano parenti e amici in attesa di ottenere la residenza. Ma una volta ritirato il documento, sparivano improvvisamente, come per magia. Certo, non tutti i cinesi residenti sono evasori. C’è anche chi si è messo subito in regola, rilevando attività artigianali e commerciali, e oggi conduce una vita sufficientemente agiata, pienamente integrato nella comunità locale. «Ma rappresentano il 20 per cento della popolazione immigrata — racconta il comandante dei vigili urbani, Francesco De Rosa — mentre la rimanente parte, dopo dieci anni, non parla o fa finta di non saper pronunciare neanche una parola in italiano». Di recente sono stati scoperti una mensa, in una sede associativa che veniva utilizzata anche come aula scolastica, in condizioni igienico-sanitarie carenti; un ambulatorio infermieristico abusivo, con le flebo allacciate ad alcune sdraio e farmaci di sospetta provenienza; e 31 appartamenti in cui una inchiesta della procura di Torre Annunziata su un presunto traffico di residenze fittizie — che un anno fa portò al coinvolgimento, tra gli altri, di un ex consigliere comunale di maggioranza, di un vigile urbano e di una dipendente comunale — ha svelato la presenza di ben 600 cinesi. Sono oltre 3.000, su una popolazione di circa 17.000 abitanti, coloro che risultano residenti a Terzigno. «Ma molti di essi a lungo sono stati dei fantasmi — aggiunge il comandante dei vigili — figuravano residenti e nel contempo irrintracciabili. Tutti gli avvisi dell’azienda di riscossione, la Geset, per pagamenti arretrati dell’ammontare di circa 600.000 euro, non sono stati mai notificati a causa della irreperibilità degli utenti. Abbiamo incrociato i dati dell’ufficio anagrafe con quelli dei soggetti che avevano chiesto il permesso di soggiorno e la successiva residenza, riuscendo in poco tempo ad indurli a regolarizzare la loro posizione». Grazie al sistema di videosorveglianza è stata, in parte, sanata un’altra piaga, quella dell’attività di smaltimento illecito dei residui della lavorazione tessile. «Poiché — sottolinea il sindaco Ranieri — molti di questi laboratori abusivi preferiscono abbandonare i rifiuti nelle campagne per poi bruciarli, danneggiando l’ambiente». Insomma, un fenomeno incontrollato che, tuttavia, non è stato del tutto risolto. «Oggi c’è più consapevolezza — conclude il primo cittadino — ma per anni la politica ha fatto finto di non guardare. Siamo corsi ai ripari: chiunque voglia ospitare un parente è obbligato ad esibire allo sportello del Comune le ricevute dei versamenti dei tributi degli ultimi anni. In modo da non poter sfuggire». (Angelo Agrippa – Corriere del Mezzogiorno)

Asl Napoli 1 Centro. Referti falsi per i pazienti, licenziato un medico «recidivo»

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Avrebbe confezionato referti falsi, addirittura 18 in un solo turno di straordinario, inoltre non avrebbe manifestato alcun rispetto per gli orari di lavoro. Protagonista in negativo di questa vicenda è un medico dell’Asl Napoli 1 Centro, già finito nei guai nel periodo nel quale si trovava a lavorare al Loreto Mare e ora licenziato in tronco. Trasferito ad un presidio intermedio del distretto Ponticelli – Barra, il medico era poi stato impiegato per esigenze organizzative nel pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta e lì avrebbe stilato i referti falsi. Dalla ricostruzione dell’Asl, tutto risale al 30 giugno scorso, un venerdì particolarmente «caldo» per il medico del pronto soccorso che avrebbe compilato 18 referti per altrettanti pazienti, tutti coinvolti in presunti incidenti stradali. La vicenda ricorda da vicino quella del Cardarelli, che si conclude grazie ai controlli incrociati disposti dal direttore generale Ciro Verdoliva, con due medici radiologi è un ortopedico licenziati in tronco per giusta causa. Tutti gli elementi acquisiti dal nucleo ispettivo dell’Asl su quest’ultima storia sono stati trasmessi dal direttore generale della Napoli 1 Centro anche alla Procura della Repubblica di Napoli che, si legge in una nota diffusa ieri dall’azienda sanitaria, «ha avviato a carico dello stesso un procedimento penale». Nella stessa nota l’Asl parla anche di «compensi in denaro» che il dipendente avrebbe chiesto e ottenuto «commettendo così gravi reati (concussione corruzione – falsità materiale in atti pubblici e altro)». Non bastasse quanto rilevato in pronto soccorso, dal controllo del badge del dipendente è risultato anche un assoluto disprezzo per gli orari di lavoro, con assenze ingiustificate dal servizio che hanno determinato una irrimediabile lesione del vincolo fiduciario. Di qui, il licenziamento senza preavviso. La notizia è stata diffusa nella mattinata di ieri con un commento secco da parte del direttore generale Mario Forlenza. «Per il rispetto della legalità – ha detto – è mia intenzione continuare ad adottare provvedimenti di rigore e severe misure per i dipendenti che si rendono responsabili di comportamenti contrari ai doveri di ufficio». (Raffaele Nespoli – Corriere del Mezzogiorno)

Praiano. In un’intervista al “Corriere del Mezzogiorno” Roberto Pontecorvo racconta l’incontro con Barack Obama

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Roberto Pontecorvo è nato a Praiano ventisette anni fa. «Non c’è l’ospedale, ma vale lo stesso, è come se fossi nato proprio lì» precisa. E subito capisci che è uno meticoloso. Tanto meticoloso da cambiare il destino di quella «creatività senza progetto», caratteristica che troppo spesso pesa come stigma sui meridionali. Tanto meticoloso da testare nel suo paese un «modello di sviluppo di capitale civico» e di conquistare con questo Barack Obama che con la sua fondazione — l’Obama Foundation appunto — lavora per trovare risposte ai grandi problemi della modernità, dalla riduzione delle disuguaglianze al rafforzamento delle comunità. L’ex presidente degli Stati Uniti d’America, a fine ottobre, ha scelto circa cinquecento giovani da sessanta Paesi del mondo e li ha invitati a un summit a Chicago che aveva come obiettivo radunare i «civic leaders» di tutto il mondo, ovvero i giovani che stanno lavorando sulle loro comunità. Due soli gli italiani selezionati, Pontecorvo e Valentino Magliaro dalla provincia di Milano. «Ma lui aveva già partecipato a un grande evento sul food in cui era stato ospite proprio Obama» precisa. Parliamone. Qual è questo modello che da un paese puntiforme come Praiano ha interessato per innovazione un innovatore come Obama? «L’idea si deve al giornalista Claudio Gatti che ha fatto di Praiano la sua seconda residenza dopo New York dove ora è inviato. Amando il paese ne aveva riconosciuto tutte le potenzialità. Così, con la consulenza scientifica di un economista come Luigi Zingales, è stato messo a punto un modello di costruzione di sviluppo di capitale civico che poi abbiamo realmente con testato. Serviva un coordinatore territoriale e l’ho fatto io». Praticamente che avete fatto? «Ideato e realizzato un museo diffuso nelle strade del paese, coinvolgendo 150 tra artisti ed artigiani campani. Oggi Praiano è un museo a cielo aperto, ma non è tanto questo che conta». Conta il modello. Ma qual è? «Questo: abbiamo creato un’associazione Agenda Praiano ma non per agire da soli, per attivare l’intera comunità. Passo successivo: una cassa. Abbiamo aperto un conto in banca sul quale, in poco tempo, il saldo era di ben 20.000 euro». Non un ormai banale crowdfunding? «No nessuna campagna. Quindi ci siamo fatti aiutare da professionisti di rango con i quali abbiamo strutturato il progetto finanziano nel 2015 dalla Regione Campania: 250.000 euro. Per la verità ci avevamo già provato nel 2014, ma per un vizio di forma era stato respinto. Eravamo lì lì per mollare, ci sentivamo a un bivio: abbatterci o riprovare. Ed è andata bene. In nove mesi, tra 2015 e 2016, abbiamo realizzato NaturArte che si ispira a un concetto preciso». Che è? «Per noi era fondamentale che gli artisti conoscessero Praiano, non ci serviva un’opera già pronta. Avevamo fatto ricerche su antiche tradizioni e miti locali e l’obiettivo era reinventare in chiave contemporanea la nostra identità. Il direttore artistico Gennaro Amendola ha selezionato gli artisti, tra cui Lucio Liguori e Paolo Sandulli e, di fatto, si è creato un collettivo. La cosa più importante, infatti, è l’aver testato il modello di costruzione di sviluppo di capitale civico: è questo che ha colpito Obama». Com’è arrivato a voi? «Abbiamo inviato un’application alla fondazione e sono quattro i punti per cui siamo stati scelti. Uno: creazione di un nucleo civico in un paese; due: collaborazione con le istituzioni locali, ma non come mera richiesta di fondi, un rapporto propositivo; tre: una rete di sopporto ampia di professionalità alte; quattro: una struttura di governance ben precisa». Cosa le ha detto Obama? «Ci ha incoraggiati. E poi ha fatto una cosa molto potente: sulla sedia di ognuno di noi ha lasciato un foglio sul quale ci chiedeva di prendere un impegno con la Fondazione e con gli altri ragazzi. “Quando e se incontrerete ostacoli e vi capiterà di voler mollare tutto — ha detto — proprio in quei momenti potrete contattate la fondazione: noi riattiveremo la macchina organizzativa e vi daremo supporto, ideale e materiale». Un database delle motivazioni personali? «Sì, una specie». E lei ora cosa farà? «Vivo tra Praiano e Madrid. Ho scelto questa capitale perché è la più vivace in fatto di impresa culturale che è il settore del quale voglio occuparmi. Ho intenzione continuare ad accumulare esperienze, come già in Belgio e Francia, per poi applicarle qui, nel Mezzogiorno». (Natascia Festa – Corriere del Mezzogiorno)

Quiz al test di Medicina: “In che percentuale si manifesta l’omosessualità?”. I gay insorgono: “Ci considerano malati”

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La domanda sembra un refuso degli Anni Cinquanta: «Quali delle seguenti percentuali rappresenta la migliore stima del verificarsi dell’omosessualità nell’uomo?». È stata posta ieri mattina, in tutti i dipartimenti di Medicina d’Italia, per valutare il grado di preparazione — didattica, ma ancora più clinica — degli studenti. Sessantamila, dal primo al sesto anno. Si chiamano test progress e vengono organizzati da dieci anni dalla Conferenza dei medici della facoltà di Medicina, presieduta da un luminare dell’Endocrinologia e dell’Andrologia, Andrea Lenzi. La comunità Lgbt si è indignata. Cathy La Torre, avvocato di Gay Lex, e Marco Grimaldi, segretario di Sinistra italiana in Piemonte, su Facebook hanno pubblicato una foto del quesito e scritto questo post: «Abbiamo avuto, in forma anonima, una delle domande del test progress. Il quesito è inserito nella sezione in cui si parla di “diagnosi, genetica, malattie e comportamenti da tenere dinanzi a certe malattie”. Dunque vogliamo sapere se la comunità medica italiana ritiene ancora che l’omosessualità sia una malattia. Che senso ha chiedere a futuri medici la stima dell’omosessualità nell’uomo?». La Torre si domanda se, allo stesso modo, venga chiesta la stima dell’eterosessualità dell’uomo, «perché è bene ricordare che eterosessualità e omosessualità sono entrambe varianti naturali del comportamento umano». Cathy La Torre sulla sua pagina social chiede di condividere e commentare. Ottiene diversi appoggi: «Grazie mille, da medico e da 10 per cento». Ma anche interventi di chi ritiene che la domanda sia corretta: «In Medicina non si possono fare problemi di interpretazione del genere, soprattutto quando si usa un linguaggio statistico». L’avvocato di Gay Lex, però, procede: «Pretendiamo una risposta dalla Conferenza dei presidi delle facoltà di medicina: perché questa domanda nel 2017?». La ministra Valeria Fedeli fa sua la posizione e in serata dice: «Il quesito è di una gravità inaudita, sia eliminato e sia sanzionato adeguatamente il responsabile. È francamente incredibile e a dir poco inaccettabile che l’omosessualità sia stata inserita nella categoria delle malattie. Mi auguro che la Conferenza dei corsi di laurea in Medicina provveda a eliminare dall’elenco delle domande del test quella vergognosa domanda, che le risposte date non siano tenute in considerazione ai fini della valutazione del progresso nell’apprendimento di studentesse e studenti». Il presidente Andrea Lenzi, che guida la Conferenza dei medici, è afflitto: «Sono sbalordito per la polemica». Offre, comunque, una risposta all’avvocata La Torre: «La domanda è clinicamente corretta e posta in modo corretto. Non stiamo dicendo quanti malati ci sono, ma sul piano clinico è giusto sapere quanti omosessuali ci sono in Italia, così come quante donne. Sono dati Istat. In Sociologia, in Psicologia, in Statistica esistono queste stime. Uno studente di Medicina deve possedere questi elementi di Statistica e Demografia. Le domande del test sono trecento e quella successiva era ancora di carattere demografico. C’è già stata una polemica simile su una domanda di carattere lesbico, negli anni scorsi. La reazione delle ministra Fedeli? È stata informata male». I progress test sono realizzati ogni anno dal professor Alfred Tenore, insegnante all’Università della California, già direttore di Pediatria all’Ateneo di Udine. «Questi test sono la base per la laurea abilitante, servono per fare l’Esame di Stato e dimostrano che l’università italiana è libera e non ha tabù nel parlare dell’omosessualità». (Corrado Zunino – la Repubblica)

Salerno. Domani alle 10 i funerali delle 26 migranti. Il sindaco: «Partecipate». Lutto cittadino, Luci d’artista spente

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L’ufficialità è arrivata ieri mattina. I funerali delle ventisei giovani vittime del mare, i cui corpi sono arrivati al porto di Salerno lo scorso 5 novembre, si terranno alle 10 di domani, nella piazza degli Uomini illustri del cimitero monumentale di Salerno. Sarà una celebrazione, al contempo, laica e interreligiosa. Parteciperanno le autorità pubbliche, a cominciare dal sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, che ieri, con un manifesto affisso nelle strade cittadine e pubblicato attraverso il sito internet del Comune e i social network, ha esortato l’intera cittadinanza a partecipare e ha ribadito, per l’intera giornata delle esequie, la proclamazione del lutto cittadino. «Sarà una cerimonia assolutamente sobria, commossa e solenne – ha detto Napoli – un commiato a queste giovanissime vittime della globalizzazione e della modernità alle quali daremo l’estremo saluto come amministrazione e come città». Due i segni più forti del dolore espresso dall’intera comunità salernitana. Il più evidente è lo spegnimento delle luci d’artista, quel “buio” che calerà domani, tra le 18.30 e le 19, su corso Vittorio Emanuele, la Villa comunale e piazza Flavio Gioia. È un segno di condivisione, simbolico eppure potente, atto che segna e fissa l’irrompere della morte nel tempo della festa. Il sindaco, ieri, ha inoltre inviato una lettera ai dirigenti scolastici degli istituti del territorio chiedendo ai docenti e agli alunni di dedicare, alle 10 in punto, orario d’inizio dei funerali, un minuto di raccoglimento per le ragazze migranti che hanno trovato la morte nel Mediterraneo. Nella missiva ha anche proposto di riflettere nelle singole classi sul fenomeno dell’immigrazione e sugli scenari politici ed umanitari che vi sono legati. Alle esequie saranno presenti anche i sindaci dei tredici comuni che hanno dato la disponibilità ad accogliere le salme nel cimitero del proprio territorio. Nove dei ventisei corpi riposeranno a Salerno, due a Pellezzano, Baronissi, Pontecagnano Faiano e Sala Consilina, uno a Petina, Sassano, Montesano sulla Marcellana, Battipaglia, Contursi Terme, Novi Velia, Polla, Atena Lucana e Montecorvino Rovella. Ogni primo cittadino sarà “accompagnato” dal gonfalone del proprio Comune, simbolo dell’intera cittadinanza. Al rito funebre interverrà il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, mentre non si hanno ancora conferme sulla partecipazione di autorità civili nazionali. Ieri si vociferava, con una certa insistenza, della presenza della presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, mentre appare meno probabile quella del ministro dell’Interno, Marco Minniti. Oggi le notizie più certe. Il rito interreligioso sarà presieduto, insieme, dall’arcivescovo di Salerno, Luigi Moretti, e dall’imam Abderrhmane Es Sbaa, membro della comunità musulmana di Battipaglia. Si è deciso per questa soluzione in seguito al riconoscimento di due ragazze nigeriane, entrambe ventenni: Marian Shaka e Osato Osaro, la prima identificata dal marito e l’altra dal fratello. Questo ha consentito anche di risalire alla religione professata dalle giovani. Marian era di fede musulmana, Osato di fede cristiana. In segno di rispetto per i rispettivi credi, si è optato per la preghiera condivisa. E, così, l’arcivescovo presiederà quella cristiana, che sarà centrata sulla lettura del Vangelo di Matteo e, in particolare, sul passo in cui Cristo proclama le Beatitudini. L’imam, invece, reciterà una preghiera tratta dal Corano. Anche la preghiera interreligiosa, per quanto determinata da ragioni di opportunità, ha una valenza importante. La Nigeria, il paese da cui provenivano le ragazze scomparse, è teatro di una guerra civile di fatto, per quanto mai dichiarata. Tra le ragioni del conflitto, che ha provocato circa due milioni e mezzo di sfollati, anche quelle religiose, con il gruppo armato di Boko Haram che attacca moschee e chiese, provocando la morte di centinaia di civili. E anche da questo sono fuggite le giovanissime migranti, tra cui due donne incinte. Domani le bare saranno disposte sull’ossario del cimitero, che custodisce i resti mortali dei salernitani senza nome. Senza identità, proprio come ventiquattro delle ventisei ragazze. Su ogni feretro sarà posta una rosa bianca, ma sulle bare delle due donne in gravidanza i fiori saranno due. (Giuseppe Pecorelli – Il Mattino)

Sorrento, opere abusive: chiuso negozio in via Sersale

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Continua la lotta all’abusivismo edilizio in Penisola Sorrentina. Questa volta sono stati presi provvedimenti nei confronti di un esercizio di via Sersale, a Sorrento. Presso l’immobile adibito ad esercizio commerciale, la Polizia Municipale ha riscontrato la presenza di opere in assenza dei titoli urbanistici – ambientali e paesaggistici legittimanti e più precisamente:

1) sostituzione rivestimenti interni e sistemazione aree esterne;
2) modifica dei prospetti esterni avvenuta mediante la sostituzione degli infissi
esterni;
3) apertura di n.3 nicchie sulla muratura esterna lato Via Sersale coperte con infissi
in alluminio;
4) installazione di un distributore automatico ubicato davanti all’apertura su Via
Sersale con conseguente alterazione del prospetto;
5) realizzazione di una piattaforma in muratura destinata all’alloggio dei carrelli
per la spesa, posta sull’area esterna lato Via Sersale con sovrastante apposizione
di ringhiera metallica;
6) cambio di destinazione d’uso del locale dalla preesistente destinazione ad uso
deposito (cat. catastale C2) all’attuale destinazione ad uso commerciale (cat.
catastale C1);
7) realizzazione di un marciapiede in luogo della preesistente rampa ubicato
davanti al vano descritto al punto n.4).

Ecco perché è stato ordinato all’amministratore della società proprietaria del locale di cessare l’attività immediatamente. L’inottemperanza al presente provvedimento costituisce reato punibile ai sensi dell’art. 650 C.P. e che i provvedimenti eventualmente necessari per l’esecuzione d’ufficio saranno adottati con le modalità previste dall’art. 5 del R.D. 18 giugno 1931 n. 773. ORDINANZA CHIUSURA ATTIVITA’ COMMERCIALE VIA SERSALE SORRENTO

Sorrento. Festa di Sant’Antonino rinviata per la coincidenza con il mercoledì delle ceneri. Ma in passato coesistevano

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«Le certezze? Nel nostro Paese non esistono più. Sono rimaste giusto quelle della Chiesa e dei Carabinieri». Quante volte abbiamo ascoltato questi concetti dai nostri vecchi, quante volte li abbiamo usati di fronte a un evento atteso che non arrivava. Delusioni dalla politica, dall’economia, finanche dalla nazionale di calcio. Ma che importa… c’è la Chiesa e i Carabinieri, ci sono le uniche certezze di sempre. E invece no, per i sorrentini bisogna limare ancora. Ci sono solo i Carabinieri. La Chiesa, con l’arrivo dell’Arcivescovo Francesco Alfano, mostra titubanze. E così Sua Eccellenza, Arcivescovo di Sorrento e Vescovo di Castellammare, dopo aver cancellato di colpo i privilegi concessi a sette parrocchie della penisola sorrentina di eleggere il proprio Parroco, ora osa ancora di più, cancella dal 14 febbraio la festa di Sant’Antonino, l’amato protettore di Sorrento. Una decisione motivata con il fatto che Sant’Antonino quest’anno coincide con il mercoledì delle ceneri. Si festeggerà il giorno dopo e don Luigi Di Prisco, il rettore della Basilica di Sant’Antonino, scrive al sindaco Giuseppe Cuomo che tutte le manifestazioni liturgiche, compresa la processione con la statua del santo lungo le strade cittadine, si svolgeranno il 15 febbraio. A memoria d’uomo una cosa del genere non è mai accaduta. E sono tanti, tantissimi quelli che ricordano almeno un altro mercoledì delle ceneri coinciso con la festa di Sant’Antonino. E in quella occasione la mattina si festeggiò il Santo e il pomeriggio le Ceneri. Ma la memoria storica sembra essere stata messa definitivamente da parte nella Curia sorrentina che non perde occasione per manifestare avversione verso le tradizioni anche se sancite, come nel caso dell’elezione dei parroci, nel codice di diritto canonico. Certo, la modernità vuole elasticità, capacità di adattamento alle esigenze. Vuole novità. Forse vuole anche stupire. Ma attenzione, con Sant’Antonino bisogna scherzare poco. Il Santo di Sorrento si festeggia il 14 febbraio. Questa è una legge liturgica, non scritta, ma legge. E i sorrentini a questa certezza non rinunciano e andranno a trovare di certo il loro Santo il 14 febbraio, com’è sempre accaduto. E come sempre accadrà. (Il Mattino)

Eventi

Vico Equense: “io dico No!”, violenza sulle donne.

  La violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L'Assemblea...