AMALFI MEDIA AWARD, CONSEGNATI I PREMI IL 25 GIUGNO L´EVENTO SU RAI UNO. FRA I PREMIATI PETRA RESKI LA SAVIANO TEDESCA

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Le minacce ai giornalisti non sono solo un fenomeno italiano, la Germania non è da meno. Una (ri)scoperta fatta grazie all’intervento all’ Amalfi Media Award della Saviano tedesca Petra Reski che rivela come dopo la pubblicazione de libro Mafia, che parla anche delle connection europee, la sua vita si sia fatta difficile. Si è conclusa in tarda serata con la degustazione offerta dagli chef di Amalfi, guidati da Antonio Dipino e dai suoi chef della stellata La Caravella, la premiazione -evento condotta da Milly Carlucci. Dalla carta stampata alla televisione, dalla radio a Internet. Una professione che cambia sulla spinta dell’innovazione tecnologica, ma che al tempo stesso deve restare fedele ai principi fondamentali del giornalismo. Ieri sera, dopo un convegno tenutosi a Ravello con Petra Rescki e Barbara Serra, alcuni dei nomi più rappresentativi del mondo dell’informazione hanno ricevuto l’«Amalfi Media Coast Award» 2009. Sono Giorgio Bocca, editorialista della Repubblica che riceverà il premio alla carriera; Davide Desario cronista del Messaggero (premio speciale della giuria), Petra Reski, inviata del settimanale Die Zeit (premio internazionale dell’informazione), Sergio Romano, editorialista del Corriere della Sera (premio per la carta stampata), Bruno Vespa, editorialista del Tg1 (premio per la televisione), Franco Bucarelli, inviato del Gr-Rai (premio per la radio), Elia Zamboni, vicedirettore del Sole 24 Ore (premio per Internet), Barbara Serra, corrispondente di Al Jazeera da Londra (premio giornalista italiano all’estero), Laura Delli Colli, inviata di Panorama (premio spettacolo e società), Sandro Provvisionato, curatore e conduttore del settimanale del Tg5 Terra! (premio Meditarraneo), Arrigo Petacco (premio giornalista scrittore), Gianni Letta (premio giornalista nel governo), Sergio Zavoli (premio giornalista nel Parlamento). L’evento, ripreso da Rai Uno e condotto da Milly Carlucci, andrà in onda il 25 giugno in seconda serata. Il premio consiste in una scultura dal titolo “Comunicazione” a firma di Bartolomeo Gatto. Della giuria, presieduta da Biagio Agnes, fanno parte, tra gli altri, Giulio Anselmi, Maurizio Belpietro, Mario Calabresi, Antonio Caprarica, Ferruccio De Bortoli, Ezio Mauro, Paolo Mieli, Roberto Napoletano, Gianni Riotta e di diritto, i Presidenti dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti Lorenzo del Boca, della Rai Paolo Garimberti e il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. Fra gli interventi che hanno colpito quelli di Bocca, di denuncia del sistema informazione, che “non registra la crisi della politica e schiava della pubblicità” e di Petra Reski lasciata sola nella sua Germania per le inchieste sulla mafia. Censure e denunce per MAFIA. Di padrini, pizzerie e falsi preti di cui Petra Reski è autrice da far impallidire anche Roberto Saviato . Oltre 30.000 copie vendute in Germania ” Il mio intento era rendere chiaro che la mafia non è un affare di coppole e di realtà arretrate del sud Italia, ma un problema europeo – ha detto Petra Reski -. Oggi i giornalisti descrivono la mafia come un’organizzazione economica internazionale, non più come un fenomeno criminale con caratteristiche folcloristiche che ne denotano la precisa collocazione nel sud Italia. Petra Reski analizza dettagliatamente la rete mafiosa che unisce l’Italia alla Germania con un giro d’affari che riempie – attraverso il riciclaggio di soldi – conti correnti, attività commerciali e investimenti finanziari muovendo un business politically protected.” Il racconto inizia a Palermo, dove l’autrice incontra la famosa fotografa Letizia Battaglia e sua figlia Shobha. Il viaggio di Petra si rivela fin dall’atterraggio all’aeroporto Falcone-Borsellino come una rimeditazione di tutti i personaggi e le storie conosciute direttamente e indirettamente dalla giornalista nei suoi trent’anni di lavoro come corrispondente sulla criminalità organizzata italiana, dal primo lontano servizio sul poliziotto Saverio Montalbano che fece luce sulle logge massoniche deviate di Trapani a metà degli anni ‘80. Un percorso in cui ogni luogo porta con sé un personaggio, una vicenda politica o di cronaca, un’atmosfera rivissuta con piglio narrativo, in 16 capitoli (più un Epilogo) che vanno dall’incontro col pentito Marcello Fava fino al camorrista e agente di cantanti neomelodici partenopei Carmine Sarno al superboss Matteo Messina Denaro, passando per la ricostruzione di ambienti mafiosi come Corleone e quello, meno noto, in cui si è preparata e perpetrata la strage di Duisburg. Giornalista e scrittrice nata nel 1958, dal 1989 Petra Reski è corrispondente per l’Italia per le pagine culturali del settimanale tedesco Die Zeit, per Geo e Focus e si occupa da sempre di questioni legate alla mafia. Il suo lavoro d’inchiesta le ha procurato sia premi e riconoscimenti giornalistici che minacce e anche una decina di cause fra quelle di censura di alcuni nomi, addirittura accolte da alcuni tribunali, e penali. “Per una giornalista free lance come me è un grave danno – spiega Petra  a Ravello in margine ad un convegno tenutosi prima del premio nella città della musica -, il tempo è fondamentale per chi non ha contratti fissi e queste cause assorbono tanto tempo e impegno rendendo difficile il lavoro. Non credo che in Germania si respiri aria tanto migliore per i giornalisti, anzi ho ricevuto più solidarietà in Italia che in Germania.” La serata ha visto l’esibizione  degli Stadio, di Peppe Servillo
con il Solis String Quartet, Simona Molinari, rivelazione di Sanremo 2009, il tenore  Piero Mazzocchetti, il comico Alessandro Siani e il balletto dell’Accademia Nazionale di Danza, con la coreografia di Adriana Borriello.