SI APRE CONFEDERATIONS, LIPPI PREPARA ESORDIO AZZURRI

0

 IRENE (SUDAFRICA)  – L’Italia è fatta, ed assomiglia molto a quella del 9 luglio 2006. Non ci fosse Cannavaro a marcare visita, la squadra che Lippi sembra avere in mente per l’esordio in Confederations contro gli Usa, lunedì a Pretoria, sarebbe ancor più buona per aprire una discussione: tre anni dopo, l’Italia campione è troppo forte o non ci sono più ricambi? “A 31 anni, non mi sento da rottamare – la risposta immediata di Gigi Buffon – E comunque riportare la nazionale sul tetto del mondo nel 2010 sarebbe la risposta che tutti noi cerchiamo: ora, in Confederations, vogliamo capire chi siamo realmente”. Non è questione di uomini.

Quelli, tra condizioni fisiche, ricambio generazionale a singhiozzo e stati di forma individuali, sono abbastanza chiari. Ancora oggi, sul campo del Southdowns College, il commissario tecnico azzurro ha provato Zambrotta e Grosso terzini con Chiellini in mezzo, Gattuso, De Rossi e Pirlo a centrocampo, Camoranesi, Toni e Iaquinta in avanti. E poco conta se Gilardino si farà soffiare ancora una volta il posto da centravanti a dispetto della sua forma smaccatamente superiore a quella di Toni. I reduci dal mondiale vinto sarebbero in ogni caso 9 su 11, considerando poi che il decimo sarebbe stato il capitano. Se ne è accorta anche la Fifa: tra i numeri della Confederations al via spicca quel 29,7 anni di media con cui l’Italia è la nazionale più vecchia. “Ma si stanno inserendo giovani di prospettiva – spiega Buffon – Lippi ha grande fiducia in noi, ribadisce di continuo che ci porterà enorme riconoscenza ma sappiamo che nessuno rimarrà mai qui a dispetto dei santi”. L’esame della Confederations, chiarisce però il portiere, è più collettivo che individuale. “Personalmente sento tutte le partite ufficiali in nazionale, da Cipro alla Francia. Le amichevoli, invece, anche quelle contro avversarie di rango, non sono banchi di prova reali. E allora sono importanti manifestazioni come questa, non possiamo snobbarle – dice Buffon prima di parlare dell’esame dei singoli – Dovessimo andar male, non è detto che serva una rivoluzione a un anno dal Mondiale. Tutto dipende dalle situazioni: prendete Gattuso, se non rende dopo sei mesi di infortunio, avrà i suoi alibi…”. Non cerca invece scuse, Buffon, dall’altura. “Come portiere la sento meno, ma mi sono accorto dell’effetto dall’aria rarefatta contro i Thswan Eleven: nell’unica parata ho visto il tiro e ho detto ‘ecco l’effettò. Era una sassata, il pallone era molto più veloce. Certo, la maggior fatica nei recuperi va tenuta in conto, e può far soffrire noi di più, puntiamo sulla corsa e sul fisico.

Ma non deve essere un’attenuante”. Il medico azzurro, Enrico Castellacci, ha spiegato che lo staff della nazionale sta studiando le reazioni dei giocatori in prospettiva 2010. Intanto segue da vicino le condizioni di Cannavaro: “Per gli Usa è molto difficile. Per le successive speriamo, siamo ottimisti”. Si tratta però di un dolore al polpaccio, e il rischio ricaduta è dietro l’angolo. Oggi Legrottaglie, fermo per affaticamento, tornerà ad allenarsi. E Lippi saprà se potrà completare la sua Italia o se dovrà affrontare un’emergenza difesa.

                       Michele De Lucia

ansa.it

APPROFONDIMENTI
Confederations Cup: “E’ ora”, festa Sudafrica e test mondiali
 
ASSOCIATE
F1: Montezemolo ammicca a Le Mans, segnale duro alla Fia
 
SPECIALI
Photostory: Confederations Cup, tutto pronto