Camorra: donne usuraie, tra lusso e slot- machine

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Napoli. Abiti griffati, appartamenti di lusso, ore e ore trascorse alle slot-machine. I soldi che guadagnavano dai prestiti usurari, le donne boss della camorra napoletana li investivano cosi´. Le loro vittime? Casalinghe, disoccupati, gente di un rione popolare della citta´ che, spesso, non riusciva neanche ad arrivare a fine mese. Applicavano tassi anche del 240% e a chi non pagava non scontavano minacce e pignoramenti dei mobili. Oggi in sei sono state arrestate. Mariti e parenti in carcere, erano loro, le donne dei ´Quartieri spagnoli´ a gestire gli affari della camorra. A capo di tutte c´era Anna Casella. Moglie di Luigi Di Biasi, boss in carcere del clan Faiano, un tempo attivo nei quartieri, la Casella era il ´capo dei capi´ con il vizio del gioco. I carabinieri l´hanno arrestata in una sala bingo, stamattina, alle ore 5.45: era li´ dalle 23 di ieri sera. Insieme con lei, a gestire l´attivita´, c´era anche Immacolata Bisaccia e Rosa Scorza, rispettivamente moglie e suocera di Renato Di Biasi, fratello di Luigi. L´indagine coordinata dalla Dda di Napoli e´ partita da una denuncia, l´unica arrivata alle forze dell´ordine. E´ stata una donna a portare tutto allo scoperto. Lei senza lavoro, il marito senza lavoro, due figli e i genitori in carcere per droga, non riuscendo ad arrivare a fine mese, e´ stata costretta a chiedere un prestito ad una delle boss usuraie. Poi, non riuscendo a trovare i soldi per pagare il debito, ha deciso di rivolgersi ad un´altra usuraia: ignorava che le due appartenevano allo stesso giro. Per questo e´ stata ´punita´: aveva chiesto 1000 euro ed e´ stata costretta a pagarne 18mila. La vittima ha provato a pagare: ha venduto una parte dei suoi mobili, un´altra l´ha regalata alle usuraie. Poi ha denunciato tutto ai carabinieri portando allo scoperto un sistema ´´collaudato´´, dice la Procura, confermato anche dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ex militanti del clan Di Biasi. Il sistema applicato era quello del ´conto a perdere´: la vittima mensilmente versava un importo tra il 10 e il 20% di quello prestato fino alla restituzione del capitale. I carabinieri, nel corso di una perquisizione a casa delle boss hanno anche trovato in un libro mastro nomi, circa una ventina, sui quali i carabinieri faranno ora accertamenti. Intanto era soprattutto la gente del quartiere a rivolgersi alle boss dell´usura. Persone ´vittime´ della crisi che chiedevano soldi per organizzare un matrimonio, per affrontare un periodo di malattia: quasi sempre per affrontare le spese quotidiane.

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metropolisweb.it                      Michele De lucia